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Diploma magistrale in GAE: arriva la prima decisione della Sesta Sezione dopo la Plenaria. I nostri ammessi in GAE diventano 4.000

Nonostante i tentativi di bloccare l’ingresso dei precari nelle GAE a seguito della rimessione all’adunanza plenaria nella vicenda dei diplomati magistrali, come sapete, la stessa si è pronunciata favorevolmente alle nostre tesi il 27 Aprile. 

Già il giorno successivo, dando segno di convinta continuità, la Sesta sezione del Consiglio di Stato ha riformato l’Ordinanza del T.A.R. Lazio n. 1015/2016 sul ricorso 1738/2016, disponendo l’ammissione nelle G.A.E. dei nostri ricorrenti. L’incipit dell’ordinanza non lascia adito a dubbi: “considerato che, con ordinanza n. 1 del 27 aprile 2016, l’Adunanza Plenaria ha ritenuto, in una fattispecie analoga”.

A questo punto i nostri diplomati magistrale in GAE diventano 4.000.

Trattasi di un’ammissione con riserva” – riferiscono i legali Santi Delia & Michele Bonetti, in prima linea già durante la discussione fiume in Plenaria – “ma è la prima ammissione dinanzi alla Sesta Sezione che dopo la rimessione alla plenaria aveva iniziato a non ammettere più con riserva, rimettendo la questione al TAR del Lazio per la decisione nel merito. Da parte nostra ciò vuole rappresentare un forte segnale”.

Pertanto lo scenario concretizzatosi appare favorevole per le eventuali future pronunce, a cui il T.A.R. dovrebbe uniformarsi.

E’ assai raro, infatti, che lo stesso non si adegui a quanto stabilito dal più alto consesso amministrativo, specialmente dopo che il C.D.S. si è conformato a tale decisione.

CHI NON HA MAI AGITO COSA PUO’ FARE OGGI?

Per tutti coloro che non hanno ancora fatto ricorso è questo il momento di agire.

Come detto non possono più agire innanzi al T.A.R. o al P.D.R.

Possono agire solo innanzi al G.D.L. Il costo è di € 1.000 oltre iva e cpa e contributo unificato se dovuto. Per ogni sede si andranno a fare piccoli gruppetti omogenei.

Per tutti gli interessati si può agire seguendo le indicazioni di cui al seguente link ADERISCI ALL’AZIONE

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Tecnica della Scuola

Appalti e contratti pubblici: edito da Cedam il commentario sistematico

Dopo un lavoro iniziato nel 2011, è stato finalmente edito da CEDAM il manuale a cura del Prof. Fabio Saitta “Appalti e contratti pubblici”.

Il commentario sviluppa le tematiche inerenti “Il Codice dei contratti pubblici” quali lavori, servizi, forniture, ossia il d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (… e successive modificazioni), adottato in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.

Dopo aver a questo dedicato, esauritosi il periodo dei “correttivi”, un corposo volume denso di significativi contributi, si è configurata l’esigenza di rinnovare le riflessioni alla luce delle nuove elaborazioni dottrinali e giurisprudenziali svolte in questi lunghi anni di applicazione.

Si è, infatti, assistito nel tempo ad un progressivo processo volto ad apporre innovazioni sostanziali, si arriva a parlare di istituti di “nuovo conio” si spazia dall’avvalimento al dialogo competitivo, dall’in house providing agli accordi quadro, ed ancora, dalla sponsorizzazione al contratto di disponibilità, istituti di recente applicazione che hanno accresciuto il già variegato quadro normativo, integrandosi con le normative, di diritto interno ma anche comunitario, che vanno a creare insieme solide basi necessarie, ed al contempo indispensabili, per la modernizzazione del sistema amministrativo italiano.

Gli autori del testo, come potrete leggere in Prefazione, sono stati individuati in ragione di una già acquisita ed ufficiale posizione accademica e/o professionale e della loro appartenenza o vicinanza alle Università siculo-calabre (Catanzaro, Messina, Reggio Calabria e Catania).

Per chi scrive è stata occasione di assoluta gratificazione essere annoverato tra questi e chiamato a curare la monografia sull’in house providing.

