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Medici ex condotti: il Consiglio di Stato chiarisce tutte le voci stipendiali dovute. Le ASP pagheranno migliaia di euro di arretrati

Un’altra epocale battaglia a favore dei medici ex condotti è stata vinta. Ad essi spettanto tanto l’assegno ad personam quanto l’indennità di posizione unificata.

Si tratta di voci da sempre negate da parte di tutte le Aziende sanitarie italiane e, che grazie a tale decisione, possono legittimamente essere pretese da tutti gli ex condotti.

Gli stipendi degli ex condotti, a ben vedere, dovevano essere ben più lauti rispetto a quanto pagato pressocchè ovunque.

 

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SPECIALIZZAZIONI MEDICHE, ARRIVA LA PRIMA VITTORIA AL TAR

Nella serata del 17.12.2014 è stato accolto il primo decreto cautelare sulle scuole di specializzazione, uno dei concorsi pubblici italiani più discussi degli ultimi tempi, dove le prove del test erano state invertite.

Il ricorso avanzato con la collaborazione della Funzione pubblica CGIL, è stato accolto con un decreto monocratico del Tar del Lazio, che ha fissato la prossima udienza al 29 gennaio 2015.

“Trattasi della prima vittoria sulle scuole di specializzazione mediche intervenuto su una graduatoria falsata e da rivedere” commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. “A questo punto”, continuano gli Avvocati, “o il Ministero interverrà immediatamente con un provvedimento, o si spiana la strada al meccanismo del sovrannumero per i nostri ricorsi, e che se non interverrà si rischierà di vedere annullato l’intero concorso, considerando che già molte persone sono state costrette per un errato meccanismo della graduatoria a scegliere la specializzazione meno ambita. Il Tar si è pronunciato sul ricorso valutandone anche la fondatezza per la violazione dei Decreti Ministeriali in materia”.

“L’accoglimento del ricorso” ha affermato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici “rappresenta il primo successo processuale della campagna specializzandi per sostenere anche dal punto di vista legale coloro che sono stati penalizzati da anomalie ed irregolarità nei test di accesso alle scuole di specializzazione di medicina, per una loro ammissione in sovrannumero”.

“C’è bisogno” ha concluso Cozza” di più investimenti, più merito e più trasparenza per la formazione dei medici, a partire da più borse di studio, utilizzando anche la grande rete ospedaliera pubblica come luogo di insegnamento”.

La FAQ sulla notizia

Cosa succederà?

Ogni ricorso spiega effetti ESCLUSIVAMENTE per il singolo ricorrente. Il beneficio quindi è solo chi ha agito o agirà essendo ancora aperti i termini per ricorrere. Di fatto è chiaro che avendo adottato un criterio illegittimo l’intera graduatoria è affetta irrimediabilmente e anche grazie a tale elemento rafforzeremo la nostra richiesta di #12000borse. Solo il MIUR, invece, potrebbe adottare un provvedimento che restituisse la facoltà a tutti di rioptare per le scelte da cui si è decaduti.

Rassegna stampa

Corriere.it

Il Sole 24 ore

Repubblica.it

Il Tempo

Ansa.it

Quotidiano sanità

Adnkronos

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PRECARI DELLA SCUOLA: MODALITA’ DI ADESIONE AL RICORSO E TUTTO SULLA SENTENZA DELLA CORTE UE

La vittoria era nell’aria. Ormai da tempo. Tutti eravamo cauti ma sembrava davvero fatta.

La Corte di Giustizia ha deciso. “La clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell’allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che autorizzi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l’espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilità, per tali docenti e detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo. Risulta, infatti, che tale normativa, fatte salve le necessarie verifiche da parte dei giudici del rinvio, da un lato, non consente di definire criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda effettivamente ad un’esigenza reale, sia idoneo a conseguire l’obiettivo perseguito e sia necessario a tal fine, e, dall’altro, non prevede nessun’altra misura diretta a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo ad una successione di contratti di lavoro a tempo determinato“.

1200 nostri giudizi pendenti in 151 Tribunali del Lavoro d’Italia ora dovranno tenere conto di questa sentenza. Alle domande, esposte per tutti i lettori, in sintesi ed in maniera atecnica, se “è corretto che i supplenti della scuola siano confinati a decenni di precariato anche se, di fatto, la Scuola ha bisogno di loro” o ancora se sia “normale ed ammissibile che da 8 anni una GAE è esaurita e si attinge solo dalla 3 fascia e tali precari svolgono le loro mansioni essendo puntualmente licenziati per le vacanze di NATALE, di Pasqua ed estive”, senza riconoscimento di anzianità di servizio ed eventuale risarcimento danni in caso di accertato abuso”?

