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Il TAR Lazio annulla il Decreto Ministeriale che regola l’accesso a Medicina.

Illegittimo nella parte in cui consente l’iscrizione ad anni successivi al primo, senza previo superamento della prova di ammissione, “esclusivamente” a chi provenga dai medesimi corsi di laurea magistrale, per trasferimento da “altra sede universitaria italiana, comunitaria o extracomunitaria”, senza considerare che a non diversa valutazione di equipollenza degli esami sostenuti – rispetto a quelli previsti nel piano di studio di Medicina e Chirurgia – si può pervenire, anche ove detti esami siano stati sostenuti in Facoltà diverse.

Si torna a parlare dell’annosa questione dell’immatricolazione ad anni successivi al primo del corso di laurea in Medicina e Chirurgia con la prima sentenza di merito sul tema da parte del T.A.R. Lazio che, sulla scia del precedente del Tar Molise, si è spinto, nel caso di specie, sino all’annullamento dei criteri di accesso. I giudici di Via Flaminia, accolgono il ricorso presentato dallo Studio degli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti e chiariscono che il test di accesso non è più l’unico mezzo per ottenere l’ammissione a Medicina.

Ad occupare il Tribunale Amministrativo, il caso di uno Studente che, seppure in possesso di crediti utili al passaggio ad anni successivi al primo, si vedeva negata non solo l’immatricolazione ma anche la mera valutazione della carriera. Tale condotta ostativa, da parte dell’Amministrazione, veniva giustificata, contra jus, dal fatto che lo studente non aveva superato il test di medicina somministrato per l’accesso al primo anno. Continue reading Il TAR Lazio annulla il Decreto Ministeriale che regola l’accesso a Medicina.

Concorso INPS – 967 posti: l’indignazione per la domanda sull’in house.

Chi vi scrive ha già vinto, contro l’INPS, nell’ambito del precedente concorso a 365 analisti di processo.

In quel caso, come riportato da Il Fatto Quotidiano, “una delle domande del maxi concorso per 365 posti da analista di processo e consulente professionale bandito dall’Inps era sbagliata. Per questo il Tar ha dato ragione a uno dei 25mila partecipanti alle prove scritte che aveva impugnato la mancata ammissione agli orali per colpa di una risposta giudicata errata. Il candidato, assistito dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha contestato l’errata formulazione del quesito e i giudici amministrativi hanno ritenuto il ricorso manifestamente fondato.

Nei commenti che, da più parti, mi si chiese di rassegnare, da legale che da un decennio segue queste procedure concorsuale a quiz, mi sono sentito di lanciare un monito alle Amministrazioni a cambiare le modalità di somministrazione di questi quesiti pescati, da Società private selezionate dalle stesse Amministrazioni, da loro banche dati (in qualche caso) ormai datate.

Non ritengo concepibile, difatti, che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capire neanche perchè.

La ragione, invero, è sin troppo semplice e, chi scrive, l’ha denunciata ormai 11 anni fa. All’esito del test di ammissione nazionale a Medicina, la lotteria dei quiz impazzì sfornando una batteria con 8 errori poi conclamati da T.A.R. e Consiglio di Stato. Perchè? Semplicissimo. Chi ha fatto quei quiz è lo stesso soggetto che li validati. Li aveva, in altre parole, formulati e poi ha, esso stesso, confermato che fossero corretti e validi ai fini di quella selezione.

Una contraddizione, in termini.
In quella tipologia di test, da allora, si avviò una procedura di validazione successiva alla formulazione che, certamente, fece diminuire il numero degli errori senza tuttavia eliminarla del tutto.
Lo stesso Ministero, il T.A.R. o il Consiglio di Stato, difatti, trovarono errori nei test degli anni successivi, sino a quello del T.F.A. con 23 quiz su 60 errati.

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ASN: il TAR Lazio accoglie ricorso. Annullato il giudizio di inidoneità e disposto il riesame del candidato.

Confermando ancora una volta la centralità del tema a sostegno della corretta valutazione dei candidati all’abilitazione scientifica nazionale, il TAR Lazio ha accolto le tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e condannato il MIUR.

L’intera materia dell’abilitazione scientifica nazionale, difatti, si trova, sin dalla prima tornata, al centro di un imponente contenzioso volto, per lo più, a mettere in dubbio i limiti della discrezionalità di giudizio da parte della Commissione giudicatrice.

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Lo Studio degli Avvocati Michele Bonetti & Santi Delia è Studio dell’anno 2018 Pubblico Impiego. E’ tra i vincitori dei Legalcommunity Labour 2018.

Lo Studio Legale degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ha vinto la VII edizione dei Labour Awards come studio dell’anno categoria Pubblico Impiego. La cerimonia di premiazione dei protagonisti del settore – che si è svolta davanti a una platea di 600 persone, riunite nella suggestiva cornice dello Spirit de Milan in Via Bovisasca – ha festeggiato gli avvocati e studi legali che si sono che si sono particolarmente contraddistinti nel corso dell’ultimo anno, la cui eccellenza è stata riconosciuta e premiata da una Giuria di eccezione.

