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Militari e causa di servizio: accolto il ricorso al T.A.R. Catania

 

il T.A.R. Catania rompe il muro eretto dal Comitato di Verifica per le cause di servizio. Accolto il ricorso dell’Avvocato Delia.

In maniera assai innovativa e coraggiosa il T.A.R. Catania afferma la sindacabilità del parere del Comitato di verifica per le cause di servizio dei militari ove sussista un difetto istruttorio che la parte sia riuscita a dimostrare in giudizio.

Secondo la III Sezione del TAR Catania le risultanze del Comitato non sono sindacabili a mezzo C.T.U.

A differenza di come spesso accade nell’ambito del rito del lavoro, secondo il G.A., in base al DPR 461/2002, “il Comitato di Verifica delle Cause di Servizio del Ministero delle Finanze è organo il cui operato è rivolto alla valutazione degli aspetti eziologici delle infermità contratte dai pubblici dipendenti nello svolgimento delle mansioni cui sono contrattualmente preposti” e il suo parere è superabile a mezzo CTU solo ove la stessa “fornisca un qualche specifico elemento per ritenere palesemente illogico o palesemente errato il giudizio del Comitato” giacché “il giudizio medico legale circa la dipendenza di infermità da cause o concause di servizio si fonda su nozioni scientifiche e su dati di esperienza di carattere tecnico-discrezionale che, in quanto tali, sono sottratti al sindacato di legittimità del giudice amministrativo”.Per tali ragioni il ricorso in parola trova accoglimento, essendo infatti acclarato che l’infermità di cui si discute afferisca all’apparato digerente (gastroduodenite) e non rinvenga invece la sua origine nell’asserita (a parere del Comitato) “natura neuro distonico endogena”, giacché il Comitato avrebbe dovuto tener conto del peculiare profilo della possibile incidenza su tale patologia del regime dell’alimentazione, il quale infatti non risulta essere stato oggetto di alcuna specifica valutazione, nemmeno quale fattore incidente sul profilo dell’incidenza quantomeno “concausale” sulla patologia, portando così all’accoglimento delle doglianze di parte ricorrente.

Ciò che residua alla strategia del ricorrente, quindi, è la censura dell’istruttoria e della motivazione del parere del Comitato nel momento in cui proprio le istanze istruttorie poste dal ricorrente hanno portato in rilievo “che in effetti il servizio svolto ha implicato effetti pregiudizievole sulla ordinata alimentazione dello stesso (cfr. rapporto informativo del Comando compagnia Carabinieri di Bologna del 29/10/1995; nonché altri rapporti informativi del Comando compagnia Carabinieri di Milazzo, di Taormina, di Messina), tanto che la stessa C.M.O. di Messina nel verbale del 3.1.1998 aveva già ritenuto la dipendenza da causa di servizio, osservando in particolare che l’interessato è stato sottoposto a ripetuti stress psico-fisici e psico-emotivi e costretto spesso ad una alimentazione irregolare ed incongrua” tale da ingenerare la denunciata ‘patologia gastroenterica’ ”.

TAR Catania, Sez. III,  2 luglio 2013, n. 1961

 

 

Seconda vittoria contro il MIUR prima del concorso di settembre: i laureati in Medicina non devono rifare il test per accedere in Odontoiatria

Prima ancora del test il risultato è già di due a zero. Il MIUR ha imposto a tutti i laureati in Medicina e Odontoiatria di rifare il test per iscriversi al corso di laurea che non avevano frequentato. Sono tantissimi, infatti, i medici che aspirano a diventare odontoiatri o viceversa.

Il ricorso è giunto immediatamente ad abbattere un altro muro ed ad annullare il bando dell’Università più importante d’Italia quella di Roma La Sapienza.

Un altro muro è stato abbattuto. Un’altra battaglia per il diritto allo studio ed alla formazione professionale è stata vinta.

I nostri laureati in Medicina e Odontoiatria non dovranno più rifare il test per passare all’altro corso di laurea.

In moltissimi, dopo aver ottenuto una laurea in Medicina, pensano di fare gli odontoiatri. Tanti odontoiatri vorrebbero scegliere medicina. Il T.A.R. Lazio ha accolto le nostre tesi ed ammesso i nostri ricorrenti ad anno successivo al primo senza alcuna necessità di rifare il test.

Numero chiuso 2013/14: dopo la vittoria del nostro ricorso il MIUR ci ripensa ecco il nuovo decreto su Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura

 

Il caos percentili. Un bonus maturità che nessuno riesce neanche al calcolare ed un ricorso al T.A.R. Ecco cosa arriva sul tavolo del neo Ministro Carrozza ed ecco gli scenari del nuovo Decreto. Si cambiano le norme del predecessore Profumo….ma non troppo. Rimane il bonus di maturità, cambia il metodo di calcolo. Le sperequazioni sembrano persistere tutte ed il Ministero ne è consapevole. Si spostano le date e si torna a settembre.

Le ragioni del reviremant di Viale Trastevere sono tante.

La prima, probabilmente la più forte, è la polemica sul bonus di maturità. Una sperequazione sotto gli occhi di tutti che aveva fatto gridare allo scandalo la CRUI, gli studenti, le loro famiglie e persino i quotidiani nazionali. Salvo Intravaia su Repubblica aveva fornito un quadro così tanto paradossale degli effetti del vecchi decreto da far impallidire  anche i più convinti sostenitori del bonus Profumo.

Non cambia granchè per la verità giacchè è proprio il comunicato stampa del Ministero a confessare che “il nuovo Decreto ministeriale punta a mitigare quelle che sono state ritenute delle criticità, ma non può intervenire in radice (ad esempio sul cosiddetto bonus maturità), in quanto vincolati dall’attuazione del decreto legislativo 14 gennaio 2008 n.21, i cui principi non possono essere modificati da un decreto ministeriale”.

“Per questo motivo”, continua il comunicato “iil Ministro Carrozza ha deciso di insediare contestualmente una commissione che, alla luce della prima esperienza applicativa, formuli delle proposte operative, anche con modifiche alla normativa primaria e secondaria, al fine di garantire un sistema di accesso ai corsi a numero programmato equilibrato e che sia in grado di valorizzare le potenzialità dei candidati”.

Tra questi saggi, tuttavia, non vi è nessun matematico ma spiccanoo ordinari di medicina, veterinaria, architettura e, una vera chicca, un associato di Malattie infettive degli animali domestici. Nessuno dubita sulle competenze nelle rispettive materie dei saggi ma non pare che queste competenze siano quelle giuste per risolvere le sperequazioni di un sistema che da oltre un decennio dimostra falle sempre più evidenti.

La seconda è un vero e proprio autogol del Ministero. Le domande inserite non potevano modificarsi neanche in caso di errore commesso prima della scadenza originaria (7 giugno alle ore 15). Chi sbagliava doveva tenersi la domanda così come inserita anche con una sola opzione di sede. Da qui parte un ricorso al T.A.R. Lazio e l’accoglimento del Presidente della Sezione III.

In punto di fumus, i dedotti motivi sembrano dotati di apprezzabile valutazione, apparendo illogica e non proporzionata la previsione del bando nella parte in cui esclude tale possibilità, quando ancora non sono scaduti, come nella specie, i termini perentori di presentazione delle domande“. Il rischio era il caos giacchè tutti coloro che avevano errato avrebbero avuto la possibilità di ricorrere in futuro in ipotesi di ammissione in una delle sedi non inserite.

Ed ecco che arriva il rinvio e la riapertura delle iscrizioni che accontenta anche gli studenti dell’anno di maturità ingiustamente penalizzati.

Il nuovo dcreto segue la linea del T.A.R. “le preferenze sono irrevocabili e non integrabili successivamente alle ore 15.00 del 18 luglio 2013. Farà in ogni caso fede l’ultima “conferma definitiva” espressa da l candidato entro tali termini”.

Ecco tutte le (ri)novità in pillole.

Graduatoria unica nazionale. Dopo che il Consiglio di Stato aveva rimesso la questione alla Corte Costituzionale ed il T.A.R. Lazio aveva bocciato la scelta del MIUR di sperimentare le graduatorie aggregate anzichè l’opzione per un’unica graduatoria nazionale, il MIUR corre ai ripari e sceglie la via indicata dal Giudice amministrativo. I concorrenti che ad esempio partecipano al concorso per l’ammissione ai corsi di laurea per l’accesso a Medicina e Odontoiatria possono scegliere di spendere il loro punteggio per entrambi i corsi di laurea indicando la preferenza in via prioritaria per l’uno o l’altro C.D.L.

Tale scelta avviene obbligatoriamente al momento dell’iscrizione alla prova di ammissione (tra il 6 maggio ed il 7 giugno 2013).

Per quanto riguarda la scelta della sede, il MIUR segue ancora una volta la via tracciata dalla giurisprudenza degli ultimi anni. Dopo l’accoglimento di numerosi ricorsi riguardanti la tardiva scelta dell’opzione di sede, viene stabilito che la prima sede prescelta è quella dove si effettua il concorso.

Nessun vincitore, quindi, potrà ritrovarsi escluso sol perchè ha dimenticato di indicare la propria sede preferita.

Sempre all’atto dell’iscrizione al test, e quindi tra il 6 maggio ed il 7 giugno 2013, gli studenti dovranno indicare le “sedi per cui si intende concorrere”. L’attribuzione della sede avverrà nel medesimo senso dell’anno accademico precedente e cioè assegnando la sede prescelta sulla base del punteggio ottenuto e sino all’esaurimento dei posti in quel determinato Ateneo.

Ad esempio ove il candidato abbia partecipato al test presso la sede di Palermo (prima opzione automatica) ed abbia indicato come seconda scelta Messina, come terza Catania, poi Roma La Sapienza ed a seguire L’Aquila ed abbia totalizzato il punteggio di 70, otterrà l’ammissione nella sede (tra quelle prescelte) ove nessun altro candidato sia stato ammesso con tale punteggio.