La C.G.E. ha risposto NO. Non è legittimo e non è conforme alle norme europee.

Anche chi non ha già aderito ai nostri ricorsi può ora agire. Ecco come.

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Dopo tanti anni di battaglia anche il Consiglio di Stato vuole approfondire il caso Albania

Per la prima volta il Consiglio di Stato respinge la richiesta di espulsione dei nostri ragazzi che avevamo fatto ammettere dal T.A.R. Lazio, ponendo l’accento sulla peculiare vicenda albanese.

Dopo anni di battaglia per la prima volta il Consiglio di Stato non ha bloccato il trasferimento dall’estero di molti nostri ricorrenti che eravamo riusciti a far tornare dall’Albania con provvedimenti favorevoli del T.A.R. E’ un cambiamento epocale che scaturisce da una grande battaglia diretta a dimostrare l’illegittimità di un sistema che chiude in Italia ed apre all’estero con Atenei convenzionati. E’ un duro colpo, una vera picconata al sistema del numero chiuso che lascia ben sperare sugli esiti dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato di cui attendiamo l’esito e che segue ad una nostra campagna sull’Ateneo di Messina, privo di Regolamento interno sul tema, partita dal 2012.

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Medicina generale: ricorso straordinario per chi non ha ancora agito

La vicenda dei quiz errata nel concorso di medicina generale parte da lontano.
Il SIGM ha raccolto le irregolarità riscontrate e segnalate dai partecipanti in un dossier poi trasmesso alle istituzioni e ha inviato alle Regioni le contestazioni su tutte le domande dubbie, errate o imperfette somministrate.
Gli Avvocati Santi Delia, Giuseppe Pinelli e Michele Bonetti, in difesa di un migliaio di candidati, con i primi ricorsi notificati, proprio con riguardo alle domande in corso di revisione, avevano chiesto il congelamento delle graduatorie sino a quando la Commissione ministeriale non avesse preso posizione su di esse. Ma nulla. Le Regioni hanno corretto e pubblicato come se nulla fosse.
L’1 dicembre, a graduatorie pubblicate da quasi due mesi e contratti firmati, la Commissione ha confermato l’erroneità di uno dei quesiti, stravolgendo, di fatto, tutte le graduatorie pubblicata. Anche un altro quesito, seppur non riconosciuto come errato, secondo altre Commissioni ministeriali degli anni passati, è passibile di contestazione.
Secondo noi tutti i candidati fuori per le due domande contestate possono agire in giudizio per ottenere l’ammissione giacchè non è seriamente contestabile che spettino i punti promessi per tali quesiti.

Di seguito alcune FAQ utili per tutti coloro che vogliono fare ricorso in quanto penalizzati dalle domande contestate

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Medicina generale: conclusa la fase di accesso agli atti in tutte le Regioni. Partono i ricorsi

E’ stato, secondo i maggiori quotidiani nazionali, il concorso “truffa” su cui il Ministro Lorenzin ha aperto un’indagine e su cui l’Assessore siciliano Borsellino aveva congelato tutto in attesa delle relazioni dei 6 Presidenti di Commissione.
Noi abbiamo quelle relazioni e, come sapevamo, i nostri giovani medici non hanno ben percepito cosa succedeva nelle aule. Secondo i Presidenti è andato tutto liscio.
Proveremo a dimostrare che in Lombardia millecento persone erano stipate “a dieci centimetri una dall’altra, con scambio di posti per avvicinarsi agli amici”, copiature in serie a Genova e per la prova Toscana, smartphone accesi per 120 minuti a Bari, risposte multiple “date in comunità” a Torino.

Abbiamo individuato vizi specifici caratterizzanti le singole prove nelle varie Regioni e siamo pronti a far diventare anche questo concorso una prova nazionale e non più su base Regionale con tesi che riteniamo possano essere così innovative da riformare anche questo concorso.

Nei prossimi giorni vi informeremo di come si è conclusa la fase di verifica in contraddittorio delle domande somministrate da parte della Commissione ministeriale ritenedoci convinti che almeno una tra esse venga confessata come errata. Sarebbe il decimo anno di fila che una prova a quiz ha delle domande confessate come errate. Il SIGM ha raccolto le irregolarità riscontrate e segnalate dai partecipanti in un dossier poi trasmesso alle istituzioni e ha inviato alle Regioni le contestazioni su tutte le domande dubbie, errate o imperfette somministrate.

Non possiamo sapere come andrà a finire ma, siamo certi, che senza questo forte impegno di denuncia da parte del SIGM, cui sono seguite le nostre 1000 istanze d’accesso in tutte le Regioni e al Ministero della Salute ed infine i maxi ricorsi per quasi 1000 candidati esclusi in tutte le Regioni, anche quest’anno, nessuna domanda sarebbe stata rivista, nessuna relazione sarebbe stata neanche richiesta e, soprattutto, il dibattito sulla trasparenza di queste prove non sarebbe neanche stato accennato.

 

Maurolico occupato: L’Avvocato Santi Delia parla agli studenti de “La Buona Scuola” e di accesso all’Universita’

Cliccando sulla foto, il video dell’incontro con i ragazzi del Maurolico durante l’occupazione. Si è parlato di diritto allo studio, dei nuovi obiettivi della scuola pubblica e di orientamento degli studenti verso un’università che spesso pretende conoscenze in ingresso che la nostra scuola non riesce a dare. Grazie davvero a tutti per l’invito e grande solidarietà e vicinanza per una battaglia che i ragazzi stanno conducendo per riavere una scuola pubblica, libera e così forte da creare la classe dirigente del futuro.

Scuole di specializzazione in Medicina: proroga al 15/12 dei ricorsi individualizzati e del collettivo B

Possono agire conferendo mandato agli AVVOCATI SANTI DELIA E MICHELE BONETTI:

MAXI RICORSO: TUTTI I PARTECIPANTI AL CONCORSO, A PRESCINDERE DAL PROPRIO PUNTEGGIO E DALLA PARTECIPAZIONE O MENO ALLE PROVE DEL 29 E 31 POSSONO AGIRE PER CHIEDERE L’AMMISSIONE IN SOVRANNUMERO CON RICONOSCIMENTO DELLA BORSA IN UNA DELLE SPECIALITA’ INDICATE IN DOMANDA E NELLA PRIMA SEDE IVI SCELTA.

A) CANDIDATI CHE CHIEDONO L’INVERSIONE DELLA VALUTAZIONE DELLA PROPRIA PROVA EFFETTUATA NEI GIORNI 29 E 31 OTTOBRE GIACCHE’ OVE IL PUNTEGGIO OTTENUTO FOSSE INVERTITO (ANCHE EVENTUALMENTE ESCLUDENDO LE DUE DOMANDE ANNULLATE), VERREBBE OTTENUTA L’AMMISSIONE.

B) CANDIDATI CHE VOGLIONO AGIRE ESCLUSIVAMENTE PER OTTENERE L’AMMISSIONE IN SOVRANNUMERO CON IL RICONOSCIMENTO DELLA BORSA A PRESCINDERE DAL PUNTEGGIO OTTENUTO (PER IL C.D. EFFETTO DISORIENTANTE, SPENDITA TEMPORALE VIZI DI PROCEDURA ETC.). IDENTICO AL MAXI RICORSO MA CON RICORRENTI DIVISI PER SPECIALITA’ AL SOLO FINE DI RENDERLO PIU’ SNELLO.

C) CANDIDATI CHE AVENDO OTTENUTO UN PUNTEGGIO COMPLESSIVO (titoli compresi) SOPRA I 90 (anche più bassi per scuole poco ambite) ED AVENDO RISPOSTO CORRETTAMENTE ALLE DUE DOMANDE (ED AD ALTRE DOMANDE CONTESTABILI) ATTRIBUITE A TUTTI CHIEDONO L’ATTRIBUZIONE DI TALI PUNTI IN RAGIONE DELLA MIGLIORE COLLOCAZIONE OTTENIBILE.

D) CANDIDATI CHE CON L’ELIMINAZIONE DEL PUNTEGGIO OTTENUTO DA TUTTI NEI GIORNI 29 E 31 OTTOBRE AVREBBERO OTTENUTO L’AMMISSIONE.

E) CANDIDATI CHE HANNO FATTO IL TEST O IL 29 O IL 31 E NON POSSONO BENEFICIARE DELL’INVERSIONE DELLA PROVA. PER RIENTRARE IN TALE CATEGORIA SI DEVE RIUSCIRE A OTTENERE L’ASTRATTA AMMISSIONE CONTEGGIANDO IL PUNTEGGIO MASSIMO DELLA PROVA DEL 29 O DEL 31 NON FATTA CON QUELLO OTTENUTO DETRAENDO CHIARAMENTE IL PUNTEGGIO OTTENUTO IL 29 O IL 31 NELLA PROVA SOSTENUTA.

F) CANDIDATI CHE SI SONO VISTI COSTRETTI AD ACCETTARE UNA SCUOLA DIVERSA DALLA PROPRIA PRIMA SCELTA E CHE SONO DECADUTI DA QUEST’ULTIMA NONOSTANTE SUCCESSIVAMENTE ABBIANO POTUTO APPURARE CHE CON IL LORO PUNTEGGIO SAREBBERO STATI AMMESSI (ANCHE A SCORRIMENTI CHIUSI).