L’evento è stato organizzato da Legalcommunity.it in collaborazione con Axerta, Subaru e AIDP Lombardia e con i partners tecnici Sevengrams e Comitato Collaborazione Medica (CCM).

Il nostro studio è stato premiato assieme ai majors dell’Avvocatura italiana da Carnelutti (Best Practice Smart Working), a Chiomenti (Studio dell’Anno Consulenza), passando per Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners (Studio dell’Anno M&A), Toffoletto De Luca Tamajo  (Studio dell’anno) e Francesco Rotondi (Avvocato dell’anno).
Nella Sezione del pubblico impiego, dopo la vittoria come Avvocato dell’anno al contest di luglio 2018 conquistata dal founder Santi Delia, lo Studio Michele Bonetti e Santi Delia si aggiudica il premio nella categoria Studio dell’anno, superando in finale Chiello e Pozzoli, Legalilavoro, Pessi e Associati, Studio Diritti e Lavoro.

Questa la motivazione rassegnata dalla Giuria.

Lo Studio è esperto di pubblico impiego, soprattutto in contenziosi in ambito di diritto sanitario e diritto allo studio: il team promuove campagne molto mediatiche contro i corsi di laurea a numero chiuso all’Università ed ha un “know-how” davvero unico nella gestione di class action (con ricorsi collettivi da 1.000 a 10.000 aderenti). Track-record davvero eccezionale (media di 750-800 provvedimenti l’anno)”.

 

Specializzazioni mediche: si al trasferimento da Paesi UE senza test

Il Tribunale di Messina ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ordinato il trasferimento di una specializzanda in Pediatria proveniente da un paese UE presso l’Università di Messina, invocando i principi di libera circolazione dei professionisti.
Secondo il Tribunale, difatti, l’unico limite alla libera circolazione dei giovani medici, anche in ambito di formazione professionale post lauream, può essere rappresentata dalla valutazione della congruità del percorso sin’ora svolto all’estero rispetto agli obiettivi del corso di specializzazione nazionale senza alcun riguardo alla mancanza del test di ingresso iniziale che è utile solo ad “accertare la predisposizione per la disciplina dei corsi medesimi”.

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FIT: AGGIORNAMENTI SULLE UDIENZE E GLI ULTIMI PROVVEDIMENTI DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato, all’esito delle udienze del 20 settembre, ha in parte mutato il proprio orientamento reso sui nostri ricorsi del 30 agosto e ritenuto di rinviare l’ammissione alla partecipazione al F.I.T. a data successiva alla pronuncia della Corte Costituzionale.

A differenza di quanto avvenuto in precedenza, ove la Sezione “ha concesso le richieste misure cautelari, ammettendo, con riserva, gli appellanti a partecipare alla procedura concorsuale speciale in esame“, questa volta il Consiglio di Stato, “in ragione dell’alto numero dei potenziali aventi diritto“, ha ritenuto di mutare la propria precedente decisione affermando che ciò “comporterebbe un mutamento della natura dello stesso concorso in esame, in assenza delle esigenze di certezza e di continuità che nella specie solo la pronuncia della Corte Costituzionale può dare“.

Il 25 settembre si è tenuta udienza al TAR e siamo in attesa dei primi provvedimenti. Tuttavia è probabile che il TAR si adegui al Consiglio di Stato non consentendo più le ammissioni con riserva (differentemente da quanto accaduto alle udienze del 12 settembre ove il TAR ha accolto i nostri ricorsi discussi in tale data, a seguito dei provvedimenti del Consiglio di Stato del 30 agosto); dunque anche da parte del TAR non arriveranno nuove ammissioni. I nostri provvedimenti sono stati quasi tutti emanati tra il 30 agosto e il 12 settembre, pertanto rimangono ferme le istruzioni e quanto riportato nelle nostre 11 riunioni.

Impossibile dire se le vittorie del 12 settembre innanzi al TAR verranno, a questo punto, appellate, se il MIUR chiederà le revoche dei provvedimenti cautelari emessi addirittura dallo stesso Consiglio di Stato il 30/8 o se, invece, riterrà di non voler nuovamente sollecitare il Consiglio di Stato.

Al momento, tuttavia, chi (come i nostri ricorrenti) ha ottenuto un provvedimento positivo al TAR o al Consiglio di Stato (il 30 agosto) ha diritto, sino a nuovo ordine, di fare la prova.

Restano valide, dunque, le istruzioni già precedentemente diramate.

MEDICINA GENERALE: ANNULLATO IL DECRETO MINISTERIALE SUI CRITERI DI AMMISSIONE AL CORSO TRIENNALE

Il TAR Lazio, ha annullato il Decreto Ministeriale che regola l’accesso al corso di Medicina generale accogliendo il ricorso proposto dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ordinando l’ammissione in sovrannumero dei ricorrenti.

