Tutela del possesso: la pronuncia del Tribunale di Messina sulla giustizia fai da te

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Vim vi repellere non licet: Il Tribunale di Messina condanna la giustizia fai-da-te.

Ancora una volta la realtà supera la fantasia. Da una parte, c’è chi apre una luce su un muro di confine d’accordo con il vicino; dall’ altro, il vicino, che approfittando di un periodo di assenza del dirimpettaio, a lavori ultimati, richiudere quel “buco” sic et simpliciter.

Secondo il Giudice messinese, tuttavia, non si tratta di un legittimo esercizio del principio “vim vi repellere licet” in tema di tutela dalla turbativa del possesso, in quanto – nel caso di specie – è possibile individuare l’esistenza di una situazione di fatto tutelabile ai sensi dell’art. 1168 del codice civile anche in ragione della non immediata reazione all’apertura stessa.

Nello specifico è stato chiarito che l’apertura di una luce irregolare nel muro posto sul confine ed appartenente al proprietario dell’immobile limitrofo, crea “una vera e propria servitù di luce ed aria”.

Trib. Messina, Sez. I civile, ord. 20 dicembre 2016, n. 24012

Studio Legale Avvocato Santi Delia