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Trasferimenti dall’estero: ora tocca all’Università di Cagliari

Il Tar per la Sardegna censura l’Ateneo di Cagliari sospendendo l’efficacia del diniego al trasferimento opposto ad uno studente a cui è consentito ora di iscriversi, con riserva, al 2° anno del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, corso di Laurea in odontoiatria e protesi dentaria, dell’Università degli Studi di Cagliari. Un altro ragazzo italiano torna a casa dalla Romania.

Vai al provvedimento.

Prima vittoria al Consiglio di Stato su Medicina 2013

Problemi nell’immatricolazione? Omesso pagamento delle tasse per il test? E soprattutto mancata, errata, tardiva comunicazione delle opzioni per Medicina e Odontoiatria? E’ possibile entrare con i ricorsi dell’UDU.

Il Consiglio di Stato si è definitivamente espresso: il diritto allo studio non può essere limitato da un’iscrizione al test tardiva o dal mancato esercizio del diritto di opzione.

La VI sezione del Consiglio di Stato ha annullato l’ordinanza cautelare del Tar del Lazio, esprimendo definitivamente un orientamento che sarà seguito presumibilmente dai Tar locali.

Già all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato il Tar del Lazio si adegua al nuovo orientamento con le ordinanze che si allegano, consentendo ad altri studenti di poter entrare.

Ancora una volta molti studenti potranno immatricolarsi.

Vai al provvedimento del Consiglio di Stato

Vai alle ordinanze del Tar Lazio.

Scienze della formazione: il Tar ordina lo scorrimento della graduatoria fino a quando l’ultimo posto non sarà occupato

Il Tar del Lazio per l’università della Calabria e dell’Aquila dispone d’ufficio lo scorrimento della graduatoria, ordinando all’Amministrazione di riesaminare le proprie posizioni.

Con tale ordinanza propulsiva il Tar del Lazio farà sì che le graduatorie bloccate da una soglia illegittima di 55 punti scorrano fino a quando l’ultimo immatricolato non coprirà tutti i posti liberi. Con ciò si è voluto censurare il malcostume di lasciare posti vuoti, nonostante l’idoneità delle aule e delle strutture.

Mediante lo scorrimento e le funzionali rinunce tutti i ricorrenti saranno immatricolati.

NEWS CONCORSONE

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NEWS CONCORSONE

Informiamo i nostri aderenti ammessi con decreto cautelare che, nel caso di avvenuto superamento del test, dovranno presentarsi il giorno della seconda prova, muniti della domanda cartacea, o via pec o effettuata tramite il sito istanze online, inoltrata al MIUR per la domanda di partecipazione al concorso. Dovrete presentare la detta documentazione solo qualora Vi venga richiesta.

Per coloro che non hanno effettuato le istanze di partecipazione al concorso (nessuna di queste) Vi preghiamo (sempre nel caso di superamento della prima prova) di segnalare il Vostro nominativo ad Adida e, comunque, di recarVi alla seconda prova concorsuale per il sostenimento della stessa.

Solamente qualora Vi venisse notificato un provvedimento, Vi preghiamo di inoltrarcelo immediatamente a mezzo telefax.

I nostri migliori saluti.

Anche Scienze della Formazione torna ad essere senza barriere: vittoria al T.A.R. Lazio contro le Università de L’Aquila e della Calabria

“Con un decreto cautelare il Tar del Lazio, nella persona del Presidente Franco Bianchi, ha ammesso tutti i nostri ricorrenti” – Spiegano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti –. Alla camera di consiglio del 9 gennaio 2013 il T.A.R. ha confermato l’immatricolazione di tutti i nostri studenti”.
“Il Ministro Profumo, ospite al Revolution Camp dell’Udu, aveva promesso l’abbattimento della soglia d’ingresso. Così non è stato e da allora sono partiti i nostri ricorsi collettivi su territori come quello dell’Aquila, ove da un lato il Governo dà la possibilità di immatricolarsi senza pagare le tasse, dall’altro blocca i corsi universitari chiedendo il superamento di punteggi spropositati” – Riferisce Michele Orezzi dell’Udu.

Ecco come i giornali calabresi hanno accolto la notizia.

