CONSIGLIO DI STATO: ACCOLTI IN SEDE CAUTELARE GLI APPELLI SULLE SPECIALIZZAZIONI MEDICHE. BONETTI & DELIA: PER GLI SPECIALIZZANDI SI PROSPETTANO NUOVE AZIONI.

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Con ordinanza n. 626 del 10 febbraio 2021 il Consiglio di Stato ha accolto in sede cautelare collegiale gli appelli sulle specializzazioni mediche, sostenuti dalla FP-CGIL, condividendo le tesi giuridiche degli Avv. Michele Bonetti, Santi Delia ed Arturo Cancrini.

Un accorto esame della Legge Finanziaria” – riportano i tre legali patrocinatori dei ricorsi Arturo Cancrini, Michele Bonetti e Santi Delia – “ha messo in luce la presenza di un comma di Legge non attuato dal Ministero che prevede sostanzialmente per il 2021 la possibilità di fruire di 4.200 borse di specializzazione. Ciò anche in virtù della gravità dell’emergenza Covid e dei noti problemi del Servizio Sanitario, nonché del bisogno dei medici del nostro Paese. Abbiamo così ritenuto di inoltrare un ricorso differente da quelli degli altri anni, che riportasse congiuntamente le esigenze di tanti giovani medici che vogliono giustamente proseguire nella formazione, nonché l’interesse pubblico in questa fase emergenziale ad avere più medici; pertanto, abbiamo proposto un ricorso diretto ad ampliare il numero degli ammessi e non di natura annullatoria”.

L’art. 1, comma 421 della Legge di Bilancio, infatti, prevede che “Al fine di aumentare il numero dei contratti di formazione specialistica dei medici di cui all’art. 37 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, è autorizzata l’ulteriore spesa di 105 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 e di 109,2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025.” Tali risorse devono essere necessariamente impiegate subito poiché i posti servono ora e qualsivoglia interpretazione diversa che prenda in considerazione altri anni accademici stride con il chiaro disposto normativo” – proseguono i legali Delia, Bonetti e Cancrini, i quali precisano che chi non ha proposto questo specifico motivo di ricorso o non ha ancora agito, può ancora procedere con un ricorso straordinario che i tre avvocati avanzeranno con ricorsi collettivi e individuali. (Per saperne di più, sui nuovi ricorsi clicca qui)

Bonetti & Delia, inoltre, evidenziano che il Consiglio di Stato ha stabilito in via di principio che “le borse non intonse non possono restare a priori inutilizzate, se il loro uso può servire comunque ad un’ulteriore specializzazione, perché l’ordinamento non vieta specificamente né di assegnare borse non “intonse”, né tampoco l’inutilizzabilità di quelle parzialmente ottenute”.

Sul tale ultimo aspetto, ricorda l’Avv. Santi Delia, già nel 2019, invero, il Collegio aveva chiarito che “dal momento che la liberazione di posti per rinuncia può avvenire in ogni tempo e le relative risorse sono tuttavia erogate con riguardo al fabbisogno, esse in tanto si liberano e possono esser rinviate all’anno successivo in quanto e solo quando, nei limiti dell’assegnazione, nessun candidato abbia interesse a reclamare o ad occupare posti ulteriori rispetto alle coperture” e aggiunge “pare davvero assurdo e figlio di una politica sanguinosa dei tagli al SSN che si consenta di anno in anno, che un posto rimanga vacante perché sono stati pagati 7 o 10 giorni di frequenza, un mese o due, e se vogliamo addirittura immorale ove si consideri la fase storica che stiamo vivendo; tanto più se si considera il succitato richiamo all’art.1 comma 421 della Legge di Bilancio che a nostro modo di vedere, chiosa l’Avv. Delia, va inteso nel senso che tale aumento e tali risorse dovevano già essere iniettate nell’attuale procedura consentendo ai concorrenti di scegliere nuove sedi.”

Pertanto, il Consiglio di Stato ha disposto l’iscrizione dei ricorrenti anche nella prima sede ambita, considerando che in tutte le scuole di specializzazione dovranno essere distribuiti più posti, ammettendo in sovrannumero gli appellanti, ma pur sempre nei limiti della copertura prevista dalla Legge Finanziaria.