Archivio: News

dirittoscolastico

Concorsone 2016: ammessi a partecipare i docenti già di ruolo.

Dal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i docenti gia’ di ruolo.

La battaglia per consentire la partecipazione di tutti i soggetti compresi quelli già di ruolo era cominciata già nel 2012 in occasione del precedente concorso. In quel caso il Miur perse ma oggi persiste in tali scelte.

L’obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti ed escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v’è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale.

Nei prossimi giorni ed in tempo utile per la partecipazione alle prove, verranno trattati anche tutti gli altri ricorsi.

Continue reading Concorsone 2016: ammessi a partecipare i docenti già di ruolo.

dirittoscolastico

Concorsone scuola 2016: ammessi a partecipare i diplomati magistrale ad indirizzo linguistico

Dal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i docenti in possesso di diploma magistrale ad indirizzo linguistico.

La battaglia per il riconoscimento del diploma magistrale nasce dal nostro ricorso straordinario del 2012 ed è di fatto ancora in corso. I nostri ricorrenti hanno già stipulato contratti a tempo determinato ed indeterminato nonostante la fase cautelare del contenzioso.

Ecco la vera storia di questa battaglia a cui, inizialmente, in pochi credevano.

Ieri è arrivato il primo accoglimento su un gruppo pilota di diplomati magistrale ad indirizzo linguistico. Nei prossimi giorni ed in tempo utile per la partecipazione alle prove, verranno trattati anche tutti gli altri ricorsi.

Continue reading Concorsone scuola 2016: ammessi a partecipare i diplomati magistrale ad indirizzo linguistico

dirittoscolastico

Concorsone scuola 2016: ammessi a partecipare i dottorati

Dal concorsone, come è noto, sono stati esclusi i Dottori di ricerca nonostante il loro titolo sia apicale nel nostro sistema di istruzione.

Nei mesi scorsi, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l’incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.
Invero, per primi, abbiamo già portato avanti questa battaglia al fianco dell’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani.
Quei contenziosi furono vinti su altri aspetti (in particolare le prove TFA vennero di fatto sterilizzate sulla base di altri vizi) ed è quindi oggi possibile continuare a portare avanti la campagna sul riconoscimento del titolo.

Ieri è arrivato il primo accoglimento su un gruppo pilota di dottori di ricerca accuratamente selezionati in ragione di specifiche peculiarità della loro storia. Nei prossimi giorni ed in tempo utile per la partecipazione alle prove, verranno trattati anche tutti gli altri ricorsi.

Si tratta del primo riconoscimento in assoluto verso questa categoria di docenti ottenuta attraverso un’azione collettiva e che consentirà di partecipare alla prova concorsuale.

ADERISCI ANCHE TU ALL’AZIONE  ENTRO IL 7/4/2016

PER ADERIRE SCARICA LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE E SEGUI LE ISTRUZIONI

PER INSERIRE I TUOI DATI IN VIA TELEMATICA VAI AL FORM

Vai alla rassegna stampa

Ansa

Sole24ore

Il Tempo

Giornale di Sicilia

Secolo XIX

Repubblica.it

Tecnica della Scuola

Firenze Post

Sardananews

dirittoscolastico

Il T.A.R. Lazio accoglie i nostri primi ricorsi per l’accesso al concorso docenti 2016

A poche ore dalla chiusura delle iscrizioni al concorsone della scuola che mira ad immettere in ruolo oltre 60.000 nuovi insegnanti, il T.A.R. Lazio accoglie il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia ed ordina al MIUR di far partecipare alla prova anche quei docenti che il bando di concorso e la cosiddetta Legge de “La Buona Scuola” avevano escluso. Si tratta dei primi accoglimenti su categorie distinte di docenti esclusi dalla partecipazione.

