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#GMINFANZIA 2012: il ricorso straordinario per chi non ha mai agito

Tutti i docenti neoimmessi in ruolo con il D.M. 496/16 fuori dalla Regione in cui avevano concorso potranno impugnare anche il nuovo D.M. interregionalità contestando la sede assegnata.

L’adesione è differenziata a seconda se:
1) siete inseriti in GM in forza di un ricorso non ancora definito con sentenza passata in giudicato (ad esempio per il caso della prova preselettiva sulla soglia 35/50): costoro dovranno agire per contrastare la scelta della legge e del D.M. di escluderli. Anche se avete ottenuto l’assunzione dunque dovete agire al fine di evitare la revoca dei ruoli.
2) siete già di ruolo in altra CDC. In tal caso siete stati esclusi da tali assunzioni del D.M. La legge non cita espressamente tale categoria ed è solamente il D.M. a chiarirlo.
3) siete a pieno titolo in GM e non siete di ruolo in altra CDC.

Come aderire al nuovo ricorso (SCADENZA 5/10/2016):

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Specializzazioni mediche: continua la battaglia

Gentilissima Gentilissima Dottoressa/ Gentilissimo Dottore,
sono note a tutti le irregolarità e le mancanze del sistema concorsuale SSM.
Immediatamente dopo l’istituzione del Concorso Nazionale proponemmo un ricorso con la FP CGIL Medici, avallato da importanti associazioni per denunciare, oltre ai vizi concorsuali (http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/02/09/news/medicina-storia-del-concorso-delle-polemiche-test-copiati-quiz-rimossi-e-compiti-modificati-1.198575), nel caso di specie un sistema sempre più ad “imbuto” (anziché a “cilindro” come quello cui aspiriamo) ove strutturalmente le politiche ministeriali sceglievano di delimitare la già effettuata programmazione degli studi a medicina.
Raggiungemmo per primi importanti, ma ancora insufficienti risultati. Vincemmo alcuni ricorsi sulla decadenza dalla graduatoria (http://www.avvocatomichelebonetti.it/dicono-di-noi/2014/vittoria-al-tar-sulle-scuole-di-specializzazione-in-medicina-dicembre-2014-marzo-2015/491-sanit-ilsole24ore-18-12-2014/file) e sui posti disponibili; purtroppo le indagini dovute a problemi strutturali del nostro sistema e a tanto altro fan sì che, nonostante l’accoglimento del Consiglio di Stato (http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/medici-e-affini/specializzazioni-mediche/1269-ssm-il-consiglio-di-stato-ammette-in-sovrannumero-alcuni-ricorrenti), i nostri ricorsi siano ancora in gran parte pendenti.
Riteniamo, però, che la battaglia non debba arrestarsi, e nonostante sia sotto gli occhi di tutti che i ricorsi non possano cambiare questo sistema incancrenito di complicità a vari livelli, è altrettanto chiaro che non si può rimanere inermi.
Per questo, pur consapevoli delle difficoltà dei ricorsi in campo di scuola di specializzazione, stiamo raccogliendo alla seguente email segnalazioni.ssm@gmail.com tutte le irregolarità del concorso di quest’anno, per valutare l’opportunità di inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica Italiana gratuito e a nostre spese.
Il sistema concorsuale è infarcito di irregolarità e domande errate neanche annullate da parte del Ministero. Sul punto i nostri periti hanno già avuto mandato di stilare una perizia giurata per confutare queste domande, e a seguito delle quali valuteremo l’opportunità, qualora ve ne siano i requisiti, di inoltrare piccoli gruppi di ricorsi collettivi.
Vi invitiamo, pertanto, ad inoltrare le vostre segnalazioni alla presente email e/o a compilare il seguente form

https://docs.google.com/forms/d/1d3t5LbFsSymZv2Dgnl5GI33VnxkOYWdQOptANKHGOps/editusp=sharing
Sempre dalla Vostra parte.
Michele Bonetti, Avvocato.

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Diplomati magistrale in GAE a Trento: la vittoria in Consiglio di Stato e l’ottemperanza della PAT

Gentilissimi,

Vi informo che ho posto dei quesiti alla Provincia Autonoma al fine di chiarire i Vostri dubbi più frequenti e, presumibilmente entro la giornata di domani, riceverete un’opportuna comunicazione.

I quesiti posti riguardano in particolare la possibilità di permanere nelle GAE dell’eventuale attuale provincia di appartenenza ed essere inseriti a Trento su altra classe e la possibilità di immediato trasferimento da altra provincia (in cui si è inseriti con riserva con un provvedimento cautelare) a Trento.

In allegato troverete la missiva inoltrataci dalla Provincia Autonoma di Trento e datata 29 agosto 2016 con la quale si informa che i ricorrenti potranno presentare domande di inserimento nelle graduatorie provinciali a partire dalle ore 10 de giorno 1 settembre e fino alle 14 del giorno 30 settembre 2016 tramite le funzionalità “SIDI – Istanze on line”.

Qualora non abbiate già provveduto Vi rimetto il form da compilare per l’immissione nelle GAE (graduatorie provinciali) di Trento (https://goo.gl/forms/DsbhGBLprVzMeg4z1) a seguito del provvedimento cautelare del Consiglio di Stato n. 3393/16 pubblicato il 5 agosto 2016.
Ricordo che allo stato attuale, per le graduatorie di Trento, sono disponibili posti solo per la primaria. Inoltre è da segnalare che vi è un’incompatibilità tra GAE nazionali e trentine, Vi invito pertanto a scegliere tra le due graduatorie in quanto entrambi i ricorsi sono retti dai medesimi principi giurisprudenziali. Indicativamente non è possibile permanere in una GAE per una CDC e a Trento per un’altra.
Qualora invece non aveste interesse o aveste già effettuato la rinuncia, Vi invito comunque a compilare il form specificando la Vostra mancanza di interesse spuntando la relativa casella.
Inoltre è la Provincia Autonoma di Trento con la nota prot. n. S166/2016/437794/7.2 (vd. Allegato) in cui si informa: “che i ricorrenti potranno presentare domanda di inserimento nelle graduatorie provinciali ulteriore fascia a partire dal 1 settembre […] che i ricorrenti devono verificare la sussistenza del proprio accreditamento sul portale SIDI- Istanze on-line, e che a norma di quanto previsto dal Decreto del Presidente della Provincia del 17 dicembre 2014, n. 11-13/Leg. i ricorrenti, ove inseriti nelle graduatorie di altra provincia dovranno cancellarsi dalle medesime.”
Sempre al Vostro fianco.

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PRECARI DELLA SCUOLA: MODALITA’ DI ADESIONE AL RICORSO PER LA STABILIZZAZIONE

A chi è rivolto.Tutti i docenti (Abilitati e non) che abbiano sottoscritto un contratto a tempo determinato con una amministrazione scolastica nel corso dell’anno scolastico appena terminato, possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro. In totale, nel loro percorso di insegnamento, devo aver sommato contratti utili a superare i 36 mesi di servizio, quanto meno per chiedere la stabilizzazione o il risarcimento danni. Ove si volesse agire solo per la ricostruzione di carriera, invece, il requisito dei 36 mesi non e’ necessario.

Obiettivo del ricorso. Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l’intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine. Cosa più importante rimane la richiesta di stabilizzazione, in merito alla quale si è già espresso con sentenza il Tribunale di Fermo su ricorsi da noi proposti, nonchè i Tribunali di NapoliMonzaLatina, PordenoneNolaCremonaRiminiCuneoArezzoAvezzanoPiacenza, Genova e altri ancora.

ISTRUZIONI PER L’ADESIONE:

Primo passo – Cosa c’è in allegato e cosa farne:

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CDS: altra vittoria dei nostri ricorsi sui posti rimasti liberi per chiusura delle graduatorie.

Nei giorni passati il Consiglio di Stato ha accolto tre ricorsi dell’Unione degli Universitari, patrocinati dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, riguardanti l’immatricolazione in sovrannumero di quegli studenti che hanno ricorso contro la chiusura anticipata delle graduatorie relativamente agli Atenei della Sapienza, di Firenze e del Molise.

Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, dichiara: “Si tratta di una sentenza che crea un precedente molto importante, essendo la prima ordinanza collegiale con cui il Consiglio di Stato riconosce il diritto dei ricorrenti ad essere immatricolati da subito in sovrannumero. Inoltre, il Consiglio di Stato collegialmente adopera un criterio preciso per l’attribuzione dei posti disponibili, basato sul completamento delle graduatorie che presentano posizioni utili, seguendo l’ordine di preferenza indicato dal candidato e pertanto rispettando la programmazione dei posti e la distribuzione tra le varie sedi. “

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#GMINFANZIA2012: TAR LAZIO RIAMMETTE DOCENTI ESCLUSI DA PIANO DI ASSUNZIONI STRAORDINARIO

Il Presidente del TAR Lazio, con 3 distinti decreti, ha accolto i ricorsi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ordinando al MIUR di consentire ai docenti già di ruolo ed a quelli ancora inseriti nelle graduatorie di merito del concorso 2012 di poter partecipare al piano di assunzioni straordinario di cui al D.M. 496/2016 varato ad hoc per svuotare le graduatorie infanzia.

