Vittoria sul concorso al CAS, c’erano due domande errate

Il T.A.R. Catania, ritenendo fondati i dubbi su diversi quesiti sollevati in sede giudiziale dell’Avvocato Santi Delia, ha ordinato al CAS di ammettere il nostro ricorrente alle successive prove orali del concorso pubblico, per titoli ed esami, indetto “per la copertura di complessivi n. 48 unità di personale con profilo tecnico a tempo pieno e indeterminato”.

Il TAR ha ritenuto “non sprovviste di fondamento le censure in merito alle incoerenze della formulazione del quesito n. 26 e all’erroneità delle risposte ritenute corrette dalla Commissione in relazione a quest’ultimo quesito e a quello portante n. 35“. Si trattava, in particolare, commenta l’Avvocato Santi Delia, di un quesito relativo al posizionamento del segnale di pericolo in autostrada e di un altro sulla velocità minima da tenere in autostrada.

Il TAR aderendo ancora alla tesi dello Studio Legale, ha chiarito che “ila sussistenza delle esigenze cautelari rappresentate in quanto la prosecuzione dell’iter concorsuale potrebbe compromettere l’effettivo conseguimento del bene della vita all’esito del giudizio di merito”.

È sempre più urgente, commenta l’Avvocato Santi Delia, imporre in concorsi a quiz una seria e rigorosa procedura di validazione, eseguita da un soggetto “terzo” che provveda a verificare, prima della somministrazione, se le domande di cui il test si compone siano effettivamente idonee ad individuare i soggetti “migliori” per l’ammissione alle successive fasi del concorso.

Da legale che da un decennio segue queste procedure concorsuale a quiz”, conclude l’Avvocato Santi Delia, name founder di Bonetti & Delia Studio Legale, “mi sento di lanciare un monito alle Amministrazioni affinché le stesse intervengano una volta per tutte sulle modalità di somministrazione dei quesiti, pescati spesso da Società private – selezionate dalle stesse Amministrazioni – da banche dati in loro possesso (in qualche caso) ormai datate. Non ritengo concepibile, difatti, che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capire neanche perché.”