Avvocato specializzato: approvato il Regolamento

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In data 12 agosto 2015 è stato approvato dal Ministero della Giustizia il Regolamento che consentirà agli avvocati di potersi fregiare del titolo di Avvocato Specializzato. Le specializzazioni conseguite non potranno essere più di due ma potranno essere cambiate nel corso degli anni a seconda delle diverse esigenze professionali.

In cosa ci si può specializzare?

Le aree di specializzazione previste sono 18:

– diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori;

– diritto agrario;

– diritti reali, di proprietà, delle locazioni e del condominio;

– diritto dell’ambiente;

– diritto industriale e delle proprietà intellettuali;

– diritto commerciale, della concorrenza e societario;

– diritto successorio;

– diritto dell’esecuzione forzata;

– diritto fallimentare e delle procedure concorsuali;

– diritto bancario e finanziario;

– diritto tributario, fiscale e doganale;

– diritto della navigazione e dei trasporti;

– diritto del lavoro, sindacale, della previdenza e dell’assistenza sociale;

– diritto dell’Unione europea;

– diritto internazionale;

– diritto penale;

– diritto amministrativo;

– diritto dell’informatica.

Come si ottiene il titolo di avvocato specializzato?

I canali sono due:

– essere iscritto all’albo da più di 8 anni (gli stessi utili a poter partecipare al corso propedeutico a diventare avvocato abilitato a patrocinare presso le giurisdizioni superiori) e aver patrocimato cause o affari stragiudiziali negli ultimi 5 anni per almeno 15 l’anno;

– unitamente all’iscrizione all’albo da più di 8 anni aver frequentato corsi di preparazione specifica almeno biennali.

A cosa serve e perchè tanto interesse dietro il titolo di specialista?

Sin’ora la parola specialista o specializzato era stata sempre bandita dai cv dei legali. Il CNF in più di un’ocassione era stato chiaro nel non ritenere deontologicamente corretto l’uso di siffatta espressione.

Ora, al contrario, è il Ministero della Giustizia a vagliare un Regolamento che consente di sbandierare tale titolo.

Perchè?

Se l”Avvocato, pur non specializzato, potrà continuare ad esercitare la professione in tutti i settori di proprio interesse a cosa dovrebbe servire tale sigillo? Perchè così tanto interesse dietro questa parte della riforma?

L’obiettivo è togliere la possibilità all’avvocato privo di specializzazione di esercitare in quel campo?

Probabilmente no. Non in maniera così netta almeno. Forse lo si vuole, semplicemente, marginalizzare sul mercato sempre più aggressivo della concorrenza.

Il titolo, allora, dovrà servire a meglio spendersi sul mercato, così da consentire al “cliente” (in particolare alla P.A. ed alle Società di grandi dimensioni) di scegliere il professionasta con comprovata e certificata esperienza sul campo.

Un’opportunità per aggredire la concorrenza da parte dei più giovani che, magari, sino ad oggi, non erano riusciti a conquistare alcune fette di mercato.

Tutto sembra tornare ed essere corretto sempre che anche il CNF consenta un’adeguata e progressiva apertura verso la pubblicità del profilo professionale dell’avvocato e delle sue specializzazioni. Solo così un titolo tanto importante (viceversa non verrebbe richiesto un corso addirittura biennale) potrà essere adeguatamente valorizzato e l’intera struttura del Regolamento avrà un senso. Se, viceversa, ancora oggi discutiamo sulla possibilità per i legali di usare il profilo facebook a scopi professionali, quella dell’avvocato specialista sarà, l’ennesima, riforma priva di vero contenuto.

Se resterà un bollino sulla carta intestata o una scritta in più sul sito web, crediamo che si tratta dell’ennesima occasione persa nel tentativo di plasmare la professione del futuro.

 

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia