Daily Archives: 12 Luglio 2018

Esame avvocato: quando il voto numerico si sgretola di fronte ad una ricorrezione. Cronaca (ennesima) di una bocciatura smentita dagli stessi commissari.

Sono giorni particolarmente sentiti per i nostri giovani colleghi, alle prese con i risultati dell’esame di abilitazione oramai pubblicati da tutte le Corti d’Appello. Proprio in questo frangente giungono i risultati delle ricorrezioni ordinate dal C.g.a.  per la sessione del 2015; ed anche in questo caso, come già era precedentemente successo per altri nostri assistiti, assistiamo a delle vere “rivoluzioni”.

In particolare degli elaborati ritenuti largamente insufficienti hanno raggiunto votazioni altissime, vicine al massimo: un atto giudiziario che stando alla prima valutazione doveva mancare persino degli elementi essenziali per essere considerato tale, tanto da ottenere un modesto 25, con la ricorrezione si “trasforma” in un atto “modello” tanto da meritare un sontuoso 40.

Si comprende immediatamente come, oggi più che mai, non sia possibile, per i giudici amministrativi che si trovano ad affrontare questa tipologia di ricorsi, trincerarsi dietro la formula della sufficienza del voto numerico per evitare qualsiasi forma di analisi. Il sindacato sulla discrezionalità tecnica deve consentire, laddove la votazione espressa con il voto numerico non risponda al reale valore del compito, una valutazione corretta e realmente rispondente ai valori espressi. Altrimenti, sarebbe più onesto ammettere che il nostro sistema impedisce la tutela giurisdizionale per tutti quei concorsi ed esami che si concludono con una semplice votazione numerica, con buona pace di ogni forma di garantismo e trasparenza. E tutto questo a quasi 30 anni dalla L n. 241/1990.

Diplomati magistrale: l’audizione del Miur. Cosa succederà? Il corsivo

Trovo quanto mai banale che, dopo mesi di annunci, slogan e campagna elettorale si dica che “le sentenze si rispettano”. Tanto banale, lo dico con amarezza estrema e senza voler offendere nessuno, da provarne lo stesso interesse per le interviste, parimenti insignificanti, dei giocatori di calcio dopo le partite. Mi chiedo sempre che senso ha intervistarli per fargli le stesse domande alle quali si danno, sempre, le stesse risposte: “dobbiamo lavorare di più seguendo le indicazioni del mister perché quella è la strada giusta”, polemica più, polemica meno, si intende.
Be se oggi, dopo mesi di analisi, pareri illuminati e proclami ci si limita ancora a dire, come il più istituzionale dei capitani di una squadra di calcio, che “rigore è quando arbitro fischia”, stiamo tutti perdendo tempo.
Non tutti gli attori di questa massacrante partita, ma l’Italia. L’Italia sta perdendo tempo.
In perfetto stile nazional popolare, peraltro, altri 120 giorni per decidere come già era stato deciso. Prima ancora 150 giorni per l’attesa di un parere che decise quanto già scontatamente tutti sapevano che doveva dire.
E allora, giusto per non continuare ad annoiarvi con metafore calcistiche, il problema serio è, come sempre, semplicemente legato ad una diversa prospettiva.
Le sentenze, da parte dei cittadini, si rispettano, sempre.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia