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Diplomati magistrale in GAE: il Tribunale di Gorizia ordina al MIUR di far partecipare la ricorrente al piano straordinario di assunzioni.

Anche questi ricorrenti dovranno ricevere la tanto attesa mail che, nella notte tra l’1 ed il 2 settembre 2015, perverrà a migliaia di ricorrenti.

Il Tribunale di Gorizia ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti proposto nell’interesse di alcuni docenti in possesso di diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 e ordinato ” che il MIUR permetta subito alla ricorrente di presentare la domanda (cartacea o telematica) di inserimento nella III fascia delle Graduatorie Provinciali ad Esaurimento dell’ambito territoriale di Gorizia per le classi di concorso Scuola per l’Infanzia (AAAA) e Scuola Primaria (EEEE), valida per gli anni 2014/2017, secondo l’opzione individuale (v. lingua di insegnamento) di cui allle conclusioni del ricorso, ciò ai fini della partecipazione della stessa ricorrente al c.d. piano straordinario di immissione in ruolo previsto dalla recente Legge di Riforma della Scuola”.

 Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, “di un provvedimento che si innesta nel dibattito circa l’applicazione della c.d. riforma de La Buona Scuola e, in particolare, del piano di assunzioni straordinario di cui all’art. 1, comma 96, della norma e che segna un ulteriore punto a favore dei docenti con contenzioso in corso e che grazie a provvedimenti cautelari riuscirebbero ad ottenere incarichi a tempo indeterminato e determinato“.

Secondo il MIUR, chiariscono i legali di Adida e La Voce dei Giusti, “la formula ‘a pieno titolo’, di cui al comma 96, escluderebbe la partecipazione al piano di assunzioni straordinario dei docenti in possesso di un provvedimento meramente cautelare e persino di una sentenza di merito ottenuta dopo il 16 luglio 2015″.

Oggi un altro Tribunale ha detto che così non è e che nonostante sia decorso il termine del 14 agosto per la presentazione della domanda i nostri ricorrenti possono ancora sperare nel ruolo. Chi non otterrà il ruolo oggi, inoltre, dovrà ottenere il risarcimento in futuro non potendo ad esso addebitare le lungaggini del processo. Quanto costerà allo Stato tanta presunzione nella gestione di questo contenzioso?

 

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TAR Napoli: Università condannata, dovrà risarcire i legali

Il TAR Napoli ha condannato la Seconda Università di Napoli a rimborsare agli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti le somme pagate per conto dei propri ricorrenti a titolo di contributo unificato.

La storia. Nel 2009 alcuni ricorrenti esclusi dai test di ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia agirono innanzi al TAR per contestare l’esito del test e chiedere l’ammissione. Il TAR accolse la domanda di ammissione immediata e, sin dal mese di febbraio del 2010, poterono frequentare il corso di laurea.

Nel 2011 arrivò la sentenza definitiva e ai ricorrenti fu sciolta la riserva compensando le spese di giudizio.

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Professioni sanitarie Messina: il TAR Lazio conferma l’ammissione di tutti i ricorrenti e scioglie la riserva.

Il TAR Lazio ha definitivamente accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti confermando l’ammessione di tutti i ricorrenti a cui è stata sciolta la riserva e che ora potranno continuare serenamente il loro percorso accademico ai corsi di laurea in Professioni sanitarie dell’Università di Messina.

Il T.A.R. Lazio aveva dapprima accolto un primo ricorso riguardante circa 30 studenti e, successivamente, in diversa composizione, alla successiva udienza, rigettato identica azione. Frattanto, sempre sul medesimo concorso, si pronunciava favorevolmente agli studenti la Sezione Consultiva del Consiglio su altro ricorso straordinario proposto da Delia e Bonetti ammettendo anche in tal caso i ricorrenti che già frequentano le lezioni.

Il cerchio, in fase cautelare, si è chiuso alla camera di consiglio del 17 marzo quando anche la Sezione giurisdizionale del Consiglio ha confermato la fondatezza del ricorso ed ammesso in sovrannumero i ricorrenti all’Università di Messina.

E’ stato quindi confermato che la gestione del concorso, in mano ancora una volta al CINECA, è viziata per violazione dell’anonimato in quanto la documentazione che tale Consorzio mette a disposizione, nonostante ogni accortezza che possa essere messa in campo dagli Atenei, è inidonea ad escludere che la Commissione possa abbinare, con facilità, il nome dei candidati al codice segreto.

