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Borse di studio ex specializzandi: Tribunale Roma riapre porte ai risarcimenti

 

Il Tribunale di Roma, in soli 8 mesi, ha accolto il ricorso dell’Avvocato Santi Delia e condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri a pagare oltre 30.000 euro di risarcimento per le borse di studio non pagate agli ex specializzandi.

In esclusiva l’intervista all’AdnKronos Salute

Roma, 23 giu. (AdnKronos Salute) – Una sentenza del Tribunale di Roma riapre le porte ai ricorsi per gli ex specializzandi in medicina, per ottenere i risarcimenti. Secondo i giudici, “la prescrizione per il ricorso si può interrompere visto che le richieste di pagamento inviate ai ministeri della Salute e dell’Istruzione valgono anche nei confronti della Presidenza del Consiglio dei ministri, anche in considerazione dell’incertezza che ha caratterizzato il quadro giurisprudenziale sulla questione“. Lo spiega all’Adnkronos Salute l’avvocato Santi Delia, che insieme al collega Michele Bonetti, ha seguito la causa civile di un medico, che ha frequentato la specializzazione fra l’85 e l’87 senza percepire nè borsa di studio nè remunerazione.

I giudici gli hanno dato ragione, condannano la presidenza del Consiglio a pagare.

Gli specializzandi – afferma Delia – avrebbero potuto interrompere la prescrizione, che è oggi il problema concreto ed insuperabile di migliaia di ex giovani medici, inviando le note interruttive non solo alla presidenza del Consiglio (che è l’unico soggetto legittimato al rimborso) ma anche agli altri ministeri. Ciò vuol dire che per migliaia di specializzandi si riaprono le porte dei risarcimenti“. Inoltre, il Tribunale di Roma, “di fatto competente in via esclusiva sul tema – prosegue il legale – ha accolto la tesi che il giudizio in questione può essere proposto con lo speciale rito ‘abbreviato’ abbattendo così i tempi di decisione da 5-7 anni a 8 mesi, quanti ne sono serviti in questo caso“.

Il Tribunale ha anche stabilito – prosegue Delia – che gli interessi legali dei risarcimenti sono stati riconosciuti non dalla proposizione del ricorso (2014) ma dalla prima nota di messa in mora del 2002“. Si stima che siano ancora interessati a richiedere il rimborso per gli anni di formazione post laurea “circa 50 mila medici, che si sono specializzati dal 1983 al 1991“. Pur se la sentenza del Tribunale di Roma riapre le porte ai risarcimenti, rimane valido il limite del 2009 per le richieste di rimborso per gli ex specializzandi: chi si è mosso dopo questa data, ha perso la possibilità di far valere il diritto.

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Corriere.it: Aspiranti medici specializzandi: dal Consiglio di Stato nuovo schiaffo al MIUR

Roma, 23 giugno 2015 – Il Consiglio di Stato con l’Ordinanza 2668 del 17 Giugno 2015 della Sezione Sesta ha respinto l’appello del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca contro il Tar Lazio sugli specializzandi e lo ha condannato al pagamento delle spese del processo. Gli specializzandi ammessi nei mesi precedenti nei reparti delle Università di Palermo, Messina, Milano, Pavia e Siena possono continuare il loro percorso formativo. A darne notizia sono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, patrocinatori del ricorso al T.A.R. Lazio promosso dalla Funzione Pubblica Cgil Medici. “A seguito di un errore nella stesura delle regole concorsuali, relative alle graduatorie del concorso per diventare medici specializzandi, a causa dell’omessa graduazione tra le varie scuole di specializzazione indicate, dottori che avevano un punteggio utile per l’ingresso si sono ritrovati in una scuola da loro non ambita, pur avendo punteggi superiori agli altri. In questo modo, ad esempio, persone che avevano di fatto vinto il concorso e che volevano fare i cardiologi, per un errore del bando, si sono trovate a diventare degli otorini”, affermano gli avvocati Delia e Bonetti. Secondo Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, “ancora una volta abbiamo assistito ad un vero e proprio accanimento politico-giudiziario nei confronti di questi medici giovani che avevano vinto con sentenza del Tar del Lazio, che ad oggi ha accolto solo queste particolari ipotesi. Ma il Miur, guidato dal Ministro Giannini, ha perso anche al Consiglio di Stato ed è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali. La nostra battaglia per il diritto alla formazione specialistica dei medici continua”, conclude Cozza.

 

 

Rassegna stampa

Corriere.it

Sole 24 ore

Quotidiano sanità

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Ammissioni a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria 2014/15: il T.A.R. Lazio ammette definitivamente i primi 1000 ricorrenti.

Boom boom…..
Così cominciavano i nostri post sulla campagna per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura. Alla fine saranno migliaia gli ammessi all’esito del test dell’aprile del 2014. Quello del pacco di Bari trafugato e della prova svolta in mezzo all’anno scolastico. Tutti hanno dimostrato, sul campo, di meritare l’ammissione ed in 5 sedi universitarie i “primi” del corso sono proprio i nostri ricorrenti.

Anche questi sono chiari segnali che “non può essere un test a dirTi che non vali”.
Oggi, ancora una volta per primi, otteniamo al T.A.R. Lazio la conferma di quelle immatricolazioni. Ora deve pensarsi alla ‪#‎sanatoriapertuttigliammessi‬

I primi accoglimenti riguardano gli Atenei di Messina, Palermo, Catania, La Sapienza, Federico II, Tor Vergata, Bari e Milano Statale.

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Quotidiano sanità

Repubblica

Corriere della Sera

 

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Concorso specializzazioni mediche: il MIUR riconosce la vittoria al T.A.R. e al Consiglio di Stato e dopo aver immatricolato i nostri i ricorrenti gli consente di partecipare al nuovo bando

A seguito delle vittorie al T.A.R. ed al Consiglio di Stato, già dal mese di maggio e, da ultimo, dopo la rivoluzione al Consiglio di Stato del 4 giugno, in tutti gli Atenei sono in corso le immatricolazioni dei nostri ricorrenti. Hanno già provveduto decine di Università dove i nostri giovani medici sono già nei reparti come da ordine del Giudice amministrativo: da Messina a Pavia, da Milano a Siena, sino a Roma.

Tra qualche giorno scadrà il termine per la presentazione delle domande al nuovo concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione le cui prove sono fissate a fine luglio 2015.

In tanti tra i nostri ricorrenti ammessi ci hanno chiesto rassicurazioni circa l’effettiva e certa possibilità di poter partecipare al nuovo concorso senza che nulla, agli stessi, possa essere eccepito dal Ministero. In tal senso, con comunicazione mail inviata a tutti Voi, abbiamo confermato che avreste potuto partecipare alla prova e che, in tal senso, avremmo diffidato il MIUR a provvedere all’aggiornamento della domanda on line con l’inserimento di apposita voce digitale che prendesse atto dell’esistenza delle ammissioni in sovrannumero: i nostri medici sono già nei reparti e non si può più far finta di nulla costringendoci all’invio di domande con rettifiche o raccomandate cartacee volte a rettificare le necessarie dichiarazioni on line.

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Precariato scuola: Miur condannato a ricostruire carriera, risarcimento danni e spese legali.

Il Miur, che si era difeso eccependo ad un insegnante precario persino la temerarietà della lite, perde su tutti i fronti e viene condannato alla risarcimento del danno pari a 6 mensilità, alla ricostruzione completa di carriera e alle spese di giudizio.