Il MIUR, infatti, dopo il ricorso proposto dai legali per oltre 600 idonei e vincitori del concorso 2012, era corso ai ripari varando un piano di assunzioni ad hoc che, però, rischia di portar fuori sede centinaia di docenti che avevano concorso per la loro Regione.

Da tali assunzioni, in ogni caso, il MIUR aveva tenuto fuori due categorie di docenti seppur regolarmente presenti in graduatoria:
1) i docenti inseriti in GM in forza di un ricorso non ancora definito con sentenza passata in giudicato (ad esempio per il caso della prova preselettiva sulla soglia 35/50).
2) i docenti che, dopo aver partecipato al concorso 2012, sono stati assunti in ruolo in altra CDC ed attraverso altri canali.

Il T.A.R. ha accolto la tesi dei legali e ritenuto illegittima la scelta del MIUR di escludere dalla partecipazione queste categorie ordinando al Ministero di consentire la presentazione della domanda.

Per tutti i soggetti che sono in tale situazione è ancora possibile ricorrere ed ottenere l’ammissione al piano di assunzione. In tal senso consigliamo a tutti i docenti che hanno tali caratteristiche di presentare, comunque, domanda cartacea di ammissione al piano straordinario anche a mezzo raccomandata a.r. (cartacea) o a mezzo pec ENTRO IL 9 AGOSTO 2016, pur se anche chi non lo avesse fatto può agire in quanto non doveva presentarsi alcuna domanda per restare in Regione.

Per aderire all’azione clicca qui

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DIPLOMATI MAGISTRALE: DOPO UNA LUNGA BATTAGLIA CAPITOLA ANCHE LA PROVINCIA DI TRENTO

La definivano un’impresa impossibile, considerando la peculiare normativa trentina che gode di una disciplina speciale ad hoc.

Avevamo proposto un ricorso straordinario avverso la Provincia Autonoma di Trento” a parlare sono gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia patrocinanti dei ricorsi per conto dell’ADIDA. “In modo da includere tutti coloro che erano rimasti fuori dalle GAE nazionali. La Provincia di Trento si è difesa con tutte le Sue forze trasponendo la causa al TAR locale, che in due occasioni ci ha condannato anche a migliaia di euro di spese legali. Oggi il Consiglio di Stato ha finalmente fatto giustizia ed ha eliminato quest’ultima disuguaglianza all’interno della Repubblica”.

Sono 500 i docenti immessi così nella Provincia di Trento e che ivi potranno aspirare a contratti a tempo determinato e indeterminato”. Riferisce così Valeria Bruccola da parte dell’ADIDA che annuncia che si recherà a Trento per contrattare l’estensione del provvedimento anche per i precari che non hanno fatto ricorso.

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CONCORSONE SCUOLA: CDS RIBALTA TAR LAZIO. Esistono titoli equipollenti all’abilitazione all’insegnamento.

Mentre sono in corso di svolgimento le prove orali e pratiche del concorsone della scuola che mira ad immettere in ruolo oltre 60.000 nuovi insegnanti, il Consiglio di Stato accoglie con provvedimento collegiale il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ribaltando la decisione del T.A.R. Lazio ed ammettendo i laureati privi di abilitazione a partecipare. Si tratta del primo accoglimento collegiale ottenuto in appello motivato con riferimento all’esistenza di un titolo di abilitazione equipollente rispetto a quello all’insegnamento.
Secondo il Consiglio di Stato “la concessa misura cautelare può essere confermata in ragione della particolarità del titolo abilitativo posseduto dall’appellante”.
Il nostro caso “pilota”, con il quale miriamo alla dichiarazione di incostituzionalità della Legge n. 107 (c.d. Buona Scuola) dimostrando l’irrazionalità della necessità del possesso sempre e comunque della sola abilitazione all’insegnamento scolastico per soggetti ben più titolati che insegnano da anni ed hanno dottorati, pubblicazioni e l’abilitazione scientifica nazionale per i docenti universitari, riguardava un docente in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale (ASN) per poter essere chiamato quale Professore associato all’Università ma che, secondo il MIUR, non poteva neanche partecipare al concorsone.

