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Numero chiuso 2012/2013: ecco tutte le novità

Test unico per medicina e odontoiatria, graduatoria su più sedi aggregate in ambito extra-regionale, punteggio minimo di ammissione per gli extracomunitari.

Ieri la conferma ufficiale con la pubblicazione, allo stato solo sul sito istituzionale del Miur, del D.M. 28 giugno 2012 rubricato “Modalità e contenuti prove di ammissione corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2012/2013”.

All’art. 1 si legge che sono previste aggregazioni di sedi universitarie con graduatorie comuni secondo l’ordine di punteggio dei candidati “ampliando la sperimentazione già effettuata nel precedente anno accademico”.

La novità più rilevante è rappresentata dall’aggregazione “sperimentale” di “tutte le sedi” ai fini della compilazione della graduatoria.

Messina, ad esempio, è aggregata a Catania, Catanzaro Magna Graecia, Palermo.

A differenza di quanto avvenuto l’anno passato, quindi, la graduatoria tra tali Università sarà unica ragion per cui non potrà verificarsi che un candidato rimanga escluso a Palermo con un punteggio che, a Messina, era invece sufficiente per ottenere l’ammissione.

Le differenze di punteggio tra queste sedi sono state tutt’altro che poco rilevanti.

Quest’anno (2011/12) l’ultimo ammesso a Messina ha totalizzato il punteggio di 38,50. A Catanzaro 40; a Palermo 40,25. A Catania addirittura 44,50.

Per comprendere quanto importanti siano le differenze, basta rilevare che l’ultimo amesso a Messina avrebbe ottenuto, a Catania, la posizione n. 725 in graduatoria ad una distanza siderale dall’ultimo degli ammessi (391).

Il regolamento di attuazione prevede una rigida scansione delle opzioni, al fine di favorire gli scorrimenti.

I vincitori, dal 17 al 19 settembre, dovranno “provvedere all’immatricolazione presso gli Atenei in cui risultano assegnati (…) e la mancata immatricolazione costituisce rinuncia all’immatricolazione”. Per i successivi scorrimenti, sino all’esaurimento dei posti, il termine è sempre di 3 giorni per curare l’iscrizione ed esprimere l’opzione.

Lo scorso anno, nelle sedi in cui si è attuata la sperimentazione, abbiamo verificato quanto illegittimo possa essere il regime delle decadenze e delle opzioni e il T.A.R., ancora una volta, ha dato ragione alle nostre tesi.

La scelta sembra sposare le idee che avevamo recentemente esposto a commento di una decisione del T.A.R. Lazio (cfr., in particolare, nota 31).

E’ chiaro, tuttavia, che la scelta non è ancora conforme alle indicazioni del Consiglio di Stato che, appena qualche giorno fa, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione circa la necessità di elaborare una graduatoria unica per tutti gli Atenei.

Sarà, nuovamente, test unico per i corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi dentaria.

La scheda anagrafica che i candidati dovranno compilare nel giorno del test, conterrà l’indicazione, da compilare obbligatoriamente, circa la scelta tra Medicina o Odontoiatria e/o, “se l’interesse è per entrambi i corsi, l’indicazione in ordine preferenziale tra i due”. Il D.M. precisa che “l’omessa indicazione rende di fatto impossibile la relativa immatricolazione”.

Confermato (rispetto all’anno passato ma diverso rispetto al 2009/2010 e alla norma che entrerà in vigore dal prossimo anno accademico sul valore del voto di diploma) il criterio di preferenza in ipotesi di punteggio eguale giacchè, secondo il D.M., “per i corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia e in odontoiatria e protesi dentaria e per i corsi di laurea delle professioni sanitarie, prevale in ordine decrescente il punteggio ottenuto dal candidato nella soluzione, rispettivamente, dei quesiti relativi agli argomenti di cultura generale e ragionamento logico, biologia, chimica, fisica e matematica”.

Confermata la proporzione tra le materie oggetto di prova che restano sempre “relative agli argomenti di cultura generale e ragionamento logico, biologia, chimica, fisica e matematica”. Smentita la scomparsa della “cultura generale” per far spazio alla “logica”.

Confermata la soglia minima di 20 punti per essere ammessi al Corso di Laurea.