Un’ altra vittoria per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in tema di equiparazione tra docenti a tempo determinato e a tempo indeterminato.
Il Tribunale di Reggio Emilia, oltre al risarcimento del danno per abuso dei contratti di supplenza a termine, ha riconosciuto il diritto del ricorrente al risarcimento del danno e al riconoscimento della progressione stipendiale, parificando – di fatto – gli insegnanti con contratto a tempo determinato a quelli di ruolo.
“La mancanza di <> idonee a giustificare l’esaminata disparità di trattamento ricorre soltatno quando il docente a tempo determinato abbia operato in ragione di più contratti a termine susseguitisi senza rilevante soluzione di continuità, e di durata almeno annuale o comunque tale da coprire pressochè integralmente ciascun anno scolasto”
Sostanzialmente, quindi le prestazioni lavorative, la maturazione dell’esperienza professionale e la natura delle prestazioni rese dall’insegnante supplente, non differiscono affatto da quelle del personale docente di ruolo.

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Il posto dei congelati SSIS è in GAE: il Tribunale di Palermo condanna il MIUR

Il Tribunale del Lavoro di PALERMO, con sentenza 11 giugno 2015, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di PALERMO l’immediata riammissione in G.A.E. di alcuni docenti congelati SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Il Tribunale ha espressamente mostrato di aderire alla sentenza ottenuta dagli Avvocati Delia e Bonetti al T.A.R. Lazio riportandosi alle motivazioni ivi spiegate e chiarendo altresì che “alla luce del quadro normativo sopra riportato deve concludersi – così come ritenuto da altri Tribunali in controversie analoghe – che la ricorrente sia detentrice di una posizione, secondo le norme di fonte primaria equiparata a quella degli altri docenti che hanno conseguito l’abilitazione presso la SSIS giacchè la trasformazione della natura delle graduatorie, divenute elenchi chiusi ad esaurimento è avvenuta salvaguardando (art. 1, comma 605, lett. c della L.n. 296/06) la posizione di chi non aveva legittimamente potuto completare la frequenza delle SSIS, ravvisando l’unica differenza di trattamento nella differenza di tali soggetti di completare il percorso formativo attraverso i TFA“.

La vicenda dei congelati è ormai alla ribalta nazionale e persino la Stampa nazionale si sta occupando di questa categoria di docenti anche in quanto esclusi dalla c.d. “Buona Scuola”.

A differenza di quanto ritenuto dall’Amministrazione, chiude l’Avvocato Santi Delia, “il posto dei congelati SSIS è in G.A.E. ragion per cui è diritto intangibile di tutti questi docenti rientrare a pieno titolo nel piano di assunzioni straordinarie volto a svuotare le G.A.E.”.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

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Orizzonte scuola

dirittosanitario

TFA: vittoria in CDS sulla bocciatura all’orale.

Il Consiglio di Stato, con ordinanza n. 2166/2015 ha riammesso al TFA un ricorrente, difeso dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli, che era stato bocciato alla prova orale e che si era visto sfumare ogni possibilità di abilitazione pur avendo superato brillantemente sia la prova preselettiva che la prova orale.

Un altro importante obiettivo raggiunto” commenta l’Avvocato Michele Bonetti “abbiamo portato alla luce le irregolarità del concorso per l’ammissione al TFA che, anche quest’anno è stato segnato da importanti vizi”.

Il Collegio, difatti, ha ritenuto i criteri di valutazione della prova non sufficienti a giustificare un esito negativo della stessa, asserendo che “tenuto conto della non comprensibilità, in difetto di dettagliati criteri di valutazione presupposti, del giudizio negativo sulla prova orale del candidato, espresso con voto numerico di poco inferiore alla soglia minima di ammissibilità, a fronte dell’alto punteggio complessivo riportato dall’odierno appellante in relazione ai restanti parametri valutativi […], l’appello cautelare unitamente all’istanza di primo grado merita accoglimento ai limitati fini della rinnovazione della prova orale del candidato”. Il candidato ha risostenuto la prova ed è stato ammesso.

Il difetto di dettagliati criteri ha fatto in modo che si ripresentasse lo stesso scenario già eccepito nei ricorsi per i TFA e i PAS degli anni passati, nonché nel concorso docenti del 2012 quando, nonostante il concorso nazionale, i criteri venivano determinati su base locale.

