L’AMMISSIONE CON RISERVA IN GRADUATORIA CONSENTE LA STIPULA DEL CONTRATTO E IL CONFERIMENTO DELL’INCARICO: LA NOSTRA VITTORIA AL CGA.

“Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede giurisdizionale, accoglie l’istanza di esecuzione e per l’effetto ordina all’Amministrazione, in esecuzione dell’ordinanza cautelare …, di convocare l’odierno appellante seguendo l’ordine di graduatoria per le classi di concorso per cui ha fatto domanda .. .”

Alla base della favorevole pronuncia oggi in commento, la vicenda di un Docente che ha preso parte al concorso per il reclutamento del personale docente nelle scuole secondaria di primo e di secondo grado risultando vincitore, seppur con riserva in ragione di un contenzioso ancora non definito.

Secondo l’Ufficio scolastico, tuttavia, l’ammissione con riserva in graduatoria non consente la stipula dei contratti. Ma a nostro modo di vedere non è affatto così.

Se difatti, commenta l’Avvocato Santi Delia, founder di Bonetti e Delia che hanno patrocinato il ricorso, “l’iscrizione nella graduatoria avesse il solo fine di cristallizzare la posizione del ricorrente, consentendo frattanto l’attribuzione ad altri soggetti peggio gradati dei posti frattanto vacanti, non avrebbe senso alcuno, in quanto non preserverebbe in alcun modo, la posizione sino alla decisione di merito.”

Circa la ratio sottesa all’iscrizione con riserva, i Giudici di Palazzo Spada, in una precedente pronuncia ottenuta dal nostro studio consentendo la stipula a 50.000 diplomati magistrale nel 2015, condividendo la tesi di Bonetti e Delia quanto al significato da attribuire all’inserimento in graduatoria seppur con riserva, chiarivano che lo stesso “deve essere inteso nel senso che l’inserimento stesso è subordinato alla condizione risolutiva del rigetto, da parte del Tribunale, del ricorso nel merito. Non invece, come sostenuto dal Ministero, nel senso che l’iscrizione con riserva, ancorché in una posizione utile per la nomina, inibisce il conseguimento di quest’ultima, Se così fosse, del resto, il provvedimento cautelare verrebbe privato della sua utilità, posto che l’interessato, a questo punto, non otterrebbe la nomina e quindi proprio il risultato sostanziale auspicato e giurisdizionalmente perseguito (anche in via cautelare)”.

Anche il C.G.A. ha aderito a tale tesi chiarendo che l’ammissione con riserva debba essere intesa “nella pienezza della sua effettività, senza cui la tutela cautelare sarebbe nullificata nella sua funzione costituzionale garantita dall’art. 24 Cost., ritenuto che un’esecuzione puramente formale, che non implichi l’attribuzione di un’effettiva posizione utile in graduatoria, allo specifico scopo di salvaguardare la concreta possibilità di scegliere la sede in base alla posizione ed al punteggio maturati in virtù del titolo abilitativo riconosciuto e di ogni altro titolo, risulti in una inottemperanza totalmente elusiva del decisum cautelare, determinando un vulnus di estrema gravità ed urgenza, stanti le circostanze esposte nell’istanza in esame”.