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Concorso nazionale scuole specializzazione in Medicina (SSM): la nostra scoperta annunciata su Twitter è su Corriere.it

Il video del Corriere.it è girato nel nostro studio. In 30 abbiamo cercato di capire perchè non 1, 2, 10 ma 100 aspiranti specializzandi ci dicevano che la domanda data non era quella che risultava nel sistema. Così come successe nel 2007 con il caso anonimato a Messina, anche stavolta, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti volevano vederci chiaro e capire perchè troppi denunce dei ragazzi erano concordanti.

I primi tentativi vennero fatti nei pc ma, da alcuni riscontri con l’aiuto di nostri esperti informatici si capì che sarebbe stato impossibile tracciare la “scia” informartica della vostra prova e tracciare, dunque, le risposte rassegnate.

Anche altre analisi sembravano insufficienti per dimostrare in giudizio quale risposta avevate davvero scelto in quanto neanche nella pen drive ove sono state scaricati gli esiti si riesce a trovare la traccia del vs percorso.

Poi arriva l’illuminazione. “Verificate il simulatore”, dice l’Avv. Delia ai suoi ragazzi impegnati nella ricerca. Rosario Cannata, Roberto Frisone, Alberto Pappalardo, Daniele Costantino, Tiziana Barbera e Alessio Jannelli coordinano le prove con l’aiuto dei più giovani Giovanni Valenti, Alberto Sturniolo. Tutti provano il simulatore separatamente dal loro pc. Sia da MAC che da Windows il risultato era uguale: se cliccavi sulla parte bianca della pagina la risposta cambiava!

L’Avv. Cannata filmava i passaggi cosicchè MIUR e CINECA non potessero negare la cosa. Il video è ancora sui nostri cellulari.

Senza volerlo migliaia di candidati, raccolti in un fazzoletto di punti, hanno potuto perdere l’occasione della vita per una falla del sistema informatico del CINECA carente da ogni punto di vista.

Per aderire all’azione vai al seguente link

dirittosanitario

Scuole di specializzazione in Medicina: il MIUR ci ripensa. Ecco i nuovi scenari

E’ il primo attesissimo concorso con graduatoria nazionale della storia. Quello della graduatoria unica che, grazie ai nostri ricorsi, siamo riusciti ad imporre al MIUR prima sui test di accesso a MEDICINA, ODONTOIATRIA, VETERINARIA e Architettura ed oggi, sulla base dei medesimi principi espressi dal T.A.R. Lazio e dal Consiglio di Stato, caratterizza le ammissioni alle scuole di specializzazione in Medicina.

Doveva essere la prova della meritocrazia e della trasparenza. Un vero e proprio contraltare alle note gestioni locali delle prove da parte degli Atenei troppo spesso caratterizzate da un’eccessiva “familiarità” tra candidati ed esaminatori.

Purtroppo il nostro fine è stato nuovamente tradito dalla carenza di linee guide ferme ed univoche e, soprattutto, dall’incapacità diffusa da parte delle Commissioni di fronteggiare le peculiarità delle singole prove e di comprendere in che modo garantire la par condicio dei concorrenti innanzi anche a piccoli incidenti di percoso.

In tanti ci state scrivendo e telefonando chiedendoci cosa si può fare per ottenere l’ammissione e l’aumento delle borse anzichè l’annullamento.

A seguito del ripensamento del MIUR lo scenario è divenuto ancora più complesso e foriero di danni nei confronti di numerosissimi candidati che oggi, stante le confessioni delle Amministrazioni, hanno ogni diritto di azione e di tutela.

In particolare possono agire:

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Scuole di specializzazione in Medicina: MIUR e CINECA annullano le prove. Ecco cosa succederà e come agiremo.

E’ il primo attesissimo concorso con graduatoria nazionale della storia. Quello della graduatoria unica che, grazie ai nostri ricorsi, siamo riusciti ad imporre al MIUR prima sui test di accesso a MEDICINA, ODONTOIATRIA, VETERINARIA e Architettura ed oggi, sulla base dei medesimi principi espressi dal T.A.R. Lazio e dal Consiglio di Stato, caratterizza le ammissioni alle scuole di specializzazione in Medicina.

Doveva essere la prova della meritocrazia e della trasparenza. Un vero e proprio contraltare alle note gestioni locali delle prove da parte degli Atenei troppo spesso caratterizzate da un’eccessiva “familiarità” tra candidati ed esaminatori.

Purtroppo il nostro fine è stato nuovamente tradito dalla carenza di linee guide ferme ed univoche e, soprattutto, dall’incapacità diffusa da parte delle Commissioni di fronteggiare le peculiarità delle singole prove e di comprendere in che modo garantire la par condicio dei concorrenti innanzi anche a piccoli incidenti di percoso.

In tanti ci state scrivendo e telefonando chiedendoci cosa si può fare per ottenere l’ammissione e l’aumento delle borse anzichè l’annullamento.
Domani (LUNEDI 3/11) faremo delle riunioni tematiche al nostro studio di Messina fino a tarda sera dividendo i gruppi sulla base delle Vostre situazioni specifiche e richieste:
A) CANDIDATI CHE VOGLIONO MANTENERE IL PUNTEGGIO OTTENUTO NELLE PROVE ANNULLATE ED AGISCONO PRIMA DEL 7/11 PER NON PRESENTARSI A TALI PROVE.
B) CANDIDATI CHE VOGLIONO AGIRE ESCLUSIVAMENTE PER OTTENERE L’AMMISSIONE IN SOVRANNUMERO CON IL RICONOSCIMENTO DELLA BORSA A PRESCINDERE DAL PUNTEGGIO OTTENUTO.
C) CANDIDATI CHE COMUNQUE VOGLIONO AGIRE PER OTTENERE IL RISTORO DEI DANNI SUBITI DALL’ANNULLAMENTO DELLE DUE PROVE
Capirete che la situazione più urgente da fronteggiare è quella dell’annullamento delle due prove prima del 7/11.
A tali candidati, quindi, verrà data priorità.
L’azione per ottenere l’ammissione in sovrannumero potrà essere portata avanti dopo la pubblicazione delle graduatorie finali e mirerà a far valere i numerosi vizi riscontrati e in alcuni casi già certamente verbalizzati.
Abbiamo prove documentali di aule con

– computer dallo schermo immediatamente visibile per più di un candidato vicino o poco distanti

– computer collegati a rete internet;

 – casi di black out gestiti in maniera differente tra le varie commissioni ove, in taluni casi, dopo aver letto le domande, è stata data la possibilità ai candidati di comunicare tra loro e riprendere i cellulari.

Innanzi a tali vizi verrà richiesto l’ammissione sovrannumeraria di tutti i candidati con condanna delle Amministrazioni al pagamento della borsa nella forma del risarcimento danni in forma specifica.
E’ chiaro che si tratta di una domanda mai spiegata prima in un concorso nazionale con posti bloccati e copertura finanziare sulle borse, ma che è già stata accolta per altri concorsi (test di medicina). Anche li, prima della nostra sentenza n. 2935/14 del Consiglio di Stato, non vi era mai stata un’ammissione in sovrannumero unitamente al risarcimento danni.
Anche quest’anno, e mai prima, T.A.R. e Consiglio di Stato hanno ammesso in sovrannumero un numero enorme di candidati facendo saltare la programmazione e raddoppiandola.
Quando lo ritenevamo possibile ci avevano detto che eravamo pazzi e visionari.
Le nostre battaglie non sono mai scontate o fondate su immediate letture di norme ma, da sempre, hanno fatto clamore per la loro innovatività assoluta.
Anche stavolta ci proveremo con tanti di Voi al fianco per chiedere #12000borse.
Per chi vuole partecipare alle riunioni di lunedi può chiamare i numeri fissi di Messina dalle 9 in poi per ottenere indicazione del gruppo.
A presto e tenete duro. Di seguito le indicazioni di adesione.

 

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Il Consiglio di Stato è sulla stessa posizione del T.A.R. Lazio: arriva il sigillo sulle 5000 ammissioni a Medicina

Il Consiglio di Stato ha messo il proprio sigillo sul test di ammissione di Medicina dell’anno in corso celebrato l’8 aprile 2014.
Il giudice d’appello ha confermato la correttezza della posizione del T.A.R. Lazio che ha decretato l’ammissione di circa 5.000 concorrenti esclusi difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia anche per conto dell’UDU.
Si tratta, commenta l’Avvocato Michele Bonetti, “della chiusura del cerchio sulle ammissioni in sovrannumero di quest’anno e sugli annunci avventati di qualche frangia che incitava il MIUR all’appello. MIUR e Università avevano, invero, compreso quanto gravi fossero i vizi denunciati ed evitato un appello dallo scontato esito negativo”.
E’ il momento, quindi, di riformare l’accesso ai corsi anche in ragione del fatto che, a differenza di quanto si legge, non esiste un caso “caos a Medicina”.
Secondo l’Avvocato Santi Delia, “sia pure con qualche ritardo i corsi sono partiti regolarmente in quasi tutte le sedi nonostante i 5mila studenti in più, segno che le strutture e i docenti ci sono e che quando in tutti questi anni si è detto che il numero chiuso non può essere eliminato si racconta una cosa non vera”.
“Quindici anni di asseriti ostacoli organizzativi insormontabili che ora vengono meno con qualche disagio ben affrontato in tutti gli Atenei in appena qualche giorno: è la più grande vittoria sul numero chiuso, concludono Delia e Bonetti che dichiarano di non arrendersi sino a quando la riforma non verrà attuata e tutti i ricorrenti sanati.

dirittosanitario

Scuole di specializzazione in Medicina: mentre sono in corso le prove arriva il primo nostro accoglimento in Italia sul nuovo concorso

E’ il primo attesissimo concorso con graduatoria nazionale della storia. Quella graduatoria unica che, grazie ai nostri ricorsi, siamo riusciti ad imporre al MIUR prima sui test di accesso a MEDICINA, ODONTOIATRIA, VETERINARIA e Architettura ed oggi, sulla base dei medesimi principi espressi dal T.A.R. Lazio e dal Consiglio di Stato, caratterizza le ammissioni alle scuole di specializzazione in Medicina.

Siamo convinti di poter imporre tale sistema anche su Medicina Generale; ma questa è un’altra battaglia già in corso.

Oggi mentre si svolge il secondo giorno di prove nelle varie sedi universitarie, abbiamo già ricevuto diverse segnalazioni di anomalie che sono al vaglio dei nostri studi e che approfondiremo con l’attenzione che meritano ed è anche giunto il primo accoglimento del T.A.R. su questo concorso.

Con un ricorso d’urgenza, redatto notte tempo, lo studio legale dell’Avvocato Santi Delia è riuscito a far riammettere una candidata esclusa durante la prima giornata di prove colsì da consentirle di continuare il suo percorso e verificare, davvero, chi sono i migliori su base nazionale.

In ipotesi di esclusione dalla prova è consigliabile sempre agire prima dell’inizio della successiva prova pena la consumazione del danno in capo al candidato non più rimediabile.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ricevono le segnalazioni e le richieste di valutazione dei presupposti giuridici di azione a santi.delia@avvocatosantidelia.it

Vai al provvedimento d’urgenza

scolastico

Congelati SSIS: il MIUR perde ancora. Altra vittoria d’urgenza al Giudice del Lavoro

Il Tribunale del Lavoro di Messina, con ordinanza 23 ottobre 2014, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di Messina l’immediata riammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Per aderire all’azione scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e info@avvocatomichelebonetti.it

Trasferimenti dall’estero: svolta al Consiglio di Stato. Si al rientro in Italia dei nostri ragazzi

Per la prima volta nella storia dei trasferimenti dall’estero, il Consiglio di Stato accoglie un ricorso sui trasferimenti, facendo rientrare dall’estero un nostro ricorrente. Il Consiglio di Stato di fronte ad una sentenza di rigetto del T.A.R. di Cagliari ha invece mutato orientamento ed ha ammesso il ragazzo agli studi in Italia.

Trattasi di una vittoria epocale in quanto il provvedimento di primo grado era di segno opposto e non una semplice ordinanza ma una sentenza.

Intanto un nuovo fronte si apre in Sicilia. L’Avvocato Santi Delia chiarisce che “il Tribunale siciliano ha colto le peculiarità del “caso Messina” la cui fase istruttoria e di delibazione delle istanze dei nostri ricorrenti è stata seguita dal nostro studio per oltre 8 mesi ed ha accolto la nostra innovativa tesi. Grazie a tale teoria vi è persino compatibilità tra l’accordare il trasferimento dall’estero ai nostri ragazzi e la nota posizione di chiusura sull’aspetto del diritto comunitario da parte del Consiglio di Stato“.

Scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it per capire se anche Tu puoi studiare in Italia

Vai all’ORDINANZA DEL CONSIGLIO DI STATO

 

Caduta del numero chiuso: ecco cosa è successo il 9 ottobre

E’ stata la giornata più lunga del numero chiuso. Più del 2007 quando il nostro maxi ricorso contava “solo” 2000 persone. Una lunghissima maratona di preparazione ed un’estenuante camera di consiglio.

Oggi possiamo raccontarla a Voi. Tra qualche anno sognamo di raccontarla ai nostri nipoti.

Comunque andrà grazie ai migliaia di accoglimenti che dal 4 luglio vengono decretati, il sistema del numero chiuso è crollato.

Il 15 ottobre il MIUR ha riunito, su questo, un tavolo tecnico. Li abbiamo costretti a parlare di diritto allo studio e di riforma.

Ci siamo riusciti perchè tutti i ricorsi sono stati accolti. Tutti. Senza eccezione.

Stiamo facendo la riforma. Grazie al MAXI RICORSO con soli 15 euro. Non bastavano i ricorsi individuali. Il sistema avrebbe sopportato 100 ammessi con qualche titolone e nulla più. Per fare cambiare tutto doveva crearsi l’emergenza. In Italia senza emergenza non si cambia. Il Ministro su questo non ha torto. La riforma è sollecitata da mesi.
Ora si cancelli il numero chiuso e si riparta da un’università libera e senza barriere perché questa battaglia va raccontata ai nostri nipoti…

scolastico

Clamorosa vittoria alla Corte d’Appello di Torino per i precari della scuola

Nell’attesa dell’imminente deposito della sentenza della Corte di Giustizia Europea sul tema del precariato nella pubblica amministrazione italiana, con una pronuncia decisamente innovativa la Corte di Appello di Torino respinge l’appello del Miur avverso la sentenza di primo grado e condanna lo stesso MIUR al pagamento delle spese di giudizio..

La Corte di Appello di TORINO anche in forza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali conferma la sentenza del Tribunale di Alessandria secondo cui “il personale precario continua ad essere retribuito sulla base della fascia iniziale indipendemente dalla durata del servizio continuativo prestato. Questa disparità di trattamento viene giustificata dal MIUR sulla base del fatto che il personale precario non appartiene al ruolo del personale scolastico, ma è inserito in un diverso sistema di reclutamento in cui viene valorizzata l’anzianità di servizio acquisita ai fini dell’assunzione definitiva o dell’attribuzione d’incarichi di supplenza annuale e temporanea“. Secondo il Tribunale appellato, “la prospettazione della parte resistente non è conforme alla normativa comunitaria e, sotto questo profilo, la citata disposizione viola la clausola 4 punto 1 dell’accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE che prevede il divieto di discriminazione dei lavoratori a termine rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato comparabili”.

La condanna alle spese del MIUR è il simbolo della svolta sul tema e dimostra che siamo davveso vicini alla resa.

Il fronte nella lotta al precariato è riaperto e segna ad oggi un importante passo in avanti nella battaglia che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti continueranno ad affrontare in prima linea per il riconoscimento di tutele sempre più incisive a favore dei lavoratori precari delle scuole.

Vai alla sentenza

magistratura

Illegittima gestione dei concorsi: dai nostri ricorsi al T.A.R. al sondaggio del Corriere. Il nostro corsivo.

Non è solo il chiacchieratissimo test di ammissione a Medicina.

Ogni grande concorso in Italia che ci vede impegnati finisce al T.A.R. e su tutti i maggiori quotidiani per le storture messe a nudo da un sistema che continua a non funzionare. E’ accaduto con i T.F.A. del 2012, i primi della storia, con oltre 25 quiz errati su 60 somminastrati; va avanti dal 2007, dal nostro primo maxi ricorso UDU sui test di ammissione a Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura, Scienze della Formazione sino a tutte le professioni sanitarie. Infine, ma solo per ricordare i casi più recenti, c’è anche Magistratura, gli esami d’avvocato e quelli per essere ammessi al corso di medicina generale per diventare medici di famiglia.

