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Nessun test per i laureati in professioni sanitarie per studiare all’altro corso di laurea

Il T.A.R. Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e sospeso il Decreto con il quale il M.I.U.R. ha imposto a tutti i laureati in professioni sanitarie di rifare il test per accedere ad un altro corso di laurea triennale.

Il T.A.R. ha rilevato che la studentessa era in possesso di una laurea in materia “affine a quella per la quale chiede l’ammissione ad un anno successivo al I e cioè Infermieristica per l’a.a. 2014/2015” ed ha ritenuto “che la più logica e corretta interpretazione di legge e della documentazione concorsuale porta ad escludere, per coloro che chiedono l’immatricolazione ad anni successivi al primo, perché già laureati in disciplina affine, l’obbligatorietà di sostenere la prova di ammissione prevista per coloro che intendono immatricolarsi al primo anno, dato che tale prova è necessaria al fine di verificare l’attitudine degli aspiranti al relativo ciclo di studi ma tale attitudine può considerarsi già desumibile dai titoli di studio e dal curriculum del ricorrente sopra ricordati”.

A nostro avviso il T.A.R. Lazio sancisce un importante principio nel momento in cui estende un concetto già affermato, sempre in un contenzioso patrocinato dagli Avvocati Bonetti e Delia riguardante il passaggio senza test  da Medicina a Odontoiatria, qualche tempo fa e in particolare che la “valutazione di meritevolezza, in presenza di posti disponibili e quindi nel rispetto della programmazione, può anche essere verificata in virtù di specifici titoli detenuti da un aspirante e non solo ed esclusivamente attraverso test di ingresso idoneo a valutare capacità di base che l’interessato, nel caso di specifico, ha già dimostrato di possedere nel settore specifico”.

scolastico

P.A.S. il Consiglio di Stato ammette i nostri ricorrenti esclusi

Il Consiglio di Stato con due Ordinanze del 02/07/2014 (Presidente Giuseppe Severini e Relatore Carlo Mosca per entrembe) ha ammesso ancora una volta i nostri ricorrenti a frequentare i Pas, consentendo loro di abilitarsi e di provare ad uscire dal precariato. Nella fase cautelare e d’urgenza il Consiglio di Stato ha rilevato che in una “comparazione dei contrapposti interessi, delle parti in causa, sembrerebbe prevalere, nella presente fase cautelare, l’interesse dell’appellante alla frequentazione dei corsi speciali per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento”. Prevale dunque l’interesse del cittadino che perderebbe “l’opportunità di partecipare ai percorsi abilitanti previsti dal decreto ministeriale n. 58/13”. Prosegue il Consiglio di Stato che con “l’accoglimento dell’istanza cautelare, ai fini dell’ammissione con riserva dell’appellante ai percorsi abilitanti speciali” non si produce “alcun pregiudizio dell’Amministrazione appellata, non ostando alcuna selezione preliminare, né alcun limite numerico di ammissibilità”.

Per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti si tratta di un’altra importantissima affermazione in difesa dei precari della scuola.

Ammissione a Medicina. TAR Palermo i nostri ricorrenti restano a Palermo e non vanno a Caltanissetta

Il T.A.R. Palermo ha respinto il ricorso di alcuni candidati che chiedevano l’assegnazione a Palermo invece che a Caltanissetta in danno dei nostri ricorrenti ammessi lo scorso anno dal T.A.R. Lazio per la vicenda “bonus maturità”.

Il T.A.R. ha ritenuto che “i criteri di assegnazione degli iscritti, come riportati nella relazione del Rup, appaiono prima facie logici e razionali, tenuto conto della complessa ed ancora non definitiva situazione venutasi a creare per l’a.a. 2013/14″ e che, proprio come da noi sostenuto “appare altresì rilevante il fatto che i ricorrenti, avuto riguardo alla prima graduatoria, stante il loro punteggio, andrebbero assegnati comunque a Caltanissetta“.

Per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti è l’ennesima vittoria in difesa dei nostri studenti che possono regolarmente continuare a studiare a casa propria.