Come sin dal 2007 aveva fatto notare il Commissario per la lotta all’anticorruzione nominato dall’allora Governo per individuare soluzioni idonee all’evitare il non ripetersi dei noti fatti del 2007 (il plico rubato a Catanzaro, i fatti di Bari e Chieti, l’aula 5 di Messina con i più bravi d’Italia), basterebbe eliminare il codice alfanumerico sotto quello a barre. Ad oggi, dopo 8 anni, il CINECA, il MIUR e gli Atenei persistono in tale illegittima scelta.

Oggi, con la sentenza definitiva, il T.AR. Lazio fa un altro passo avanti giacchè prendendo atto che i giovani studenti hanno frattanto studiato con profitto riuscendo a superare gli esami calendati e derivando da ciò il consolidamento delle posizioni degli studenti, in applicazione del principio dettata dall’art. 4, comma 2 bis, del D.L. n. 115/2005 (cfr. T.A.R. Lazio, III, n. 5209 del 19 maggio 2014; Id. 12 febbraio 2015, n. 2513; Ta.R. Lazio, III bis, 27 aprile 2015, n. 6007).

Ancora una volta, all’esito di un concorso illegittimo, siamo riusciti a dar tutela ai nostri ragazzi esclusi.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 20 agosto 2015, n. 10880

Consiglio di Stato, Sez. VI, 18 marzo 2015, n. 1214

Cons. Stato, Sez. II, parere 6 marzo 2015, n. 684 

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 16 gennaio 2015, n. 239

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Avvocato specializzato: approvato il Regolamento

In data 12 agosto 2015 è stato approvato dal Ministero della Giustizia il Regolamento che consentirà agli avvocati di potersi fregiare del titolo di Avvocato Specializzato. Le specializzazioni conseguite non potranno essere più di due ma potranno essere cambiate nel corso degli anni a seconda delle diverse esigenze professionali.

In cosa ci si può specializzare?

Le aree di specializzazione previste sono 18:

– diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori;

– diritto agrario;

– diritti reali, di proprietà, delle locazioni e del condominio;

– diritto dell’ambiente;

– diritto industriale e delle proprietà intellettuali;

– diritto commerciale, della concorrenza e societario;

– diritto successorio;

– diritto dell’esecuzione forzata;

– diritto fallimentare e delle procedure concorsuali;

– diritto bancario e finanziario;

– diritto tributario, fiscale e doganale;

– diritto della navigazione e dei trasporti;

– diritto del lavoro, sindacale, della previdenza e dell’assistenza sociale;

– diritto dell’Unione europea;

– diritto internazionale;

– diritto penale;

– diritto amministrativo;

– diritto dell’informatica.

Come si ottiene il titolo di avvocato specializzato?

I canali sono due:

– essere iscritto all’albo da più di 8 anni (gli stessi utili a poter partecipare al corso propedeutico a diventare avvocato abilitato a patrocinare presso le giurisdizioni superiori) e aver patrocimato cause o affari stragiudiziali negli ultimi 5 anni per almeno 15 l’anno;

– unitamente all’iscrizione all’albo da più di 8 anni aver frequentato corsi di preparazione specifica almeno biennali.

A cosa serve e perchè tanto interesse dietro il titolo di specialista?

Sin’ora la parola specialista o specializzato era stata sempre bandita dai cv dei legali. Il CNF in più di un’ocassione era stato chiaro nel non ritenere deontologicamente corretto l’uso di siffatta espressione.

Ora, al contrario, è il Ministero della Giustizia a vagliare un Regolamento che consente di sbandierare tale titolo.

Perchè?

Se l”Avvocato, pur non specializzato, potrà continuare ad esercitare la professione in tutti i settori di proprio interesse a cosa dovrebbe servire tale sigillo? Perchè così tanto interesse dietro questa parte della riforma?

L’obiettivo è togliere la possibilità all’avvocato privo di specializzazione di esercitare in quel campo?

Probabilmente no. Non in maniera così netta almeno. Forse lo si vuole, semplicemente, marginalizzare sul mercato sempre più aggressivo della concorrenza.

Il titolo, allora, dovrà servire a meglio spendersi sul mercato, così da consentire al “cliente” (in particolare alla P.A. ed alle Società di grandi dimensioni) di scegliere il professionasta con comprovata e certificata esperienza sul campo.

Un’opportunità per aggredire la concorrenza da parte dei più giovani che, magari, sino ad oggi, non erano riusciti a conquistare alcune fette di mercato.

Tutto sembra tornare ed essere corretto sempre che anche il CNF consenta un’adeguata e progressiva apertura verso la pubblicità del profilo professionale dell’avvocato e delle sue specializzazioni. Solo così un titolo tanto importante (viceversa non verrebbe richiesto un corso addirittura biennale) potrà essere adeguatamente valorizzato e l’intera struttura del Regolamento avrà un senso. Se, viceversa, ancora oggi discutiamo sulla possibilità per i legali di usare il profilo facebook a scopi professionali, quella dell’avvocato specialista sarà, l’ennesima, riforma priva di vero contenuto.

