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DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001-2002, DEPENNATI E CONGELATI SISS

RICORSO DOTTORATI TFA SOSTEGNO – DI CHE COSA SI TRATTA E PERCHE’ RICORRERE 

Le GAE sono ancora chiuse per DEPENNATI, CONGELATI SISS e DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002.

I ricorsi al TAR sono scaduti ed è possibile agire solo innanzi al Giudice del Lavoro.

I diplomati magistrale sono fuori dopo che, persino secondol’Adunanza Plenaria, devono essere ammessi in G.A.E.

Ancora una volta non si è consentito ai DEPENNATI ed ai CONGELATI SISSIS che avevano omesso di inserirsi in G.A.E. nel 2009 ma che ora hanno ottenuto l’abilitazione a mezzo del T.F.A. di poter inserirsi e/o reinserisi in G.A.E. Secondo noi si tratta di docenti discriminati perché, pur avendo gli stessi titoli e gli stessi requisiti dei colleghi già presenti nelle Gae, sono esclusi per mancato aggiornamento d’iscrizione, dopo la chiusura delle graduatorie con la Legge 27 dicembre 2006 n.296 o per aver dimenticato di iscriversi nel 2009 quali congelati SISSIS. Di fatto è impedito, a docenti in possesso di titoli e di merito, di avere l’opportunità di lavorare nella scuola per gli ostacoli burocratici frapposti dal MIUR.

Abbiamo già vinto su questo tema tanto suiDEPENNATIquanto suiCONGELATI. Stessa cosa accade per i DIPLOMATI MAGISTRALI che,solo grazie al nostro ricorso straordinario del 2012, sono riusciti ad ottenere il riconoscimento del valore abilitante del loro titolo e la relativaammissione in GAE.


PERCHE’ ADERIRE?

Il ricorso mira all’inserimento del singolo ricorrente nelle GAE, graduatorie che oggi precludono l’inserimento ai nuovi abilitati. Le GAE altro non sono che il canale di reclutamento del personale scolastico, alternativo al concorso pubblico.


CHI PUO’ ADIRERE

Al ricorso in oggetto possono aderire le tre categorie di docenti sopra elencate, ovvero:

  • Diplomati magistrale ante 2001-2002, anche se non hanno MAI insegnato e non sono inseriti in alcuna graduatoria;
  • Depennati dalle GAE, sono tutti coloro i quali per mancato aggiornamento della domanda di permanenza in GAE si sono trovati definitivamente fuori dalle stesse;
  • Congelati SISS, per aver dimenticato di iscriversi nel 2009.

Accettiamo il mandato a difendervi sia se abbiate fatto la domanda di inserimento in GAE negli ultimi 5 anni in occasione degli aggiornamenti GAE sia se a ciò non abbiate provveduto (astrattamente chi non ha fatto la domanda si espone a più rischi ed eccezioni di controparte).


AUTORITA’ ADITA


Essendo ampiamente decorsi i termini per agire innanzi al TAR, si ricorrerà allo stato attuale innanzi al GDL. Chiarò è che ove fosse pubblicato un nuovo DM, che preveda l’aggiornamento delle GAE con relativa riapertura, si potrà agire nuovamente nei termini di legge innanzi al TAR.


TEMPI DELL’AZIONE

I tempi di un’azione innanzi al Giudice del lavoro sono più lunghi rispetto a quelli del TAR, si parla infatti di ca 6 – 24 mesi. Tuttavia, ove ve ne siano i presupposti attiveremo procedure d’urgenza che potrebbero farci ottenere nell’arco di pochi mesi risultati immediati.



COSA FARE PER ADERIRE

  • Compilare e stampare laprocurain 2 copie e inviarla a AVV. SANTI DELIA VIA S. AGOSTINO 4 98122 MESSINAINDICANDO FUORI DALLA BUSTA DIPLOMATI MAGISTRALI, DEPENNATI O CONGELATI A SECONDA DELLA VS CATEGORIA;

  • Allegare la ricevuta di bonifico;

  • Anticipare a mezzo mail la scheda anagrafica, la procura e il bonifico scansionato all’indirizzasegreteria@avvocatosantidelia.it;

  • Allegare un’autocertificazione del servizio reso presso qualunque istituto scolastico.