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magistratura

Concorso magistratura 2014: irregolarità durante le prove scritte

In questi giorni i nostri studi sono stati contattati da numerosi partecipanti alle prove scritte del concorso per 365 posti di magistrato ordinario indetto dal Ministero della Giustizia.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno ricevuto circostanziate segnalazioni da diversi partecipanti che, in maniera del tutto autonoma l’uno dall’altro, hanno rappresentato presunte irregolarità che, ove accertate, renderebbero certamente annullabili le prove di concorso espletate. Sembrerebbe che diversi candidati siano stati trovati in possesso di testi non consentiti. Non solo codici commentati ma anche dizionari giuridici che, durante la prova, potevano circolare liberamente nell’aula proprio perchè autorizzati dalla Commissione.

Altri candidati affermano di aver visto appunti di ogni genere e di aver essi stessi subito controlli assai approssimativi da parte di commissari e vigilantes.

Anche al fine di vagliare la fondatezza e la veridicità di tali segnalazioni, un gruppo di candidati ha dato mandato agli Avvocati Delia e Bonetti di presentare istanza d’accesso al Ministero della Giustizia per chiedere copia dei verbali di concorso.

La partecipazione alla richiesta di accesso è gratuita.

Per aderire alla richiesta di accesso scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it e riceverai istruzioni dettagliate

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Il Fatto Quotidiano

Il Tempo

 

Trasferimenti dall’estero: si apre la prima breccia al Consiglio di Stato e dal T.A.R. Catania arrivano nuovi accoglimenti

Per la prima volta nella storia dei trasferimenti dall’estero, il Consiglio di Stato accoglie un ricorso sui trasferimenti, facendo rientrare dalla Spagna un nostro ricorrente. “Trattasi di un’ordinanza cautelare del Consiglio di Stato che, seppur non motivata nel merito, rappresenta la prima breccia in un orientamento sino ad oggi consolidato. L’UDU porterà la questione sino all’Adunanza Plenaria” – a parlare è l’Avvocato dell’UDU Michele Bonetti, patrocinatore del ricorso insieme agli Avv.ti Umberto Cantelli e Santi Delia.

Gli studi all’estero” prosegue Michele Bonetti “a seguito delle strettoie del numero chiuso in Italia, sono un problema non più di pochi, ma di tutti i nostri giovani e delle nostre famiglie. Oggi sono 44.000 gli studenti all’estero che rappresentano un impoverimento culturale ed economico del nostro Paese. All’estero non si studia più solo Medicina e Odontoiatria, ma anche Fisioterapia, Professioni Sanitarie, Ingegneria ed Economia, tutti Corsi di Laurea che stanno completamente chiudendo a favore di poli esteri che poi scopriamo spesso collegati agli Atenei italiani”.

Intanto un nuovo fronte si apre in Sicilia. L’Avvocato Santi Delia chiarisce che “il Tribunale siciliano ha colto le peculiarità del “caso Messina” la cui fase istruttoria e di delibazione delle istanze dei nostri ricorrenti è stata seguita dal nostro studio per oltre 8 mesi ed ha accolto la nostra innovativa tesi. Grazie a tale teoria vi è persino compatibilità tra l’accordare il trasferimento dall’estero ai nostri ragazzi e la nota posizione di chiusura sull’aspetto del diritto comunitario da parte del Consiglio di Stato“.

Scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it per capire se anche Tu puoi studiare in Italia

Ricorsi di UdU Firenze: alla fine avevano ragione gli studenti e a perdere è l’ateneo di Firenze

In data 25 giugno 2014 finisce una battaglia tra l’UdU e l’Ateneo fiorentino, e a mettere la parola fine è un’ordinanza cautelare ottenuta in secondo grado su una vicenda nota alle cronache locali che aveva coinvolto migliaia di studenti toscani. 

L’UdU Firenze, con veemenza sulla stampa e nelle aule giudiziarie, anche penali una serie di irregolarità concorsuali attinenti al concorso di Medicina e Chirurgia dell’anno accademico 2013/2014.

A Firenze più che mai era stato violato il principio dell’anonimato e della segretezza concorsuale e l’Università aveva dato ad ogni candidato un cartellino da appende ad ogni concorso con sopra scritto nome e cognome.