La disposizione, se ne è avuto prova lo scorso anno accademico, sembra incidere, almeno tra il contingente dei comunitari, solo sulla legittimazione a ricorrere avverso l’esclusione dal novero degli ammessi. Chi ha totalizzato meno di 20 punti avrà anche tale ulteriore problema da affrontare nello spiegare le proprie doglianze innanzi al T.A.R.. Almeno a memoria di chi scrive, in nessuna delle graduatorie di tutti gli Atenei d’italia vi è mai stato alcun soggetto ammesso che avesse totalizzato meno di 20 punti.

Il successivo comma, ed è questa la vera novità, estende tale soglia di punteggio minimo anche agli extracomunitari. Ciò significa che saranno assai numerosi i posti che si renderanno vacanti a seguito delle prove di ammissione, stante almeno i risultati degli ultimi anni. Presso l’Ateneo de L’Aquila, ad esempio, uno degli studenti extracomunitari ammessi aveva ottenuto un punteggio inferiore all’ultimo studente comunitario nella sua graduatoria.

Dopo le vittorie al T.A.R. Lazio sull’introduzione di tale soglia, si “vociferava” che tale nuovo paletto sarebbe stato introdotto con Legge. Così non è stato.

Si chiude, almeno per Medicina, la querelle circa la possibilità che tali posti, eventualmente rimasti vacanti, vengano assegnati ai comunitari. Il D.M. in commento, nell’allegato 1, chiarisce che “i posti eventualmente non utilizzati nella graduatoria dei cittadini extracomunitari residenti all’estero, verranno utilizzati per lo scorrimento della graduatoria dei cittadini comunitari e non comunitari di cui all’articolo 26 della legge 189 del 2002, qualora previsto nei successivi decreti di programmazione“.

Tale previsione è, in effetti, presente nel solo Decreto di programmazione di MEDICINA. Nulla invece è disposto per Odontoiatria e Professioni sanitarie.

Nonostante i recenti arresti giurisprudenziali il MIUR ha concesso tale possibilità solo ove l’offerta degli Atenei è risultata inferiore rispetto al fabbisogno del SSN.

D.M. 28 giugno 2012, n. 196

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CHIUSI GLI SCORRIMENTI DOPO LE VITTORIE CONTRO L’UNIVERSITA’ DI MESSINA: DENTRO L’ULTIMO NOSTRO RICORRENTE ANCHE AD ODONTOIATRIA

Si sono chiusi gli scorrimenti attivati dall’Università di Messina in ottemperanza alle numerose sentenze di condanna con le quali il T.A.R. Catania e il Consiglio di Stato avevano ordinato all’Ateneo peloritano di occupare tutti i posti comunque rimasti vacanti.

Prima di tali vittorie l’ultimo ammesso a Medicina era il candidato collocato alla posizione n. 244 con il punteggio di 39,50.

Oggi l’ultimo fortunato (giacchè l’intero carrozzone dei test è, come non ci stancheremo di ribadire, una vera lotteria) è lo studente n. 274 con il punteggio di 38,50.

Per Odontoiatria, invece, prima della storica ordinanza del Consiglio di Stato (la prima in assoluto del Giudice d’appello in Italia), l’ultimo candidato ammesso era stato il n. 59 con il punteggio di 39,25.

Oggi l’ultimo ammesso è la nostra ricorrente collocata alla posizione n. 90 con il punteggio di 38,25.

La battaglia, tuttavia, non è ancora finita.

Tra poco più di 10 giorni (il 13 luglio) il T.A.R. Lazio si esprimerà definitivamente sulla mancata assegnazione dei 22 posti in più nel corso di laurea in Medicina. Se verrà confermato quanto già favorevolmente deciso in sede cautelare, vi potrebbero essere numerossimi nuovi ricorrenti ammessi.

Il 12 dicembre, invece, il C.G.A. si esprimerà definitivamente sulla vicenda dell’anonimato e sulla gestione della prova da parte dell’Ateneo di Messina nel corrente anno accademico.

Forse già prima di tale data, inoltre, la Corte Costituzionale si esprimerà sulla legittimità dell’attuale sistema di gestione della prova di concorso. In ipotesi di accoglimento della questione e dichiarazione di illegittimità costituzionale della L.n. 264/99, potranno sperare nell’ammissione tutti i nostri ricorrenti dell’a.a. 2011/12 che con il loro punteggio sarebbero stati ammessi presso un altro Ateneo.

La nostra grande battaglia sul diritto allo studio: il Consiglio di Stato manda la Legge sul numero chiuso alla Corte Costituzionale.

Identica questione è stata sollevata in tutti i nostri ricorsi di quest’anno (2011/2012)…IN PRIMA PAGINA SU REPUBBLICA, l’anteprima.

