Trasferimenti dall’estero: il giorno dopo la Plenaria il T.A.R. Lazio ricorda “quanta acqua è passata sotto i ponti”

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Il T.A.R. Lazio, il giorno dopo il deposito della decisione dell’Adunanza Plenaria, “si toglie qualche sassolino dalla scarpa” e “gioisce” nel prendere atto che la propria tesi è stata confermata dall’Adunanza Plenaria nonostante la monolitica e opposta posizione del Consiglio di Stato negli ultimi 3 anni.

“La richiamata decisione n. 1/2015 dell’Adunanza Plenaria, depositata in data 28.01.2015, ponendo fine ad un tormentato periodo di contrasti giurisprudenziali (che hanno visto principalmente contrapporsi l’orientamento della sezione III bis Tar del Lazio a quello della VI Sez.del Consiglio di Stato, ribaltato in un secondo momento con ordinanza 1718 del 2014), ha chiarito come la corretta interpretazione dell’art.4 della legge 2 agosto 1999, n. 264 sia quella – sempre sostenuta dalla Sezione (v., da ultimo: sentenza breve n. 9457/2014 del 5 settembre 2014, ordinanza n. 3436/2014 del 19/07/2014) – secondo cui la limitazione al previo superamento dei test preselettivi per i corsi di laurea a numero chiuso sia legittimato solo con riferimento all’accesso al primo anno del corso di studi e non, invece, per quanto riguarda le richieste di trasferimento ad anni successivi al primo: ciò, anche qualora la richiesta di trasferimento avvenga da parte di studenti provenienti da Università straniere e a prescindere dalla eventuale finalità elusiva del c.d. “numero chiuso” in ambito nazionale.

In tali casi, infatti, come affermato nella richiamata decisione Ad.Plen. n.1/2015, “il principio regolante l’iscrizione è unicamente quello del riconoscimento dei crediti formativi” (dec. cit., punto 4.4 nonché analogo riferimento contenuto a pag.30) ed è sottoposto all’ “ indefettibile limite dei posti disponibili per il trasferimento, da stabilirsi in via preventiva per ogni anno accademico e per ciascun anno di corso dalle singole Università sulla base del dato concernente la concreta potenzialità formativa di ciascuna, alla stregua del numero dei posti rimasti per ciascun anno scoperti rispetto al numero massimo di strumenti immatricolabili (…) per ciascuno di quegli anni ad esse assegnato” (dec.cit., p. 34).

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 30 gennaio 2015, n. 1831

Studio Legale Avvocato Santi Delia