Se resterà un bollino sulla carta intestata o una scritta in più sul sito web, crediamo che si tratta dell’ennesima occasione persa nel tentativo di plasmare la professione del futuro.

 

 

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Diplomati magistrali in GAE: il Tribunale di Como ordina immediata ammissione dei ricorrenti

Il Tribunale di Como ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti proposto nell’interesse di alcuni docenti in possesso di diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 e ordinato “al Ministero dell’Istruzione, di consentire la presentazione della domanda per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento“, ritenendo particolarmente urgente la questione in ragione della presentazione delle successive domande di assunzione fissato “per il 14 agosto”.

Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, “di un provvedimento assai importante perchè, in maniera icastica cristallizza il cuore della questione dei diplomati magistrali”.  Secondo il Tribunale, infatti, “l’illegittimità delle scelte del Ministero deriva dalla disparità di trattamento venutasi a determinare a seguito dell’esclusione dalle graduatorie di docenti in possesso di titolo abilitativo ottenuto precedentemente alla trasformazione delle gradautorie stesse da permanenti ad esaurimento”. “Il divieto legislativo di effettuare nuove iscrizioni nelle graduatorie non può essere esteso a quei docenti in possesso dei requisiti per l’iscrizione già prima della trasforrmazione sopra indicata”.

Gli Avvocati Delia e Bonetti ricordano che è possibile ricorrere individualmente entro il 30 agosto 2015 cliccando sulla pagina dedicata al ricorso.

 

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Diplomati magistrale in GAE: Tribunale ordina (ri)apertura “istanze on line” per ricorrente

Il Tribunale di Ferrara ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti proposto nell’interesse di alcuni docenti in possesso di diploma magistrale conseguito prima dell’a.s. 2001/2002 e ordinato “al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna, Ambito territoriale provinciale di Ferrara l’inserimento a tutti gli effetti – ivi compresi quelli relativi alla partecipazione al piano straordinario di assunzione ai sensi della l. 107/2015 – nella III fascia delle graduatorie ad esaurimento definitive dell’ambito territoriale di Ferrara, classi di concorso scuola dell’infanzia (AAAA) e scuola primaria (EEEE), valide per gli anni scolastici 2014/2017, all’uopo riattivando la piattaforma telematica “Istanze on line” ovvero ritenendo utilmente prodotta la domanda, con tutti i titoli e i servizi che saranno oggetto di valutazione da parte del MIUR, in forma cartacea“.

Si tratta, commentano gli Avvocati Bonetti e Delia, “di un provvedimento che si innesta nel dibattito circa l’applicazione della c.d. riforma de La Buona Scuola e, in particolare, del piano di assunzioni straordinario di cui all’art. 1, comma 96, della norma e che segna un ulteriore punto a favore dei docenti con contenzioso in corso e che grazie a provvedimenti cautelari riuscirebbero ad ottenere incarichi a tempo indeterminato e determinato“.

Secondo il MIUR, chiariscono i legali di Adida e La Voce dei Giusti, “la formula ‘a pieno titolo’, di cui al comma 96, escluderebbe la partecipazione al piano di assunzioni straordinario dei docenti in possesso di un provvedimento meramente cautelare e persino di una sentenza di merito ottenuta dopo il 16 luglio 2015. Tale interpretazione, fatta propria da alcuni provvedimenti d’urgenza presidenziali del Consiglio di Stato, non ci appare corretta e verranno messi in campo tutti gli strumenti possibili per non consentire che diventi ‘diritto vivente’. Se così fosse, difatti, secondo l’Avvocato Santi Delia, “la norma risulterebbe affetta da evidente profili di incostituzionalità in quanto il Legislatore sarebbe artatamente intervenuto al fine di disinnescare gli effetti di un contenzioso in corso e che l’aveva già visto largamente soccombente“. A tacer d’altro, concludono Bonetti e Delia, “la modifica legislativa sopravvenuta svuoterebbe la portata della vittoria giudiziale stessa, in quanto intervenuta in corso di causa modificandone le regole, così violando il principio della ”parità delle armi” pacifico nell’ordinamento giuridico occidentale, statuito dal’art. 6 della Convenzione europea e ribadito dalla CEDU (sentenza Agrati)”.