  • Allegare la domanda di inserimento in G.A.E. PER TUTTI GLI ANNI IN CUI LA SI E’ FATTA e l’eventuale risposta negativa dell’USP;  

  • IN CASO DI CONGELATI chiedere all’Università ove si è attuato il congelamento un certificato che attesti che l’istante, tra l’8 aprile 2009 e l’8 maggio 2009 (termini di presentazione della domanda di inserimento in G.A.E. ex D.M. n. 42/09), non era uno dei soggetti“frequentante i corsi del IX ciclo presso le scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (SSIS), attivati nell’anno accademico 2007/2008” ai sensi dell’art. 4 lett. a) del D.M. giacchè lo stesso, dopo aver ottenuto l’ammissione alla SSIS nell’a.a. 20__/__, ha “congelato” tale beneficio senza aver più possibilità di riprendere il percorso della SSIS per non essere tale ciclo riattivato per l’Ateneo di _____;
    – sottoscrivere in 2 originali ladichiarazione sostitutivacorredata da relativo documento di identità.


COSTO DELL’AZIONE

Il costo è di € 1.000 oltre iva e cpa e contributo unificato se dovuto. Per ogni sede si andranno a fare piccoli gruppi omogenei.

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dirittoscolastico

Accolto il maxi ricorso Adida & Mida sui depennati: gli insegnanti devono essere reinseriti in GAE.

Il Consiglio di Stato accoglie con ordinanza l’appello dell’ADIDA e del MIDA per il reinserimento in GAE degli insegnanti depennati per il mancato aggiornamento delle graduatorie.

Il TAR del Lazio, difatti, dopo un primo provvedimento favorevole risalente alla scorsa estate che aveva consentito l’inserimento in GAE di decine di insegnanti, si era poi espresso negativamente a seguito dell’udienza camerale.

Con l’ordinanza pubblicata in data odierna, il Consiglio di Stato ha confermato il proprio decreto sulla permanenza dei docenti nelle GAE, che da mesi vi erano stati immessi e che in virtù di tale inserimento avevano firmato i contratti a tempo determinato e indeterminato.

“È un grande risultato” dichiarano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, patrocinatori del ricorso “si tratta di un provvedimento che conferma il diritto al reinserimento in GAE degli insegnanti depennati per un mero errore formale e che riguarda centinaia e centinaia di persone”.

dirittoscolastico

Depennati in GAE: IL MIUR CONDANNATO A REINSERIRE IN GRADUATORIA I DOCENTI CHE NON HANNO PRESENTATO DOMANDA DI AGGIORNAMENTO.

Il Tribunale di Crotone, con una pronuncia che consolida ancora una volta l’orientamento giurisprudenziale creatosi grazie ai ricorsi degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, ha condannato il MIUR a reinserire una docente che era stata depennata per non aver presentato la domanda di aggiornamento delle GAE.

“La norma [di chiusura delle graduatorie, n.d.r.] non amplia il novero delle persone iscritte in graduatoria, limitandosi a prevedere la cancellazione della graduatoria in conseguenza della mancata o intempestiva domanda di aggiornamento e a precisare che tale cancellazione non è, però, definitiva (valendo, infatti, soltanto  “per gli anni scolastici successivi”, ovvero per quelli di validità della graduatoria) e consente il reinserimento nelle graduatorie successive. Del reso il carattere ad esaurimento delle graduatorie […] non ha impedito al legislatore di consentire l’inserimento in graduatoria, in via eccezionale, per ulteriori categorie di persone”.

 “È una vittoria che conferma quanto da noi sempre sostenuto” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti “ si tratta di una illegittimità che già da tempo era stata stigmatizzata dal Consiglio di Stato su nostro ricorso”.

Il Giudice d’Appello aveva già chiarito che:“L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiarisce l’avvocato Delia.

Il MIUR, quindi, dovrà reinserire la docente nelle GAE della propria provincia, oltre a ricostruire il punteggio spettantele.

diritto allostudio

Ammissione a Medicina: il TAR Lazio condanna il MIUR. I 1000 posti vacanti vanno attribuiti ai ricorrenti.