Nei giorni scorsi, su questa scia, ed argomentanto grazie ad un’articolata teoria sul confronto tra i percorsi abilitativi (1 anno) ed il dottorato (3 anni), siamo riusciti a sostenere che tale titolo dottorato (il più alto del sistema di formazione italiano ed europeo) non può essere ritenuto non sufficiente almeno per la mera partecipazione al concorso.

L’obiettivo di Viale Trastevere era evidentemente volto a ridurre la platea dei partecipanti impedendo anche la mera presentazione della domanda a tutti i docenti non in possesso dell’abilitazione seppur spesso assunti quali supplenti dalle Graduatorie di Istituto e quindi già da tempo nel mondo della scuola o ancora escludendo chi già ha un posto a tempo indeterminato. Per costoro, in particolare, il MIUR ha deciso che avendo già un posto in scuola statale non v’è spazio per una nuova assunzione e, quindi, per un loro miglioramento professionale. Tali fini, secondo i legali, avrebbero dovuto essere espressamente previsti dal legislatore e da esso perseguiti con i diversi strumenti già in passato ampiamente utilizzati allo scopo (immissioni in ruolo ex lege, concorsi riservati, riserve nei conconcorsi pubblici), ciò che nella specie non è avvenuto assistendosi ad una vera e propria segregazione nei confronti di tali soggetti. 

Consiglio di Stato, Sez. VI, 22 LUGLIO 2016, PRES. SANTORO, EST. PANNONE

 

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Diplomati magistrale in GAE: il TAR Lazio ne ammette altri 2500

Altri 2500 diplomati magistrale entrano in GAE e “prendono la Bastiglia”. All’esito dell’udienza del 14 luglio il TAR LAZIO ha accolto 4 maxi ricorsi patrociniati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ordinatone l’ammissione in GAE.
Avevamo previsto che, stante il rinvio della Plenaria, sarebbe stato difficile che il T.A.R. decidesse nel merito e per questo abbiamo imbastito una complessa strategia difensiva che ha portato all’immediato accoglimento dell’istanza di ammissione in GAE nelle more del merito che si terra a marzo 2017“, dicono Bonetti e Delia. La mossa si è rivelata corretta anche in quanto apprendiamo in questi giorni (http://m.tecnicadellascuola.it/precari/item/22353-diplomati-magistrale,-il-tar-lazio-rinvia-tutti.html) che altri contenziosi analoghi sono stati rinviati.
Quella del giudice amministrativo, secondo noi, è la sede naturale di questo contenzioso in quanto per anni, nel silenzio della legge, con provvedimenti autoritativi e non semplicemente datoriali, il MIUR ha ignorato l’esistenza dei diplomati magistrale relegandoli in III fascia di Istituto. La scelta del T.A.R. Lazio di risolvere questi contenziosi, in questa fase, sin dalla fase cautelare, dimostra che l’orientamento sia oramai stabile e ci auguriamo che tale si confermi almeno sino all’attesa sentenza della Plenaria di novembre che, verosimilmente, non dovrebbe giungere prima del prossimo Natale. Innanzi a decisioni dei vari Tribunali sempre più contrastanti, la via del T.A.R. Lazio, al momento, appare più certa e stabile ed è per questo che abbiamo deciso di spostare parte del contenzioso pendente innanzi al Giudice del Lavoro al T.A.R. con risultati che, al momento, confermano la bontà della scelta.

Su questa via, tra l’altro, si colloca la nuova azione volta all’impugnazione del D.M. 496/16 rivolta a tutti i soggetti fuori dalle G.A.E. e anche a chi vi è dentro con riserva. Questo D.M., difatti, a differenza dei precedenti, ha vizi propri che possono essere fatti valere autonomamente. Adida ed il Mida, in tal senso, propongono, con il patrocinio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, ricorsi collettivi a 100 euro per diplomati magistrali, depennati e congelati e, al fine di rilanciare un nuovo percorso anche politico sugli abilitati TFA e PAS, ricorsi a prezzi simbolici per tali categorie. Le adesioni scadono il 30 luglio.

