La nostra ricorrente aveva partecipato ad una procedura di interpello indetta dal Ministero della Cultura per ottenere l’incarico nella Direzione Generale Archivi.
L’amministrazione, nonostante si fosse preventivamente autolimitata indicando nel bando una serie di criteri di preferenza da valutare gradatamente, riteneva di poter disapplicare la lex specialis sulla base di valutazioni di opportunità legate alla migliore allocazione del proprio personale all’interno delle varie sedi.
Nel caso di specie, più in particolare, nonostante l’Amministrazione si fosse vincolata a valutare prioritariamente le istanze presentate dai funzionari archivisti di area III, inquadrati nel profilo professionale di archivista di Stato, e solo in loro assenza avrebbe potuto esaminare le istanze di altri profili professionali, ha poi ritenuto opportuno vagliare contestualmente tali istanze addirittura preferendole.
Con tale erronea valutazione il Ministero, come sostenuto a difesa della ricorrente dall’Avvocato Santi Delia, non teneva conto dei criteri di autovincolo originariamente fissati con il bando, i quali rappresentano espressione del principio di par condicio tra i candidati, identificato dalla giurisprudenza quale principio regolatore degli istituti in materia di procedure concorsuali.
Il Tribunale di Messina, condividendo in toto le eccezioni sollevate dall’Avvocato Santi Delia, ha affermato che «è ravvisabile l’apparente fondatezza della ricorrente al conferimento dell’incarico (…) nessuna discrezionalità vi era in capo all’amministrazione in merito alla scelta del candidato cui conferire l’incarico».
Con tale pronuncia, il Giudice ha ordinato al Ministero l’immediata attribuzione dell’incarico alla ricorrente superando, in fase collegiale, la tesi dello stesso Tribunale monocratico secondo cui, innanzi al G.O. non sarebbe possibile un intervento diretto nelle scelte, comunque già compiute, da parte dell’Amministrazione, a fronte dei peculiari poteri dell’Amministrazione.
Commenta l’Avvocato Santi Delia: «la decisione del Collegio evidenzia l’importanza di un processo di selezione equo e rispettoso delle competenze professionali dei candidati, contribuendo a garantire l’efficienza e l’efficacia dell’amministrazione pubblica, per la quale da tanti anni lottiamo a fianco dei nostri ricorrenti. Stante le sempre più importanti “fette” di contenzioso che sono devolute alla giurisdizione del G.O., una tutela piena nell’ambito dei concorsi pubblici non può che ritenersi l’unico approdo conforme a Costituzione».
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