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CONGELATI SISS: SALTA IL DM SULLE GAE. IL CONSIGLIO DI STATO RIGETTA L’APPELLO DEL MIUR

Il Consiglio di Stato conferma la pronuncia del TAR Lazio con un provvedimento epocale del 22/01/2014, reso dalla Sezione VI, con Presidente il Consigliere Giuseppe Severini ed Estensore il Consigliere Sergio De Felice.

Trattasi di un provvedimento epocale che consente l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento ad una precaria c.d. “congelata SSIS”, non subentrata per il contemporaneo svolgimento di un dottorato di ricerca. Per il Consiglio di Stato rimane sospeso un intero capo di un decreto ministeriale, il D.M. 572 del 2013.

Per i legali patrocinanti di ricorso, Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli, il Consiglio di Stato “prende atto della recente vittoria di ADIDA e di LA VOCE DEI GIUSTI sulla questione della giurisdizione, appartenente al giudice amministrativo e non al giudice del lavoro,  e conferma che il Decreto Ministeriale è affetto da profili di illegittimità, in particolare ove non consente l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di tutti quei soggetti che erano ammessi alla frequenza delle SSIS”.

ADIDA e La Voce dei Giusti fanno sapere che non essendo più possibile agire innanzi al T.A.R. i congelati potranno agire solo innanzi al Giudice del Lavoro.

Scrivi a segreteria@avvocatosantidelia.it

Bonus maturità: ricorso ora o mai più

 

Numerose illegittimità già sono state denunciate innanzi le competenti sedi giudiziarie con esito favorevole per molti dei nostri ricorrenti, immatricolati presso la sede prescelta.

Ad oggi, vi è ancora la possibilità di instaurare un ultimo contenzioso per tutti coloro che pur avendo un buon punteggio non sono riusciti ad immatricolarsi in quanto esclusi dalla graduatoria del 18 dicembre 2013.

A seguito dell’emanazione del D.M. 29 novembre 2013, in data 18 dicembre 2013, è stata pubblicata una nuova graduatoria per gli studenti con il bonus che ha visto numerosi candidati impossibilitati ad immatricolarsi nonostante il conseguimento di un punteggio uguale o superiore a quello di studenti privi di bonus che sono già immatricolati in base alla precedente graduatoria (senza bonus).

La mancata previsione degli scorrimenti per la graduatoria del 18 dicembre 2013 difatti ha creato la situazione paradossale per la quale molti studenti con punteggi elevati si sono visti svantaggiati rispetto a coloro che pur non avendo bonus e pur avendo punteggi inferiori, risultano in posizione utile nella graduatoria con scorrimenti.

La mancata previsione degli scorrimenti è del tutto illegittima – forse più delle censure sino ad oggi avanzate – considerando che ad essere direttamente lesi sono i principi fondamentali del diritto amministrativo. La pubblicazione della nuova graduatoria ha avuto come effetto quello di impedire la immatricolazione degli studenti maggiormente meritevoli, o meglio degli studenti con i punteggi più elevati; del resto se un criterio doveva essere scelto non poteva che essere quello del punteggio ottenuto.

Alla luce di quanto sopra e della forte illegittimità che affligge il D.M. 29 novembre 2013 lo studio ritiene che vi sia la possibilità di continuare ad impugnare gli atti innanzi il TAR Lazio per tutti coloro che hanno bonus e che hanno un punteggio uguale o superiore a studenti oggi immatricolati, grazie agli scorrimenti.

Coloro i quali hanno con la nuova graduatoria del 18 Dicembre hanno ottenuto un punteggio, per medicina, tra i 39.00 e 45.50 (dunque col bonus), possono ancora presentare ricorso (entro tempi brevissimi). Il punteggio (sempre complessivo di bonus) per Odontoiatria deve essere invece superiore o uguale a 38,70.
Possono aderire anche coloro che hanno punteggi leggermente inferiori considerando che vi saranno successivi scorrimenti della graduatoria.

Se vi trovate in tale situazione non esitate a contattarci giacchè tutti i nostri ricorrenti hanno già ottenuto l’ammissione e stanno frequentando le lezioni.

 

Il termine ultimo per inviare l’adesione è cautelativamente quello del 10/2/2014.

Vedi chi si è già immatricolato

Anonimato

Bonus

DSA

Studenti esclusi dal CINECA

 

 

RICORSO SOSTEGNO: ACCOLTO CON ORDINANZA IL PRIMO RICORSO

Ancora una volta ADIDA e LA VOCE DEI GIUSTI arrivano prima su tutte le Associazioni di settore, ottenendo la conferma del decreto cautelare che aveva consentito a molti insegnanti di III fascia di poter partecipare ai corsi di sostegno a loro preclusi.