Dopo 14 anni di numero chiuso il Consiglio di Stato chiede nuovamente l’intervento della Corte Costituzionale sul sistema dell’accesso programmato.

La scelta degli ammessi risulta dominata in buona misura dal caso”, a dirlo è il Consiglio di Stato, sezione VI, con la sentenza depositata lo scorso 18 giugno mediante cui si è chiesto l’intervento della Corte Costituzionale sul sistema delle graduatorie pubblicate dai singoli Atenei e non dall’unica a livello nazionale.

Qualche tempo fa, evidenziando le novità delle norme volute dal Ministro Gelmini, scrivevamo sul Foro Amministrativo che “i numeri del corrente anno accademico (era il 2010/2011), dimostrano effettivamente come esistano casi di obiettiva e poco contestabile discriminazione tra i vari candidati a seconda della sede prescelta. A Milano Statale, senza scorrimenti applicati e, dunque, in sede di prima stesura della graduatoria, l’ultimo punteggio utile ai fini dell’ammissione era di 48,75. All’Università del Molise, al 75° e ultimo degli ammessi, bastarono 38,25, punti gli stessi del candidato collocato alla posizione 1050 del citato Ateneo di Milano Statale ove i posti a concorso erano 340”.

Se è pur vero, scrivevamo, che secondo parte della giurisprudenza vi possano essere degli ampi margini di discrezionalità (oggi superata dalla decisione del Consiglio di Stato in commento) nella scelta tra graduatoria unica o meno, seguendo i principi di cui alla L.n. 240/2010, tale discrezionalità è certamente da rivedere.

Se, come appare, il fulcro dell’intero progetto di revisione e della stessa delega contenuta nella Legge n. 240/2010 è la valorizzazione del merito, ben pochi margini di dubbio sembrano residuare per non preferire il modello della graduatoria unica nazionale con il quale, appunto, è il “valore assoluto del merito” ad essere premiato. Sembrano potersi superare, inoltre, i dubbi legati alla concreta applicabilità di tale modello con riguardo ai differenti livelli reddituali degli aspiranti che, almeno in astratto, dovrebbero trovare una qualche perequazione grazie al “fondo per il merito” . È proprio attraverso tale nuovo sistema di aiuti che si mira “a promuovere l’eccellenza e il merito fra gli studenti dei corsi di laurea e laurea magistrale individuati, per gli iscritti al primo anno per la prima volta, mediante prove nazionali standard e, per gli iscritti agli anni successivi, mediante criteri nazionali standard di valutazione”.

La legge 30 dicembre 2010, n. 240, infatti, si propone, tra l’altro, di riformare anche la materia dell’accesso al sapere attraverso la delega conferita al Governo per “la realizzazione di opportunità uniformi, su tutto il territorio nazionale, di accesso e scelta dei percorsi formativi” sulla base dei principi cardine (art. 1, comma 3) della stessa Legge n. 240 del 2010 e, tra questi, sul “merito”, concetto ricorrente per ben dieci volte all’interno dei 29 articoli.

Sono passati 14 anni dal 1998, quando si chiese l’intervento della Consulta sul numero chiuso ed oggi il tema è ancora più scottante poiché la L. 264/1999 rischia di essere ritenuta incostituzionale.

Frattanto, per quanto interessa tutti i nostri ricorrenti dell’anno 2011/12, in ragione del fatto che questo motivo di ricorso era stato espressamente sollevato in tutte le cause di quest’anno anche con riferimento anche ai nuovi principi esposti con la c.d. Legge Gelmini, ove la Corte Costituzionale si pronunciasse positivamente, potrebbero ottenere l’ammissione tutti quei ricorrenti che, con il loro punteggio, avrebbero ottenuto, anche a seguito degli scorrimenti, l’ammissione presso altro Ateneo.

Il commento dell’UDU.

Non possiamo non esprimere la nostra soddisfazione per un ulteriore passo avanti nella battaglia contro il “numero chiuso”. Siamo certi che il sistema dell’accesso programmato è illegittimo in quanto tale e per la illecita compressione del diritto allo studio” – tuonano soddisfatti dall’UDU per il tramite del Coordinatore Nazionale Michele Orezzi – “Siamo d’accordo con il Consiglio di Stato, oggi in Italia il sistema è dominato dal caso, siamo di fronte ad una sorta di lotteria”.

Il rinvio alla Corte Costituzionale della questione rappresenta sicuramente un passo importante e decisivo per la lotta che l’UDU da molto tempo porta avanti al fianco dei numerosi studenti e delle loro famiglie che ogni anno devono fare i conti con l’ingiustizia di un sistema oramai obsoleto.