L’obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti non in possesso dell’abilitazione seppur spesso assunti quali supplenti dalle Graduatorie di Istituto e quindi già da tempo nel mondo della scuola o ancora escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v’è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale. Tali fini, secondo i legali, avrebbero dovuto essere espressamente previsti dal legislatore e da esso perseguiti con i diversi strumenti già in passato ampiamente utilizzati allo scopo (immissioni in ruolo ex lege, concorsi riservati, riserve nei conconcorsi pubblici), ciò che nella specie non è avvenuto assistendosi ad una vera e propria segregazione nei confronti di tali soggetti. Per altri soggetti, in possesso del diploma magistrale ad indirizzo sperimentale linguistico, nonostante le nostre vittorie sul riconoscimento del valore abilitante del titolo a partire dal 2013, il MIUR ha continuato a disconoscerne il valore nonostante le sconfitte subite durante il precedente “concorsone”.
Il T.A.R. ha quindi consentito con provvedimenti di urgenza di presentare la domanda di partecipazione alle prove e di presentarsi agli esami stessi.
Il Collegio deciderà i primi giudizi pilota già in data 7 aprile quando però sarà preclusa la possibilità per chi non ha inviato la domanda di partecipazione in formato cartaceo di provvedervi. I legali ed Adida consigliano, in tal senso, di inviare la domanda di partecipazione in forma cartacea entro le 14 di oggi.
Saranno oltre 20.000 i ricorrenti che hanno tentato la strada del T.A.R. per ottenere di poter partecipare, ad armi pari, ad un concorso che, secondo l’art. 1 del Regolamento sull’accesso al pubblico impiego deve avvenire “per concorso pubblico aperto a tutti”.

ADERISCI ANCHE TU ALL’AZIONE

PER ADERIRE SCARICA LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE E SEGUI LE ISTRUZIONI

PER INSERIRE I TUOI DATI IN VIA TELEMATICA VAI AL FORM

Vai alla rassegna stampa

Ansa

Sole24ore

Il Tempo

Giornale di Sicilia

Secolo XIX

Repubblica.it

Tecnica della Scuola

Firenze Post

Sardananews

 

 

dirittoscolastico

CONCORSO SCUOLA: ACCOLTE DEFINITIVAMENTE LE CENSURE SULLE MODALITA’ DI CORREZIONE DELLE PROVE SCRITTE

Le prove scritte devono essere annullate e riesaminate da altra Commissione. E’ questa la decisione definitiva del TAR del Lazio su un ricorso, proposto avverso i criteri valutativi adottati durante la correzione della prova scritta del concorso docenti 2012, di una ricorrente che si era vista attribuire una valutazione insufficiente secondo criteri di valutazione non sufficientemente chiari e motivati.

Ora per la ricorrente, che intanto grazie al provvedimento cautelare del TAR aveva superato anche la prova orale ed era stata inserita nella graduatoria di merito del concorso, vi sarà il riesame della prova scritta per mano di altra Commissione.

Il Collegio ha ritenuto che il ricorso dovesse essere accolto “nella parte in cui parte ricorrente articolatamente e approfonditamente contesta, in concreto, le modalità di correzione della prova scritta in questione e ne censura l’eccesso di potere per erroneità nell’applicazione dei criteri e la carenza di motivazione” con particolare riferimento “alla “coincidenza” circa l’attribuzione a tutte le prove svolte dalla ricorrente di un identico punteggio numerico in tutti i campi”.

Il TAR, oltre a censurare le modalità di correzione della prova, ha approfonditamente confrontato i giudizi resi dalla Commissione esaminatrice con le perizie giurate da noi prodotte in giudizio e non contestate dall’Amministrazione; dette perizie secondo il Collegio “costituiscano un importante riscontro esterno, utile ad avvalorare la ricostruzione di parte ricorrente”.

E’ di fondamentale importanza, alla vigilia del nuovo concorso, una decisione di tale natura che ammonisce l’operato approssimativo della Commissione” commentano gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia “Si tratta di posti di lavoro, la posta in gioco è troppo alta per accettare “sviste” simili”.

dirittoscolastico

Da Nord a Sud: Tribunali uniti nella lotta al precariato dei docenti. Il Miur chiamato a pagare oltre 20.000 € per ogni docente illegittimamente assunto a termine.