E quindi ove a Palermo, Messina, Catania e Roma tutti gli ammessi abbiano almeno 71 di punteggio, il candidato otterrà l’ammissione a L’Aquila ove ipotizziamo che l’ultimo ammesso avrà totalizzato 68 punti.

Ove invece anche a Messina si dovesse ottenere l’ammissione con, ad esempio 69 punti, a L’Aquila verrà preferita la scelta su Messina indicata in via prioritaria.

Grazie a tale sistema di preferenza, ove il candidato abbia comunque indicato tutte le sedi disponibili dimostrando volontà a spostarsi rispetto alla propria prima scelta, in ipotesi di punteggio utile, otterrà l’ammissione.

Una volta ottenuta l’ammissione presso una delle opzioni potrà decidere se immatricolarsi o attendere che terminino gli scorrimenti presso le sedi indicate in via prioritaria. Ove si decida ad immatricolarsi (nel nostro esempio precedente a L’Aquila) le altre scelte anche se prioritarie verranno cancellate (in quel caso Messina).

Il nuovo test. Non più 80 domande ma 60. Non più due ore ma solo 1 ora e mezzo di tempo.

Dopo 13 anni, sotto i colpi dei ricorsi, cambia il test. Quasi azzerata la cultura generale che da 40 domande su 80 passa a 5 su 60. 25 saranno le domande di logica, 14 di biologia, 8 di chimica e 8 di fisica e matematica. Questo per quanto riguarda il test più gettonato: quello per l’accesso a Medicina e Odontoiatria.

 

Su 60, quindi, 25 saranno le domande di logica. L’unica tra le 5 materie oggetto del test che NON si studia a scuola. Riteniamo seriamente in dubbio che tale scelta sia compatibile con le previsioni legislative in vigore.

Attribuzione del punteggio. Al test sarà attribuito il punteggio massimo di 90 punti. 1,5 punti per ogni risposta esatta e 0,40 in meno per ognuna errata. Zero punti in caso di risposta non data.

Ulteriori 10 punti verranno attribuiti sulla base della pregressa carriera scolastica. In totale, quindi, si potranno ottenere al massimo 100 punti.

I 10 punti verranno attribuiti a chi ha ottenuto un voto di maturità in anni precedenti pari almeno a 80/100 “e non inferiore all’80esimo percentile della distribuzione dei voti della propria commissione d’esame nell’anno scolastico 2012/13“. Tali percentili verranno rese note sul sito del MIUR entro il 30 agosto 2013.

Per chi si diploma quest’anno, invece,”il punteggio viene attribuito esclusivamente ai candidati che hanno ottenuto un voto all’esame di stato almeno pari a 80/100 e il cui voto sia non inferiore all’80esimo percentile della distribuzione dei voti della propria commissione d’esame nell’anno scolastico 2012/13 secondo la seguente tabella:

Voto dell’esame di stato  non inferiore all’80esimo percentile e pari a:

Punteggio

100 e lode

10 punti

99-100

9 punti

97-98

8 punti

95-96

7 punti

93-94

6 punti

91-92

5 punti

89-90

4 punti

86-87-88

3 punti

83-84-85

2 punti

80-81-82

1 punto

L’aumento delle risposte esatte a 1.5 punti e la riduzione a 60 delle domande, ha solo in parte diminuito l’impatto del voto di diploma giacchè bastano solo 7 domande esatte per riuscire a colmare il gap.

E’ chiaro che tale punteggio sarà comunque decisivo nella stragrande maggioranza dei casi.

Le disparità nella valutazione degli studenti nelle diverse province della Penisola potrebbe dare effetti aberranti. Sarebbe certamente da preferire una riforma che avesse agito in maniera strutturale  sulla programmazione degli accessi e non, esclusivamente, sul parametro della valutazione del diploma.

Nulla è previsto per i titoli di laurea vantati dai candidati e si prospetta, quindi, un pericoloso vuoto “regolamentare” sul punto che potrebbe essere foriero di contenzioso.

Per il calcolo dei percentili consigliamo questa lettura.

Il vademecum dei termini.

Dal 25 giugno al 28 luglio 2013 (ore 15.00): Iscrizione on line alla prova. Il perfezionamento dell’iscrizione avviene con il pagamento della tassa che ogni Ateneo stabilirà nei propri bandi.

All’atto dell’iscrizione on line è necessario inserire un valido indirizzo di posta elettronica e/o un numero di cellulare.

E’ questo il momento in cui indicare le sedi di preferenza per cui si intende concorrere. TALI PREFERENZE SONO IRREVOCABILI E LA PRIMA PREFERENZA E’ SEMPRE QUELLA IN CUI SI DECIDE DI SOSTENERE IL TEST.

Dal giorno successivo alla prova e per 6 giorni (ad esempio per Medicina e Odontoiatria dal 10 al 16 settembre) dovrà essere indicata nella propria area riservata il voto di maturità frattanto ottenuto. In mancanza di tale dato verrà attribuito il punteggio di ZERO.