OGNI ALTRA INFORMAZIONE E’ PRESENTE NELLA SEZIONE DEDICATA DEL SITO AZIONI COLLETTIVE IN CORSO – RICORSI PER GLI SPECIALIZZANDI

TUTTI I RICORRENTI POTRANNO IN OGNI CASO SPOSTARE LA PROPRIA ADESIONE DAL MAXI RICORSO O DAL RICORSO B, A QUELLI INDIVIDUALIZZATI, OVE NE ABBIANO INTERESSE, DOPO LE VERIFICHE ALL’ESITO DEGLI SCORRIMENTI, SENZA PERDERE LA QUOTA VERSATA.

SCADENZE ADESIONI

4/12/2014 MAXI RICORSO SECONDA TRANCHE

15/12/2014 TUTTI I RICORSI INDIVIDUALIZZATI (A, C, D, E, F)

15/12/2014 SECONDA TRANCHE RICORSO COLLETTIVO B

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Precari della scuola: cosa succederà dopo la sentenza della Corte di Giustizia

La vittoria era nell’aria. Ormai da tempo. Tutti eravamo cauti ma sembrava davvero fatta.

La Corte di Giustizia ha deciso. “La clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell’allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che autorizzi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l’espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilità, per tali docenti e detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo. Risulta, infatti, che tale normativa, fatte salve le necessarie verifiche da parte dei giudici del rinvio, da un lato, non consente di definire criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda effettivamente ad un’esigenza reale, sia idoneo a conseguire l’obiettivo perseguito e sia necessario a tal fine, e, dall’altro, non prevede nessun’altra misura diretta a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo ad una successione di contratti di lavoro a tempo determinato“.

1200 nostri giudizi pendenti in 151 Tribunali del Lavoro d’Italia ora dovranno tenere conto di questa sentenza. Alle domande, esposte per tutti i lettori, in sintesi ed in maniera atecnica, se “è corretto che i supplenti della scuola siano confinati a decenni di precariato anche se, di fatto, la Scuola ha bisogno di loro” o ancora se sia “normale ed ammissibile che da 8 anni una GAE è esaurita e si attinge solo dalla 3 fascia e tali precari svolgono le loro mansioni essendo puntualmente licenziati per le vacanze di NATALE, di Pasqua ed estive”, senza riconoscimento di anzianità di servizio ed eventuale risarcimento danni in caso di accertato abuso”?

La C.G.E. ha risposto NO. Non è legittimo e non è conforme alle norme europee.

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PRECARI DELLA SCUOLA – E’ DELLA CORTE APPELLO TORINO L’ULTIMA CONDANNA DEL MIUR PRIMA DELLA C.G.E.

E’ degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti l’ultima sentenza a favore dei precari prima del DDAY del 26 novembre.
Ad ormai poche ore dall’attesissimo deposito della sentenza della Corte di Giustizia Europea sul tema del precariato nella pubblica amministrazione italiana, la Corte di Appello di Torino respinge l’appello del Miur avverso la sentenza di primo grado e condanna lo stesso MIUR al pagamento delle spese di giudizio a favore dei legali Bonetti e Delia.

La Corte di Appello di TORINO, anche in forza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali, conferma la sentenza del Tribunale di Alessandria secondo cui “il personale precario continua ad essere retribuito sulla base della fascia iniziale indipendemente dalla durata del servizio continuativo prestato. Questa disparità di trattamento viene giustificata dal MIUR sulla base del fatto che il personale precario non appartiene al ruolo del personale scolastico, ma è inserito in un diverso sistema di reclutamento in cui viene valorizzata l’anzianità di servizio acquisita ai fini dell’assunzione definitiva o dell’attribuzione d’incarichi di supplenza annuale e temporanea“. Secondo il Tribunale appellato, “la prospettazione della parte resistente non è conforme alla normativa comunitaria e, sotto questo profilo, la citata disposizione viola la clausola 4 punto 1 dell’accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE che prevede il divieto di discriminazione dei lavoratori a termine rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato comparabili”.

La condanna alle spese del MIUR è il simbolo della svolta sul tema e dimostra che siamo davveso vicini alla resa.

Il fronte nella lotta al precariato è riaperto e segna ad oggi un importante passo in avanti nella battaglia che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti continueranno ad affrontare in prima linea per il riconoscimento di tutele sempre più incisive a favore dei lavoratori precari delle scuole.

C. Appello Torino, 24 novembre 2014, n. 939

Studio Legale Avvocato Santi Delia