Sembrava impossibile, ma in poco più di un mese il panorama italiano delle pronunce giudiziali sui precari storici della scuola, si è consolidato sul riconoscimento del risarcimento del danno, degli scatti di anzianità e della ricostruzione della carriera.

Il 5 febbraio 2016 una importante sentenza del Tribunale di Udine, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, con argomentazioni assolutamente incisive, ha fatto chiarezza su questioni che, sino a qualche mese prima, sembravano ormai insormontabili.

In quell’occasione è stato chiarito infatti che “l’indennità ex art. 32, comma 5, della Legge 183/2010 configura, alla luce dell’interpretazione adeguatrice offerta dalla Corte cost. con sentenza n. 303 del 2011, una sorta di penale “ex lege” a carico del datore di lavoro che ha apposto il termine nullo; pertanto, l’importo dell’indennità è liquidato dal giudice, nei limiti e con i criteri fissati dalla novella, a prescindere dall’intervenuta costituzione in mora del datore di lavoro e dalla prova di un danno effettivamente subito dal lavoratore (senza riguardo, quindi, per l’eventuale “aliunde perceptum”) (in questi termini Cass. 29.02.2012, n. 3056). Ciò è sufficiente a rigettare la domanda del Ministero convenuto“, anche in quanto“l’avvenuta percezione da parte dell’attrice dell’indennità di disoccupazione ha influito sulla quantificazione dell’indennità ex art. 32, comma 5, della legge 183/2010“.

Da quella pronuncia si passò poi ad una incisiva conferma della risarcibilità del danno ad opera del tribunale di Cremona il qualeha condannato il MIUR al risarcimento per abuso dei contratti di supplenza respingendo la sua eccezione con la quale si chiedeva la riduzione di tale risarcimento (pari a circa 15.000 euro) per avere la supplente comunque fruito dell’indennità di disoccupazione.

Neanche il Sud è da meno: il Tribunale di Vibo Valentia (con sentenza di qualche giorno fa), accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha fatto breccia anticipando di qualche giorno la pronuncia delle SS.UU. del 15 marzo 2016.

Il risarcimento, infatti, non è riconosciuto al docente solo se il Ministero riesce a “fornire per ciascuna tipologia di assunzione a termine la prova delle esigenze temporanee” ossia “la prova che i contratti a tempo determinato siano stati stipulati per una delle esigenze concrete di cui ai menzionato art. 4 della Legge n. 124/1999 […] “In particolare”, conclude il Tribunale, “non può reputarsi che l’Amministrazione abbia offerto prova della sussistenza dell’esigenza di cui al comma 1 dell’art. 4 dell’Accordo ossia di una supplenza in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali non avendo dato alcuna prova concreta che il posto vacante che la parte attorea occupava sia stato poi oggetto di un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato”.

A far “quadrare il cerchio” si aggiunge la recentissima pronuncia della Cassazione, la quale ha stabilito che “ il lavoratore è esonerato dalla prova del danno nella misura in cui questo è presunto e determinato tra un minimo ed un massimo.”.

Detto in altri termini, le esigenze di tutela che l’ordinamento Comunitario riconosce e auspica vengano adottate dagli stati membri, devono consistere nel fornire adeguate contromisure agli abusi dei contratti a termine; a tal fine l’onere probatorio viene invertito, facendo gravare sul pubblico datore di lavoro l’incombente di dimostrare la mancanza di un danno in capo al lavoratore illegittimamente sfruttato.

Tale soluzione viene corroborata dal riconoscimento dell’esistenza, in via presuntiva, di un danno in capo al lavoratore – che può essere disconosciuto solo nel caso in cui venga fornita la prova contraria dell’assenza di un effettivo danno – commisurata ad un minimo ed un massimo “edittale” corrispondere alle 2,5 – 12 mensilità, ferma restando la possibilità per il lavoratore di fornire, in ogni caso, la prova del danno ulteriore, senza che tale parametro risarcitorio venga ritenuto omnicompensivo di qualsiasi voce di danno incorsa in capo al lavoratore.