Il Tar fiorentino aveva rigettato il ricorso decretando l’incompetenza del TAR locale poiché il concorso ormai è caratterizzato da una graduatoria nazionale che fa si che l’unico TAR competente è quello del Lazio. Il TAR del Lazio adito poi in riassunzione aveva rigettato il ricorso condannando l’UdU a migliaia di euro di spese legali. L’UdU ed i suoi legali hanno adito il Consiglio di Stato che ha riformato il provvedimento ammettendo tutti i ricorrenti patrocinati dall’UdU e annullando la condanna alle spese legali. Ancora una volta la nostra determinazione e perseveranza ci ha fatto raggiungere la meta!

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ELENCO MAXI-COLLETTIVO U.D.U.

Gentilissimi ricorrenti,

è con grande soddisfazione che comunico l’inizio del MAXI RICORSO U.D.U. e di tutti i ricorsi collettivi e dei semi collettivi per i ricorrenti U.D.U..

Per gli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia, per lo Studio Legale Michele Bonetti Avvocato & Partners e per l’U.D.U. sono state giornate calde e abbiamo lavorato giorno e notte con passione per far partire questo ricorso.

Vi abbiamo sempre sentiti al nostro fianco, abbiamo avvertito la Vostra energia che ci ha dato la forza di non arrenderci mai, e per questo Vi ringraziamo di cuore.

Cliccando su questo link, ciascuno di Voi potrà verificare l’inserimento nel ricorso del proprio nominativo per il tramite del codice fiscale; per ragioni di tutela della privacy, infatti, abbiamo pensato di identificarVi solo con il Vostro codice fiscale.

A breve pubblicheremo altre news in ordine allo stato del procedimento e alla fissazione della data di udienza, spiegandoVi le nostre suddivisioni.

Vi ringraziamo ancora per la Vostra massiccia partecipazione e alleghiamo con estremo piacere un elenco di oltre 4.000 nostri eroi che sono pronti a combattere per i diritti, denunciando la violazione del principio dell’anonimato e segretezza nei concorsi pubblici, le domande errare e le irregolarità concorsuali.

Non ci arrenderemo mai. Barra dritta verso il sole, quello dell’U.D.U.

Sempre grazie.

Michele Bonetti & Santi Delia

Studio Legale Michele Bonetti & partners

Studio Legale Avvocato Santi Delia

dirittosanitario

La Corte d’Appello di Milano condanna l’Università alla rideterminazione delle borse di studio dei medici ex specializzandi dal 1994 al 2006

CAMICI BIANCHI RISTORATI –  ANCORA UNA VITTORIA STORICA PER GLI EX-MEDICI SPECIALIZZANDI 1994-2006, AI QUALI VENGONO RICONOSCIUTI RISARCIMENTI FINO A 70.000 EURO – SODDISFAZIONE VIENE ESPRESSA DALL’ASSOCIAZIONE ITALIANA GIOVANI MEDICI (SIGM) E DAL NETWORK NAZIONALE DI LEGALI PATROCINANTI LE AZIONI A TUTELA DEGLI EX-SPECIALIZZANDI.

Il dispositivo della Sentenza della Sezione Lavoro della Corte d’Appello di Milano depositato in data 12 giugno 2014 ha accertato il diritto alla rideterminazione triennale della borsa di studio e condannato così lo Stato a pagare i medici ex specializzandi nel periodo 1994-2006 ed oggi specialisti.  L’azione è stata patrocinata dagli Avvocati Francesco Caronia e Giuseppe Pinelli, per lo studio legale Pinelli Schifani, e dall’Avvocato Santi Delia, – afferenti al network nazionale di studi legali, creatosi nel 2007 su input dell’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.), in difesa di alcuni medici che avevano svolto la specializzazione presso l’Università di Pavia.
Ai medici che si sono specializzati nel periodo tra il 1993 e il 2007 non è stata garantita l’”adeguata remunerazione” sancita dalla Direttiva 93/16/CE. Infatti, in tale periodo i medici specializzandi hanno ricevuto la borsa di studio di cui al D.lgs. 257/91 – “bloccata” al valore del 1992 – senza l’applicazione del meccanismo di adeguamento previsto dall’art. 6 del D.lgs. 257/91.  Il principio comunitario dell’”adeguata remunerazione” doveva essere garantito in Italia con un meccanismo di adeguamento delle borse di studio, attraverso la indicizzazione annuale della medesima, parametrata al costo della vita nella misura del tasso programmato di inflazione e la rideterminazione triennale parametrata ai CCNL del SSN.  In altre parole i medici specializzandi, nel periodo tra il 94 e il 2006, avrebbero dovuto ricevere una borsa di studio il cui valore doveva essere ogni tre anni riparametrato rispetto alla contrattazione collettiva del personale medico dipendente del SSN, così da allineare la remunerazione degli specializzandi agli incrementi contrattuali conseguiti dal personale medico dipendente anche per evidenti ragioni di parità di trattamento rispetto ad analoghe mansioni svolte.

In una nota del coordinamento nazionale del network legale, gli avvocati Delia, Caronia e Pinelli esprimono “viva soddisfazione per la nuova vittoria che fa seguito alle sentenze positive già conseguite dallo stesso patrocinio avanti i Tribunali di Padova, Torino, Novara, Ferrara, Brescia, Siena e Pisa”, nonchè alle più recenti della Corte d’Appello di Roma, Milano e L’Aquila. I legali esprimono “ancora più grande soddisfazione per il valore fondamentale della decisione della Corte meneghina che conferma il proprio orientamento in linea con la giurisprudenza di merito e legittimità ormai prevalente”.  Gli Avv.ti Caronia, Pinelli e Delia affermano quindi che questa “è una buona notizia per tutti quei medici che hanno frequentato le scuole negli anni dal 1994 al 2006 e non hanno ancora ottenuto giustizia”. 
Soddisfazione viene espressa anche dall’Associazione Italiana Giovani Medici (S.I.G.M.) che per prima ha sollevato in sede giudiziaria il problema del mancato recepimento da parte dell’Italia delle Direttive Comunitarie per gli specializzandi del periodo compreso tra il 1994 e il 2006: <<Una consistente giurisprudenza sta dando ragione alle nostre tesi. L’impatto sulle Casse dello Stato di tali controversie non sarà indifferente e, pertanto, anche in ragione della crisi economico-finanziaria che attraversa il Paese, ci chiediamo se non sia il caso di cominciare ad esplorare la via del concordato al fine di ristorare i diritti disattesi di migliaia di giovani specialistici. Ci rendiamo disponibili al confronto per individuare eventuali soluzioni in sede legislativa, consci che le sempre più limitate risorse disponibili del capitolo della formazione medico-specialistica vadano prioritariamente indirizzate ai più giovani colleghi che aspirano ad entrare alle scuole di specializzazione>>.

Ultimi giorni per aderire ai ricorsi collettivi per TOR VERGATA e SALERNO

Dopo la vittoria al Consiglio di Stato su Salerno e le ancora più recenti, sempre sulla violazione di principi generali quali la segretezza e l’anonimato del compito su decine di altre Università, abbiamo deciso di aprire le adesioni per dei ricorsi collettivi sulle sedi di SALERNO e TOR VERGATA.

A seguito di specifiche e circostanziate segnalazioni che abbiano ricevuto, quindi, riteniamo che ci siano i presupposti per agire ed ottenere l’ammissione ristabilendo la legalità.

Tutte le nostre indagini sull’anonimato, d’altra parte, sono iniziate proprio da TOR Vergata, proseguite su Messina e approfondite recentemente su Salerno.

Si tratta, per i candidati di queste sedi, di un’occasione davvero UNICA per ottenere l’ammissione.

La scadenza è il 30 giugno 2014

Il costo dell’adesione, stante il numero attuale degli aderenti, è pari a € 1.000,00 oltre IVA e CPA per tutto il giudizio al T.A.R.

Contattaci a santi.delia@avvocatosantidelia.it o ai numeri della sezione contatti

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Studio Legale Avvocato Santi Delia