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3000 diplomati magistrale in GAE: gli USP provvedono ad inserire i ricorrenti anche in I fascia GI

A seguito dei ricorsi giurisdizionali presentati per l’ammissione in GAE di tremila insegnanti diplomati magistrali su tutto il territorio nazionale da parte degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, i primi quattro Uffici Scolastici Provinciali ottemperano ammettendo in GAE a pieno titolo e ordinando ai dirigenti scolastici di competenza di aggiornare le graduatorie d’istituto.

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Concorso specializzazioni: accolti altri due appelli. Lo stato dell’arte del contenzioso.

Il Consiglio di Stato, stavolta su sentenza, ha accolto il ricorso di circa venti medici che chiedevano di entrare nelle scuole di specializzazione ove avrebbero avuto diritto in virtù del loro punteggio se il bando non avesse previsto una specifica decadenza. “In tal modo chi era stato costretto a scegliere una specializzazione in otorinolaringoiatra può oggi, ad esempio, diventare medico chirurgo” a parlare sono gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, patrocinatori in appello insieme all’avvocato Umberto Cantelli per conto della F.P. CGIL Medici – “Tale tipologia di ricorsi ha consentito anche la modifica di tale illegittima decadenza nel concorso di quest’anno estendendo erga omnes i nostri ricorsi”.

Il Consiglio di Stato ancora non ha emanato le due sentenze di merito che dovrebbero chiarire finalmente le irregolarità del penultimo concorso. Ad oggi il Consiglio di Stato ha avuto un orientamento ondivago nella fase cautelare che è andato dall’ammissione soprannumeraria della sezione consultiva nel caso dei cosiddetti 300 spartani, sino ad alcuni recenti rigetti.

Il 31 luglio, infine, il Consiglio di Stato ha chiarito la possibilità dell’ammissione sovrannumeraria senza borsa e fino alla sentenza di merito ribadendo la compatibilità di tale posizione con le direttive europee. Come avevamo sempre sostenuto, a differenza di quanto strumentalmente paventato da altri, nè noi nè il Consiglio di Stato ha mai pensato che gli ammessi grazie al ricorso (e oggi parliamo di centinaia e non più di unità) non avessero diritto alla borsa.

Secondo il Consiglio di Stato “in senso ostativo non hanno pregio le ragioni fatte valere dall’Avvocatura dello Stato nella memoria difensiva (ovvero la preoccupazione di non retribuire lo specializzando nonostante questo venga ammesso a svolgere attività lavorativa di natura assistenziale);
Considerato, infatti, che in caso di eventuale accoglimento del ricorso in sede di merito, lo scioglimento positivo della riserva cui oggi è subordinata l’ammissione alla scuola, farà nascere anche il diritto al trattamento retribuitivo (ora per allora), che oggi non è dovuto solo perché la pretesa della ricorrente è ancora sub iudice;

considerato, infatti, che l’ammissione con riserva senza trattamento economico è stata disposta proprio al fine di conciliare gli opposti interessi in conflitto (quello del candidato a non perdere l’anno accademico e quello pubblico a non erogare compensi ulteriori rispetto al numero predeterminato)”.

Per tutti gli altri ricorsi, stante la persistente situazione di incertezza, non ci resta che attendere i tempi di emanazione delle due sentenze pilota, oltre ad altri dieci procedimenti fissati per il 26 novembre.

La Buona Scuola e l’impatto del nostro ricorso sui diplomati magistrale: l’intervista a La Gazzetta del Sud

Con un’intervista esclusiva dal titolo “IL RICORSO CONTRO LA BUONA SCUOLA RECA LA FIRMA DI UN MESSINESE”, il giornalista Francesco Triolo svela i possibili scenari del contenzioso dei 3000 diplomati magistrale in G.A.E.

L’articolo, pubblicato il 3 settembre nelle pagine della Gazzetta del Sud, è stato inserito nella rassegna stampa MIUR del 4 settembre 2015.

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Dopo Padova arriva Pordenone: il diritto dei diplomati magistrale non è prescritto. Il Tribunale spiega da quando decorre il termine.

Si sta consolidando la recente posizione del Tribunale di Padova che, finalmente, ha correttamente qualificato il diritto fatto valere in giudizio dai diplomati magistrale.