Da Il Quotidiano della Calabria del 12 gennaio 2013 (M.F. Fortunato)

La decisione

Unical, Tar del lazio contro il numero chiuso
Riammessi 30 studenti di Scienze della formazione

Il tribunale amministrativo ha accordato la sospensiva con riserva per gli studenti dell’Università della Calabria; la decisione nel merito arriverà tra qualche mese. Ad essere contestato è il doppio vincolo stabilito dal Ministero, che al numero massimo di posti assegnati al corso di laurea aggiunge un numero minimo di risposte corrette da raggiungere nei test d’ammissione

COSENZA – La terza sezione del Tar del Lazio ha confermato, con pronuncia collegiale, l’ammissione con riserva di trenta studenti esclusi da Scienze della formazione primaria e che avevano fatto ricorso. La sospensiva, accordata in via d’urgenza pochi giorni prima di Natale, riguarda la graduatoria del corso di laurea, nella parte in cui i ricorrenti non risultavano ammessi. Il giudizio di merito invece non arriverà prima di undici mesi: l’udienza per la trattazione del ricorso è stata fissata il prossimo 6 novembre. Vittoria piena, in questa prima fase, per i ricorrenti e i loro legali – gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – visto che incassano anche la condanna del Ministero dell’istruzione, università e ricerca al pagamento delle spese processuali. Perché il ricorso, va ricordato, è contro il Miur e l’Unical è costituita come controinteressata. La battaglia dei legali è contro il numero chiuso e non è la prima, perché gli avvocati Bonetti e Delia hanno all’attivo numerose sentenze favorevoli, da Architettura a Medicina passando per Scienze della formazione primaria in vari atenei italiani. Ad essere contestato è il doppio vincolo stabilito dal Ministero, che al numero massimo di posti assegnati al corso di laurea aggiunge un numero minimo di risposte corrette da raggiungere nei test d’ammissione.
Per Scienze della formazione primaria era 55 su 80 (lo scorso anno era 60) e all’Unical questa soglia fu un obiettivo centrato da pochissime aspiranti matricole: su 647 candidati, per un totale di 205 posti, solo in 55 superarono la prova. A mandare in crisi i candidati furono anche domande sugli aggettivi dimostrativi e i pronomi numerali. In discussione davanti al Tar non c’erano comunque i quiz, nè i risultati conseguiti dai candidati: i legali chiedevano l’ammissione dei propri ricorrenti perché erano rimasti ancora numerosi posti da coprire. A dicembre, il presidente della Terza sezione del Tar laziale, Franco Bianchi, aveva concesso la sospensiva giudicando «illogica la previsione di un punteggio minimo applicabile che non consente lo scorrimento della graduatoria in presenza di posti vacanti derivanti dal mancato riempimento integrale della stessa all’esito della prova selettiva».
Nella camera di consiglio di mercoledì la sezione (presidente Bianchi, consiglieri Michelangelo Francavilla e Ines Simona Immacolata Pisano) ha confermato il provvedimento, autorizzando l’ammissione con riserva dei ricorrenti alla frequenza del corso di laurea, tenendo conto «della disponibilità di 205 posti» e di un «precedente favorevole», ossia un’ordinanza simile che risale allo scorso febbraio. Si trattava sempre di Scienze della formazione primaria, ma in quel caso l’ateneo era l’Università degli studi dell’Aquila: il Tar del Lazio accolse la richiesta di sospensiva, avanzata dagli stessi legali, e dispose l’ammissione con riserva degli studenti. In quel caso si contestava la soglia minima di 60 su 80 per il superamento del test perché «in tutti gli altri corsi la soglia minima è fissata in 20/80». I ricorrenti dunque – finiti in graduatoria ai posti più diversi, da chi ha mancato l’ammissione per un soffio a chi è arrivato duecentesimo o giù di lì – potranno frequentare i corsi. Toccherà all’amministrazione dell’Unical gestire ora queste ammissioni “con riserva”.

Abbattuto un altro muro: i laureati in Medicina e Odontoiatria non devono rifare il test

Un altro muro è stato abbattuto. Un’altra battaglia per il diritto allo studio ed alla formazione professionale è stata vinta.

I nostri laureati in Medicina e Odontoiatria non dovranno più rifare il test per passare all’altro corso di laurea.

In moltissimi, dopo aver ottenuto una laurea in Medicina, pensano di fare gli odontoiatri. Tanti odontoiatri vorrebbero scegliere medicina. Il T.A.R. Lazio ha accolto le nostre tesi ed ammesso i nostri ricorrenti ad anno successivo al primo senza alcuna necessità di rifare il test.

 

 

Accolti i ricorsi degli extracomunitari che vogliono studiare nel nostro Paese. E se non vi sono extracomunitari che lo chiedono il posto spetta ai nostri ricorrenti

ll Tar del Lazio, III° Sezione, presieduta da Franco Bianchi, ha accolto altre domande cautelari, sospendendo l’esecuzione dei provvedimenti impugnati che disponevano l’esclusione dei ricorrenti dalla procedura selettiva, quindi dalla conseguente graduatoria.

Nell’ottica di un’internazionalizzazione studentesca, continuano ad essere conseguiti importanti traguardi.

Come se non bastasse siamo riusciti ad ottenere importantissime vittorie anche per i nostri ricorrenti italiani che chiedevano l’attribuzione dei posti extracomunitari rimasti liberi e che questi ultimi non chiedevano.