 

“Trattasi di corsi dove vi sono ancora posti disponibili, con test spesso errati e con una preclusione inaccettabile per tutti i precari di III fascia”. A parlare sono i legali Michele Bonetti e Santi Delia visibilmente soddisfatti per la vittoria.

 

Riaprono pertanto le adesioni per i ricorsi collettivi sul sostegno anche in ragione della posticipazione delle date delle prove preselettive da parte di alcuni Atenei per l’accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno.

La scadenza improrogabile è al 5 febbraio 2014.

 

Ricordiamo che per aderire devono essere rispettati i seguenti requisiti:

 

  1. 1.Essere in possesso di: diploma magistrale o diploma o laurea che danno accesso alla iii fascia delle graduatorie di circolo e d’istituto per l’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado;

  2. 2.Aver svolto del servizio di insegnamento;

  3. 3.Aver inoltrato all’ateneo la domanda di partecipazione nei modi e nei termini stabiliti dai rispettivi bandi.

 

Il costo del ricorso è di euro 250,00.

 

In allegato troverete la documentazione da inviare, prima via mail e poi via raccomandata, unitamente alla copia della ricevuta di avvenuto versamento, e alla copia della domanda di partecipazione inoltrata all’Ateneo (se la domanda all’Università è stata inviata a mezzo posta, dovrà essere allegata anche copia della ricevuta di spedizione della missiva).

 

Per maggiori informazioni scrivi santi.delia@avvocatosantidelia.it

 

Scarica l’ordinanza del Tar Lazio.

La Regione Sicilia non paga gli specializzandi: vinti i giudizi oggi in conto corrente oltre 22.000 euro

Gli specializzandi con borsa regionale non sono stati pagati per un anno intero. Dal luglio 2012, quando hanno firmato i contratti, sino al giugno del 2013.

12 mesi senza stipendio fronteggiando tutte le problematiche connesse con l’impegno quotidiano ed esclusivo della specializzazione.

Solo dal luglio 2013 arriverà il primo stipendio giacchè la Regione, paradossalmente, ha sbloccato i fondi dal secondo anno in poi.

Nonostante i continui solleciti da parte dei medici l’Ateneo ha continuato ad allargare le braccia scaricando le responsabilità sulla Regione e sul mancato stanziamento dei fondi.

In realtà, per espressa previsione normativa e regolamentare, anche gli Atenei sono obbligati al pagamento.

Il Tribunale di Messina, al quale ci siamo rivolti con procedura d’urgenza, ha ordinato alla Regione e all’Ateneo il versamento di tutte le somme dovute pari a € 25.000,00 lorde oltre interessi e rivalutazione monetaria.

In questi giorni gli specializzandi hanno ottenuto l’accredito in conto corrente di tutte le somme arretrate con interessi e rivalutazione.

Parallelamente abbiamo diffidato la Regione a provvedere a liquidare anche gli specializzandi che non hanno ancora ottenuto dal Tribunale i provvedimenti e nel mese di febbraio arriveranno somme pari al 40% del debito (circa 8.000 euro netti).

Gli specializzandi, che non hanno dovuto anticipare alcuna somma per ottenere quanto gli spetta, sono stati assistiti, su incarico del SIGM, dall’Avvocato Santi Delia.

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Strettoweb

GiovaneMedico

Ricorso al T.A.R. e Ricorso straordinario: ecco chi è ancora in tempo per ottenere immediatamente l’immatricolazione

Sono stati inoltrati nella giornata di oggi i ricorsi straordinari per ottenere l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria per combattere l’esclusione all’esito del test di ammissione di settembre 2013.

A seguito delle numerosissime Vostre richieste Vi comunichiamo che i ricorsi per far valere la violazione dell’anonimato e tutti gli altri vizi riscontrati dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti possono essere ancora inoltrati solo da chi ha un punteggio superiore a 20 punti.

Possono presentare l’adesione alla partecipazione al ricorso straordinario gli studenti che hanno partecipato al concorso in qualsiasi sede italiana.

Il ricorso straordinario, consegnando ai ricorrenti una decisione definitiva ed inappellabile, ha dei tempi più lunghi rispetto all’ordinario ricorso al T.A.R. ove la richiesta di ammissione con riserva è decisa dal T.A.R. in pochi mesi.