Oggi il Consiglio di Stato dice che le nostre censure sono fondate e che nella scelta del Legislatore si ravvisano vizi “di palese illogicità, irrazionalità, travisamento, disparità di trattamento, difetto di proporzionalità” lesivi in primis degli artt.li 3, 34, 97 e 117 della Costituzione oltre che delle norme Europee.

Ad essere contestato è anche il sistema delle graduatorie multiple che come ripetutamente denunciato dall’UDU non solo è contrario ai principi sottesi al diritto allo studio, ma soprattutto a quello della imparzialità e della meritevolezza in quanto, come riferisce il C.d.S., “ferma la unicità della prova, essa si svolge presso i singoli Atenei. E il collocamento in posizione utile avviene in singole graduatorie anziché in una graduatoria unica. Con la conseguenza che il collocamento in posizione utile dipende sia dal numero dei posti disponibili presso ciascun Ateneo, sia dal numero di concorrenti presso ciascun Ateneo, e dunque può accadere che, se presso un Ateneo è maggiore il numero dei posti, o minore il numero dei concorrenti, è sufficiente, per il collocamento in graduatoria, un punteggio inferiore rispetto a quello necessario in altro Ateneo”.

Certi e fiduciosi nella decisione della Consulta oggi possiamo dire di aver raggiunto un altro traguardo importante, che le doglianze degli studenti italiani hanno la possibilità di avere un concreto e decisivo riscontro e che questo potrebbe essere ancora un Paese ove i diritti come le persone vengano rispettati.

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Repubblica 1

Repubblica 2

TG3


TEST MEDICINA MESSINA: PRIMA UDIENZA AL CGA ECCO COSA E’ SUCCESSO

Mentre ancora campeggia sul sito web d’Ateneo l’annuncio trionfale che “NESSUNA IRREGOLARITA’ NELL’AMMISSIONE AL CDL IN MEDICINA E CHIRURGIA PER L’ANNO ACCADEMICO 2011/2012” si sarebbe consumata, il Consiglio di Giustizia Amministrativa di Palermo emette i Suoi primi provvedimenti sulla vicenda.
I legali dei 50 ricorrenti, Santi Delia e Michele Bonetti, dopo la decisione del T.A.R. Catania, avevano annunciato immediato appello ritenendo che la sentenza dei Giudici catanesi fosse viziata da un errore di mero fatto nella rappresentazione degli accaduti.
L’Ateneo, invece, aveva esultato per la vittoria e, dal canto suo, non accettava le numerose sentenze di condanna (anche alle spese giudiziali per una somma complessiva che supera i 15.000 euro) con le quali lo stesso T.A.R. Catania e il Consiglio di Stato l’avevano condannata ad assegnare ai legittimi aspiranti utilmente collocati in graduatoria i 22 posti rimasti liberi (per Medicina e Odontoiatria) non assegnati ai cittadini comunitari.
Il C.G.A. ha dapprima rigettato gli appelli dell’Ateneo sulla vicenda dei posti liberi, tanto da convincere l’Avvocatura dello Stato di Palermo a ritenere le altre sentenze di condanna “insuscettibili di utile impugnazione” e consigliare all’Università di immatricolare definitavamente gli studenti e, qualche giorno fa, si è espresso anche sui “casi” di “violazione dell’anonimato” e “sparizione dei plichi”.
I Giudici palermitani hanno accolto la richiesta cautelare degli studenti ai fini della sollecita definizione del giudizio.
Si tratta, commenta l’Avvocato Santi Delia, difensore in primo grado degli studenti, “di un provvedimento che ci consente di attendere con fiducia la celebrazione dell’udienza conclusiva che si terrà a dicembre di quest’anno. Il C.G.A. non si è limitato a fissare l’udienza finale ma ha accolto la richiesta degli studenti di applicazione dell’art. 55, comma 10, del codice del processo amministrativo. Tale norma viene applicata solo se il Giudice “ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito”.
Al di là dei tecnicismi, continua il legale, “Noi vogliamo soltanto che venga fatta luce su questa vicenda non essedo consentito che il diritto allo studio di centinaia di ragazzi venga compresso senza la garanzia di un procedimento di concorso trasparente e siamo fiduciosi che il C.G.A., si vinca o si perda, saprà chiarire ogni aspetto ancora oscuro: dalla mancanza dei verbali che attestano la correzione, alla sparizione dei plichi dentro i locali dell’Università, dalla violazione dell’anonimato conclamata negli stessi verbali, all’inizio della prova con 40 minuti di ritardo rispetto a quanto fissato a livello nazionale per tutte le Università”.
Per i curiosi, l’appello dei legali, tra qualche giorno, per ordine degli stessi Giudici di Palermo, verrà pubblicato sul sito web d’Ateneo affinchè tutti possano leggerlo.