L’istituto, è trattato nelle sue origini storiche comunitarie e poi applicato alla disciplina interna con un costante occhio alle indicazioni giurisprudenziali sul tema: dall’applicazione ai servizi pubblici locali sino al biennio di vigenza dell’art. 23-bis del d.l. n. 112/2008 ed ai pareri resi dall’A.G.C.M; dal regime post-referendario, alla sentenza costituzionale n. 199 del 2012 sino alle direttive 2014/23/UE e 2014/24/UE.

Buona lettura

 

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Nuova pagina pubblica social Avvocato Santi Delia

Carissimi, abbiamo attivato una nuova pagina social su Facebook per consentirVi di seguire tutte le news in tempo reale sulle attività dello studio.

Ci scusiamo se, al momento, non possiamo accettare ulteriori amicizie sul profilo Santi Delia sin’ora utilizzato e vi invitiamo a sfruttare tale nuova funzionalità.

Basterà “mettere” “MI PIACE” alla pagina pubblica Avvocato Santi Delia per ricevere sulla Vs sezione notizie di Facebook le informazioni di cui avete bisogno.

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CONCORSONE SCUOLA: CDS RIBALTA TAR LAZIO. IN 20.000 NON ABILITATI TORNANO A SPERARE.

Mentre sono in corso di svolgimento le prove del secondo giorno del concorsone della scuola che mira ad immettere in ruolo oltre 60.000 nuovi insegnanti, il Consiglio di Stato accoglie con decreto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ribaltando la decisione del T.A.R. Lazio sul primo ricorso accolto ed ammettendo i laureati privi di abilitazione a partecipare. Si tratta del primo accoglimento con decreto ottenuto in appello che riconferma il primo decreto ottenuto al Tar dagli Avvocati Bonetti e Delia.

L’obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti non in possesso dell’abilitazione seppur spesso assunti quali supplenti dalle Graduatorie di Istituto e quindi già da tempo nel mondo della scuola o ancora escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v’è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale. Tali fini, secondo i legali, avrebbero dovuto essere espressamente previsti dal legislatore e da esso perseguiti con i diversi strumenti già in passato ampiamente utilizzati allo scopo (immissioni in ruolo ex lege, concorsi riservati, riserve nei conconcorsi pubblici), ciò che nella specie non è avvenuto assistendosi ad una vera e propria segregazione nei confronti di tali soggetti. 
Il CDS ha quindi consentito con provvedimenti di urgenza di presentarsi agli esami stessi. 
Sono oltre 20.000 i ricorrenti che hanno tentato la strada dei Tribunali per ottenere di poter partecipare, ad armi pari, ad un concorso che, secondo l’art. 1 del Regolamento sull’accesso al pubblico impiego deve avvenire “per concorso pubblico aperto a tutti”.

Vedi il nostro provvedimento di ammissione

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Corriere della Sera

Il Fatto Quotidiano

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#‎numerochiuso2015‬ Svolta al Consiglio di Stato. Accolti gli appelli. I nostri studenti, ancora una volta per primi in Italia, sono ammessi ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria.

Il Consiglio di Stato, con plurime ordinanze datate 29 aprile 2016 a firma del Pres. Sergio Santoro, con relatori il dott. Castriota Scanderbeg ed il dott. Pannone, ha accolto le istanze cautelari proposte nei ricorsi UDU, patrocinati dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti.

Jacopo Dionisio, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Grazie ai nostri ricorsi è stato finalmente acclarato dal Consiglio di Stato, pur se in una fase cautelare, che le domande del test 2015 erano sbagliate. Per l’ennesima volta è la giustizia amministrativa che riesce a risolvere problemi di fronte ad un Ministero inerme. È l’ennesimo colpo inflitto ad un sistema che fa acqua da tutte le parti.”

Secondo gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti: “È una crepa decisiva nella diga, aperta grazie ai ricorsi dell’UDU. Ad oggi ci sono circa 1000 posti liberi che non vengono sfruttati per i corsi di Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Professioni Sanitarie, a causa della chiusura anticipata delle graduatorie, mentre i nostri ragazzi sono costretti ad andare a studiare all’estero”.

Conclude Dionisio: “E’ ormai evidente che l’attuale sistema a numero chiuso non è più sostenibile: ogni anno tantissimi studenti sono costretti a ricorrere alle vie legali per vedere riconosciuto il diritto all’accesso al corso di studi che si è scelto per il proprio futuro perché il Ministero sbaglia i concorsi. Siamo stufi dei soliti annunci e della vuota retorica: il MIUR deve prendere atto che il muro del numero chiuso sta crollando. È necessario abrogare la legge 264/99 e convocare al più presto il tavolo per discutere realmente il superamento dell’attuale modello”.