Le adesioni scadono improrogabilmente il 25/1/2014 alle ore 9. Tutta la documentazione che potra essere richiesta all’indirizzo mail segreteria@avvocatosantidelia.it deve pervenire a mezzo mail scansionata o via fax entro tale termine.

Ma c’è ancora chi può ottenere l’immatricolazione immediata grazie all’intervento del T.A.R.

Si tratta di tutti quei candidati pregiudicati dal bonus e che hanno un punteggio (compreso del bonus) tra 38,50 e 44,30.

Se vi trovate in tale situazione non esitate a contattarci giacchè tutti i nostri ricorrenti hanno già ottenuto l’ammissione e stanno frequentando le lezioni.

Anche in tal caso il termine ultimo per agire è cautelativamente quello del 25/1/2014.

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Anonimato

Bonus

DSA

Studenti esclusi dal CINECA

L’ATENEO DI PALERMO HA GIA’ IMMATRICOLATO I NOSTRI RICORRENTI

I nostri ricorrenti sono già immatricolati all’Università di Palermo e possono seguire le lezioni.

A seguito dell’accoglimento del ricorso l’Ateneo ha da subito mostrato grande senso di collaborazione e disponibilità a provvedere ad ogni incombente di legge per ridurre i disagi agli studenti già in ritardo con le lezioni.

Così come in passato non si è mancato di stigmatizzare il comportamento di alcuni Atenei restii a seguire gli ordini del T.A.R. (da ultimo T.A.R. Lazio, decreto presidenziale n. 47/14), questa volta dobbiamo rivolgere un plauso all’Ateneo che ha compreso quanto importante fosse consentire ai ricorrenti di seguire immediatamente le lezioni.

Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio.

Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.

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Vittoria al T.A.R. Palermo: crolla il muro del numero chiuso

Si va verso la fine del numero chiuso. Stanno capitolando…sono alle corde ed hanno capito che questo sistema non funziona e lo stiamo sgretolando sino a ridurlo in polvere.

 

VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DELL’ANONIMATO: IL TAR DI PALERMO HA ACCOLTO IL RICORSO DEGLI AVVOCATI DELIA E BONETTI E ANNULLATO I TEST D’INGRESSO PER LE FACOLTA’ DI MEDICINA, ODONTOIATRIA E VETERINARIA ALL’UNIVERSITA’ DI PALERMO. GLI STUDENTI RICORRENTI AMMESSI IN SOVRANNUMERO.

Illegittimo il test per l’ammissione ai corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria all’Università di Palermo. A dichiararne la nullità è stato il Tar di Palermo, nel corso dell’udienza della prima sezione presieduta dal giudice Filoreto D’Agostino, che ha accolto il ricorso presentato dagli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti. Già qualche settimana fa, la decisione dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, aveva paventato il rischio che anche il concorso nazionale per l’ammissione a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria appena celebrato avrebbe potuto incorrere in una sentenza di annullamento.

Ieri, il Tar di Palermo con la sentenza n. 121/2014 che si trasmette in allegato, ha ammesso in sovrannumero tutti gli studenti ricorrenti e condannato alle spese processuali l’Ateneo.

Il T.A.R. ha anche inviato gli atti alla Procura della Repubblica evidenziando che la scelta del MIUR e dell’Ateneo di “far compilare la scheda anagrafica prima dello svolgimento dei test ed esporla sul banco accanto al documento di riconoscimento, ha consentito la conoscenza del codice identificativo abbinato a ciascun candidato prima della compilazione dei questionari, con conseguente rilevante violazione del principio dell’anonimato”.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, che stanno inoltrando un nuovo ricorso straordinario per gli esclusi, avevano per primi denunciato l’irregolarità dello svolgimento di tale concorso sin dal 2007 ma solo a novembre del 2013 il Consiglio di Stato aveva messo la parola definitiva sulla cattiva gestione di questi concorsi.

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Ammissione al T.F.A.: illegittimo il D.M. 249/10 nella parte in cui esclude i laureati prima del 1998

Il T.A.R. Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia, Michele Bonetti e Letterio Donato con il quale si era dedotta la manifesta irragionevolezza del Bando e del presupposto DM n. 39/98, per contrasto all’art.11 delle disposizioni sulla legge in generale, nei confronti dei soggetti laureatisi precedentemente all’entrata in vigore del D.M. 39/98.

