Medicina generale 2020: l’azione a tutela dei non ammessi

Categorie: News

Il nostro studio è sempre stato in prima linea, al fianco di centinaia di giovani medici delusi da un concorso farsa, a partire dal 2014, per contestare lo svolgimento del concorso e le linee generali ed ormai obsolete del DM del 2006.
Su Medicina generale non era mai esistito un contenzioso e, ancora una volta, per primi siamo riusciti a vincere.
Abbiamo dimostrato, in Consiglio di Stato, l’illegittimità della scelta del Ministero della Salute e delle Regioni di optare per la graduatoria regionale anzichè per quella nazionale.
Sono stati centinaia i nostri giovani medici ammessi in diverse Regioni: Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, etc..
Nonostante le nostre vittorie e centinaia di ammissioni decretate dal Giudice amministrativo, il Ministero persiste nelle proprie scelte, dichiaratamente illegittime anche in quanto, allo stato, il contenzioso è pendente innanzi alla CEDU e, sino a quando in Europa non si pronunceranno, il TAR non darà nuovi provvedimenti.
Sempre su Medicina Generale, tuttavia, il D.M. che regola il concorso è stato annullato in più parti dal nostro studio.

Il T.A.R. Lazio, infatti, nel 2016, ha annullato il D.M. Salute 7 marzo 2006, nella parte in cui precludeva la partecipazione ai laureati in Medicina non ancora abilitati e ha consentito, grazie alla nostra azione, ai giovani medici di partecipare alle prove di ammissione. Dunque, tutti i laureati non ancora abilitati potranno partecipare alla prova.

Nel 2017, invece, abbiamo vinto sui criteri ex aequo e su alcuni quesiti errati. Anche stavolta siamo riusciti a far modificare un Decreto che vigeva da oltre un decennio.

Altri accoglimenti sono giunto nel 2018 e 2019 e la nostra teoria sull’ammissione senza borsa, sulla base della quale è stato strutturato il Decreto Calabria, è al vaglio del Consiglio di Stato per consentire anche ad altri ricorrenti di ottenere tale possibilità.

Anche quest’anno abbiamo appurato che vi sono state numerose segnalazioni di irregolarità ragion per cui abbiamo già effettuato istanza d’accesso per riscontrarne la fondatezza.
In Sicilia è già aperto un ricorso collettivo al costo di € 1000 di adesione mentre per le altre Regioni allo stesso prezzo potrà aderirsi ad azioni collettive e/o individuali che, però, dovremmo poi valutare all’esito dell’accesso agli atti. Ciò vuol dire che, per le altre Regioni, se, successivamente a tale fase, non riscontreremo elementi utili per agire, la quota verrà restituita.
Anche quest’anno vi sono diverse domande dubbie su cui si può fondare l’azione. Per chi è prossimo all’ammissione, in tali casi, il consiglio è di agire in via individuale e colmare il gap rispetto all’ultimo ammesso proprio con le contestazioni sui quesiti.

Per aderire direttamente clicca qui

Studio Legale Avvocato Santi Delia