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Repubblica.it

La Sicilia

Il Tempo

Studenti.it

Corriereuniv

 

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Plenaria sui diplomati magistrale: la nostra vittoria e tutti i chiarimenti su cosa accadrà.

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato segna un punto importante, forse decisivo, per i docenti in possesso del diploma magistrale.

I “maestri” di scuola elementare e dell’infanzia diplomati prima del 2001, secondo il massimo consesso amministrativo, hanno diritto di entrare nelle graduatorie ad esaurimento e, da qui, stipulare contratti a tempo indeterminato.

Quella del valore abilitante del titolo di diploma magistrale è una battaglia iniziata nel 2011 con un ricorso straordinario voluto dalle Associazioni Adida e La Voce dei Giusti e patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. Grazie a quel ricorso, due anni dopo, il Consiglio di Stato ha per la prima volta affermato il valore abilitante del titolo onerando il MIUR di ammettere nella seconda fascia delle graduatorie di istituto quei 220 insegnanti.

Il MIUR, in quel caso lungimirante, estese il beneficio a tutti i 55.000 docenti in possesso di quel titolo consentendogli l’ammissione in tale fascia nel successivo aggiornamento delle graduatorie. Li escluse, però, ancora una volta dall’ammissione nelle G.A.E. le uniche graduatorie dalle quale si attinge per ottenere il cosiddetto “ruolo”.

Si aprì, dunque, un nuovo contenzioso con il quale i diplomati magistrale chiesero al T.A.R. e poi al C.D.S. l’ammissione in tali graduatorie e, con essa, la stabilizzazione del loro lavoro speso a favore dei bambini della scuola materna ed elementare.

Il T.A.R. Lazio rigettò tutti i ricorsi dapprima affermando che la loro pretesa era infondata e poi negando che la competenza a decidere fosse del Giudice amministrativo rimandando a quello del lavoro. Il Consiglio di Stato sconfessò tali argomenti e in accoglimento dei primi 3.000 ricorrenti difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, li ha ammessi nelle G.A.E.: siamo a marzo del 2015.

Dopo l’ammissione di oltre 10.000 ricorrenti da parte del C.D.S., anche con sentenze definitive, giunse l’ordinanza di rimessione all’Adunanza Plenaria con la quale uno dei Collegi della Sesta Sezione dubitò dell’orientamento fin’ora assunto chiedendo a tale organo di pronunciarsi definitivamente sulla questione.

Oggi, all’esito dell’udienza e di una lunghissima ed articolata discussione, è giunto l’esito del provvedimento cautelare che, ancora una volta, conferma che il posto dei diplomati magistrale è in G.A.E. A questo punto si attende, tra qualche settimana, anche il deposito delle sentenze di merito definitive della stessa Adunanza Plenaria che, a meno di veri colpi di scena, dovrebbe confermare tale posizione in via, davvero, definitiva.

Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, “di un momento storico nella campagna per il riconoscimento di questo titolo di studio iniziata ormai 5 anni fa contro tutto e tutti. Per noi ed i nostri insegnanti è il premio di un lunghissimo lavoro svolto. Il MIUR ha, per oltre un decennio, negato a tutti il valore abilitante di questo titolo inducendo in errore migliaia di insegnati. E’ un decisivo passo avanti per il riconoscimento del diritto di tutti i diplomati magistrale ad ottenere quanto gli spetta“.

COSA SUCCEDERA’ E CHI PUO’ BENEFICIARE DEL PROVVEDIMENTO FAVOREVOLE

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#GMINFANZIA 2012: ultimi giorni per aderire al nuovo ricorso straordinario. Le novità dell’emendamento sull’interregionalità.

Verrà trattato il 23 giugno 2016 il ricorso al T.A.R. per gli oltre 600 idonei al concorso 2012 per la scuola dell’infanzia. Con questo ricorso viene reclamato il diritto di tutti gli idonei delle graduatorie di merito di ottenere il posto che gli spetta dopo, solo per tali soggetti, il piano straordinario delle assunzioni non ha previsto alcun posto a loro riservato.

