Con ricorso al Tribunale l’Avvocato Santi Delia ha ottenuto il riconoscimento del diritto del proprio assistito ad una corretta valutazione della posizione rivendicata nell’ambito di una procedura interna bandita da un’Università statale. La vicenda offre lo spunto per una riflessione di carattere generale sull’importanza di un’istruttoria effettiva e sulla necessità che l’amministrazione valuti la documentazione nel suo complesso.
Come spesso avviene in procedure di questo tipo l’Ateneo aveva usato il “sistema di misurazione e valutazione della performance organizzativa e individuale (SMVP)” previsto dal d.lgs. n. 150/2009 – modificato dal D.lgs. n. 74/2017- che articola in più fasi il ciclo di gestione della performance: misurazione e valutazione della performance organizzativa, misurazione e valutazione della performance individuale con parametri differenziati, nel caso di specie rappresentati solo dai tempi di svolgimento delle attività.
Tali valutazioni, tuttavia, possono essere contestate all’esito di una specifica fase di accesso agli atti i cui esiti, successivamente, possono essere vagliati dal Giudice ordinario che potrà, ove si riesca a dimostrare l’errore dell’amministrazione, condannarla a riconoscere il nuovo livello economico acquisito.
In particolare, nel caso specifico, l’Avvocato Delia ha sostenuto che in base alle linee guida predisposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è imputabile solo all’Amministrazione non aver verificato le ragioni degli scostamenti lamentate dai dipendenti. La valutazione della performance organizzativa si basa sull’analisi e contestualizzazione delle cause dello scostamento tra i risultati effettivamente raggiunti dall’amministrazione e quelli programmati. La fase di valutazione è, cioè, fondamentale per “identificare i fattori che hanno portato allo scostamento (…) verificare se gli scostamenti sono dovuti ad un problema del sistema (…) analizzare se le cause di scostamento sono esogene o endogene”. Gli esiti di tale processo devono essere documentati “mediante reportistica appositamente definita dall’amministrazione e devono confluire nella Relazione sulla performance che rappresenta l’atto conclusivo del ciclo”.
Il Tribunale, accogliendo la tesi difensiva, ha ritenuto corretto attribuire al ricorrente il punteggio massimo per l’obiettivo, riconoscendo altresì l’illegittimità della valutazione della performance operata dall’Università in relazione al medesimo obiettivo. La pronuncia ha quindi condotto alla rideterminazione del punteggio riconosciuto al dipendente.
Al di là delle peculiarità della vicenda, il caso richiama l’esigenza che le valutazioni amministrative siano fondate su un esame completo e coerente degli elementi rilevanti, evitando che una ricostruzione incompleta determini un pregiudizio per l’interessato. Il soccorso istruttorio non attribuisce un diritto automatico alla regolarizzazione di qualsiasi omissione, ma rappresenta uno strumento essenziale per evitare che carenze meramente formali, ove sanabili, prevalgano ingiustificatamente sull’accertamento della situazione sostanziale.