La decisione del Tribunale di Pordenone (Giudice Maria Paola Costa che sin’ora non si era occupata del tema) chiarisce, sconfessando la posizione di altri Tribunali acriticamente poggiati su precedenti frettolosi, che trattandosi di diritti la prescrizione l’unica eccezione che potrebbe impedire ai nostri docenti di ottenere l’ammissione in G.A.E. Ma da quando decorre tale prescrizione?

Secondo il Tribunale “non può nemmeno parlarsi di prescrizione del diritto in quanto in base all’art. 2935 c.c. la prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. Tale posizione soggettiva è venuta ad esistere solo alla fine del 2013 con il riconoscimento della Cassazione attraverso le SS.UU n. 27991, con il parere positivo del Consiglio di Stato e il D.P.R. n. 235/2014. Le ricorrenti” “pertanto non hanno visto prescrivere alcun diritto poiché sino al 2014 esso non era mai stato riconosciuto”.

La decisione del Tribunale, dunque, fissa il decorso del termine prescrizionale in due momenti giudiziari la cui paternità è proprio degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti: la sentenza della Cassazione a Sezioni Unite sulla giurisdizione e il parere positivo del Consiglio di Stato sul ricorso straordinario dei nostri 220 ricorrenti pionieri.

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Svolta al Tribunale di Padova: il diritto dei diplomati magistrale non è prescritto. Vanno ammessi in GAE e devono partecipare al piano di assunzioni

Anche questi ricorrenti potranno partecipare al piano di assunzioni straordinario. La decisione del Tribunale di Padova è un nuovo spartiacque nella battaglia dei diplomati magistrali perchè sconfessa la teoria di altri Tribunali secondo cui oggi sarebbe tardiva la richiesta di ammissione in G.A.E. dei ricorrenti. Il Tribunale, con lucida analisi, individua nella prescrizione l’unica eccezione che potrebbe impedire ai nostri docenti di ottenere l’ammissione in G.A.E.

E’ errato, invece, parlare di decadenza per non aver presentato la domanda nel 2007 in quanto il diritto soggettivo dei docenti è soggetto a prescrizione e non a decadenza.

Secondo il Tribunale di Padova “non può ritenersi che il diritto all’inserimento in GAE sia altrimenti prescritto, atteso che la possibilità di esercizio del medesimo persiste in via permanente quanto meno sino al momento di chiusura definitiva della graduatoria“.

Sulla base di tali presupposti il Tribunale di Padova ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti proposto nell’interesse di alcuni docenti in possesso di diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 e accertato il diritto degli stessi ” a presentare domanda di ammissione in GAE”.

 Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, “di un provvedimento assai importante perchè chiarisce l’equivoco in cui molti Tribunali incorrono tra decadenza dall’azione processuale e prescrizione del diritto. E’ un grosso passo avanti per il riconoscimento del diritto di tutti i diplomati magistrale ad ottenere quanto gli spetta“.

Oggi, ricordano i legali di ADIDA e La Voce dei Giusti, un altro Tribunale ha detto che così non è e che nonostante sia decorso il termine del 14 agosto per la presentazione della domanda i nostri ricorrenti possono ancora sperare nel ruolo. Chi non otterrà il ruolo oggi, inoltre, dovrà ottenere il risarcimento in futuro non potendo ad esso addebitare le lungaggini del processo. Quanto costerà allo Stato tanta presunzione nella gestione di questo contenzioso?

 

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SSM: IL CONSIGLIO DI STATO ACCOGLIE RINVIANDO AL TAR OGNI DECISIONE SUL PRIMO CONTROVERSO CONCORSO NAZIONALE

Il Consiglio di Stato ha accolto tutti gli appelli sulle specializzazioni mediche riviando al T.A.R. ogni decisione sull’ammissione, anche temporanea, di tutti i ricorrenti.

Anche in ragione della sessione feriale della camera di consiglio, il Consiglio di Stato ha nuovamente rimbalzato al T.A.R. ogni decisione sul primo discusso concorso nazionale.

La posizione definitiva del Consiglio di Stato dovrebbe essere resa nota a breve quando verranno pubblicate le sentenze definitive sui due giudizi pilota assunti in decisione alla stessa udienza del 27 agosto.

