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scolastico

Congelati SSIS: il MIUR perde ancora. Altra vittoria d’urgenza al Giudice del Lavoro

Il Tribunale del Lavoro di Messina, con ordinanza 23 ottobre 2014, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di Messina l’immediata riammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Per aderire all’azione scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e info@avvocatomichelebonetti.it

Trasferimenti dall’estero: svolta al Consiglio di Stato. Si al rientro in Italia dei nostri ragazzi

Per la prima volta nella storia dei trasferimenti dall’estero, il Consiglio di Stato accoglie un ricorso sui trasferimenti, facendo rientrare dall’estero un nostro ricorrente. Il Consiglio di Stato di fronte ad una sentenza di rigetto del T.A.R. di Cagliari ha invece mutato orientamento ed ha ammesso il ragazzo agli studi in Italia.

Trattasi di una vittoria epocale in quanto il provvedimento di primo grado era di segno opposto e non una semplice ordinanza ma una sentenza.

Intanto un nuovo fronte si apre in Sicilia. L’Avvocato Santi Delia chiarisce che “il Tribunale siciliano ha colto le peculiarità del “caso Messina” la cui fase istruttoria e di delibazione delle istanze dei nostri ricorrenti è stata seguita dal nostro studio per oltre 8 mesi ed ha accolto la nostra innovativa tesi. Grazie a tale teoria vi è persino compatibilità tra l’accordare il trasferimento dall’estero ai nostri ragazzi e la nota posizione di chiusura sull’aspetto del diritto comunitario da parte del Consiglio di Stato“.

Scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it per capire se anche Tu puoi studiare in Italia

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Caduta del numero chiuso: ecco cosa è successo il 9 ottobre

E’ stata la giornata più lunga del numero chiuso. Più del 2007 quando il nostro maxi ricorso contava “solo” 2000 persone. Una lunghissima maratona di preparazione ed un’estenuante camera di consiglio.

Oggi possiamo raccontarla a Voi. Tra qualche anno sognamo di raccontarla ai nostri nipoti.

Comunque andrà grazie ai migliaia di accoglimenti che dal 4 luglio vengono decretati, il sistema del numero chiuso è crollato.

Il 15 ottobre il MIUR ha riunito, su questo, un tavolo tecnico. Li abbiamo costretti a parlare di diritto allo studio e di riforma.

Ci siamo riusciti perchè tutti i ricorsi sono stati accolti. Tutti. Senza eccezione.

Stiamo facendo la riforma. Grazie al MAXI RICORSO con soli 15 euro. Non bastavano i ricorsi individuali. Il sistema avrebbe sopportato 100 ammessi con qualche titolone e nulla più. Per fare cambiare tutto doveva crearsi l’emergenza. In Italia senza emergenza non si cambia. Il Ministro su questo non ha torto. La riforma è sollecitata da mesi.
Ora si cancelli il numero chiuso e si riparta da un’università libera e senza barriere perché questa battaglia va raccontata ai nostri nipoti…

scolastico

Clamorosa vittoria alla Corte d’Appello di Torino per i precari della scuola

Nell’attesa dell’imminente deposito della sentenza della Corte di Giustizia Europea sul tema del precariato nella pubblica amministrazione italiana, con una pronuncia decisamente innovativa la Corte di Appello di Torino respinge l’appello del Miur avverso la sentenza di primo grado e condanna lo stesso MIUR al pagamento delle spese di giudizio..

La Corte di Appello di TORINO anche in forza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali conferma la sentenza del Tribunale di Alessandria secondo cui “il personale precario continua ad essere retribuito sulla base della fascia iniziale indipendemente dalla durata del servizio continuativo prestato. Questa disparità di trattamento viene giustificata dal MIUR sulla base del fatto che il personale precario non appartiene al ruolo del personale scolastico, ma è inserito in un diverso sistema di reclutamento in cui viene valorizzata l’anzianità di servizio acquisita ai fini dell’assunzione definitiva o dell’attribuzione d’incarichi di supplenza annuale e temporanea“. Secondo il Tribunale appellato, “la prospettazione della parte resistente non è conforme alla normativa comunitaria e, sotto questo profilo, la citata disposizione viola la clausola 4 punto 1 dell’accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE che prevede il divieto di discriminazione dei lavoratori a termine rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato comparabili”.