Il ricorrente, in possesso di Laurea in Scienze Statistiche conseguita nell’a.a.1995/96, subiva l’esclusione dalla procedura concorsuale per l’accesso al corso di T.F.A. per la classe A039 Geografia per mancanza di uno dei titoli abilitativi previsti dal DM 39/98 (laurea in geografia, economia e commercio e lettere o, in via transitoria, di qualsiasi laurea purchè conseguita entro l’a.a.1993/94 e nel piano di studi fossero compresi 2 corsi annuali o uno biennale di geografia).

Secondo il T.A.R. Lazio la censura dei legali “appare fondata, in quanto il DM n.39/98, nell’individuare i titoli di studio validi per l’ammissione ai concorsi a cattedre e i titoli di studio validi ai medesimi fini (solo) se conseguiti entro un determinato periodo, appare pregiudicare la posizione di chi si fosse laureato precedentemente, senza che a ciò corrisponda una reale esigenza di interesse pubblico, con riferimento alle classi di concorso (tra cui quella di geografia) per cui non è stato previsto un regime transitorio.

Tanto più che, nel caso specifico,il ricorrente – come richiesto dalla normativa vigente al momento in cui aveva intrapreso il proprio corso di studi- aveva inserito nel proprio piano di studi due corsi annuali di geografia, al fine di accedere alla classe di concorso A29 per l’insegnamento di geografia nelle scuole secondarie di secondo grado e, in virtù di ciò, dopo la laurea veniva inserito nell’elenco dei soggetti idonei allo svolgimento delle supplenze (c.d.terza fascia).

Pertanto, il ricorso merita accoglimento e, per l’effetto, vanno annullati, in parte qua, il DM 39/98, il D.R dell’Università di Firenze del 3 maggio 2012 n.30888 (art.2, “requisiti di ammissione”) e il conseguente decreto di esclusione del ricorrente dalla procedura di cui trattasi”.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 19 dicembre 2012, n. 11077

T.F.A.: IL TAR LAZIO DECRETA LA VALIDITA’ DEFINITIVA DELLE ABILITAZIONI CONSEGUITE DAI NOSTRI RICORRENTI

Il T.A.R. Lazio ha accolto nella giornata odierna alcuni ricorsi proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che, al fianco dell’Associazione Adida, avevano censurato l’esclusione dal T.F.A.

I ricorrenti erano stati esclusi all’esito della prova preselettiva a quiz ed avevano ricorso innanzi al T.A.R. con i legali di Adida.

Il T.A.R. li aveva dapprima ammessi a sostenere la prova scritta dalla quale erano stati esclusi consentendogli così di sostenere anche l’esame orale.

Preso atto del superamento delle restanti prove i legali sostenevano la cessata materia del contendere giacchè il ricorrenti avevano dimostrato di possedere le capacità per l’ottenimento del titolo.

Il T.A.R. ha accolto proprio tale innovativa tesi.

“Ciò premesso in punto di fatto, come chiarito dalla sezione in altre analoghe occasioni “è immanente nell’ordinamento il principio generale, ispirato alla tutela dell’affidamento, della sanatoria legale dei casi di ammissione con riserva a procedure di tipo idoneativo, desumibile dall’art. 4, comma 2 bis del D.L. n. 115 del 2005, convertito alla legge n. 168/2005 (e da altre svariate leggi similari) secondo il quale ” Conseguono ad ogni effetto l’abilitazione professionale o il titolo per il quale concorrono i candidati, in possesso dei titoli per partecipare al concorso, che abbiano superato le prove d’esame scritte ed orali previste dal bando, anche se l’ammissione alle medesime o la ripetizione della valutazione da parte della commissione sia stata operata a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela” (cfr Tar Lazio Sezione III, 27 agosto 2013, n. 7963).

La sezione (con sentenza del 3 dicembre 2012, n. 10042) ha anche chiarito ulteriormente che: “la Corte Costituzionale, con sentenza interpretativa di rigetto della questione di legittimità costituzionale proprio dell’art. 4, comma 2 bis del d.l. n. 115/2005 ha chiarito il principio del rapporto esistente tra l’accertamento amministrativo in esito al quale si consegue il titolo abilitativo e i provvedimenti giurisdizionali che abbiano consentito all’interessato di ottenerlo, rimuovendo l’ostacolo amministrativo frapposto seppure solo in sede cautelare, chiarendo che è il primo a produrre l’effetto del conseguimento del titolo e non il provvedimento del giudice (Corte Costituzionale, 1° aprile 2009, n. 108)”.