Secondo noi si tratta di procedure tutte illegittime che non premiano il merito ma i furbetti di cui l’Italia non ha più bisogno.

Si giudichi, si premi e si bocci all’esito di una procedura in cui tutti sono stati messi ad armi pari di poter confrontare le proprie capacità con regole ferme e predeterminate e non che cambiano il giorno dopo la prova (mi riferisco al caso bonus maturtà dell’anno passato).

E’ chiaro che grazie al sistema giudiziale non tutte le storture vengono raddrizzate: un concorso illegittimo va annullato con ciò gettando disperazione in capo agli onesti che, in tanti casi, avevano meritato la vittoria. In alternativa, ed è ciò che sin’ora è accaduto e da noi fortemente voluto per non penalizzare gli incolpevoli ma meritevoli, tutti vanno ammessi alle prove successive: al corso di laurea, alla seconda prova del T.F.A., etc.. Sarà il successivo percorso a dare o non dare le risposte sul merito.

A volte, riflettendo su quanto “troppo” sembra ottenersi in tali casi, parlo di bulimia giudiziaria. Non possiamo negarlo: esiste sempre chi, all’esito di un giudizio, ottiene qualcosa in più di quanto meriterebbe. Ma ciò non riguarda solo test o concorsi. Al contrario coinvolge ogni altra sfera del contenzioso e dei rapporti sociali.

E stupisce che proprio innanzi ad un diritto costituzionalmente garantito (quale è LO STUDIO) ci si scandalizzi per gli esiti di qualche contenzioso.

Ecco perchè, su questa scia, ho condiviso il pensiero di Massimo Lorello e la Repubblica – Palermo

E torniamo quindi ai test.
Quella di oggi, l’occasione che T.A.R. Lazio, T.A.R. Palermo, C.G.A. e Consiglio di Stato hanno dato a questa generazione di studenti, è unica.
Grazie a quest’occasione, “sapremo se i test di ammissione valgono davvero qualcosa o se non sono invece un sistema per eliminare superficialmente i candidati in esubero”.
Sapremo se, con i nostri ricorsi, avevamo ragione a dire che le 180.000 matricole all’anno degli anni ’80 si sono laureate con un bagaglio formativo per nulla differente agli attuali 10.000 ammessi.
V’è solo da sorridere a pensare che oggi si discute di non più di 7.000 ammessi oltre ai 10.000 banditi.
I numeri che si leggono vanno sgonfiati.
Un plauso agli Atenei che, l’esempio virtuoso credo venga proprio da Palermo, in pochi giorni riusciranno a trovare spazi e luoghi per FARE ciò che la nostra Costituzione gli dice di FARE: dare sapere.
Uno stop di uno o due settimane per far rivivere un diritto costituzionale in ghiaccio da 15. Tutto qua. Senza necessità di scandali e titoloni.
Uno studente attento sulle scale è una bella immagine. Almeno per me.
Laboratori, posti letto e cliniche…saranno anch’essi naturalmente adeguati alla selezione naturale dei primi anni giacchè, sempre virgolettando Lorello “magari si scoprirà che qualcuno dei candidati promossi ai test ha poi mollato gli studi dimostrando che il camice bianco non sarebbe stato adatto a lui, mentre qualcuno dei bocciati è diventato medico a pieni voti”.

L’U.D.U. e gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, quest’anno, avevano compreso che potesse essere l’anno decisivo per l’abolizione del numero chiuso.

Ecco perchè i seppur vincenti 50 o 100 ricorsi singoli non potevano bastare per far saltare il sistema. Serviva il maxi ricorso. Un azione senza costi per tutti gli studenti di tutte le città. 15 euro per dire che questa non è la selezione che vogliamo.

Grazie a quei 15 euro possiamo, oggi, cambiare il sistema d’accesso all’Università. Credo che, con queste premesse, parlare di ammissione solo per chi può pagarsi un avvocato, chiunque esso sia, valga veramente poco.

Buono studio e noi andiamo avanti così.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia