Insegnanti: storica vittoria al Giudice del Lavoro per una docente a cui era stato negato il differimento della presa di servizio.

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Non è affatto vero che la facoltà di differire di un anno spettava solo agli assunti della cosiddetta “Buona Scuola”.

La fattispecie era del tutto peculiare e nonostante la complessità della quaestio iuris gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti sono riusciti a far valere le ragioni di una insegnante che a causa delle contraddittorietà dell’operato del Miur era decaduta dalla presa di servizio.

Il concorso di cui trattasi era quello del 2012 per la classe di concorso infanzia ed Il caso riguardava una docente che quando nel 2016 venne finalmente chiamata ad accettare il contratto presso l’USR Marche si trovò innanzi alla necessità, stante il concomitante rapporto contrattuale lavorativo con altra Società, di chiedere, in conformità alla Legge, il differimento della presa di servizio.
Ebbene il Dirigente scolastico della scuola coinvolta aveva negato il detto differimento basandosi sul fatto che solo la normativa di cui alla L. 107 del 2015 consentiva tale possibilità e non anche quella del piano di assunzione straordinario infanzia.
Ed infatti l’insegnate prima si è vista rigettare l’istanza per il differimento della presa di servizio e successivamente aveva anche perso il posto di lavoro presso la società.
La sentenza del Giudice della sezione lavoro dà ragione alle tesi difensive degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con un altro provvedimento, l’ennesimo, che consente ad una insegnante di essere ripagata per tutti i sacrifici fatti sino ad ora.
Il Giudice ha pertanto affermato che “in relazione al «momento in cui è stata effettuata la proposta di assunzione», e al «tempo richiesto» (nulla avrebbe impedito l’accoglimento della domanda con un differimento di durata inferiore, se ciò fosse stato ritenuto opportuno)”. Il Giudice prosegue: “un potere discrezionale che si volesse attribuire alla singola Amministrazione in casi analoghi, sarebbe senz’altro suscettibile di essere esercitato mediante indicazioni (unilaterali) di carattere generale relative alla propria prassi, anche al fine di una trasparente applicazione del principio di parità di trattamento (ax art.97 della Costituzione) che deve comunque essere rispettato”.

 Adesso il MIUR sarà costretto ad eseguire la sentenza e dovrà anche risarcire le spese legali.

Studio Legale Avvocato Santi Delia