1989 tra idonei e vincitori del concorso 2012 del “grado”, infatti, sono stati esclusi dal piano straordinario di assunzioni di cui alla Legge n. 107/15.

A fronte di tale esclusione hanno ricevuto la promessa del potenziamento di cui al progetto 0/6 che, pur se letteralmente sembra rivolgersi ai soli iscritti in G.A.E., rimane comunque (ammesso che coinvolga i 1989 docenti di cui si parla) un miraggio visto il rinvio della sua attuazione a quando, con ogni probabilità, tali graduatorie di merito saranno decadute.

In ragione dell’emissione del nuovo bando di concorso, se non si agisce con un’azione volta all’impugnativa di quest’ultimo nella parte in cui esclude dall’attribuzione dei posti banditi gli idonei del concorso, nonostante la validità delle proprie graduatorie, queste decadranno ex lege.

Da ultimo, solo dopo la notifica del ricorso di cui la discussione parlamentare ha dato atto per evidenziare il pericolo dell’annullamento generale del concorso 2016 in atto, è stato approvato un emendamento che consente, solo ove le graduatorie del concorso 2016 non fossero definitivamente approvate entro settembre 2016, di aspirare all’attribuzione del posto anche in altra Regione.

Per questo abbiamo deciso di impugnare il nuovo bando di concorso a difesa di tali docenti sostenendo l’illegittimità del nuovo reclutamento quanto meno nella parte in cui non provvede al previo assorbimento di tali 1989 idonei in conformità agli attuali principi generali in tema di vigenza delle graduatorie.

Stante la scadenza del ricorso al T.A.R. è ora possibile agire con ricorso straordinario. Le adesioni scadono il 7/6.

Per tutti gli aderenti abbiamo predisposto delle FAQ che si aggiungono ai colloqui individuali e collettivi svolti sul tema:

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#GMINFANZIA 2012: partito il ricorso al T.A.R. per oltre 600 idonei. Aperte le adesioni al nuovo ricorso straordinario.

E’ stato notificato il ricorso al T.A.R. per gli oltre 600 idonei al concorso 2012 per la scuola dell’infanzia ed a giorni si attende la celebrazione della prima udienza. Con questo ricorso viene reclamato il diritto di tutti gli idonei delle graduatorie di merito di ottenere il posto che gli spetta dopo, solo per tali soggetti, il piano straordinario delle assunzioni non ha previsto alcun posto a loro riservato.

1989 tra idonei e vincitori del concorso 2012 del “grado”, infatti, sono stati esclusi dal piano straordinario di assunzioni di cui alla Legge n. 107/15.

A fronte di tale esclusione hanno ricevuto la promessa del potenziamento di cui al progetto 0/6 che, pur se letteralmente sembra rivolgersi ai soli iscritti in G.A.E., rimane comunque (ammesso che coinvolga i 1989 docenti di cui si parla) un miraggio visto il rinvio della sua attuazione a quando, con ogni probabilità, tali graduatorie di merito saranno decadute.

In ragione dell’emissione del nuovo bando di concorso, se non si agisce con un’azione volta all’impugnativa di quest’ultimo nella parte in cui esclude dall’attribuzione dei posti banditi gli idonei del concorso, nonostante la validità delle proprie graduatorie, queste decadranno ex lege.

Per questo abbiamo deciso di impugnare il nuovo bando di concorso a difesa di tali docenti sostenendo l’illegittimità del nuovo reclutamento quanto meno nella parte in cui non provvede al previo assorbimento di tali 1989 idonei in conformità agli attuali principi generali in tema di vigenza delle graduatorie.

Stante la scadenza del ricorso al T.A.R. è ora possibile agire con ricorso straordinario.

Per tutti gli aderenti abbiamo predisposto delle FAQ che si aggiungono ai colloqui individuali e collettivi svolti sul tema:

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Concorsone 2016: ammessi a partecipare i docenti già di ruolo.

Dal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i docenti gia’ di ruolo.

La battaglia per consentire la partecipazione di tutti i soggetti compresi quelli già di ruolo era cominciata già nel 2012 in occasione del precedente concorso. In quel caso il Miur perse ma oggi persiste in tali scelte.

L’obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti ed escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v’è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale.

Nei prossimi giorni ed in tempo utile per la partecipazione alle prove, verranno trattati anche tutti gli altri ricorsi.

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