Successivamente verrà percentualizzato il voto indicato sulla base di quanto chiarito in precedenza.

Dal 17 settembre in poi (prima Veterinaria ed in seguito gli altri Corsi di laurea) sarà possibile consultare il proprio voto nel test.

il 30 settembre verrà infine pubblicata la graduatoria nazionale di merito che tiene conto anche del voto di diploma.

Se il nominativo rientra tra i soggetti ASSEGNATI, grazie al proprio punteggio si è ottenuta l’ammissione nella PRIMA sede prescelta. Se, invece, il proprio nominativo è tra quelli PRENOTATI si può attendere prima di immatricolarsi o lo si può fare immediatamente perdendo però il diritto ad ottenere l’ammissione nelle altre sedi indicate in via prioritaria ma, al momento, sature.

D.M. 12 giugno 2013

D.M. 24 aprile 2013, n. 334

 

Illegittima la scelta del MIUR di non consentire la modifica della domanda di iscrizione a Medicina entro la scadenza. Ecco la prima vittoria del 2013.

Mentre le polemiche sul bonus di maturità provengono ormai da tutti i fronti, dalla CRUI, all’UDU ad intere comunità di genitori impegnate da giorni in una capillare raccolta firme, il MIUR incassa la prima bocciatura dal T.A.R. sul concorso del prossimo luglio.

Prima ancora che gli aspiranti medici si siedano innanzi al test gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti incassano la prima vittoria. E’ illegittima la scelta del Ministero di non consentire agli aspiranti di poter modificare la domanda prima del termine di scadenza del 7 giugno prossimo.
Quest’anno, dopo 14 anni dalla Legge sul numero chiuso, la graduatoria sarà unica per tutta Italia ed i candidati potranno scegliere di spendere in tutte le sedi d’Italia il proprio punteggio.
In moltissimi, tuttavia, anche a causa di una normativa di concorso difficile da comprendere per uno studente alla sua prima prova concorsuale, hanno errato a compilare la domanda on line. Nonostante siano ancora aperti i termini per la presentazione delle domanda, il MIUR non ha consentito loro di rettificarla. Da qui il ricorso.
Oggi il Presidente del T.A.R. Lazio, Franco Bianchi, dopo aver convocato le parti (Ministero, Cineca, Avvocatura dello Stato e gli Avvocati Bonetti e Delia) ha accolto le istanze dei legali e ordinato al Ministero di consentire l’integrazione della domanda anche con domanda non telematica.
Secondo il T.A.R. “in punto di fumus, i dedotti motivi sembrano dotati di apprezzabile valutazione, apparendo illogica e non proporzionata la previsione del bando nella parte in cui esclude tale possibilità, quando ancora non sono scaduti, come nella specie, i termini perentori di presentazione delle domande“.
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Calcolo percentili bonus maturità. Ecco come si fa.

Al fine di rispondere alle centinaia di richieste di chiarimenti sul calcolo del bonus di maturità si chiariscono i seguenti aspetti.

Nell’elenco che troverete sul sito UNIVERSITALY sono indicati in fondo alla riga corrispondente alla Vostra scuola 4 colonne:

  • P80 = ottantesimo percentile >> 4 PUNTI
  • P85 = ottantacinquesimo percentile >> 6 PUNTI
  • P90 = novantesimo percentile >> 8 PUNTI
  • P95 = novantacinquesimo percentile >> 10 PUNTI

Cosa significa?

Significa che per ottenere il bonus previsto dal D.M. (ad esempio tra 80 e 84, 4 punti) la tua scuola dovrà avere un percentile inferiore o uguale al tuo voto.

Quindi il voto indicato sotto P80 è il minimo per poter prendere 4 punti.

Se il voto indicato è 84 e voi avete preso 83 NON OTTERRETE ALCUN PUNTEGGIO.

Se il voto indicato sotto P85 è 89 è quest’ultimo il voto minimo per poter prendere 6 punti e così via.

CASI PARTICOLARI (AD ESEMPIO LICEO CLASSICO MAUROLICO DI MESSINA O SCUOLA EMPEDOCLE DI MESSINA) con voti di maturità identici per più percentili.

La particolarità di tali scuole è dato dal fatto che alcune scuole presentano dei voti di maturità identici per più percentili.

Come fare per sapere a quanto ammonterà il proprio bonus maturità?

Si deve calcolare la media dei punti assegnati ai vari percentili.

Ad esempio:

Se avete preso 100 al MAUROLICO o al Liceo Empedocle (ove è presente 100 in tutti i valori di percentili – P80, P85, P90 e P95, dovrete eseguire la somma dei vari punti bonus (4,6,8,10 e quindi uguale a 28) e dividerla per i percentili, quindi 28/4=7.

Se avete preso 100 al MAUROLICO o al LICEO EMPEDOCLE avrete 7 punti in più al bonus maturità.

ULTERIORE ESEMPIO PER MESSINA IL LICEO ARCHIMEDE DOVE I PERCENTILI SONO (P80) 93, (P85) 96, (P90) 100, (P95) 100.

Si deve fare la media dei percentili P90 (8 punti) e P95 (10 punti).

In questo caso quindi 10+8=18, 18/2=9.

Prendendo 100 si otterrà un bonus di 9 punti.

 

Anonimato e ammissione a Medicina ancora un’altra vittoria. Il T.A.R. Campobasso ammette tutti i ricorrenti.

Il T.A.R. del Molise ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ed ordinato all’Ateneo di ammettere tutti i ricorrenti al corso di laurea in Medicina.

Hanno ancora una volta colto nel segno i motivi di ricorso spiegati avverso le modalità di svolgimento della prova in violazione dei principi di segretezza e anonimato.

Questa volta, tuttavia, il T.A.R. ha accolto anche nuovi e mai delibati vizi che hanno reso ancora più importante la pronuncia in commento.

La prima novità riguarda l’accoglimento del motivo di ricorso sulla mancata verbalizzazione del CINECA della correzione delle prove.

“Il Consorzio Interuniversitario al quale è stata affidata dalle Amministrazioni resistenti la gestione della prova selettiva per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina 2012-2013, svoltasi a Campobasso in ambito interregionale, ha omesso di verbalizzare formalmente le operazioni di correzione degli elaborati della prova e questo costituisce vizio procedimentale alquanto rilevante e grave, poiché non consente di verificare la correttezza delle operazioni medesime.

Sono state accolte inoltre le complesse e variegate censure sull’anonimato.

“Inoltre, si può ritenere che la presenza di un codice a barre (con l’indicazione sottostante del numero di codice), riportato sia sulla scheda anagrafica di ciascun concorrente, sia sui modelli di questionario a ciascun concorrente consegnati, renda in astratto possibile l’identificabilità dell’autore della prova, anche dopo la conclusione della prova medesima, persino nel momento successivo delle operazioni di esame e valutazione dei questionari. Ciò anche in considerazione del fatto che, senza alcuna plausibile ragione, la consegna dei plichi di concorso è avvenuta in ordine alfabetico, nonché dopo aver verificato .

Anche se l’attribuzione di punteggio alla prova è rigorosamente legata al numero di risposte esatte contenute nell’elaborato di ciascun candidato, l’anonimato dell’elaborato (cioè la non identificabilità dell’autore prima dell’attribuzione del punteggio) resta un valore tutelabile, soprattutto allo scopo di prevenire ed evitare eventuali manipolazioni dell’esito della prova. Tale valore è da ritenersi effettivamente tutelato dalle puntuali e minute prescrizioni contenute nelle vigenti disposizioni e norme di settore, che – quando sono integrate da disposizioni di auto-regolamento, come nel caso di specie – non consentono però, in via di principio, procedure tali da rendere possibile a un qualsivoglia addetto alla vigilanza o membro della commissione di seguire la traccia dell’elaborato, identificandone l’autore, come avviene quando la tracciabilità sia consentita dall’identificazione del candidato mediante i codici a barre e numerico, riportati sia sulla scheda recante i dati anagrafici del medesimo (esibita sul banco durante la prova, per consentire alla vigilanza il controllo costante dell’identità del candidato), sia sul modello di questionario consegnato a ciascun candidato. E’ appena il caso di aggiungere che la regola dell’anonimato dei concorrenti sia espressione di un più generale principio di garanzia dell’imparzialità amministrativa (cfr.: Cons. Stato II, 6.10.2011 n. 3672; T.a.r. Sardegna Cagliari I, 14.3.2012 n. 229; T.a.r. Sicilia I, 28.2.2012 n. 457; T.a.r. Toscana I, 27.6.2011 n. 1105). Pertanto, si può ritenere che le particolari modalità con le quali si è svolta, nel caso di specie, la selezione per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina 2012-2013, non abbiano fornito sufficienti garanzie per l’anonimato degli elaborati e dei candidati. Ciò costituisce, senza dubbio, vizio del procedimento e del provvedimento, che ne inficia la legittimità”.

Il passo più importante, tuttavia, è stato dettato con riguardo agli effetti della pronuncia di illegittimità del concorso. Cosa succede, in altre parole, se il concorso è illegittimo? Viene annullata la prova, ammessi i ricorrenti o risarciti i danni a questi ultimi?

La soluzione che avevamo messo sul campo e che era stata accolta, tra gli altri, dal T.A.R. Palermo, dal T.A.R. Brescia, dal T.A.R. Napoli, dal T.A.R. Firenze, dal T.A.R. Cagliari e dal Consiglio di Stato è stata ulteriormente superata.

Nelle superiori pronunce avevamo fatto valere criteri di equità e la costituzionalità incomprimibile del diritto allo studio che, in ipotesi di procedura illegittima, si riespande. Secondo noi nessuno può essere escluso da un corso di laurea se la procedura di concorso è illegittima.