All’orizzonte quindi si può scorgere qualche speranza in più per i docenti e per i nostri mille insegnanti che aspettano giustizia.

1200borse

Concorso specializzazioni mediche 2015: Consiglio di Stato rigetta appello MIUR

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello del MIUR e confermato la decisione del TAR con la quale si era stabilito che in caso di posto vacante in graduatoria, il ricorrente per l’ammissione alle scuole di specializzazione di medicina per l’anno accademico 2014 -2015 può entrare con riserva e con la retribuzione della borsa.

Con l’affermazione di questo principio, dopo le vittorie in sede di merito innanzi al Consiglio di Stato con le sentenze del 22 settembre 2015 con riferimento al concorso dell’anno passato, il TAR del Lazio Sez. lll bis con l’Ordinanza n. 5518/2015 del 10/12/2015 per la prima volta aveva accolto un ricorso per l’accesso alle scuole delle specializzazioni mediche ed oggi è arrivata la conferma del Consiglio di Stato.
Questa prima apertura da parte del TAR Lazio dopo un anno di battaglia” ha dichiarato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici ”riconoscendo il pieno diritto alla borsa di studio senza decurtazioni e differimenti, ci lascia ben sperare prima della sentenza sui maxi ricorsi dello scorso anno per le irregolarità nel concorso per le Scuole di specializzazione in Medicina”.
Per gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia patrocinatori dei ricorsi promossi dalla Fp Cgil Medici “nonostante la peculiarità del caso, si tratta di un grande passo in avanti contro tendenza rispetto alle ammissioni sovrannumerarie, senza borsa in attesa delle decisioni sul merito, ottenute fino ad oggi“.

Le prime decisioni finali del TAR sul precedente concorso, finalmente, sono attese dal mese di maggio in poi tra Consiglio di Stato e TAR.

dirittoscolastico

Graduatorie merito infanzia concorsone 2012: le FAQ per aderire al ricorso avverso il bando del concorsone 2016.

1989 tra idonei e vincitori del concorso 2012 del “grado” sono stati esclusi dal piano straordinario di assunzioni di cui alla Legge n. 107/15.

A fronte di tale esclusione hanno ricevuto la promessa del potenziamento di cui al progetto 0/6 che, pur se letteralmente sembra rivolgersi ai soli iscritti in G.A.E., rimane comunque (ammesso che coinvolga i 1989 docenti di cui si parla) un miraggio visto il rinvio della sua attuazione a quando, con ogni probabilità, tali graduatorie di merito saranno decadute.

Per questo abbiamo deciso di impugnare il nuovo bando di concorso a difesa di tali docenti sostenendo l’illegittimità del nuovo reclutamento quanto meno nella parte in cui non provvede al previo assorbimento di tali 1989 idonei in conformità agli attuali principi generali in tema di vigenza delle graduatorie.

Per tutti gli aderenti abbiamo predisposto delle FAQ che si aggiungono ai colloqui individuali e collettivi svolti sul tema:

1) Ho già agito avverso la L.n. 107/15 con altro legale posso oggi aderire a questa azione?

Si, l’aver impugnato i decreti attuati della L.n. 107/15 non comporta incompatibilità rispetto all’azione in essere.

2) E’ necessario comunque presentare domanda di partecipazione al concorso?

Si. Potete seguire le istruzioni indicate nel post dedicato a tutte le altre azioni. Ove occorra la modulistica per inviare la domanda di partecipazione cartacea vi sarà inviata dopo il 20/3 e dopo aver aderito all’azione. Il costo per più azioni è sempre di € 200 cadauna.

