Daily Archives: 31 Gennaio 2015

Trasferimenti dall’estero, si pronuncia la Plenaria: avevamo ragione noi.

Come per il caso “anonimato” a Medicina proprio in questi mesi al centro delle 7.000 ammissioni decretate dal T.A.R. Lazio e dal Consiglio di Stato, anche i “trasferimenti dall’estero” sono stati decisi dal massimo consesso della giustizia amministrativa.

I 44.000 studenti italiani all’estero, possono ora sperare di poter proseguire i propri corsi in Italia. Il C.G.A., su alcuni ricorsi che vedevano coinvolti l’Università di Messina e una decina di studenti provenienti dalla Spagna e dalla Romania, assistiti da, tra T.A.R. Catania e C.G.A., da alcuni avvocati siciliani e romani tra cui il palermitano Girolamo Rubino, il messinese Santi Delia e il compagno di battaglie Michele Bonetti e il romano Umberto Cantelli, aveva chiesto all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato “di chiarire se gli studenti iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia di una università straniera possano ottenere il trasferimento nell’analoga facoltà di un Ateneo italiano, pur non avendo superato a suo tempo l’esame di ammissione al predetto corso di laurea, per carenza del punteggio minimo necessario”. La decisione: il test non vale più del percorso di studi all’estero. La Plenaria, con argomenti assai innovativi e di grande spessore, ha apertamente sfatato il dogma del test di ammissione ritenendolo di minor valore rispetto ai risultati ottenuti dagli studenti presso gli Atenei esteri ed alle materie ivi superate. Andando persino oltre rispetto all’ordinanza di remissione del C.G.A. (che si era invece concentrato sulla compatibilità del diniego di trasferimento con il diritto interno dubitando di lesione di principi comunitari), inoltre, l’Adunanza Plenaria, in linea con quanto sostenuto dai legali Bonetti e Delia innanzi al T.A.R. Lazio in altri contenziosi pendenti, ha chiarito che negare il trasferimento da sedi comunitarie “si rivela in realtà contrario all’apicale principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitarii (art. 21 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), suscettibile di applicazione non irrilevante nel settore dell’istruzione tenuto conto delle competenze attribuite all’Unione per il sostegno e completamento dell’azione degli Stati membri in materia di istruzione e formazione professionale (art. 6, lettera e), del Trattato), nonché degli obiettivi dell’azione dell’Unione fissati dall’art. 165 n. 2 secondo trattino del Trattato stesso, teso proprio a “favorire la mobilità degli studenti …, promuovendo tra l’altro il riconoscimento accademico dei diplomi e dei periodi di studio””.

Tale tesi, fra gli altri, era stata convintamente sposata dalla Sezione III bis del T.A.R. Lazio, Presieduta da Massimo Luciano Calveri in alcuni pronunciamenti del 2014, in aperto e coraggioso contrasto con la posizione, allora maggioritaria, del Consiglio di Stato.

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Corriere.it

Trasferimenti dall’estero: il giorno dopo la Plenaria il T.A.R. Lazio ricorda “quanta acqua è passata sotto i ponti”

Il T.A.R. Lazio, il giorno dopo il deposito della decisione dell’Adunanza Plenaria, “si toglie qualche sassolino dalla scarpa” e “gioisce” nel prendere atto che la propria tesi è stata confermata dall’Adunanza Plenaria nonostante la monolitica e opposta posizione del Consiglio di Stato negli ultimi 3 anni.

“La richiamata decisione n. 1/2015 dell’Adunanza Plenaria, depositata in data 28.01.2015, ponendo fine ad un tormentato periodo di contrasti giurisprudenziali (che hanno visto principalmente contrapporsi l’orientamento della sezione III bis Tar del Lazio a quello della VI Sez.del Consiglio di Stato, ribaltato in un secondo momento con ordinanza 1718 del 2014), ha chiarito come la corretta interpretazione dell’art.4 della legge 2 agosto 1999, n. 264 sia quella – sempre sostenuta dalla Sezione (v., da ultimo: sentenza breve n. 9457/2014 del 5 settembre 2014, ordinanza n. 3436/2014 del 19/07/2014) – secondo cui la limitazione al previo superamento dei test preselettivi per i corsi di laurea a numero chiuso sia legittimato solo con riferimento all’accesso al primo anno del corso di studi e non, invece, per quanto riguarda le richieste di trasferimento ad anni successivi al primo: ciò, anche qualora la richiesta di trasferimento avvenga da parte di studenti provenienti da Università straniere e a prescindere dalla eventuale finalità elusiva del c.d. “numero chiuso” in ambito nazionale.

In tali casi, infatti, come affermato nella richiamata decisione Ad.Plen. n.1/2015, “il principio regolante l’iscrizione è unicamente quello del riconoscimento dei crediti formativi” (dec. cit., punto 4.4 nonché analogo riferimento contenuto a pag.30) ed è sottoposto all’ “ indefettibile limite dei posti disponibili per il trasferimento, da stabilirsi in via preventiva per ogni anno accademico e per ciascun anno di corso dalle singole Università sulla base del dato concernente la concreta potenzialità formativa di ciascuna, alla stregua del numero dei posti rimasti per ciascun anno scoperti rispetto al numero massimo di strumenti immatricolabili (…) per ciascuno di quegli anni ad esse assegnato” (dec.cit., p. 34).

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 30 gennaio 2015, n. 1831

Studio Legale Avvocato Santi Delia