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Per tutti gli aspiranti studenti di Medicina che hanno partecipato al test e non solo per i ricorrenti

Lo scorrimento delle graduatorie per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria il cui test si è svolto l’8 aprile 2014 è ancora in fase di scorrimento.

Sembrerebbe, che dopo la scorsa conferma di interesse, il Cineca ogni settimana, finché non saranno esauriti i posti, aggiornerà gli scorrimenti e, se si confermerà l’interesse, si potrà aspirare ad un posto in graduatoria.

La conferma di interesse è particolarmente consigliabile a coloro che non hanno esperito ricorso o che aspirano a sedi (opzioni) ove l’accesso è normalmente consentito con punteggi bassi.

A nostro avviso e ad avviso della giurisprudenza, una dichiarazione d’interesse siffatta non è legittima e potrebbe determinare che soggetti con un punteggio utile (anche alla fine degli scorrimenti) per collocarsi in graduatoria si vedano superare da altri che hanno fatto la dichiarazione d’interessi.

A nostro avviso, in questo caso, vi è la possibilità di richiedere l’ammissione soprannumeraria.

Questa nuova tipologia di ricorso è diretta a studenti che non hanno effettuato ricorso fino ad oggi e, dunque, non ammessi in sovrannumero.

Per maggiori info su tale ricorso scrivi a: santi.delia@avvocatosantidelia.it

Bonus maturità: arriva il primo sigillo del Consiglio di Stato. Ora si attende la pronuncia finale del T.A.R. Lazio

Con provvedimento del 29.12.2014 il Consiglio di Stato ha espresso il parere che l’istanza cautelare d’ammissione di un nostro ricorrente colpito dalla nota vicenda del bonus maturità debba essere accolta.

Trattasi del primo provvedimento del Consiglio di Stato in sede consultiva che ha riconosciuto l’illegittimità della condotta ministeriale del 2013/2014 ove il bonus maturità fu prima dato e poi levato lo stesso giorno della prova.

magistratura

Il concorso per l’accesso in magistratura: con il nuovo bando nuove inaccettabili irregolarità

Le nuove regole per l’accesso in magistratura prevedono un percorso facilitato per i praticanti dell’Avvocatura dello Stato.

Il bando per 340 posti indetto con il Decreto Ministeriale del 5 novembre 2014 stabilisce infatti che possono essere ammessi direttamente alle prove concorsuali per l’accesso in magistratura senza passare per le lunghe e costose scuole di specializzazioni legali non solo coloro che abbiano fatto uno stage formativo in un ufficio giudiziario, ma anche coloro che abbiano svolto il tirocinio presso l’Avvocatura statale se aventi i seguenti requisiti: meno di trent’anni, un voto di laurea superiore a 105/110 o una media di 27/30 in alcuni esami.

Secondo noi ciò costituisce una discriminazione inaccettabile per i praticanti degli studi privati e delle altre amministrazioni pubbliche (come le avvocature della Banca d’Italia e quelle dell’Inps). 

Per tale ragione il nostro Studio, già contattato da numerosi partecipanti alle prove scritte del precedente concorso per l’accesso in magistratura a seguito della denuncia dell’ingresso nelle aule d’esame di codici e testi non consentiti (http://www.avvocatosantidelia.it/2014-04-04-18-14-41/magistratura-2014-sospensione.html), sta valutando l’opportunità di preparare un ricorso collettivo contro quella che è stata definita da molti una nuova “inaccettabile discriminazione”.

Elezioni Consigli dell’Ordine degli Avvocati: e se la soluzione fosse nella gradazione dei posti in lista?

Il rigetto a firma del Presidente del T.A.R. Lazio, Luigi Tosti, della richiesta di provvedimento monocratico su alcuni ricorsi volti ad impugnare la legittimità del “Regolamento sulle modalita’ di elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi, a norma dell’articolo 28 della legge 31 dicembre 2012, n. 247“, è di strettissima attualità per tutta la classe forense.

Ma cosa dice il Regolamento e perchè contestato?

Ai sensi dell’art. 28, comma 3, della L.n. 247/2012 “ciascun elettore puo’ esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto“. In altre parole se i consiglieri da eleggere saranno 21, solo 14 potranno essere le preferenze espresse, rispettando, vedremo, l’equilibrio tra i generi.

Il comma 2 del medesimo articolo chiarisce che “i componenti del consiglio sono eletti dagli iscritti con voto segreto in base a regolamento adottato ai sensi dell’articolo 1 e con le modalita’ nello stesso stabilite. Il regolamento deve prevedere, in ossequio all’articolo 51 della Costituzione, che il riparto dei consiglieri da eleggere sia effettuato in base a un criterio che assicuri l’equilibrio tra i generi“.

Tutto il meccaniscmo elettorale passa quindi dal Regolamento in parola che, però, sembra essere in non perfetta assonanza con la norma primaria.

Ai sensi dell’art. 7 del Regolamento, infatti, è disposto che “le liste possono recare le indicazioni dei nominativi fino a un numero pari ai consiglieri da eleggere” e “ogni scheda elettorale, che contiene un numero di righe pari a quello dei componenti complessivi del consiglio da eleggere e l’eventuale raggruppamento in liste è preventivamente firmata…”.

Da quanto sembra consentire il Regolamento, quindi, le liste possono essere formate da un numero di candidati pari, nel nostro esempio, a 21, sempre nel rispetto dei generi.

“Il voto”, prevede l’art. 9, comma 4, “e’ espresso attraverso l’indicazione del nome e cognome degli avvocati candidati, ovvero attraverso l’indicazione della lista; in tale ultima ipotesi, il voto attribuito alla lista e’ computato, in sede di scrutinio, come espressione di voto a favore di ognuno dei componenti della lista”.

In ipotesi di liste formate da 21 candidati ed espressione di voto alla sola lista, quindi, la preferenza verrebbe accordata a 21 candidati anzichè a un massimo “di due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto”.

Ora, prima di essere così certi che il Regolamento sia illegittimo e che la tornata elettorale venga invalidata, a parere di chi scrive, è opportuno uno sforzo interpretativo costituzionalmente e legislativamente orientato, anche al fine di salvaguardare la validità dei provvedimenti adottati.

A chi scrive, in altre parole, non pare così immediato che il Regolamento sia illegittimo e, soprattutto, che le conseguenze di un’eventuale illegittimità siano così deflagranti.

Sulla vicenda di merito, essendoci i giudizi pendenti, pare che la posizione più corretta sia quella di attendere la posizione del T.A.R. giacchè, anche in carenza della possibilità di conoscere i vizi di ricorso spiegati, sarebbe assai arduo commentare le ragioni dell’una o dell’altra parte. E’ possibile sin d’ora, tuttavia, delineare alcuni scenari futuri in termini strettamente processuali e procedimentali.

In primis non tutte le tornate elettorali sono, tout court, da annullare ben potendo esservi liste che rispettano la parità di genere e sono formate da un numero massimo di candidati pari a “due terzi dei consiglieri da eleggere“.

In secondo luogo, allo stato, prima cioè dell’espressione del voto, è assai dubbia l’esistenza dell’interesse a ricorrere in capo alle Associazioni di categoria forense o ai singoli candidati e, perchè no, alle liste perfettamente conformi alla superiore lettura del Regolamento.

Solo l’urna, infatti, potrà confermare l’effettiva illegittimità dell’espressione del voto e, di seguito, la concreta conseguenza di tale illegittimità con riferimento al risultato elettorale (anche ai fini del noto scrutinio della c.d. prova di resistenza).

Ciò che vogliamo dire, in altre parole, è che in fase di spoglio, potrebbe verificarsi che, pur in presenza di voti espressi a favore di una lista non conforme all’art. 28 comma 3, il risultato elettorale potrebbe non cambiare e i ricorrenti, potenzialmente lesi da tale meccanismo, potrebbero subire l’inammissibilità dell’azione giudiziale per mancato superamento della prova di resistenza. Per essere chiari, se i voti espressi alla lista “non conforme al Regolamento” fossero in numero 10 e i ricorrenti esclusi per 100 voti, i risultati elettorali sarebbero addirittura salvi.

Ciò, a ben vedere, potrebbe persino adombrare dubbi sulla legittimazione attiva alla contestazione del Regolamento ove non concretamente seguita dall’impugnativa degli atti del procedimento elettorale; sempre nell’ottica, ovviamente, dell’interpretazione di tale Regolamento come, solo astrattamente, da porsi in inconciliabile antitesi rispetto all’art. 28, comma 3, della L.n. 247/12.