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Centonove

Tempostretto

Messinaora

Un’altra vittoria contro le facoltà che non hanno correttamente ampliato del 10% i posti messi a disposizione!

L’Università di Genova, come meglio indicato nell’Ordinanza allegata, non aveva correttamente ampliato del 10% i posti. Ancora una volta il TAR del Lazio ha provveduto iscrivendo in sovrannumero i nostri ricorrenti.

Si legge, infatti, nel provvedimento predetto “Considerato che i motivi di censura dedotti con i motivi aggiunti non appaiono manifestamente infondati nella parte in cui si deduce il mancato ampliamento del 10% dei posti disponibili per il Corso di laurea in medicina e chirurgia in quanto, nello specifico caso in esame, l’Ateneo resistente aveva comunque previsto nell’art.10 del Bando che i posti non coperti dagli studenti extracomunitari (nel caso di specie, 14) sarebbero stati comunque assegnati per scorrimento agli studenti comunitari; rilevato, quindi, che contrariamente a quanto affermato dall’amministrazione – che non ha svolto specifiche difese atte a contrastare i motivi aggiunti- l’Ateneo di Genova non appare avere integralmente coperto i 27 posti disponibili avvalendosi del previsto incremento del 10%, sicchè in relazione ai posti ancora disponibili all’esito dello scorrimento della graduatoria che ha portato all’ammissione dei candidati fino al 328° posto, è possibile ovviare al pregiudizio grave ed irreparabile lamentato dalla ricorrente, collocata al 330 posto, disponendone l’ammissione con riserva al corso di Laurea in questione”.

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VITTORIA AL TAR CAGLIARI SUI TRASFERIMENTI

Fonte: NONUMEROCHIUSO.IT

T.A.R.: SI alla libera circolazione degli studenti in ambito europeo.

Accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti: illegittima la scelta del MIUR e degli Atenei italiani di far rifare il test di ammissione a chi chiede il trasferimento.
Uno studente belga al secondo anno del corso di studi in Medicina che vuole trasferirsi in Italia con la sua famiglia può qui continuare la propria carriera accademica? Non secondo il Ministero dell’Istruzione italiano e le Università del bel Paese.
Se vuole trasferirsi, gli è stato risposto, dovrà sostenere e superare il test di ammissione. Solo se riuscirà a rispondere a domande sulla “grattachecca” o sulla derivazione del “Grande Fratello”, potrà continuare i propri studi.
Secondo il T.A.R. Cagliari, tuttavia, “il sistema nazionale deve consentire anche l’accoglienza – in corso di studi- di studenti che hanno svolto un “periodo universitario” in altra analoga università europea, previo espletamento della prova di ingresso (articolata secondo l’ordinamento locale), come nel caso di specie si afferma compiuto dalla ricorrente a Bruxelles. E non può impedirsi la mobilità sul territorio (nucleo essenziale del principio comunitario di libera circolazione e di soggiorno di cui all’art. 165 del TFUE – già: art. 149 TCE-)”.
Onerare gli studenti a risottoporsi ad un test di ammissione, peraltro criticatissimo da più fronti per le sue caratteristiche, “concretizza un ostacolo al principio definito dal Trattato, espressamente rivolto ad incentivare il riconoscimento dei “periodi di studi” svolti all’estero”.
Si tratta, commentano gli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, di una importantissima decisione dei giudici cagliaritani che apre le porte al nuovo mercato comunitario degli studi e del sapere. In un momento di assai nota difficoltà congiunturale della Regione europa è fondamentale che con sempre più forza vengano riaffermati i principi cardine del Trattato di Roma ed esplorate nuove opportunità di sviluppo e crescita per i giovani.

 

TERZO SCORRIMENTO A MEDICINA: DENTRO UN ALTRO RICORRENTE

Oggi, 24 maggio 2012, è stato attivato il TERZO scorrimento.

Ben 2 su 6 sono state le rinunce. Attivato, quindi, il nuovo scorrimento per altri 2 POSTI ed è già certo che ve ne saranno altri.