In data 2 febbraio 2017 è stata pubblicata una sentenza, nonché un’ordinanza resa in sede di ottemperanza, da parte del Tar del Lazio sulla nota vicenda dello scorrimento della graduatoria, relativamente ai ricorsi UDU patrocinati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia. La questione riguarda circa 1000 posti liberi a Medicina ed Odontoiatria che l’UDU ritiene vacanti con riferimento alle graduatorie 2015/2016. MIUR condannato anche a oltre 4000 euro di spese legali.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Il Ministero è stato condannato da mesi dal Tar a far scorrere le graduatorie. Dopo queste sentenze, centinaia di studenti sono in attesa di vedere riconosciuto anche dal MIUR il loro diritto a studiare per la facoltà che loro avevano scelto, risultando idonei nella graduatoria chiusa in maniera illegittima da parte del Ministero stesso. Nonostante le rassicurazioni che ci sono state date a più riprese dai vari uffici competenti, siamo di fronte ad un Ministero sordo che continua a non dare attuazione a quanto disposto in decine e decine di sentenze. È un atto di una gravità inaudita! Per questo abbiamo promosso le prime ottemperanze, che hanno continuato a darci ragione: basta perdere tempo, diamo a questi studenti la possibilità di studiare!”.

Continuano gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia: “Abbiamo inoltrato di fronte all’inerzia del Ministero dell’Istruzione, due ricorsi prototipi che hanno stabilito che i posti andranno attribuiti ai ricorrenti secondo l’ordine della graduatoria ed altri articolati criteri. Il Ministero è stato anche condannato alle spese per migliaia di euro e si profilano responsabilità erariali per cui abbiamo già dato mandato di inoltrare un esposto alla Corte dei Conti ed alla Procura di Roma al fine di vagliare eventuali ipotesi di reato”.

Conclude Marchetti: “Grazie alle nostre vittorie saranno riassegnati ai molti studenti comunitari tutti i posti rimasti vacanti degli extracomunitari a seguito della chiusura anticipata della graduatoria. Ora ci chiediamo chi ripagherà gli studenti di mesi e mesi di vita persi quando una sentenza dei Giudici dava loro diritto a studiare? Sul punto stiamo valutando una richiesta di risarcimento danni. Sarebbe davvero surreale se il MIUR decidesse di ripetere anche quest’anno lo stesso errore, chiudendo anticipatamente le graduatorie. Siamo pronti a dare battaglia in ogni sede ed in ogni modo possibile perché questo non accada. Il Ministero deve prendere atto del fallimento del numero chiuso e non nascondersi più dietro un dito, facendo perdere ulteriormente tempo agli studenti: vogliamo il libero accesso.”

dirittoscolastico

DIPLOMATI MAGISTRALI, DEPENNATI E CONGELATI SSIS – RICORSO D’URGENZA AL GIUDICE DEL LAVORO

Le GAE sono ancora chiuse per DEPENNATI, CONGELATI SISS e DIPLOMATI MAGISTRALE ANTE 2001/2002.

I ricorsi al TAR sono scaduti ed è possibile agire solo innanzi al Giudice del Lavoro.

I diplomati magistrale sono fuori dopo che, persino secondo l’Adunanza Plenaria, devono essere ammessi in G.A.E.

Ancora una volta non si è consentito ai DEPENNATI ed ai CONGELATI SISSIS che avevano omesso di inserirsi in G.A.E. nel 2009 ma che ora hanno ottenuto l’abilitazione a mezzo del T.F.A. di poter inserirsi e/o reinserisi in G.A.E. Secondo noi si tratta di docenti discriminati perché, pur avendo gli stessi titoli e gli stessi requisiti dei colleghi già presenti nelle Gae, sono esclusi per mancato aggiornamento d’iscrizione, dopo la chiusura delle graduatorie con la Legge 27 dicembre 2006 n.296 o per aver dimenticato di iscriversi nel 2009 quali congelati SISSIS. Di fatto è impedito, a docenti in possesso di titoli e di merito, di avere l’opportunità di lavorare nella scuola per gli ostacoli burocratici frapposti dal MIUR.

Abbiamo già vinto su questo tema tanto sui DEPENNATI QUANTO SUI CONGELATI. Stessa cosa accade per i DIPLOMATI MAGISTRALI che, solo grazie al nostro ricorso straordinario del 2012, sono riusciti ad ottenere il riconoscimento del valore abilitante del loro titolo e, grazie ai nostri ricorsi l’ammissione in GAE.

COSA FARE PER ADERIRE

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dirittosanitario

PARTE L’AZIONE COLLETTIVA PER I RIMBORSI AI MEDICI EX SPECIALIZZANDI CHE NON HANNO MAI INTRAPRESO ALCUN GIUDIZIO.

PARTE L’AZIONE COLLETTIVA PER I MEDICI SPECIALIZZATI DALL’A.A. ACCADEMICO 1978/1979 ALL’ANNO ACCADEMICO 2005/2006, CHE NON HANNO ANCORA INCARDINATO ALCUN GIUDIZIO.