Un’altra interpretazione legislativamente orientata, infine, consentirebbe di mantere la legittimità del Regolamento e sposterebbe nei poteri del Seggio elettorale, la valutazione dell’espressione di voto. In ipotesi di voto espresso solo nei confronti della lista non conforme all’art. 28, il Seggio potrebbe ritenere validamente attribuito il voto ai soli primi 14 candidati della lista stessa – sempre che in fase di presentazione anche tale gradazione abbia rispettato il criterio di genere – in analogia con quanto avviene con i c.d. “listini bloccati”.

Di fatto, ove le liste fossero presentate e sottoscritte dai candidati nella consapevolezza di tale gradazione, “ciascun elettore” potrebbe, “esprimere un numero di voti non superiore ai due terzi dei consiglieri da eleggere, arrotondati per difetto“, senza alcuna lesione dell’art. 28.

E’ certo che un più attento coordinamento avrebbe forse evitato ma non pare affatto scontato che, pur in ipotesi di dichiarata illegittimità del Regolamento, gli effetti sulle elezioni siano deflagranti.

Vai al decreto del T.A.R. Lazio

 

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Medici ex condotti: il Consiglio di Stato chiarisce tutte le voci stipendiali dovute. Le ASP pagheranno migliaia di euro di arretrati

Un’altra epocale battaglia a favore dei medici ex condotti è stata vinta. Ad essi spettanto tanto l’assegno ad personam quanto l’indennità di posizione unificata.

Si tratta di voci da sempre negate da parte di tutte le Aziende sanitarie italiane e, che grazie a tale decisione, possono legittimamente essere pretese da tutti gli ex condotti.

Gli stipendi degli ex condotti, a ben vedere, dovevano essere ben più lauti rispetto a quanto pagato pressocchè ovunque.

 

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SPECIALIZZAZIONI MEDICHE, ARRIVA LA PRIMA VITTORIA AL TAR

Nella serata del 17.12.2014 è stato accolto il primo decreto cautelare sulle scuole di specializzazione, uno dei concorsi pubblici italiani più discussi degli ultimi tempi, dove le prove del test erano state invertite.

Il ricorso avanzato con la collaborazione della Funzione pubblica CGIL, è stato accolto con un decreto monocratico del Tar del Lazio, che ha fissato la prossima udienza al 29 gennaio 2015.

“Trattasi della prima vittoria sulle scuole di specializzazione mediche intervenuto su una graduatoria falsata e da rivedere” commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. “A questo punto”, continuano gli Avvocati, “o il Ministero interverrà immediatamente con un provvedimento, o si spiana la strada al meccanismo del sovrannumero per i nostri ricorsi, e che se non interverrà si rischierà di vedere annullato l’intero concorso, considerando che già molte persone sono state costrette per un errato meccanismo della graduatoria a scegliere la specializzazione meno ambita. Il Tar si è pronunciato sul ricorso valutandone anche la fondatezza per la violazione dei Decreti Ministeriali in materia”.

“L’accoglimento del ricorso” ha affermato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici “rappresenta il primo successo processuale della campagna specializzandi per sostenere anche dal punto di vista legale coloro che sono stati penalizzati da anomalie ed irregolarità nei test di accesso alle scuole di specializzazione di medicina, per una loro ammissione in sovrannumero”.

“C’è bisogno” ha concluso Cozza” di più investimenti, più merito e più trasparenza per la formazione dei medici, a partire da più borse di studio, utilizzando anche la grande rete ospedaliera pubblica come luogo di insegnamento”.

La FAQ sulla notizia

Cosa succederà?

Ogni ricorso spiega effetti ESCLUSIVAMENTE per il singolo ricorrente. Il beneficio quindi è solo chi ha agito o agirà essendo ancora aperti i termini per ricorrere. Di fatto è chiaro che avendo adottato un criterio illegittimo l’intera graduatoria è affetta irrimediabilmente e anche grazie a tale elemento rafforzeremo la nostra richiesta di #12000borse. Solo il MIUR, invece, potrebbe adottare un provvedimento che restituisse la facoltà a tutti di rioptare per le scelte da cui si è decaduti.