Com’è noto, il D.M. 7 marzo 2006 relativo ai “Principi fondamentali per la disciplina unitaria in materia di formazione specifica in medicina generale”  prevede che “in caso di parità di punteggio si faccia ricorso al criterio di preferenza della minore anzianità di laurea, o in subordine della minore età”.

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PROSSIMA RIAPERTURA DELLE GRADUATORIE PER I CORSI DI LAUREA NUMERO CHIUSO 2017/2018

Pare essersi definitivamente risolta la problematica dei posti riservati agli extracomunitari per studiare nel nostro Paese. Difatti agli studenti extracomunitari sono riservati dei posti che spesso non vengono occupati risultando il nostro paese oramai poco attrattivo dal punto di vista universitario.

Tali posti sono stati rivendicati dall’UDU mediante il patrocinio degli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, unitamente ad altri 1700 posti non assegnati. Il T.A.R. del Lazio con una sentenza di merito ha definitivamente affermato, ponendo fine ad un orientamento controverso, i criteri di riassegnazione dei posti rimasti liberi e che verosimilmente saranno a breve utilizzati da parte del Ministero per far scorrere le graduatorie relative a tutti i corsi a numero chiuso dell’anno accademico 2017/2018.

Secondo la Sez. III del T.A.R. del Lazio, il MIUR e gli atenei da prima dovranno valutare quanti posti riservati agli extracomunitari sono rimasti vacanti; poi dovranno tenere conto di quanti di tali studenti abbiano diritto all’immatricolazione per effetto di provvedimento giurisdizionale favorevole; poi potranno assegnare i posti residui mediante lo scorrimento delle graduatorie ed a prescindere dalla proposizione del ricorso.

L’UDU esprime soddisfazione e per il tramite del proprio coordinatore Enrico Gulloni auspica l’immediata apertura delle graduatorie. “Trattasi di un provvedimento che costringe il MIUR a far scorrere immediatamente le graduatorie. Ancora una volta trattasi della dimostrazione che il test e la programmazione sono un sistema obsoleto da superare. Prova ne è anche quanto emerso per il test di quest’anno ove risulta che ci sono stati plurimi accessi alla rete internet sulle domande del test. Tuttavia, non possiamo non ricordare come tale situazione presentandosi nel test delle specializzazioni di tre anni fa non portò ad una ammissione generalizzata. Pertanto politicamente perseguiremo anche tale via combattendo il sistema del numero chiuso”.

SPECIALIZZAZIONI MEDICHE: L’AZIONE PER I NON AMMESSI

Il concorso per l’accesso alle specializzazioni mediche presenta plurime criticità su cui verranno avanzate azioni giudiziali specifiche e calibrate rispetto alla posizione del singolo candidato.

L’obiettivo dell’azione, stante l’esistenza di un numero di fabbisogno di specializzandi pari a circa 8.000 posti è quello di ottenere l’ammissione per tutti i ricorrenti anche senza borsa sino all’esito del giudizio di merito.

Verranno inoltre proposte specifiche azioni individuali per soggetti assai prossimi all’ultimo ammesso. In particolare è errato il quesito n. 96 codice domanda 146604 ragion per cui chi ha sbagliato o non risposto a tale domanda ed è fuori per il relativo punteggio può agire individualmente. Quest’anno abbiamo già vinto su caso identico in Medicina generale.

RICORSO COLLETTIVO “C”. Un ricorso di tipo collettivo (RICORSO C) ed azionabile da tutti i soggetti presenti in graduatoria ed oltre l’ultima posizione bandita verrà proposto contestando:

– la scelta del MIUR e del nuovo Regolamento di fondare la selezione non su una prova di scuola e di area ma su un’unica prova identica per tutte le tipologie di accesso. A nostro modo di vedere (e del Consiglio di Stato in sede consultiva) ciò è illegittimo. Queste le parole del Consiglio di Stato “relativamente alla scelta introdotta con il nuovo schema di regolamento di orientare la selezione nei confronti dei laureati in possesso di “una preparazione teorico-pratica che abbraccia un ambito più esteso possibile del sapere medico chirurgico”, prevedendo una prova di esame unica ed identica a livello nazionale (art. 3, comma 1), non più riferita dunque a ciascuna tipologia di scuola di specializzazione, con scelta preferenziale collocata ex post, come già segnalato, pur lasciando integri gli ambiti di apprezzamento discrezionale riservati all’ Amministrazione proponente, la Sezione osserva e ribadisce che la scelta adottata può non apparire pienamente rispondente al criterio della specializzazione, che costituisce l’obiettivo stesso delle Scuole di che trattasi. Devesi, altresì, segnalare che la menzionata norma legislativa di riferimento, di attuazione della normativa comunitaria, continua a far riferimento a prove di ammissione “per ogni singola tipologia”, seppur “con contenuti definiti a livello nazionale” (art. 36, comma 1, d.lg. n. 368 del 1999).

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Studio Legale Avvocato Santi Delia