Qui avevamo inoltre fatto valere la necessità di ottenere un risarcimento in forma specifica e quindi l’ammissione. In entrambi i casi deve ottenersi la possibilità di frequentare il corso di laurea.

Ed il T.A.R. Campobasso ha accolto questa tesi innovativa.

 

“Chiariti tali aspetti relativi al merito dell’impugnativa, occorre fare un’ulteriore riflessione sull’attualità dell’interesse a coltivare il ricorso, a distanza di tempo, cioè dopo che sono trascorsi alcuni mesi dalla selezione di accesso universitario programmato e dall’inizio dei corsi universitari. L’interesse dedotto in giudizio non ha natura meramente oppositiva, si qualifica anzi come interesse di natura pretensiva, poiché le ricorrenti dichiaratamente aspirano ad accedere al numero chiuso del Corso di Medicina. Un eventuale annullamento radicale delle prove selettive non sarebbe concretamente satisfattivo, poiché rimetterebbe semplicemente le candidate nella condizione di partenza, vale a dire quella di dover partecipare a nuova selezione, senza determinare neppure, stante la difficoltà e la complessità di organizzazione di simili dispositivi di verifica selettiva, un effetto anticipatorio della prova di accesso – rispetto al quale potrebbe sussistere un residuale interesse strumentale all’annullamento – prima del tempo in cui essa è naturalmente prevista per l’anno accademico successivo. Essendo, infatti, imminenti le nuove prove per l’accesso al Corso di Laurea in Medicina 2013-2014, l’annullamento della selezione per il 2012-2013 farebbe, verosimilmente, slittare la ripetizione della prova in coincidenza con quella del nuovo anno accademico, non producendo alcun effetto incrementale rispetto all’attuale posizione di aspettativa delle ricorrenti. Ciò induce a una riflessione sulla possibilità che – limitando l’accoglimento del ricorso all’interesse attuale e concreto delle ricorrenti – la pronuncia giurisdizionale avvenga in applicazione della norma di cui all’art. 34 comma terzo del C.p.a., a tenore della quale . Tale pronuncia di accertamento dell’illegittimità – che, in qualche modo, corrisponde alla richiesta delle stesse ricorrenti di essere reintegrate in forma specifica, mediante l’ammissione in soprannumero al Corso di Laurea in Medicina 2012-2013 – apre la strada alla valutazione della domanda risarcitoria delle ricorrenti. VIII – Le ricorrenti, invero, chiedono l’accertamento del loro diritto a essere ammesse al Corso di laurea in questione e di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti e subendi, a causa del diniego dell’iscrizione, nonché la condanna in forma specifica, ex art. 30 comma secondo del C.p.a., delle Amministrazioni intimate all’adozione del relativo provvedimento di ammissione al Corso di laurea e, in via subordinata, al pagamento delle relative somme con interessi e rivalutazione, come per legge.

IX – Si possono ritenere sussistenti, nella specie, i presupposti del danno risarcibile, precisamente il provvedimento illegittimo (l’atto di esclusione dal Corso universitario), l’evento dannoso (la perdita della possibilità di frequentare il Corso), nonché l’elemento soggettivo della colpa, consistente nella palese violazione dei principi di buon andamento, correttezza e imparzialità, conseguente al mancato rispetto della regola di anonimato, nonché dei principi generali in materia di verbalizzazione delle operazioni amministrative (cfr.: Cons. Stato V, 31.7.2012 n. 4338; T.a.r. lazio Roma II, 18.2.2013 n. 1749).

Qualche dubbio sussiste per il nesso di causalità tra condotta ed evento, poiché l’esclusione dal Corso universitario non è la conseguenza diretta dell’illegittimità del procedimento, ma di una prestazione delle ricorrenti nella prova selettiva, ritenuta inadeguata. Tale dubbio può essere positivamente risolto, nella considerazione che un’organizzazione della prova culturale di accesso programmato al Corso di Medicina, se fosse stata più congrua, imparziale e rispettosa delle regole del buon andamento amministrativo, avrebbe favorito un clima di maggior garanzia e di serenità dei concorrenti, tale da rendere possibili – dal punto di vista soggettivo – prestazioni migliori di tutti, quindi anche delle ricorrenti. In termini di valutazione probabilistica oggettiva, conformemente a un giudizio di comune esperienza, l’applicazione di un parametro di garanzia d’imparzialità più elevato all’attività amministrativa, in una procedura di tipo concorsuale, favorisce le possibilità di tutti i concorrenti e di ciascuno di migliorare le proprie prestazioni e conseguire risultati più apprezzabili. Ciò depone a favore della sussistenza di un nesso di causa tra atto illegittimo ed evento dannoso. Il nesso causale, invero, sussiste quando tra condotta ed evento vi sia un rapporto di consequenzialità anche eventuale, di guisa che si devono comprendere nel risarcimento da fatto illecito quei danni mediati e indiretti che siano effetto possibile del fatto stesso, rientrando nella serie delle conseguenze cui esso dà origine, in base al criterio della cosiddetta regolarità causale (cfr.: Cons. Stato V, 10.2.2004 n. 493; T.a.r. Calabria Catanzaro II, 19.7.2012 n. 771; T.a.r. Friuli Trieste I, 30.8.2006 n. 572)”.