Non resta, pertanto, che attendere la pubblicazione di queste sentenze prima di poter fare previsioni sull’esito di questo complesso contenzioso.

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3000 RICORRENTI DIPLOMATI MAGISTRALE IN G.A.E. POTRANNO AVERE INCARICHI A TEMPO INDETERMINATO. MIUR COMMISSARIATO: 15 GIORNI PER RIFARE GLI INCARICHI DELLA FASE ZERO POI ARRIVA IL PREFETTO.

Il Consiglio di Stato con ordinanza del 31.08.2015 della Sesta sezione a firma del Presidente del Consiglio di Stato Stefano Baccarini e con relatrice Maddalena Filippi ha accolto l’ottemperanza di 3.000 diplomati magistrali aderenti alle associazioni A.D.I.D.A e LA VOCE DEI GIUSTI patrocinati e difesi dagli Avv.ti Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli. Moltissimi otterranno il ruolo grazie al decennale punteggio maturato come precari storici della scuola.

Il Consiglio di Stato ritiene che i nostri ricorrenti possano partecipare al piano 0 della buona scuola e possano così ottenere i normali incarichi a tempo determinato e indeterminato che derivano dalle graduatorie ad esaurimento“. – A parlare sono gli Avv.ti Bonetti e Delia patrocinatori dell’A.D.I.D.A. e della VOCE DEI GIUSTI che proseguono – “È un traguardo storico per i ricorrenti, quasi tutti precari storici della scuola, che così potranno continuare ad insegnare e in molti casi saranno stabilizzati. Proseguiremo nella fase di merito e se necessario chiederemo la rimessione degli atti alla Corte Costituzionale; la pronuncia del Consiglio di Stato consente di partecipare al piano 0, ma risulta contraddittoria nella parte in cui non consente la domanda al piano A, B, C, D. Se si è nelle Gae si deve aver diritto a partecipare a tutti i piani assuzionali“.

Continueremo innanzi al TAR e al Consiglio di Stato per ottenere tutti i nostri diritti e se lo Stato non ci darà tutela piena e immediata riceverà un risarcimento del danno milionario. Quando questo processo terminerà tutti i docenti oggi non assunti con il piano ZERO, potranno ottenere integralmente gli stipendi non pagati a causa di tale scelta del Legislatore.” Recitano in coro le responsabili delle due associazioni VOCE DEI GIUSTI e A.D.I.D.A. Valeria Bruccola e Francesca Bertolini.

 

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Diplomati magistrale in GAE: il Tribunale di Gorizia ordina al MIUR di far partecipare la ricorrente al piano straordinario di assunzioni.

Anche questi ricorrenti dovranno ricevere la tanto attesa mail che, nella notte tra l’1 ed il 2 settembre 2015, perverrà a migliaia di ricorrenti.

Il Tribunale di Gorizia ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti proposto nell’interesse di alcuni docenti in possesso di diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 e ordinato ” che il MIUR permetta subito alla ricorrente di presentare la domanda (cartacea o telematica) di inserimento nella III fascia delle Graduatorie Provinciali ad Esaurimento dell’ambito territoriale di Gorizia per le classi di concorso Scuola per l’Infanzia (AAAA) e Scuola Primaria (EEEE), valida per gli anni 2014/2017, secondo l’opzione individuale (v. lingua di insegnamento) di cui allle conclusioni del ricorso, ciò ai fini della partecipazione della stessa ricorrente al c.d. piano straordinario di immissione in ruolo previsto dalla recente Legge di Riforma della Scuola”.

 Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, “di un provvedimento che si innesta nel dibattito circa l’applicazione della c.d. riforma de La Buona Scuola e, in particolare, del piano di assunzioni straordinario di cui all’art. 1, comma 96, della norma e che segna un ulteriore punto a favore dei docenti con contenzioso in corso e che grazie a provvedimenti cautelari riuscirebbero ad ottenere incarichi a tempo indeterminato e determinato“.

Secondo il MIUR, chiariscono i legali di Adida e La Voce dei Giusti, “la formula ‘a pieno titolo’, di cui al comma 96, escluderebbe la partecipazione al piano di assunzioni straordinario dei docenti in possesso di un provvedimento meramente cautelare e persino di una sentenza di merito ottenuta dopo il 16 luglio 2015″.