SUL SITO WWW.RIMBORSOSPECIALIZZANDI.IT TUTTI I DETTAGLI DELLE NOSTRE AZIONI

La vicenda degli ex specializzandi risale agli anni ’80, quando furono promulgate le direttive europee 75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE che imponevano agli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai camici bianchi per gli anni di specializzazione post laurea, in medicina.

Tuttavia solo con il d.lgs. n. 257/1991, con circa dieci anni di ritardo, lo Stato italiano procedeva a dare una prima e parziale attuazione alla direttiva n. 76 del 1982 con la previsione di una borsa di studio erogata annualmente, e veniva introdotto il concetto di una formazione specialistica retribuita e a tempo pieno.

Ad innovare il mondo delle specializzazioni mediche interveniva nuovamente nel 1999 il decreto legislativo n. 368 che abrogava il sopra menzionato decreto legislativo 257/91, sostituendo la borsa di studio con l’introduzione di un contratto di formazione-lavoro, ma senza prevederne l’immediata applicazione.

Solo sei anni più tardi con la Legge. 23 dicembre 2005, n. 266 è stato espressamente previsto che tale diverso assetto retributivo si applicasse a decorrere dall’anno accademico 2006-2007.

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dirittosanitario

Scuole di specializzazione in Medicina: MIUR commissariato. CDS ordina immediata immatricolazione.

Il Consiglio di Stato ha dichiarato nullo il provvedimento del MIUR con il quale, nonostante il contenzioso vinto al T.A.R. e al CDS, si negava l’immatricolazione di un giovane medico dalla scuola di specializzazione cui, con merito, aveva dimostrato di poter accedere.

Secondo il Presidente del Consiglio di Stato, “in esecuzione dell’ordinanza cautelare n. 5290/2016, del 28/11/2016 di questa Sezione Sesta del Consiglio di Stato, va disposta l’iscrizione del ricorrente alla scuola di specializzazione in Chirurgia Generale presso l’ateneo di Messina, previa conferma dell’esistenza di due posti resisi nel frattempo vacanti“.

Nonostante il CDS avesse rigettato l’appello del MIUR proposto avverso i provvedimenti del T.A.R. Lazio che aveva accolto il ricorso degli Avvocati SANTI DELIA e Michele Bonetti e ordinato al Ministero di consentire ai nostri medici di rinunciare ai contratti aggiuntivi regionali e permanere in graduatoria nelle varie ed ulteriori scelte di opzione e di scuola, il MIUR aveva adottato nuovi provvedimenti con cui, beffardamente, denegava l’ammissione.

All’esito dei 3 concorsi nazionali, sono stati numerosissimi i posti rimasti vacanti. Borse perse e giovani medici che non riescono a specializzarsi a causa dell’erronea gestione delle graduatorie. E’ assurdo, concludono i legali, che a fronte di posti vacanti non li si assegni a chi ne ha diritto invece di lasciarli vuoti.

Il TAR aveva accolto il ricorso ritenendo che “sussiste il pregiudizio del danno grave e irreparabile ove l’amministrazione non consentisse al ricorrente di rinunciare alle sedi e alle scuole in ricorso indicate e che, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, prevale quello di parte ricorrente a potersi reiscrivere in posizione di attesa nelle graduatorie di Malattie dell’apparato cardiovascolare e in posizione di prenotato in quella di Pediatria”.

Nonostante l’ordine del T.A.R. il MIUR negava il reinserimento e subiva una nuova condanna non potendosi “invocare il difetto di interesse del ricorrente, posto che pertiene a una insindacabile sfera individuale valutare quale sia l’opportunità preferibile in relazione al percorso universitario da seguire”. Stante la posizione del MIUR il T.A.R. ha commissariato il MIUR “nominando in difetto di puntuale esecuzione fin d’ora quale commissario ad acta il prefetto di Roma o funzionario da questi delegato che provvederà nei 15 giorni successivi”

T.A.R. e Consiglio di Stato hanno dunque superato le incertezze interpretative a cui sono sottoposti i giovani medici da una lex specialis poco chiara circa le modalità per accedere ai contratti aggiuntivi spesso differenziata da Regione a Regione e senza possibilità di comprendere compiutamente i limiti effettivi di reddito per accedervi e i vincoli successivi alla stipula del contratto sullo svolgimento del periodo di specializzazione.

