Il TAR “smonta” la soglia di 7/10 nelle prove concorsuali scritte e pratiche.

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Il TAR del Lazio torna a pronunciarsi sul punteggio minimo di ammissione alle prove concorsuali orali ridefinendo i limiti della c.d. soglia e sancendo il principio dell’unitarietà della valutazione delle prove scritte e pratiche.

La vicenda trae origine dal concorso docenti del 2012 in cui era previsto che i candidati potessero accedere alle successive prove solo raggiungendo l’elevato punteggio di 7/10 anziché 6/10, ordinario canone di “sufficienza”.

Il caso, in particolare, riguardava un candidato che, dopo aver superato la prova scritta con un punteggio pari a 23/30, accedeva alla prova pratica di laboratorio conseguendo un punteggio di 6/10, tuttavia non sufficiente a raggiungere la soglia minima prevista dal bando (7/10) come necessaria per superare il concorso.

Nella sentenza del TAR ove si legge a chiare lettere che “per il superamento delle prove e l’ammissione all’orale il punteggio per la prova pratica potrà anche essere inferiore a 7/10 ma la soglia minima da raggiungere – non solo nella prova pratica ma per vero in ciascuna delle prove – dovrà essere non inferiore a 6/10, e ciò in base a quanto dispone il comma 11, ultimo periodo, del citato art. 400, sicché l’attribuzione a una prova di un punteggio che, riportato a decimi, sia inferiore a sei, preclude la valutazione della prova successiva”.

Sono anni che ci battiamo contro le soglie illegittime, a partire da quella imposta per l’accesso ai corsi di laurea in poi” spiega l’Avv. Santi Delia founder dello Studio Legale Bonetti&Delia “la valutazione disgiunta delle prove ha irragionevolmente alzato l’asticella della sufficienza e introdotto un nuovo criterio selettivo contrario alle disposizioni normative”.