La condanna alle spese del MIUR è il simbolo della svolta sul tema e dimostra che siamo davveso vicini alla resa.

Il fronte nella lotta al precariato è riaperto e segna ad oggi un importante passo in avanti nella battaglia che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti continueranno ad affrontare in prima linea per il riconoscimento di tutele sempre più incisive a favore dei lavoratori precari delle scuole.

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magistratura

Illegittima gestione dei concorsi: dai nostri ricorsi al T.A.R. al sondaggio del Corriere. Il nostro corsivo.

Non è solo il chiacchieratissimo test di ammissione a Medicina.

Ogni grande concorso in Italia che ci vede impegnati finisce al T.A.R. e su tutti i maggiori quotidiani per le storture messe a nudo da un sistema che continua a non funzionare. E’ accaduto con i T.F.A. del 2012, i primi della storia, con oltre 25 quiz errati su 60 somminastrati; va avanti dal 2007, dal nostro primo maxi ricorso UDU sui test di ammissione a Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Veterinaria, Architettura, Scienze della Formazione sino a tutte le professioni sanitarie. Infine, ma solo per ricordare i casi più recenti, c’è anche Magistratura, gli esami d’avvocato e quelli per essere ammessi al corso di medicina generale per diventare medici di famiglia.

Secondo noi si tratta di procedure tutte illegittime che non premiano il merito ma i furbetti di cui l’Italia non ha più bisogno.

Si giudichi, si premi e si bocci all’esito di una procedura in cui tutti sono stati messi ad armi pari di poter confrontare le proprie capacità con regole ferme e predeterminate e non che cambiano il giorno dopo la prova (mi riferisco al caso bonus maturtà dell’anno passato).

E’ chiaro che grazie al sistema giudiziale non tutte le storture vengono raddrizzate: un concorso illegittimo va annullato con ciò gettando disperazione in capo agli onesti che, in tanti casi, avevano meritato la vittoria. In alternativa, ed è ciò che sin’ora è accaduto e da noi fortemente voluto per non penalizzare gli incolpevoli ma meritevoli, tutti vanno ammessi alle prove successive: al corso di laurea, alla seconda prova del T.F.A., etc.. Sarà il successivo percorso a dare o non dare le risposte sul merito.

A volte, riflettendo su quanto “troppo” sembra ottenersi in tali casi, parlo di bulimia giudiziaria. Non possiamo negarlo: esiste sempre chi, all’esito di un giudizio, ottiene qualcosa in più di quanto meriterebbe. Ma ciò non riguarda solo test o concorsi. Al contrario coinvolge ogni altra sfera del contenzioso e dei rapporti sociali.

E stupisce che proprio innanzi ad un diritto costituzionalmente garantito (quale è LO STUDIO) ci si scandalizzi per gli esiti di qualche contenzioso.

Ecco perchè, su questa scia, ho condiviso il pensiero di Massimo Lorello e la Repubblica – Palermo

E torniamo quindi ai test.
Quella di oggi, l’occasione che T.A.R. Lazio, T.A.R. Palermo, C.G.A. e Consiglio di Stato hanno dato a questa generazione di studenti, è unica.
Grazie a quest’occasione, “sapremo se i test di ammissione valgono davvero qualcosa o se non sono invece un sistema per eliminare superficialmente i candidati in esubero”.
Sapremo se, con i nostri ricorsi, avevamo ragione a dire che le 180.000 matricole all’anno degli anni ’80 si sono laureate con un bagaglio formativo per nulla differente agli attuali 10.000 ammessi.
V’è solo da sorridere a pensare che oggi si discute di non più di 7.000 ammessi oltre ai 10.000 banditi.
I numeri che si leggono vanno sgonfiati.
Un plauso agli Atenei che, l’esempio virtuoso credo venga proprio da Palermo, in pochi giorni riusciranno a trovare spazi e luoghi per FARE ciò che la nostra Costituzione gli dice di FARE: dare sapere.
Uno stop di uno o due settimane per far rivivere un diritto costituzionale in ghiaccio da 15. Tutto qua. Senza necessità di scandali e titoloni.
Uno studente attento sulle scale è una bella immagine. Almeno per me.
Laboratori, posti letto e cliniche…saranno anch’essi naturalmente adeguati alla selezione naturale dei primi anni giacchè, sempre virgolettando Lorello “magari si scoprirà che qualcuno dei candidati promossi ai test ha poi mollato gli studi dimostrando che il camice bianco non sarebbe stato adatto a lui, mentre qualcuno dei bocciati è diventato medico a pieni voti”.

L’U.D.U. e gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, quest’anno, avevano compreso che potesse essere l’anno decisivo per l’abolizione del numero chiuso.

Ecco perchè i seppur vincenti 50 o 100 ricorsi singoli non potevano bastare per far saltare il sistema. Serviva il maxi ricorso. Un azione senza costi per tutti gli studenti di tutte le città. 15 euro per dire che questa non è la selezione che vogliamo.

Grazie a quei 15 euro possiamo, oggi, cambiare il sistema d’accesso all’Università. Credo che, con queste premesse, parlare di ammissione solo per chi può pagarsi un avvocato, chiunque esso sia, valga veramente poco.

Buono studio e noi andiamo avanti così.

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RICONOSCIMENTO TITOLO ESTERO: IL TAR CALABRIA SOSPENDE IL REGOLAMENTO DELL’ATENEO DI CATANZARO

Anche stavolta siamo giunti per primi per primi ad ottenere il riconoscimento di un titolo di laurea estero in Italia.

Il T.A.R. Calabria ha infatti accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato all’Univerità di valutare il titolo estero di un laureato in Odontoiatria.

Secondo il T.A.R. di Catanzaro (est. Tallaro) “l’art. 1, paragrafo a.2) del decreto del Rettore dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro del 18 giugno 2012, n. 517, recante il “Regolamento di Ateneo sul riconoscimento dei titoli accademici ed abbreviazione del corso di studio; riconoscimento percorso formativo e trasferimento presso l’UMG”, è “in contrasto con gli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione europea, fatta a Lisbona l’11 aprile 1997, la cui ratifica è stata autorizzata e resa esecutiva in Italia con l. 11 luglio 2002, n. 148” e l’Ateneo deve essere condannato a “valutare il titolo da costui posseduto alla luce degli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione europea“.

Si tratta di una nuova affermazione del diritto all’istruzione ed alla circolazione dei titoli di studio in tutta l’area EUROPEA (e non solo comunitaria e quindi anche Albania, Serbia, etc..) che si affianca alla battaglia, ormai da anni condotta al fianco di migliaia di giovani costretti ad andare all’estero per studiare ed a cui, persino al ritorno, viene negato il riconoscimento di anni di studio e impegno che tutti gli altri paesi stranieri invece promuovono a pieno titolo.

E’ un’altra vittoria per un’istruzione di respiro davvero internazionale, europea e senza barriere.

T.A.R. Calabria, Sez. II, 3 ottobre 2014, n. 532

Avv. Santi Delia

 

scolastico

RICORSO SUL RISARCIMENTO DANNI PER I DIPLOMATI MAGISTRALI

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, a seguito di numerose richieste di consulenza, ha accolto la richiesta di organizzare un ricorso per il riconoscimento del danno subito dai Diplomati magistrali in conseguenza dell’inclusione nella III fascia delle graduatorie d’istituto dal conseguimento del diploma ad oggi. In base alle preadesioni abbiamo potuto valutare l’effettivo interesse al ricorso e il relativo costo. Grazie al discreto numero di partecipanti, gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti hanno potuto stabilire un importo contenuto di euro 250,00 a ricorrente.
A chi è rivolto il ricorso?
Il ricorso per il riconoscimento del danno subito negli anni per l’essere stati “relegati” nella III fascia delle graduatorie d’istituto è riservato ai diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro l’anno 2001/02. I possessori di questo titolo, infatti, pur essendo agli effetti di legge “abilitati” all’insegnamento, hanno visto il disconoscimento del loro titolo, a causa di una errata applicazione della normativa a loro danno. Soltanto dopo un ricorso Adida, ricordiamo, il MIUR ha dovuto ammettere l’evidenza e migliorare la posizione dei docenti diplomati magistrali ai fini dell’assunzione attraverso le GI. Tuttavia, negli anni passati, l’iscrizione in III fascia, potrebbe aver causato ripercussioni sulla carriera e sulle condizioni di lavoro di questi docenti, con conseguenze negative in termini di retribuzione e di miglioramento del punteggio, cosa questa che può essere motivo di risarcimento da parte dell’amministrazione.
Obiettivo del ricorso.
I diplomati magistrali con titolo acquisito entro l’a.s. 2001/2002 possono presentare un ricorso al Tar per il Lazio, al fine di richiedere il risarcimento danni per il mancato inserimento nella fascia loro riconosciuta e per il mancato inserimento in GAE.I diplomati magistrali, considerati abilitati sin dall’anno di conseguimento del titolo, avrebbero avuto diritto sin da allora ad essere inseriti nella graduatorie previste.

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Notte bianca in Galleria: il nostro studio aperto alla città ospiterà le opere dell’Arch. Rosario Ciotto

Domenica 5 ottobre 2014, dalle ore 19, siete tutti invitati al nostro studio che sarà aperto a tutta la città e che ospiterà le pitture dell’Arch. Rosario Ciotto.

Il nostro studio ha deciso di aderire alla manifestazione per mostrare alla città alcuni degli scorci più belli e poco conosciuti della città: dal tradizionale balconcino con vista sul Duomo, agli infissi in legno interamente recuperati in fase di restauro e disegnati dall’Arch. Puglisi Allegra e ancora perfettamente funzionanti.

La Galleria Vittorio Emanuele III di Messina venne progettata da Camillo Puglisi Allegra e costruita tra il 1924 e il 1929.

Unica nel suo genere nel Meridione insieme alla Galleria Umberto I di Napoli, alle decorazioni lavorarono gli scultori Antonio Bonfiglio ed Ettore Lovetti, i quali s’ispirarono, insieme a Puglisi Allegra, al Settecento siciliano.

Progettata da Camillo Puglisi Allegra, fu costruita tra il 1924 e il 1929.

Esempio di quello stile liberty considerato eclettico, tipico nella città ricostruita dopo il terremoto del 1908, la Galleria, intitolata a Vittorio Emanuele III, ha sede sulla via Cavour ed è delimitata da grandi edifici pubblici che si affacciano sulla circolare Piazza Antonello (su questa piazza è collocato l’arco d’accesso alla Galleria): il palazzo delle Poste e Telegrafi, opera di Vittorio Mariani, il palazzo della Provincia di Alessandro Giunta, e il palazzo del Municipio, opera dell’architetto Antonio Zanca[1].

Al suo interno sono siti numerosi locali molto in voga tra i giovani e frequentati soprattutto la sera e nel fine settimana.

Nel 2000 è stata dichiarata bene d’interesse storico-artistico ai sensi della legge 1089/39.

 

Medicina: il C.G.A. dichiara nulli i test di Messina. Condanna di MIUR e Ateneo a pagare 20.000 euro di spese legali