Nonostante l’ammissione ottenuta oggi attraverso una scelta strategica particolarmente complessa che ci ha consentito di far trattare nuovamente la domanda cautelare ed evitare uno scontato rinvio del merito a dopo la decisione della Plenaria, siamo sempre dell’idea che, cautelativamente, tutti i nostri ricorrenti che oggi, dopo anni di precariato, hanno avuto l’accesso in GAE, debbano partecipare alla nuova azione con scadenza 30 luglio ove già non lo avessero fatto entro l’8 luglio scorso“.
Si tratta, commentano Bonetti e Delia, “di un nuovo e decisivo snodo della vicenda giacchè senza la conferma della giurisdizione in capo al Giudice amministrativo è impossibile una tutela collettiva di categorie così ampie di soggetti. Gli insegnanti, infatti, non potendo accedere alla giustizia del G.O. perchè troppo costosa, risulterebbero costretti a rinunciare alla tutela costituzionalmente garantita con gravissimi problemi di tenuta del nostro sistema“. “Il riconoscimento dei diritti nel mondo della Scuola“, come ricordano i legali, “è largamente proveniente dalla tutela giudiziale solo nei confronti della quale i Governi si sono piegati“.

Per aderire alla nuova azione con scadenza 31 agosto clicca qui

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Mobilità docenti 2016: al via i ricorsi al Giudice del Lavoro

Il servizio prestato in scuola paritaria. L’ordinanza 8 aprile 2016, n. 241 in materia di mobilità prevede dei limiti per il riconoscimento del punteggio del servizio nella scuola paritaria ai fini della mobilità.

Sono valutabili solo gli anni svolti in scuole primarie paritarie che abbiano conservato anche lo status di parificata insieme alla qualifica di paritaria e solo fino al 31 agosto 2008. Sono inoltre riconoscibili gli anno svolti nella materna paritaria, ma solo se comunale.

Tale decisione trova la propria fonte nella contrattazione collettiva giacchè è proprio il CCNL a disporre che il servizio non verrà conteggiato.

A nostro modo di vedere la decisione della contrattazione collettiva e ora dell’ordinanza sulla mobilità mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente antitesi con i principi interni e comunitari che mirano ad evitare ogni discriminazione tra i vari lavoratori nonostante svolgano mansioni analoghe. In tal senso, come già accaduto nell’ampio contenzioso sul riconoscimento del servizio preruolo da noi portato avanti, si può sostenere l’applicazione diretta della Clausola 4 della Direttiva 1999/70/CE e l’illegittimità, tra gli altri, con l’art. 2 comma 2 del d.l. n. 255/2001 del 3 luglio 2001 secondo cui “i servizi di insegnamento prestati dal 1 settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000 n. 62, sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”.

Per ottenere il riconoscimento di tale servizio svolto è possibile agire esclusivamente individualmente con un ricorso al Giudice del Lavoro essendo già spirati i termini del ricorso al TAR e al PDR.

I tempi di definizione di tale giudizio vanno dai 6 mesi ai 24 circa, ma possono adottarsi per determinati casi azioni d’urgenza con esiti anche in meno di un mese.

I trasferimenti dei docenti di fasi B e C. Analoga azione può essere attivata dai docenti assunti in fasi B e C e oggi trasferiti in sedi molto distanti da quella prescelta sulla base dell’algoritmo usato dal MIUR.

I mancati trasferimenti in deroga nei confronti di insegnanti con figli minori dei 3 anni. A nostro modo di vedere al docente neo immesso in ruolo che chiede l’applicazione dei benefici previsti dall’art. 42 bis del D.Lgs. 151/01, non si applica il c.d. “blocco” previsto dalla L. 107/15 sulle assunzioni a tempo indeterminato.
La norma prevede che “il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all´articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato e per un periodo complessivamente non superiore a tre anni, ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l´altro genitore esercita la propria attività lavorativa, subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L´eventuale dissenso deve essere motivato. L´assenso o il dissenso devono essere comunicati all´interessato entro trenta giorni dalla domanda.”.
Orbene seppur esista giurisprudenza che nega l’applicazione di tale norma agli insegnanti ve ne è altra che conferma la possibilità di agire in tal senso. Per tutti gli insegnanti genitori di bimbi di età inferiore a tre anni sarà dunque possibile presentare domanda amministrativa per ottenere l’assegnazione temporanea ex art. 42 bis del D.Lgs. 151/01 presso una sede di servizio ubicata nella medesima provincia dove il coniuge e genitore del minore svolgeva l’attività lavorativa. In caso di rigetto si agirà in via d’urgenza innanzi al Giudice del Lavoro.

Le tre azioni possono essere cumulate o separate ed i costi non variano.

Le adesioni scadono il 30/9/2016.

Per ADERIRE AL RICORSO E’ SUFFICIENTE COMPILARE IL FORM ACCEDENDO A QUESTO LINK E SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE DI ADESIONE

Studio Legale Avvocato Santi Delia