Il TAR Lazio, con sentenza del 10 dicembre 2025, accogliendo le tesi dell’Avv. Santi Delia, name founder dello Studio Bonetti & Delia, in materia di riconoscimento dei titoli esteri, imponendo al Ministero dell’Istruzione e del Merito una valutazione concreta e comparativa dei percorsi formativi svolti all’estero: “l’Amministrazione scolastica è comunque tenuta a compiere un’indagine tecnica sulle competenze e conoscenze professionali effettivamente acquisite nel percorso formativo.”
Il MIM, infatti, aveva rigettato l’istanza sulla base di mere carenze formali, senza svolgere alcuna istruttoria sulla reale preparazione professionale dell’interessato e senza applicare i principi sanciti dall’Adunanza Plenaria, che impongono di verificare in concreto competenze, contenuti formativi ed eventuali necessità di misure compensative.
Per il Tribunale la condotta amministrativa è censurabile: “deve ritenersi illegittimo il provvedimento impugnato con cui il Ministero resistente ha rigettato l’istanza di riconoscimento del titolo conseguito in Romania, senza analizzare comparativamente i percorsi formativi svolti nei due Stati membri coinvolti e senza valutare, in concreto e previo parere del Ministero dell’Università e della Ricerca, se – mediante il percorso di specializzazione seguito in Romania e l’eventuale attività professionale concretamente svolta – l’interessato abbia raggiunto il medesimo livello di competenze richieste in Italia per l’accesso alla professione di insegnante, salva l’adozione di specifiche e opportune misure compensative”; non è più tollerabile un approccio meramente burocratico che ignora la documentazione prodotta e interviene fuori dai termini previsti dalla normativa europea, imponendo al Ministero di riesaminare l’istanza secondo i criteri corretti.
Questo nuovo accoglimento riporta un quadro ormai evidente: nonostante la chiarezza della Plenaria e della giurisprudenza successiva, il MIM continua a non adeguarsi, costringendo i docenti a ricorrere ai tribunali per ottenere ciò che dovrebbe essere riconosciuto in via amministrativa, con grave pregiudizio per gli insegnanti, un carico ingiustificato per la giustizia amministrativa e frequenti condanne dello stesso Ministero alle spese.
“Non è accettabile che, a distanza di anni, il MIM persista in un atteggiamento che produce incertezza, ritardi e contenzioso” commentano gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia che hanno patrocinato la causa. “Continueremo a tutelare i docenti finché l’Amministrazione non sceglierà finalmente di rispettare il quadro normativo e le indicazioni dei giudici“.