E’ evidente che stante gli interessi in campo e le già antitetiche interpretazioni, quella dei diplomati magistrale in GAE non sarà una battaglia risolvibile con una, 5 o dieci pronunce cautelari: dovremo combattere, insieme, sino alla fine. Noi ci siamo: chi non ha forza, temperamento, fiducia e pazienza, farebbe bene a rinunciare.

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Orizzonte scuola

 

 

dirittoscolastico

3000 diplomati magistrale in GAE: partita la fase del commissariamento del MIUR

Carissimi Docenti, oggi è stata inoltrata la richiesta di commissariamento per l’insediamento del Comissario ad acta.

Sono partite le ottemperanze collettive e individuali per tantissime sedi (Venezia, Bologna, Torino, Viterbo, Latina e tante altre).

Colpiremo per varie categorie e non solo per i diplomati magistrali.

Domani sarà depositata anche una querela alla Procura della Repubblica.

Santi Delia & Michele Bonetti

trasferimentiestero

Un altro colpo al numero chiuso: l’Italia “torna” in Europa. Il test di ingresso in Romania, Francia o Spagna equivale a quello in Italia.

La decisione: il test non vale più del percorso di studi all’estero. I giudici di Via Cordova, richiamando proprio la recentissima decisione in tema di trasferimenti dall’estero della Plenaria, la cui questione era stata sollevata dallo stesso C.G.A. con argomenti assai innovativi e di grande spessore, ha apertamente sfatato il dogma del test di ammissione ritenendolo di minor valore rispetto ai risultati ottenuti dagli studenti presso gli Atenei esteri ed alle materie ivi superate.

Secondo il C.G.A. la “disciplina dettata dall’art. 4 della legge n. 264/1999” è “relativa esclusivamente alla materia della prima ammissione degli studenti agli studi in questione e non anche perciò di quella di coloro che già lo siano stati e chiedano ora di proseguirli producendo uno specifico curriculum studiorum, la cui esistenza – se non è ovviamente prova, di per sé, di “adeguata” preparazione – è prova tuttavia di una “attitudine” agli studi medici, almeno non diversa (e forse in concreto anche prevalente, perché affidata all’esibita acquisizione di un accreditamento degli stessi da parte di una istituzione universitaria, tanto più, in relazione ai principi del diritto comunitario, se anche europea) da quella verificata attraverso i test italiani di ammissione, calibrati come essi sono ad accertare tale attitudine sulla base della formazione conseguita negli studi secondari superiori)”.

La teoria, assolutamente innovativa, prende le mosse da alcune decisioni del T.A.R. Catania, sempre su ricorsi patrocinati dall’Avvocato Santi Delia e Michele Bonetti, oggi confermata dal C.G.A. anche condanna alle spese del Ministero.

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SSM: 50 RICORRENTI AMMESSI

In data 31 luglio il TAR del Lazio ha ammesso 50 ricorrenti in sovrannumero a seguito della loro illegittima decadenza dalle graduatorie.

I dottori ora, pur se con riserva, potranno specializzarsi nella scuola ambita e con la borsa.

In allegato il provvedimento vittorioso.

I ricorrenti, già contattati, sono invitati alla riunione di oggi alle ore 12:00 o in alternativa, qualora non potessero, alla riunione di giovedì 13 agosto alle ore 17:00, in cui forniremo tutte le informazioni del caso.

1200borse

SSM 2015: IL TAR CONFERMA L’AMMISSIONE DEI RICORRENTI ESCLUSI DAI TEST.

Il Tar del Lazio ha confermato, in data odierna, quanto già stabilito con decreto in data 17 luglio 2015, in riferimento all’ammissione dei ricorrenti che erano stati illegittimamente esclusi, a causa di un malfunzionamento del sistema informatico predisposto all’accettazione delle domande degli aspiranti, dalle prove selettive per l’accesso alle scuole di specializzazione in medicina per l’a.a. 2014/2015.
Rilevata, infatti, l’imminenza delle prove di ammissione alle Scuole di Specializzazione, conclusesi in data odierna, il Collegio del Tar ha affermato sussistere “il pregiudizio alla posizione di parte ricorrente che sarebbe stata esclusa dalla procedura per un disguido del sistema informatico”, disponendo, pertanto, l’ammissione di parte ricorrente alle prove di accesso alle Scuole di Specializzazione per l’a.a. 2014/2015.
Si conclude, così, positivamente la vicenda di questi giovani medici, ingiustamente esclusi dalla partecipazione al concorso per l’accesso alle tante agognate scuole di specializzazione per motivi di carattere squisitamente formale.
I ricorrenti, difatti, hanno potuto regolarmente cimentarsi con le prove selettive, concorrendo con i colleghi per ottenere l’accesso alle scuole ambite.

Studio Legale Avvocato Santi Delia