Continue reading Graduatorie merito infanzia concorsone 2012: le FAQ per aderire al ricorso avverso il bando del concorsone 2016.

dirittosanitario

Medicina generale: dopo l’ammissione in Sardegna il Consiglio di Stato sospende anche la sentenza della Calabria ed ammette tutti i ricorrenti

Nell’attesa della sentenza di aprile 2016 quando il CDS deciderà con sentenza finale sul concorso dell’anno passato, un altro decisivo round è aggiudicato ai giovani medici ed alla nostra teoria sulla graduatoria nazionale. Era già successo nel caso della Regione Sardegna oggi si è ripetuto, ma di fronte al Collegio titolare dell’udienza del prossimo aprile, con riguardo alla Regione Calabria.

Il Consiglio di Stato, accogliendo l’appello degli avvocati Santi Delia, Michele Bonetti e Umberto Cantelli, ha già detto che la posizione del T.A.R. è errata; tanto errata da convincerlo ad ammettere persino una ricorrente che lo scorso anno non si era iscritta per non aver appellato la decisione cautelare sfavorevole e con punteggio superiore al 60 ma inferiore alla soglia minima di ammissione nazionale (68).

Nel mese di novembre 2015, con un’articolata pronuncia, il Tar del Lazio aveva rigettato le domande dei ricorrenti, “sostenendo l’impossibilità di attuare la graduatoria unica nazionale anche per medicina generale, mettendo l’accento sul fatto che i medici di medicina generale dovrebbero poi continuare la loro carriera all’interno della stessa Regione”.

Continue reading Medicina generale: dopo l’ammissione in Sardegna il Consiglio di Stato sospende anche la sentenza della Calabria ed ammette tutti i ricorrenti

dirittosanitario

Ex specializzandi 1994/2006: Corte appello Messina condanna Miur e Università

Da Quotidiano Sanità. Lo Stato dovrà dunque versare oltre 15mila euro più interessi per ogni anno di specializzazione. Inoltre, è la prima sentenza ad essere conseguita in una Corte siciliana riconoscendo tale diritto ai medici specializzandi del periodo 1994-2006.

03 MAR – Lo Stato condannato nuovamente per l’inadeguata remunerazione della specializzazione medica nel periodo 94-2006. L’azione di Messina è stata patrocinata dagli Avvocati Caronia e Pinelli unitamente all’Avv. Santi Delia. Un’altra sentenza della stessa Corte si attende entro il mese di marzo.  La Corte d’appello di Messina ha oggi “finalmente” riconosciuto il diritto al risarcimento ed all’adeguamento del trattamento economico dei medici per il periodo di specializzazione 94/2006, poiché non adeguatamente retribuito, negli anni di riferimento, in violazione della direttiva 93/16. È quanto riporta in una nota l’Associazione Italiana Medici (A.I.M.).
 
L’Università di Messina è stata condannata a rideterminare le borse di studio, sulla base del parametro dell’incremento di trattamento economico previsto dal CCNL dei medici del Servizio Sanitario Nazionale oltre interessi. Il MIUR è stato poi condannato al risarcimento del danno da liquidarsi nella differenza tra il trattamento percepito e quello dovuto in base ai DPCM 2007, oltre interessi. Lo Stato dovrà dunque versare oltre 15mila euro più interessi per ogni anno di specializzazione. La vicenda degli ex specializzandi risale alle direttive europee 75/362 e 82/76/CEE che imponevano agli Stati membri di corrispondere il giusto compenso ai camici bianchi per gli anni di specializzazione in medicina, laddove in Italia, nonostante tale obbligo comunitario, fino al 2006, non è stato riconosciuto il corretto trattamento economico.

La sentenza di Messina, facendo riferimento non solo alla varia giurisprudenza di Tribunali e Corti di Merito, ma anche a quella della Suprema Corte di Cassazione, ricopre un ruolo molto importante nel quadro giurisprudenziale nazionale, in quanto è la prima sentenza ad essere conseguita in una Corte siciliana riconoscendo tale diritto ai medici specializzandi del periodo 1994-2006. Conferma peraltro l’orientamento delle Corti capitoline, riconoscendo contestualmente sia il risarcimento per violazione della normativa comunitaria sulla adeguata remunerazione, sia il riadeguamento del trattamento economico per mancata attuazione della normativa nazionale

Studio Legale Avvocato Santi Delia