Ancora una volta, pertanto, i criteri di valutazione rappresentano l’oggetto di aspre contestazioni in quanto fonte di difformità nei giudizi. L’assenza di un criterio unitario ed oggettivo crea disparità di trattamento, accentuata di fronte ad una prova orale di per sé già caratterizzata da ampia discrezionalità della commissione, rendendo l’ammissione al TFA un’ardua aspirazione.

Questa ulteriore determinazione del Consiglio di Stato” riferisce l’Avvocato Michele Bonetti “deve essere un segnale importante per il Ministero che deve fissare dei criteri precisi ed oggettivi per non lasciare al caso ed alla discrezionalità di una manciata di commissari la vita professionale degli insegnanti”.

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Orizzonte scuola

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Cade anche il muro dei test d’accesso in Professioni sanitarie a Tor Vergata

Il Consiglio di Stato, sezione VI, Presidente Dott. Giuseppe Severini, in data 10 giugno ha accolto un ricorso semi-collettivo presentato da alcuni studenti che aspiravano ad accedere al corso di laurea in Professioni Sanitarie di Tor Vergata per le varie opzioni (infermieristica, fisioterapia, radiologia). Un altro mattone dopo l’accoglimento del ricorso UDU su Catanzaro, SUN, Federico II e tanto altro.

Ancora una volta, dopo l’accoglimento del maxi ricorso UDU per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, siamo riusciti ad estendere nostri principi anche ad altri corsi di laurea. Sempre avanti.

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Stabilizzazione dei Dirigenti scolastici

Carissimi,
Vi rimetto questo link 
inerente alla campagna da me effettuata per i precari della scuola al fine che possiate avere delle primissime informazioni in merito alla stabilizzazione per la vostra procedura.

A chi è rivolto.

A tutti coloro che pur essendo stabilizzati come insegnanti svolgono da numerosi anni, a seguito di contratti a tempo determinato rinnovati da oltre 36 mesi, le mansioni di dirigente scolastico con l’amministrazione e pertanto possono presentare ricorso al Giudice del Lavoro.

Obiettivo del ricorso.

Data la tipologia del ricorso, verrà sottoposta ai giudici l’intera questione lavorativa al fine di richiedere un equo risarcimento del danno subito per via dello sfruttamento e delle ingiuste discriminazioni e abusi da anni perpetrati nei Vs. confronti nonché la richiesta degli scatti di anzianità e il risarcimento per l’apposizione del termine.

Alla luce della sentenza della Corte di Giustizia europea e di una interpretazione rivolta ad altri settori oggi si può chiedere la stabilizzazione per l’abuso dei contratti a tempo determinato.

Prima di adire il Tribunale Ordinario, in veste del Giudice del Lavoro, dovrete impugnare tutti i contratti intervenuti con l’università mediante raccomandata a.r. entro il termine di 120 giorni dall’ultima scadenza e nei successivi 180 giorni depositare il ricorso innanzi la competente sede giurisdizionale.

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Rimborso iscrizione agli albi. Parte l’azione a difesa di Medici, infermieri, avvocati, ingegneri, architetti e geometri degli enti pubblici.

I dipendenti pubblici non devono pagare l’iscrizione al proprio albo professionale ove svolgano la loro attività in via esclusiva a favore del proprio ente.

Medici, infermieri, avvocati, ingegneri, architetti – così come le altre categorie di professioni regolamentate che lavorano in esclusiva per enti pubblici – possono ora agire per far valere il principio recentemente ribadito dalla Cassazione ed ottenere il rimborso di quanto pagato ai rispettivi Albi o Registri.

Appare superato, pertanto, il datato parere della Corte dei Conti secondo cui la tassa di iscrizione era da ritenersi un obbligo personale del dipendente legato ai requisiti professionali necessari a svolgere il rapporto con l’Ente.

Sono aperte le adesioni per tutti i lavoratori in regime di lavoro esclusivo per ottenere il rimborso di quanto sin’ora pagato e per interrompere i successivi pagamenti futuri.

 

Per aderire scaricare la documentazione allegata e seguite le istruzioni ivi indicate.

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia