Daily Archives: 6 Luglio 2017

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Il posto dei Congelati SSIS è in GAE: il Tribunale di Palermo condanna il MIUR

Il Tribunale del Lavoro di PALERMO, con sentenza del 4 luglio 2017, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di PALERMO l’immediata ammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e confermando ancora una volta il proprio orientamento favorevole in tal senso,.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Al contempo il giudice ha espressamente mostrato di aderire alla sentenza ottenuta dai medesimi Avvocati innanzi al T.A.R. Lazio riportandosi alle motivazioni ivi spiegate e chiarendo altresì che “è agevole ritenere che ai docenti così abilitati – ossia quelli che, come la ricorrente, hanno conseguito l’abilitazione completando il percorso abilitante quale TFA dopo averlo iniziato come SISS – va riconosciuto il medesimo diritto di accesso alle graduatorie ad esaurimento, già permanenti, spettante agli abilitati SISS”.

La vicenda dei congelati è ormai alla ribalta nazionale e persino la Stampa si sta occupando di questa categoria di docenti anche in quanto esclusi dalla c.d. riforma della “Buona Scuola”.

Tale accoglimento, tuttavia, nel confermare le tesi sostenute dai legali dona speranza a tutti i docenti illegittimamente privati, con l’intervento della l.n. 296/2006, di un diritto loro ex lege spettante.

A differenza di quanto ritenuto dall’Amministrazione, chiude l’Avvocato Santi Delia, “il posto dei congelati SSIS è in G.A.E. ragion per cui è diritto intangibile di tutti questi docenti rientrare a pieno titolo nel piano di assunzioni straordinarie volto a svuotare le G.A.E.”.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E..

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Diplomati magistrale in GAE: arriva la sentenza che decreta l’inclusione in GAE a pieno titolo

Il Tribunale di Ragusa, con sentenza definitiva di merito del 29 giugno 2017, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ammettendo in G.A.E. gli insegnanti e chiarendo che questi ultimi non avevano alcun onere di agire in precedenza. Si tratta di un’ammissione in GAE a pieno titolo.

La sentenza, a differenza di altre di merito che in questi giorni sono state emesse da T.A.R. diversi dal T.A.R. Lazio è assai importante in quanto supera tutti gli argomenti in forza dei quali il MIUR ed altri Tribunali continuano ad affermare l’inesistenza del diritto dei diplomati magistrale all’ammissione in G.A.E. Deve essere ben chiaro, difatti, che nel complesso dibattito sul diritto dei diplomati magistrale ad essere ammessi in GAE non si crede che possa avere valore uno o più sentenze di fatto ripetitive di concetti già espressi quanto, piuttosto, l’accoglimento delle nuove teorie esposte nelle azioni proposte su cui, da tempo, lavoriamo. Non pare, dunque, che la posizione espressa dal T.A.R. Latina secondo cui la sentenza del CDS 1973/15 è tout court applicabile pesi decisivamente sul dibattito, dovendo viceversa accostarvi sempre nuovi spunti.

In tal senso, difatti, interessanti sono le coraggiose parole del Giudice Di Martino, secondo cui, a prescindere dalla sentenza del Consiglio di Stato poi rimessa in discussione con il deferimento alla Plenaria, “ad ogni modo, anche a voler aderire alla tesi prospettata dalla rammentata ordinanza interlocutoria, e a voler quindi ritenere tuttora in vigore il D.M. n. 235/2014, l’esito dell’odierno giudizio non muta: ben può, secondo le regole generali, il giudice ordinario disapplicare l’atto amministrativo perché contra legem”.

Ed è questo, dunque, l’elemento importante che si incastra nell’attuale dibattito circa la tardività o meno delle impugnazioni dei DD.MM. successivi al 2014 su cui il TAR Lazio sta concentrando i propri rigetti.

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