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Trasferimenti dall’estero: si apre un nuovo fronte. Il T.A.R. Catania accoglie i ricorsi.

Dopo la conferma dell’orientamento favorevole ai trasferimenti presso il Tar del Lazio, il Tar Lombardia e il Tar Campania è la volta del T.A.R. Catania.
Il Tribunale siciliano ha colto le peculiarità del “caso Messina” la cui fase istruttoria e di delibazione delle istanze dei nostri ricorrenti è stata seguita dal nostro studio per oltre 8 mesi ed ha accolto la nostra innovativa tesi. Grazie a tale teoria vi è persino compatibilità tra l’accordare il trasferimento dall’estero ai nostri ragazzi e la nota posizione di chiusura sull’aspetto del diritto comunitario da parte del Consiglio di Stato.

Siamo innanzi, quindi, ad un vero e proprio spartiacque per il diritto di studiare nel nostro Paese. Chi proviene dall’estero, quindi, non deve affrontare nuovamente il test in Italia e la sua ammissione alle Università italiane passa solo per la verifica del percorso di studi all’estero.

L’altro sigillo della primevera calda del numero chiuso è stata segnata innanzi al TAR Lazio che ha accolto la campagna patrocinata dal nostro studio sin dal momento dell’istituzione dell’Ateneo italo-albanese.

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Numero chiuso e sanatoria degli studenti ammessi con la sospensiva: il T.A.R. Lazio segue immediatamente il Consiglio di Stato

Avevamo parlato di una pietra miliare nella battaglia per il diritto di studiare. Il riconoscimento che quel test, che da un decennio combattiamo, è spazzato via dai buoni risultati degli esami e dalla dimostrazione sul campo del Vostro valore.

I Giudici di Palazzo Spada, prendendo le mosse dal su citato art. 4 comma 2 bis, appena tre settimane fa avevano statuito che: “…dalla documentazione acquisita agli atti, risulta evidente che l’appellato sia stato ammesso a frequentare il primo anno del corso di laurea in medicina e chirurgia in forza della sentenza impugnata che gli ha riconosciuto un punteggio utile ai fini dell’accesso al citato corso di laurea. Avendo lo stesso appellato superato gli esami di profitto previsti per il primo anno cui il test era preordinato ad accedere, ottenendo una valutazione positiva in ognuno di essi (e ciò non è stato smentito o contestato dalla parte appellante), egli ha conseguito il titolo per il quale aveva concorso; ciò in quanto ha esercitato con effettività, sul campo, frequentando i corsi e superando gli esami positivamente, il titolo cui fa riferimento la norma sopra riportata: nel caso, cioè, lo status di studente attestato e confermato dal superamento con profitto del primo anno di corso di laurea. Nè potrebbe essere diversamente, dal momento che l’appellato, con il superamento degli esami del primo anno, ha dimostrato di essere in grado di frequentare il corso per l’ammissione al quale aveva sostenuto il concorso, consolidando, come detto, l’effettività del titolo alla cui acquisizione erano volte le prove oggetto di controversia. Nella specifica situazione va, quindi, affermato il criterio sostanzialista per il suo effetto di raccordo dimostrativo del dato formale. Ciò attraverso una legittima interpretazione estensiva ispirata ai canoni della ragionevolezza e della logicità”.

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scolastico

Ricorso per l’inserimento nelle GAE – Graduatorie ad Esaurimento

Informazioni a tutti gli aderenti al ricorso GAE. APERTURA TERMINI RICORSO STRAORDINARIO.

In data 1 aprile 2014 è stato emesso il decreto per l’aggiornamento delle GAE.

Il provvedimento non consente alcuna nuova inclusione, ribadendo vecchie discriminazioni e generandone nuove, atteso che, in mancanza di chiarezza sulle regole per il reclutamento nella scuola statale, persone con titoli analoghi o equipollenti si troveranno di fatto esclusi ancora una volta dalla possibilità di ambire ad una progressione occupazionale e di carriera.

Gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti sta predisponendo una serie di azioni collettive, a tutela di tutti quei soggetti che subiranno l’ingiusta esclusione dall’inserimento in GAE a causa di un decreto illegittimo e che pone evidenti disparità di trattamento tra i docenti.

Le dette azioni saranno inoltrate anche per conto delle Associazioni ADIDA, e LA VOCE DEI GIUSTI.

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Partono i ricorsi collettivi per TOR VERGATA e SALERNO

Dopo la vittoria al Consiglio di Stato su Salerno e le ancora più recenti, sempre sulla violazione di principi generali quali la segretezza e l’anonimato del compito su decine di altre Università, abbiamo deciso di aprire le adesioni per dei ricorsi collettivi sulle sedi di SALERNO e TOR VERGATA.

A seguito di specifiche e circostanziate segnalazioni che abbiano ricevuto, quindi, riteniamo che ci siano i presupposti per agire ed ottenere l’ammissione ristabilendo la legalità.

Tutte le nostre indagini sull’anonimato, d’altra parte, sono iniziate proprio da TOR Vergata, proseguite su Messina e approfondite recentemente su Salerno.

Leggi su Repubblica.it il caso TOR VERGATA

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Vittoria epocale al Consiglio di Stato

L’UdU continua a vincere e a convincere, mettendo a segno importanti e secche vittorie al Consiglio di Stato sul vizio dell’anonimato relativo al concorso di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria del 2013.

A perdere sono i principali atenei italiani: La Sapienza, La Seconda Università di Napoli e l’Università degli Studi di Messina contro i legali che da anni si battono per la legalità nei concorsi pubblici italiani, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia vincitori insieme all’Avvocato Umberto Cantelli dinanzi ad un Consiglio di Stato, il cui orientamento è stato ribaltato.

Cadono anche Napoli “Federico II”, Siena, Parma, Genova, Firenze, Cagliari, Milano, Catania e Pavia.

Secondo Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’UdU, “E’ uno dei tanti colpi messi a segno dall’UdU e che porterà all’abolizione del numero chiuso. Confidiamo che l’accoglimento si estenda politicamente a tutti i ricorrenti”.

Numero chiuso, cambia la storia: il Consiglio di Stato decreta che l’ammissione con riserva diventa definitiva se si superano tutti gli esami del primo anno

Una delle nostre più convinte battaglie è stata vinta. Dopo che un concorso illegittimo si era consumato avevamo agito innanzi al T.A.R. chiedendo l’immediata ammissione dei nostri ricorrenti. Richiesta accolta. Tutti hanno potuto studiare. Con qualche palpitazione si arriva all’udienza finale con il rischio che gli anni di studio possano andare persi. In quella sede abbiamo fatto rilevare che i nostri studenti, come spesso avviene, avevano superato tutte le materie del primo anno e, per questo, nessun test poteva mettere in discussione la loro ormai consolidata posizione.

Abbiamo vinto. Ecco come.

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Numero chiuso: manca l’anonimato a Salerno e Messina. Ammessi tutti i ricorrenti.

Ancora una volta, dopo anni di indagini, ricerche e accessi agli atti, il muro del numero chiuso è stato abbattuto. Abbiamo capito come e perchè quella selezione era mal gestita e come ripristinare la legalità.

A Salerno, così ci ha scritto l’Ateneo, era prassi utilizzare l’etichettatura della documentazione di concorso, anche se proveniente dal Ministero come nel caso dell’ammissione a Medicina, a mezzo di codici a barre adesivi.

Grazie a tale sistema, tuttavia, seppur la graduatoria era poi compilata in tempi più brevi grazie alla meccanizzazione della lettura ottica, la Commissione sapeva prima della correzione quale era il codice segreto dei candidati sgretolando definitivamente tutte le garanzie d’anonimato che la legge impone in tali tipi di concorsi.

Solo attraverso numerosi ed incrociati approfondimenti anche avendo a mente l’intero contenzioso nazionale che gestiamo, quindi, siamo riusciti a portare alla luce tutti questi nuovi elementi che, come fu per il “caso Messina del 2010” deciso dalla Plenaria, erano sotto gli occhi di tutti da sempre ma nessuno, mai, si era accorto di quanto fossero illegittimi.

A Messina, invece, la prova di concorso, gestita da una ditta privata, era caratterizzata da numerose irregolarità che il Consiglio di Stato ha ritenuto tanto rilevanti da consentire l’immediata ammissione dei nostri ricorrenti ribaltando la scelta del T.A.R. Lazio.

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Test di medicina: ancora tante domande errate. Ecco cosa è successo negli anni passati e perchè abbiamo vinto.

Nel lontano 2004 il T.A.R. scriveva che “lascia sconcertati che per il secondo anno consecutivo in una selezione tanto delicata ed importante, sia stato possibile commettere errori tanto banali, eventualmente anche nella scelta del metodo di selezione e del soggetto cui affidarne la gestione”.

Da allora non c’è mai stato un concorso in cui, grazie ai nostri ricorsi, T.A.R. o Consiglio di Stato non abbiano riconosciuto la fondatezza dei nostri rilievi sui quesiti ammettendo i nostri ricorrenti.

Ricorderete tutti che i quiz del 2007/08 sono stati censurati proprio dal T.A.R. Lazio con l’epocale sentenza n. 5986/08 resa all’esito del MAXI ricorso UDU con oltre 2.000 ricorrenti. Che quelle domande erano errate non è mai stato confutato.
Nel 2008/2009 sono stati, di nuovo, il T.A.R. Lazio ed il T.A.R. Reggio Calabria con decisione confermata dal Consiglio di Stato ad ammettere i nostri ragazzi per i vizi sui quesiti.
Le domande del test dell’anno accademico 2009/2010, sono illegittime secondo codesto il Consiglio di Stato che si è “persuaso che i quesiti oggetto di contestazione presentino elementi di dubbia attendibilità scientifica, al punto da ritenere non ragionevole che gli stessi abbiano potuto costituire utili strumenti di selezione degli studenti da ammettere ai corsi universitari” giacchè “lasciano ampi margini di incertezza in ordine alla risposta più corretta da fornire e si rivelano per ciò solo inadatti ad assurgere a strumento selettivo per l’accesso ad un corso universitario, dato che la loro soluzione non costituisce il frutto di un esercizio di logica meritevole di apprezzamento”. Dello stesso avviso era stato il T.A.R. Campania.

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Bonus maturità: il T.A.R. Lazio accoglie il nostro ricorso per i diplomati prima del 2012/2013

Il caos percentili genereto dalla doppia gestione dei Ministri Profumo-Carrozza aveva generato dei paradossi ai limiti dell’inverosimile.

Ricorderete che solo i diplomati nello scorso anno sarebbero stati valutati sulla base del percentile ottenuto dalla loro commissione d’esame.

Tutti gli altri sulla base del percentile ricavato su base provinciale.

Perchè? Perchè secondo il MIUR le scuole non erano in possesso dei dati necessari per elaborare il percentile per gli anni precedenti.

Ragazzi con identici voti di diploma avevano, quindi, ottenuto l’attribuzione del bonus solo perchè la propria scuola era in grado di fornire tali dati. Davvero una situazione inaccettabile.

Per questo abbiamo ricorso innanzi al T.A.R. Lazio mettendo a nudo, ancora una volta, le storture del sistema e, ancora una volta, siamo riusciti ad affermare che il merito ed il diritto allo studio DEVE sempre essere messo al primo posto.

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Il compito che visualizzo non è mio. Arrivano decine di segnalazioni. Ecco cosa fare.

Intervista dell’Avv. Santi Delia a Studenti.it

RISULTATI TEST MEDICINA 2014, QUALCOSA NON TORNA – Sono sempre di più gli studenti che dopo aver controllato i risultati del proprio test sul sito del Miur si dicono sicurissimi di non aver risposto in un certo modo o di non aver fatto alcuni segni che ora invece appaiono nel foglio delle risposte. Qualcosa non torna e se all’inizio sembravano inspiegabili casi isolati, in rete gli studenti si sono confrontati e hanno capito che ad avere le stesse perplessità erano in tanti, troppi.

E’ IL MIO CODICE MA QUELLE NON SONO LE MIE RISPOSTE – Una valanga di segnalazioni è arrivata a Studenti.it dopo la pubblicazione della testimonianza di M.E. che ci ha raccontato di aver tentato il test a “Foggia per la seconda volta: dopo averla sostenuta l’anno scorso, afferma di essere arrivata, quest’anno, “prevenuta”. E per questo poco prima di consegnare il foglio risposte si è appuntata sul suo foglio istruzioni tutte le risposte che stava per consegnare (…) Dalla mia autoverifica ho previsto un punteggio di circa 51,5. Oggi con enorme stupore verifico che il modulo risposte non è il mio certamente anche se il codice coincide” (GUARDA le foto del suo compito).

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Studio Legale Avvocato Santi Delia