Secondo noi ed oggi secondo il T.A.R. Lazio tali posti non vanno mai lasciati vacanti. VINCE IL DIRITTO ALLO STUDIO.

Vedi il provvedimento vittorioso.

La fine del numero chiuso all’Università

Il Tar del Lazio, presieduto dal Dott. Franco Bianchi, nell’attesa del giudizio sulla costituzionalità del numero chiuso da parte della Corte Costituzionale, ha ammesso all’università con riserva decine di studenti, tutti i nostri ricorrenti esclusi per non aver raggiunto il punteggio minimo previsto dal concorso di ammissione. “E’ la fine del numero chiuso italiano” commenta il coordinatore Udu, Michele Orezzi.

Per il Tar del Lazio sussistono i presupposti per l’ammissione con riserva – si legge in una delle ordinanze pubblicate – per «l’illogicità della previsione di un punteggio minimo applicabile che non consente lo scorrimento della graduatoria in presenza di posti vacanti derivanti dal mancato riempimento integrale della stessa all’esito della prova selettiva».

In particolare, con gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, si contestava il decreto ministeriale che limitava il numero degli iscrivibili a livello nazionale a 10.173 studenti. I ricorrenti sollecitano l’abolizione del numero chiuso in favore della creazione di una graduatoria unica nazionale per le immatricolazioni. Nell’ammettere con riserva decine di studenti, il Tar ha ritenuto di accogliere le richieste dei ricorrenti almeno «sino alla definizione del giudizio da parte della Corte costituzionale».

«È la fine del numero chiuso italiano – ha commentato il coordinatore nazionale Udu, Michele Orezzi – È stato fatto il più grande passo in avanti di sempre verso un’università libera, senza ostacoli d’accesso. Ora attendiamo di essere convocati per ridisegnare un modello di accesso libero che non lasci gli studenti sulla porta delle università con nelle mani i sogni di una vita infranti prima ancora di potersi giocare la propria possibilità».

«I Tar italiani – hanno aggiunto i patrocinatori dei ricorsi, gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti – stanno dimostrando una grande sensibilità. Al Tar di Campobasso hanno sospeso tutto il concorso; i Tar Abruzzo, Marche e Sardegna hanno fatto rientrare da Romania, Spagna e Belgio i nostri ricorrenti, tutti costretti ad emigrare all’estero; il Tar Firenze ha ammesso quasi 200 ricorrenti all’Ateneo di Pisa; qualche giorno fa è saltato il numero chiuso a Scienze della formazione a Cosenza e L’Aquila.

Adesso il Tar Lazio conferma che se i posti ci sono vanno occupati anche se i concorrenti non hanno raggiunto la soglia al test di accesso».

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INGEGNERIA A PISA: vittoria al TAR Toscana l’Università deve farne entrare altri 500

Secondo il TAR Toscana i corsi di laura dell’ateneo sono ad accesso libero e deve essere consentito agli studenti il sostenimento degli esami senza alcuna restrizione. Non è possibile che l’università faccia immatricolare gli studenti, facendogli pagare le tasse, ma non consentendogli di effettuare gli esami.

Dopo questa vittoria obbligheremo politicamente l’ateneo ad estendere la sentenza a tutti gli studenti non solo dunque ai ricorrenti. In questo modo ancora una volta dimostreremo che è possibile coniugare gli interessi individuali e collettivi, vittorie giudiziali e vittorie politiche” recita soddisfatto  il coordinatore nazionale dell’UDU  Michele Orezzi.

E’ stata una battaglia senza precedenti e senza esclusione di colpi, dispiace che tra gli atti del processo emerga un sostegno politico a favore del Rettore e contro il ricorso da parte di una lista studentesca di sinistra o presunta tale” dice il coordinatore dell’associazione Diritti A Sinistra Antonio Di Buono.

A concludere sono gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia secondo cui “La prossima ed ultima udienza è fissata il 10 aprile 2013, tuttavia il processo dopo due provvedimenti favorevoli e ben argomentati può dirsi sostanzialmente concluso. Ora il Rettore non avrà più scuse e dovrà piegarsi alla decisione giudiziaria modificando l’operato attuale e futuro dell’ateneo toscano pagando anche tutte le spese processuali per oltre 2000”.

Ancora sui trasferimenti dall’estero: anche il Tar de L’Aquila fa rientrare i nostri ragazzi dalla Spagna!

Il Tar de L’Aquila censura l’Ateneo di L’Aquila, evidenziando che vi sono dei posti vacanti e che vanno messi a disposizione per gli studenti italiani che sono stati costretti ad andare all’estero per un ingiusto test d’ingresso.

Secondo il Tar va verificato il curriculum del candidato e vanno convalidati esami sostenuti presso l’Ateneo spagnolo.

Vai alla decisione del T.A.R. (Ordinanza_del_Tar_Abruzzo)

Studio Legale Avvocato Santi Delia