 

L’Università è ora obbligata a:

1) riesaminare le posizioni delle ricorrenti, per valutare autonomamente la possibilità di una reintegrazione in forma specifica, mediante l’ammissione in soprannumero al Corso, in alternativa al risarcimento per equivalente, comminabile in caso di impossibilità giuridica o fattuale della reintegra specifica.

 

2)Nell’eventualità che la reintegrazione in forma specifica sia tecnicamente o giuridicamente ardua o impossibile, l’Amministrazione dovrà rimborsare alle ricorrenti i documentati costi della partecipazione alla prova (eventuali spese di viaggio, acquisto di libri, frequentazione di corsi di preparazione, eccetera), nonché risarcire la perdita di delle ricorrenti, percentualmente misurata e ponderata, in relazione diretta con la posizione di graduatoria, valutando come “cento” la posizione numero uno di essa e “zero” la posizione virtuale successiva all’ultima. Considerato che l’accesso al Corso di Medicina, in caso di completamento degli studi universitari, fornisce altissime probabilità di inserimento lavorativo, la “chance” massima, quella della posizione numero uno di graduatoria, sarà calcolata – in misura forfetaria, considerando la riduzione oggettiva della per il doppio sbarramento del completamento degli studi e del reperimento di un posto di lavoro da medico – come un centesimo del reddito medio lordo di un medico di guardia medica della Regione Molise, conseguibile nel corso di una carriera di venti anni (senza alcuna parametrazione attuariale). Il ristoro della perdita di di ciascuna ricorrente, avendo come parametro la posizione numero uno, subirà una decurtazione proporzionale al rapporto ponderato della sua posizione in graduatoria con quella del numero uno della graduatoria medesima.

Mediante tale criterio empirico si potrà così giungere – in sede di accordo tra le parti o nell’eventuale successiva ottemperanza – a una quantificazione del danno risarcibile per equivalente”.

Si tratta di una pietra miliare per la riconosciuta fondatezza delle nostre tesi giacchè sono state accolte tutte le tesi sulla necessità di rispettare le regole di segretezza e imparzialità e anonimato nonché, in ipotesi di violazione, si è riconosciuta la possibilità di ottenere l’ammissione non solo sulla base di criteri di ragionevolezza ma anche in ottemperanza ad un’espressa previsione codicistica. Il risarcimento in forma specifico è quindi attuabile.

Il giorno precedente, invece, il C.G.A. ha rigettato l’appello contro l’Università di Messina relativo all’anno accademico 2011/2012.

Nonostante vi fossero gli stessi vizi qui denunciati e accolti, secondo il C.G.A. serve ancora la prova del dolo relativo alla manomissione dei plichi o, comunque, a fatti che possano dimostrare che la violazione dell’anonimato abbia concretamente favorito qualcuno a scapito di altri. E ciò nonostante il fatto che i plichi erano stati rubati dopo la prova impedendo così ai ricorrenti qualsiasi possibile individuazione di una prova in tal senso.

T.A.R. Molise, Campobasso, 4 giugno 2013, n. 396

C.G.A., 3 giugno 2013, n. 540

 

 

 

Dopo la Corte Costituzionale andiamo alla Plenaria: il C.G.A. rimette la questione sull’anonimato

Il C.G.A. ha rimesso all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato 4 nostri appelli riguardanti il caso anonimato all’Università di Messina.

Innanzi al contrasto giurisprudenziale tra le diverse Sezioni del Consiglio di Stato, il C.G.A. ha ritenuto così peculiare la nostra vicenda da rimettere la questione all’Adunanza Plenaria.

Il caso era quello che nel 2011 portò decine di ammessi all’Ateneo di Messina (http://www.avvocatosantidelia.it/index.php/news/163-il-consiglio-di-stato-accoglie-i-ricorsi-dellavv-santi-delia-la-prova-di-concorso-a-messina-e-stata-viziata-per-10-anni-i-ricorrenti-sono-tutti-ammessi).

Il massimo consesso della Giustizia Amministrativa si pronuncerà nei prossimi mesi.

C.G.A., 10 maggio 2013, n. 464

CGA: RESPINTI GLI APPELLI DELL’UNIVERSITA’ DI MESSINA. TUTTI I NOSTRI RICORRENTI SONO DEFINITIVAMENTE AMMESSI

L’Università di Messina aveva appellato le sentenze a noi favorevoli con cui eravamo riusciti a far ammettere i nostri ricorrenti al Corso di Laurea in Medicina nell’a.a. 2010/11. Il C.G.A. ha rigettato l’appello proposto dall’Avvocatura dello Stato citando proprio le nostre sentenze che, negli ultimi due anni, eravamo riusciti a collezionare innanzi al Consiglio di Stato.