Nel caso in esame il titolo abilitativo conseguito dal ricorrente è il frutto sia del superamento delle prove scritte e orali per l’ammissione al corso di studi sia del superamento di quest’ultimo, con la conseguenza che esso è il frutto dell’accertamento in via amministrativa dell’idoneità dell’interessato, alla cui verifica il giudice ha contribuito esclusivamente a rimuoverne un ostacolo procedurale.

Né nella fattispecie in esame si verte in materia di pubblico concorso, nella cui ipotesi la giurisprudenza esclude che possa darsi luogo al cd. principio dell’assorbimento di cui la norma costituisce un’applicazione (cfr. di questa sezione la sentenza del 9 aprile 2013, n. 3561 e da ultimo anche della sezione III la sentenza n. 7963/2013 citata). Infatti si ritiene che “la possibilità di sanatoria introdotta dal precitato art. 4 comma 2 bis, della legge n. 168/2005 deve ritenersi ammessa soltanto per le varie ipotesi di procedimenti finalizzati alla verifica della idoneità dei partecipanti allo svolgimento di una professione il cui esercizio risulti regolamentato nell’ordinamento interno, ma non riservato ad un numero chiuso di professionisti, mentre va esclusa per le selezioni di stampo concorsuale per il conferimento di posti a numero limitato.”. (Tar Liguria, sezione II, 11 ottobre 2007, n. 1730).

Né, ancora, il ricorso tende a contestare un’esclusione dal concorso per mancanza dei requisiti, nel qual caso in base alla giurisprudenza formatasi sulla citata norma, non potrebbe darsi luogo alla applicazione della stessa (cfr. C. Stato, sezione VI, 15 febbraio 2012, n. 769; come ben ricostruito in TAR Campania Napoli, sezione VIII, 9 febbraio 2011, n. 755, laddove si rileva che il cd. Principio dell’assorbimento “non è però utilizzabile nei casi in cui l’accertamento di determinati requisiti non si sovrappone in relazione al medesimo aspetto (ad es., maturità del candidato), ma riguarda aspetti (possesso dei titoli partecipativi e preparazione, in prove scritte e orali, sufficiente e idonea) diversi, che, tutti, devono ottenere un riscontro positivo (Cons. Stato, sez. IV, 14 febbraio 2005, n. 438)”. Concorda infine la giurisprudenza pure sul tipo di pronuncia di merito da adottare nel caso specifico, rappresentando che “Dal punto di vista processuale – la norma – fa venire meno la materia del contendere a causa di un “factum principis”, essendo la legge medesima a prevedere, per coloro che abbiano superato le prove scritte e orali anche a seguito di provvedimenti giurisdizionali o di autotutela, il conseguimento della abilitazione professionale o del titolo, per il quale concorrono.” (TAR Emilia Romagna, sez. I, 19 aprile 2011, n. 371, TAR Lazio, sezione III bis, 24 giugno 2009, n. 6113, Consiglio di Stato, sezione IV, 16 settembre 2008, n. 4358).

E’ bene chiarire che tale tipo di pronuncia, che costituisce una pronuncia di merito, al contrario della improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse, non può che produrre i suoi rivenienti effetti sostanziali sulla riserva apposta dall’Amministrazione universitaria alla abilitazione conseguita dal ricorrente, consentendo quindi che lo stesso sia considerato abilitato a pieno titolo“.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 3 gennaio 2014, n. 50

 

Ricorso Sostegno, accolti i primi decreti cautelari degli Avvocati Delia & Bonetti

In data 21 dicembre 2013 ADIDA e La Voce dei Giusti hanno ottenuto il primo accoglimento, mediante il ricorso patrocinato dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia sulla nota vicenda dei corsi di specializzazione del sostegno, il cui accesso è precluso ai precari della terza fascia.

La vicenda concerne, appunto, il caso dei precari di terza fascia spesso diplomati magistrali, con esperienza lavorativa nella scuola ed a volte anche specificatamente nel sostegno, a cui è negato l’accesso ai corsi di specializzazione per il sostegno stesso.

Ciò avviene anche quando vi sono meno domande rispetto ai posti disponibili in quanto il decreto ministeriale, poi ripreso dai bandi di tutti gli Atenei, impedisce l’accesso alle prove ai soggetti privi di abilitazione.

E’ un cane che si morde la coda” riferiscono i legali del La voce dei giusti e di ADIDA, gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti “in tal modo il Ministero impedisce a lavoratori della scuola di provare ad uscire dalla loro condizione di precariato. Ciò avviene nonostante anni ed anni di onorato servizio nella scuola pubblica italiana, a volte proprio per il sostegno”.

Studio Legale Avvocato Santi Delia