Un altro dei nostri ricorrenti fanno ora parte delle matricole. Altri è già scontato che entrino quanto meno ad Odontoiatria.

Attendiamo ancora, invece, lo scorrimento su ODONTOIATRIA, mentre, ormai tra qualche settimana, il T.A.R. Lazio si pronuncerà sulle misure da adottare per far si che il MIUR ottemperi all’altro RICORSO VINTO innanzi al T.A.R. Lazio sui 22 posti in più.

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SECONDO SCORRIMENTO MEDICINA…DENTRO DUE RICORRENTI

Qualche giorno fa avevamo dato comunicazione che l’Università di Messina, finalmente, dopo oltre due mesi dalla decisione del Consiglio di Stato, aveva provveduto a fare lo scorrimento.

Solo grazie alla notifica del ricorso per l’ottemperanza, di cui chiederemo la liquidazione delle spese innanzi al Consiglio di Stato, finalmente questo nuovo passo è stato compiuto.

Qualche giorno prima, inoltre, eravamo riusciti a far mettere a scorrimento anche l’ultimo posto tra quelli disponibili.

Oggi, 21 maggio 2012, è stato attivato il secondo scorrimento ed abbiamo avuto la prova della fondatezza delle nostre stime.

Ben 6 su 12 sono state le rinunce. Attivato, quindi, il nuovo scorrimento per altri 6 POSTI ed è già certo che ve ne saranno altri.

Altri due ricorrenti fanno già parte delle matricole. Un altro è già scontato che entri quanto meno ad Odontoiatria.

Chissà che non si arrivi ai numeri di Palermo dell’anno passato dove con 41 posti a scorrimento la graduatoria scese di 97 posizioni.

Tutti i candidati chiamati (collocati alle posizioni nn. 264, 265, 266, 267, 269 della graduatoria di Medicina) sono stati invitati ad immatricolarsi.

Attendiamo ancora, invece, lo scorrimento su ODONTOIATRIA, mentre, ormai tra qualche settimana, il T.A.R. Lazio si pronuncerà sulle misure da adottare per far si che il MIUR ottemperi all’altro RICORSO VINTO innanzi al T.A.R. Lazio sui 22 posti in più.

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L’Avvocatura dello Stato di Palermo scrive all’Università di Messina: la sentenza di accoglimento è “INSUSCETTIBILE DI UTILE IMPUGNAZIONE”..archivieremo gli atti

L’Avvocatura dello Stato di Palermo scrive all’Università di Messina: la sentenza di accoglimento è “INSUSCETTIBILE DI UTILE IMPUGNAZIONE”.”Archivieremo gli atti”.

Può, finalmente, dirsi DEFINITIVAMENTE concluso il contenzioso con l’Università di Messina riguardante la mancata assegnazione dei posti liberi inizialmente riservati ai cittadini extracomunitari.

Il Rettore, con il Decreto n. 1241 del 14 maggio 2012, ha reso noto che l’Avvocatura dello Stato di Palemo ha trasmesso all’Università un parere in merito al complessivo contenzioso che abbiamo instaurato con il quale ha ritenuto le sentenze di condanna del T.A.R. Catania “insuscettibilil[i] di utile impugnazione e disponendo, pertanto, l’archiviazione degli atti”.

L’Ateneo, preso atto che anche l’Avvocatura dello Stato di Palermo ha mostrato di aderire alla nostra tesi confermando la correttezza delle sentenze emesse dal T.A.R. Catania anche sulla base delle recentissime ordinanze cautelari del Consiglio di STATO, ha DEFINITIVAMENTE provveduto ad ordinare l’integrale copertura dei 18 posti rimasti vacanti per Medicina e dei 4 per Odontoiatria.

Chi verrà ammesso a seguito dello scorrimento, quindi, sarà studente di MEDICINA e Odontoiatria, senza riserva alcuna ed avrà ottenuto a titolo DEFINITIVO L’AMMISSIONE al corso di laurea a Medicina.

L’Ateneo ha rinunciato, quindi, a proporre appello avverso avverso le sentenze emesse dal T.A.R. Catania con le quali sono stati sono stati immatricolati i nostri ricorrenti.

Avremo certamente modo di sentirci ma, frattanto, Vogliamo porgerVi i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
Siete studenti di Medicina e Odontoiatria.

Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio. Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.

Anche per Voi oggi la tartaruga è giunta in mare….

Con affetto e riconoscenza per la fiducia riposta in noi sul Vostro futuro.

Santi Delia & Michele Bonetti

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Studio Legale Avvocato Santi Delia