I nostri ricorrenti potranno ora iscriversi alla scuola prescelta in virtù dell’effettivo merito dimostrato durante il concorso.

dirittoamministrativo

Graduatorie Ata: la giurisdizione è del Giudice Amministrativo. Accolto appello in CDS.

L’Ufficio scolastico regionale per il Friuli Venezia Giulia aveva indetto un concorso per soli titoli per l’accesso ai ruoli provinciali e per l’aggiornamento delle graduatorie provinciali permanenti di prima fascia relativamente all’anno scolastico 2016/2017, per il profilo professionale di infermiere area B del personale Ata nella provincia di Udine. L’appellante aveva partecipato al predetto concorso, in quanto in possesso del diploma di laurea in scienze infermieristiche pediatriche, nonché del requisito di un’anzianità di almeno due anni di servizio prestato in posti corrispondenti al profilo professionale di infermiere dell’area B personale Ata statale.

L’Ufficio scolastico la escludeva dal concorso in quanto “non in possesso del titolo previsto per l’accesso al profilo professionale di infermiere” e il TAR Friuli Venezia Giulia ha ritenuto che la giurisdizione spetti al giudice ordinario, venendo in rilievo atti di gestione ed aggiornamento delle graduatorie scolastiche.

Il Consiglio di Stato, invece, accogliendo l’appello degli Avvocati Delia e Bonetti, ha confermato la giurisdizione del GA.

“La questione controversa attiene alla giurisdizione in ordine agli atti regolamentari che definiscono le modalità generali di accesso alle graduatorie.

Un primo orientamento ritiene che, in relazione a tali atti, sussiste la giurisdizione del giudice ordinario, in quanto gli stessi vengono in rilievo in via incidentale e pertanto possono essere disapplicati dallo stesso giudice ordinario (da ultimo, Cons. Stato, sez. VI, 8 luglio 2015, n. 3413).

Un secondo orientamento, recentemente sostenuto, ritiene, invece, che in questi casi la giurisdizione spetta al giudice amministrativo, venendo in rilievo “la stessa regola ordinatoria posta a presidio dell’ingresso in graduatoria” (Cons. Stato, sez. VI, 30 novembre 2015, n. 5418; 12 marzo 2012, n. 1406; Id., 2 aprile 2012, n. 1953).

La ragione della preferenza per questa seconda tesi risiede nel fatto che oggetto di contestazione sono atti di macro-organizzazione. La pubblica amministrazione, infatti, con l’adozione dei provvedimenti in esame, a prescindere dalla loro natura di atti normativi o amministrativi generali, definisce le linee fondamentali di organizzazione degli uffici, determinando anche le dotazione organiche complessive (Consiglio di Stato, sez. VI, 29 gennaio 2016, n. 365).

9.- Nella fattispecie in esame l’appellante ha impugnato anche un atto di macro-organizzazione costituito dall’ordinanza ministeriale 23 febbraio 2009, n. 21. La questione posta con l’impugnazione anche di atti di regolazione dell’organizzazione attiene all’accertamento se il titolo di laurea in infermieristica pediatrica rientri tra quelli utili a consentire l’ammissione nelle graduatorie permanenti per il profilo di infermiere. La giurisdizione su tale questione spetta, alla luce di quanto esposto, al giudice amministrativo”.

Cons. Stato, Sez. VI, 2 febbraio 2017, n. 452

dirittoallostudio

Numero chiuso e ammissione a Medicina: il TAR Lazio accoglie i primi ricorsi ed ammette gli studenti extracomunitari sotto soglia

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha appena ammesso 50 studenti extracomunitari per i corsi di Laurea in Medicina e Odontoiatria per le seguenti Università: Bologna, Genova, Marche, Sapienza, Brescia, Milano, Torino, Pavia, Catania, Verona, Chieti e Perugia. Si tratta di ricorsi collettivi patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia per conto dell’Unione degli Universitari e per l’Associazione Faro d’Oriente.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Abbiamo da sempre ritenuto che fossero infondate delle soglie di sbarramento per quegli studenti extracomunitari che vogliono venire a studiare in Italia e che dovrebbero rappresentare una risorsa. Infatti ogni anno rimangono non assegnati molti posti dedicati al contingente per extracomunitari: noi continuiamo a chiedere che tali posti vengano assegnati prima a tutti gli studenti extracomunitari e successivamente a tutti gli altri studenti italiani e comunitari, in modo da coprire tutti i posti realmente messi a bando.”

Riferisce Ahmad Mansur, presidente dell’Associazione Faro d’Oriente: “Ad aver fruito di questi provvedimenti non solo sono studenti arabi, ma anche studenti russi, ucraini, cileni, argentini, americani. Nei nostri ricorsi, insieme all’UDU, riusciamo ad inserire persone provenienti da culture e realtà diverse, come ad esempio israeliani e palestinesi, i quali si recano insieme presso lo studio dell’Avvocato Bonetti aiutandosi anche nel percorso successivo a quello processuale e scambiandosi, col tramite delle nostre Associazioni, informazioni utili per le immatricolazioni e appoggiandosi all’UDU anche per affrontare tutti i problemi della vita universitaria, come per esempio la problematica degli alloggi ove convivono insieme senza muri e divisioni”.

Come sottolinea l’Avvocato Bonetti, patrocinante dell’azione legale insieme all’Avvocato Delia: “Relativamente al ricorso, lo stesso è stato fondato sulla legittimità della soglia di sbarramento imposta agli extracomunitari e sulla circostanza che la stessa si accompagnava ad una strutturale presenza di posti disponibili. Infatti, l’attuale ingresso di 50 studenti non copre i posti liberi in quanto ne restano oltre 200 non utilizzati e per cui non vi è motivo di non redistribuirli agli studenti italiani e non comunitari”.

Conclude Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’UDU: “Ancora un duro colpo al numero chiuso dell’Università italiana. Denunciamo da tempo ormai come il nostro Paese non sia più attrattivo per chi viene dall’estero per una serie di fattori, dal sistema di diritto allo studio sempre più carente ad un modello ad accesso programmato che limita le possibilità di molti, il tutto in un contesto generazionale sempre più drammatico, come testimoniato dagli ultimi dati sulla disoccupazione giovanile. Chiediamo al Ministero di prendere atto di questa situazione e convocare immediatamente il tavolo di confronto per il superamento del numero chiuso, chiesto anche nelle ultime sedute dal CNSU. Vogliamo il libero accesso.”

dirittoscolastico

IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE IL RICORSO PER GLI INSEGNANTI DEPENNATI DALLE GAE

È di queste ore il decreto cautelare reso dal Presidente del Consiglio di Stato che ammette in GAE oltre cento insegnanti depennati dalle graduatorie per il mancato aggiornamento rappresentati in giudizio dall’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia patrocinatori del ricorso sostenuto dalle Associazioni Adida e Mida.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto necessaria l’adozione del provvedimento, stante l’esistenza di una situazione di estrema urgenza, al fine di prevenire effetti irreversibili ed irreparabili quali, ad esempio, la perdita di occasioni di lavoro.

La pronuncia si pone in contrapposizione con i recenti provvedimenti del TAR che non aveva ritenuto meritevoli di tutela le ragioni dei ricorrenti e rappresenta il primo accoglimento per tale categoria sull’impugnazione del DM 495/2016 che sino ad oggi aveva prodotto solo rigetti. Il Giudice d’Appello, al contrario, accoglie il ricorso viste anche le precedenti ordinanze della sezione <<nn. 4170 e 4171 del 23/09/2016, secondo cui, in un caso analogo (relativo al D.M. 325/2015, emanato in prosecuzione dell’attuale D.M. 495/16, e richiamato dall’art. 5 di quest’ultimo, dove per quanto non espressamente previsto nel medesimo decreto, si richiamano le disposizioni di cui al D.M. 235/2014), sussiste “in capo ai ricorrenti un pregiudizio grave ed irreparabile, al quale può ovviarsi – tenuto anche conto della circostanza che trattasi di soggetti che in precedenza erano iscritti nelle graduatorie – mediante l’inserimento delle stesse con riserva in graduatoria, specificandosi che tale inserimento costituisce titolo per la stipula di contratti a tempo determinato o indeterminato”>>.

Nel decreto, dunque, si precisa che i ricorrenti hanno diritto alla stipula di contratti di lavoro a tempo determinato o indeterminato, anche se inseriti con riserva in graduatoria, in base al punteggio posseduto.

Tale provvedimento, comunque, dovrà essere confermato all’udienza collegiale in camera di consiglio prevista per il giorno 16 febbraio p.v.

Per aderire al ricorso al GDL ove anche Tu sei stato depennato dalle GAE per mancato aggiornamento clicca qui

Studio Legale Avvocato Santi Delia