Il Collegio, infatti, condivide l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale del Consiglio di Stato (cfr. ex plurimis, Cons. St., sez. VI, 10 settembre 2009 n. 5434; Id., ordd. n. 647/2012 e n. 1791/2012), secondo cui, in presenza di un rapporto di congruità fra le strutture dell’Università ed il numero complessivo programmato per le iscrizioni al corso di laurea in medicina e chirurgia, la garanzia del diritto allo studio sancita dall’art. 34, primo comma, della Costituzione – che si qualifica come diritto della persona e non soffre di limitazioni in relazione al grado di istruzione – porta a privilegiare la tesi volta ad assicurare lo scorrimento degli studenti comunitari, utilmente collocati in graduatoria, nei posti assegnati agli studenti extracomunitari restati non utilizzati. Pertanto va confermata l’impugnata sentenza di primo grado, laddove ha disposto l’obbligo dell’Amministrazione di consentire lo scorrimento della graduatoria, con le modalità nella stessa indicate“.

Si tratta, quindi, di una vittoria costruita in questi due anni su più fronti: dal T.A.R. Catania che, per primo, aveva accolto la nostra tesi ai T.A.R. di Palermo, Catanzaro, Salerno, Cagliari, Brescia, Milano e L’Aquila e, finalmente quest’anno, anche del T.A.R. centrale del Lazio. Solo grazie a queste importanti pronunce anche il Consiglio di Stato cambiò orientamento e centinaia di nostri ricorrenti hanno ottenuto l’ammissione.

E oggi anche il C.G.A. ha messo il suo sigillo.

C.G.A., 10 maggio 2013, n. 467, Pres. De Nictolis

IL CGA CONFERMA L’AMMISSIONE DI TUTTI I RICORRENTI: saranno Fisioterapisti, Inferimieri e Radiologi

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha rigettato l’appello proposto dall’Avvocatura dello Stato per l’Università e il MIUR e confermato l’ammissione di tutti i nostri ricorrenti.

Abbiamo vinto. Senza se e senza ma. Vittoria eclatante e schiacciante su tutta la linea.
Tutti ammessi. Da chi aveva solo pochi punti e quindi sotto la soglia dei 20 stabiliti dal D.M. a chi sino al giorno dell’udienza era il primo dei non ammessi.
Confermata anche la condanna alle spese dell’Università e la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Aveva colto nel segno il motivo sull’anonimato, sulla mancanza delle buste e sulla non necessità di proporre querela di falso.
La “reliquia” del foglio di istruzioni da noi reperita e, se ci è consentito, la nostra impostazione, sono state decisive e riportate in toto nella sentenza del T.A.R. hanno oggi trovato l’avallo del massimo organo di giustizia siciliana.
L’anonimato è stato platealmente violato dalla SELEXI e dall’Ateneo di Palermo e con esso il vostro diritto di studiare.
Avremo certamente modo di sentirci ma frattanto Vogliamo porgerVi i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
Siete studenti Infermieristica, Fisioterapia e Radiologia.

Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio.

Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.

Rassegna stampa

Giornale di Sicilia

Live Sicilia

Younipa

Messinaora

NUOVE VITTORIE PER IL PRECARIATO SCOLASTICO SUL FRONTE DEL RICONOSCIMENTO DEGLI SCATTI DI ANZIANITÀ.

I Tribunali di Milano, Piacenza, Cuneo, Verbania, Genova, Viterbo e Busto Arsizio hanno accolto i ricorsi di lavoro sul riconoscimento degli scatti di anzianità per i docenti precari. Ai ricorrenti sono stati riconosciuti gli scatti biennali di anzianità previsti dall’art. 53 della L. 312/1980, secondo cui al personale docente non di ruolo, titolare di incarico conferito dal Provveditore agli Studi (oggi Ufficio Scolastico Provinciale) sono attribuiti aumenti del 2,5% sulla base dello stipendio iniziale, per ogni biennio di servizio prestato.

Infatti, come statuito in una recente pronuncia del Tribunale di Milano “lo scatto di anzianità ha la funzione di parametrare il trattamento retributivo alla progressiva acquisizione di una maggiore professionalità e competenza del lavoratore. Esso, in sostanza, tiene conto della maturazione della sempre più ampia esperienza che ciascun lavoratore consegue in forza del protratto svolgimento della propria prestazione”.

Si tratta di vittorie storiche, in quanto, con esse si è raggiunto un importante traguardo: l’equiparazionein termini di competenza e professionalità, di un lavoratore a tempo determinato ad uno a tempo indeterminato, senza distinzioni fra abilitati e non abilitati, equiparandoli peraltro finalmente anche in termini economici.

Riferiscono soddisfatti gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti: “Compito dei giudici deve essere quello di impedire qualsiasi trattamento sfavorevole dei lavoratori a tempo determinato, sulla sola base della durata dei contratti di lavoro che giustificano la loro anzianità e la loro esperienza professionale”.

Studio Legale Avvocato Santi Delia