Il Consiglio di Giustizia amministrativa, con 3 sentenze gemelle del 26 settembre, ha dichiarato la nullità della graduatoria del concorso per l’ammissione al corso di laurea in Medicina dell’Università di Messina dell’a.a. 2010/2011 ammettendo definitivamente tutti i ricorrenti.
Secondo il C.G.A., con la decisione dell’Adunanza Plenaria del novembre 2013, era stata già annullata “la graduatoria invalidamente formata” da MIUR e ATENEO che devono essere condannati ad ammettere i ricorrenti ed a pagare le spese processuali (circa 20.000 euro) del più lungo e tortuoso processo riguardante un test di ammissione.
“Tutto cominciò”, commenta l’Avvocato Santi Delia, “nel 2010, quando insieme al collega Michele Bonetti, accettammo la difesa dell’U.D.U. per contestare le modalità di svolgimento della prova a Messina sulla base delle direttive del Ministero dell’Università. Per la prima volta denunciammo che era violato l’anomiato. Oggi questo giudizio si conclude finalmente in senso favorevole agli studenti che, nonostante la sconfitta innanzi al T.A.R. Catania, sono rimasti uniti e decisi nel continuare una battaglia di legalità che oggi coinvolge oltre 7.500 studenti”.  In mezzo ci sono state le storiche sentenze della Plenaria e oggi del C.G.A. ove i ragazzi sono stati assistiti dagli Avvocati Cantelli e Ferrari.
“Grazie al coraggio di questi 12 ragazzi oggi ammessi dopo 4 anni da quel concorso ed all’Udu”, continuano Bonetti e Delia “si è stabilito un principio che, solo negli ultimi due anni accademici, ha dato vita a migliaia di ammissioni: se la graduatoria è nulla per violazione dell’anonimato non ci sono tra gli esclusi distinzioni di posizione è punteggio. E’ tutto illegittimo ed il diritto allo studio si riespande consentendo ad ogni candidato di poter studiare”.
Un’altra battaglia per il diritto allo studio è stata vinta e la riforma dell’accesso è sempre più vicina.
Dopo questa sentenza il C.G.A. potrebbe ammettere altri studenti illegittimamente esclusi.

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Repubblica.it

Gazzetta del Sud

Normanno

Professioni sanitarie: partono i ricorsi collettivi su Salerno, Napoli Federico II, Sassari, Piemonte Orientale, Messina e Genova

Le prove di accesso per le professioni sanitarie su disposizione del MIUR sono gestite dalle singole Università.
Fino all’anno passato alcuni Atenei affidavano a ditte private l’appalto per l’elaborazione dei quesiti.
Con soli 2 o 3 euro a candidato queste ditte fornivano test ciclostile presi da banche dati obsolete ed i test somministrati erano privi di alcuna validazione stabilita
dai protocolli internazionali. Contestavamo che, così facendo, la singola ditta privata, con quelle 2 o 3 euro poteva decidere la sorte di migliaia di studenti.
In quelle batterie di test si trovavano domande su Vasco Rossi, sul Grande Fratello o la famosa “grattachecca”.
Grazie ai ricorsi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti alcuni Atenei (Salerno, Napoli Federico II, Sassari, Piemonte Orientale, Messina e Genova) hanno compreso l’errore ed affidato la gestione del test ad un soggetto pubblico come il CINECA che, quanto meno dovrebbe garantire l’imparzialità tipica di un soggetto non partecipato da privati.
Risolto un problema, se ne ripresenta un altro. Addirittura più grande.
Nonostante i noti accoglimenti sulla gestione della prova a Medicina dovuti alla presenza del codice numerico sotto quello a barre, il CINECA ha stampato anche il materiale fornito a tali Atenei con tale numero ivi impresso.
Sapendo di aver già perso a giugno e luglio 2014, Atenei e Cineca hanno consentito svolgersi la prova con tali illegittime modalità.
Inoltre, in alcuni di questi Atenei, è stato utilizzato un metodo che non consente di avere certezza sulla paternità del compito.
Il meccanismo usato, infatti, consentiva a chiunque di svolgere il compito per un altro candidato senza che, proprio applicando il regolamento, nessuno potesse accorgersene.
Per questi motivi gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, per queste sedi (Salerno, Napoli Federico II, Sassari, Piemonte Orientale, Messina e Genova) proporranno ricorsi collettivi volti a far ammettere tutti i ricorrenti in ragione delle gravi violazioni riscontrate.
Per aderire santi.delia@avvocatosantidelia.it –  info@avvocatomichelebonetti.it

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Studenti.it

Studio Legale Avvocato Santi Delia