Rassegna stampa

Corriere.it

Il Sole 24 ore

Repubblica.it

Il Tempo

Ansa.it

Quotidiano sanità

Adnkronos

scolastico

PRECARI DELLA SCUOLA: MODALITA’ DI ADESIONE AL RICORSO E TUTTO SULLA SENTENZA DELLA CORTE UE

La vittoria era nell’aria. Ormai da tempo. Tutti eravamo cauti ma sembrava davvero fatta.

La Corte di Giustizia ha deciso. “La clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell’allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che autorizzi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l’espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilità, per tali docenti e detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo. Risulta, infatti, che tale normativa, fatte salve le necessarie verifiche da parte dei giudici del rinvio, da un lato, non consente di definire criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda effettivamente ad un’esigenza reale, sia idoneo a conseguire l’obiettivo perseguito e sia necessario a tal fine, e, dall’altro, non prevede nessun’altra misura diretta a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo ad una successione di contratti di lavoro a tempo determinato“.

1200 nostri giudizi pendenti in 151 Tribunali del Lavoro d’Italia ora dovranno tenere conto di questa sentenza. Alle domande, esposte per tutti i lettori, in sintesi ed in maniera atecnica, se “è corretto che i supplenti della scuola siano confinati a decenni di precariato anche se, di fatto, la Scuola ha bisogno di loro” o ancora se sia “normale ed ammissibile che da 8 anni una GAE è esaurita e si attinge solo dalla 3 fascia e tali precari svolgono le loro mansioni essendo puntualmente licenziati per le vacanze di NATALE, di Pasqua ed estive”, senza riconoscimento di anzianità di servizio ed eventuale risarcimento danni in caso di accertato abuso”?

La C.G.E. ha risposto NO. Non è legittimo e non è conforme alle norme europee.

Anche chi non ha già aderito ai nostri ricorsi può ora agire. Ecco come.

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Dopo tanti anni di battaglia anche il Consiglio di Stato vuole approfondire il caso Albania

Per la prima volta il Consiglio di Stato respinge la richiesta di espulsione dei nostri ragazzi che avevamo fatto ammettere dal T.A.R. Lazio, ponendo l’accento sulla peculiare vicenda albanese.

Dopo anni di battaglia per la prima volta il Consiglio di Stato non ha bloccato il trasferimento dall’estero di molti nostri ricorrenti che eravamo riusciti a far tornare dall’Albania con provvedimenti favorevoli del T.A.R. E’ un cambiamento epocale che scaturisce da una grande battaglia diretta a dimostrare l’illegittimità di un sistema che chiude in Italia ed apre all’estero con Atenei convenzionati. E’ un duro colpo, una vera picconata al sistema del numero chiuso che lascia ben sperare sugli esiti dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato di cui attendiamo l’esito e che segue ad una nostra campagna sull’Ateneo di Messina, privo di Regolamento interno sul tema, partita dal 2012.

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Medicina generale: ricorso straordinario per chi non ha ancora agito

La vicenda dei quiz errata nel concorso di medicina generale parte da lontano.
Il SIGM ha raccolto le irregolarità riscontrate e segnalate dai partecipanti in un dossier poi trasmesso alle istituzioni e ha inviato alle Regioni le contestazioni su tutte le domande dubbie, errate o imperfette somministrate.
Gli Avvocati Santi Delia, Giuseppe Pinelli e Michele Bonetti, in difesa di un migliaio di candidati, con i primi ricorsi notificati, proprio con riguardo alle domande in corso di revisione, avevano chiesto il congelamento delle graduatorie sino a quando la Commissione ministeriale non avesse preso posizione su di esse. Ma nulla. Le Regioni hanno corretto e pubblicato come se nulla fosse.
L’1 dicembre, a graduatorie pubblicate da quasi due mesi e contratti firmati, la Commissione ha confermato l’erroneità di uno dei quesiti, stravolgendo, di fatto, tutte le graduatorie pubblicata. Anche un altro quesito, seppur non riconosciuto come errato, secondo altre Commissioni ministeriali degli anni passati, è passibile di contestazione.
Secondo noi tutti i candidati fuori per le due domande contestate possono agire in giudizio per ottenere l’ammissione giacchè non è seriamente contestabile che spettino i punti promessi per tali quesiti.

Di seguito alcune FAQ utili per tutti coloro che vogliono fare ricorso in quanto penalizzati dalle domande contestate

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Studio Legale Avvocato Santi Delia