Oggi un altro Tribunale ha detto che così non è e che nonostante sia decorso il termine del 14 agosto per la presentazione della domanda i nostri ricorrenti possono ancora sperare nel ruolo. Chi non otterrà il ruolo oggi, inoltre, dovrà ottenere il risarcimento in futuro non potendo ad esso addebitare le lungaggini del processo. Quanto costerà allo Stato tanta presunzione nella gestione di questo contenzioso?

 

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TAR Napoli: Università condannata, dovrà risarcire i legali

Il TAR Napoli ha condannato la Seconda Università di Napoli a rimborsare agli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti le somme pagate per conto dei propri ricorrenti a titolo di contributo unificato.

La storia. Nel 2009 alcuni ricorrenti esclusi dai test di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia agirono innanzi al TAR per contestare l’esito del test e chiedere l’ammissione. Il TAR accolse la domanda di ammissione immediata e, sin dal mese di febbraio del 2010, poterono frequentare il corso di laurea.

Nel 2011 arrivò la sentenza definitiva e ai ricorrenti fu sciolta la riserva compensando le spese di giudizio.

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Professioni sanitarie Messina: il TAR Lazio conferma l’ammissione di tutti i ricorrenti e scioglie la riserva.

Il TAR Lazio ha definitivamente accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti confermando l’ammessione di tutti i ricorrenti a cui è stata sciolta la riserva e che ora potranno continuare serenamente il loro percorso accademico ai corsi di laurea in Professioni sanitarie dell’Università di Messina.

Il T.A.R. Lazio aveva dapprima accolto un primo ricorso riguardante circa 30 studenti e, successivamente, in diversa composizione, alla successiva udienza, rigettato identica azione. Frattanto, sempre sul medesimo concorso, si pronunciava favorevolmente agli studenti la Sezione Consultiva del Consiglio su altro ricorso straordinario proposto da Delia e Bonetti ammettendo anche in tal caso i ricorrenti che già frequentano le lezioni.

Il cerchio, in fase cautelare, si è chiuso alla camera di consiglio del 17 marzo quando anche la Sezione giurisdizionale del Consiglio ha confermato la fondatezza del ricorso ed ammesso in sovrannumero i ricorrenti all’Università di Messina.

E’ stato quindi confermato che la gestione del concorso, in mano ancora una volta al CINECA, è viziata per violazione dell’anonimato in quanto la documentazione che tale Consorzio mette a disposizione, nonostante ogni accortezza che possa essere messa in campo dagli Atenei, è inidonea ad escludere che la Commissione possa abbinare, con facilità, il nome dei candidati al codice segreto.

Come sin dal 2007 aveva fatto notare il Commissario per la lotta all’anticorruzione nominato dall’allora Governo per individuare soluzioni idonee all’evitare il non ripetersi dei noti fatti del 2007 (il plico rubato a Catanzaro, i fatti di Bari e Chieti, l’aula 5 di Messina con i più bravi d’Italia), basterebbe eliminare il codice alfanumerico sotto quello a barre. Ad oggi, dopo 8 anni, il CINECA, il MIUR e gli Atenei persistono in tale illegittima scelta.

Oggi, con la sentenza definitiva, il T.AR. Lazio fa un altro passo avanti giacchè prendendo atto che i giovani studenti hanno frattanto studiato con profitto riuscendo a superare gli esami calendati e derivando da ciò il consolidamento delle posizioni degli studenti, in applicazione del principio dettata dall’art. 4, comma 2 bis, del D.L. n. 115/2005 (cfr. T.A.R. Lazio, III, n. 5209 del 19 maggio 2014; Id. 12 febbraio 2015, n. 2513; Ta.R. Lazio, III bis, 27 aprile 2015, n. 6007).

Ancora una volta, all’esito di un concorso illegittimo, siamo riusciti a dar tutela ai nostri ragazzi esclusi.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 20 agosto 2015, n. 10880

Consiglio di Stato, Sez. VI, 18 marzo 2015, n. 1214

Cons. Stato, Sez. II, parere 6 marzo 2015, n. 684 

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 16 gennaio 2015, n. 239

Studio Legale Avvocato Santi Delia