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Precari della scuola: cosa succederà dopo la sentenza della Corte di Giustizia

La vittoria era nell’aria. Ormai da tempo. Tutti eravamo cauti ma sembrava davvero fatta.

La Corte di Giustizia ha deciso. “La clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell’allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che osta a una normativa nazionale, quale quella di cui trattasi nei procedimenti principali, che autorizzi, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo delle scuole statali, il rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato per la copertura di posti vacanti e disponibili di docenti nonché di personale amministrativo, tecnico e ausiliario, senza indicare tempi certi per l’espletamento di dette procedure concorsuali ed escludendo qualsiasi possibilità, per tali docenti e detto personale, di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito a causa di un siffatto rinnovo. Risulta, infatti, che tale normativa, fatte salve le necessarie verifiche da parte dei giudici del rinvio, da un lato, non consente di definire criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda effettivamente ad un’esigenza reale, sia idoneo a conseguire l’obiettivo perseguito e sia necessario a tal fine, e, dall’altro, non prevede nessun’altra misura diretta a prevenire e a sanzionare il ricorso abusivo ad una successione di contratti di lavoro a tempo determinato“.

1200 nostri giudizi pendenti in 151 Tribunali del Lavoro d’Italia ora dovranno tenere conto di questa sentenza. Alle domande, esposte per tutti i lettori, in sintesi ed in maniera atecnica, se “è corretto che i supplenti della scuola siano confinati a decenni di precariato anche se, di fatto, la Scuola ha bisogno di loro” o ancora se sia “normale ed ammissibile che da 8 anni una GAE è esaurita e si attinge solo dalla 3 fascia e tali precari svolgono le loro mansioni essendo puntualmente licenziati per le vacanze di NATALE, di Pasqua ed estive”, senza riconoscimento di anzianità di servizio ed eventuale risarcimento danni in caso di accertato abuso”?

La C.G.E. ha risposto NO. Non è legittimo e non è conforme alle norme europee.

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PRECARI DELLA SCUOLA – E’ DELLA CORTE APPELLO TORINO L’ULTIMA CONDANNA DEL MIUR PRIMA DELLA C.G.E.

E’ degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti l’ultima sentenza a favore dei precari prima del DDAY del 26 novembre.
Ad ormai poche ore dall’attesissimo deposito della sentenza della Corte di Giustizia Europea sul tema del precariato nella pubblica amministrazione italiana, la Corte di Appello di Torino respinge l’appello del Miur avverso la sentenza di primo grado e condanna lo stesso MIUR al pagamento delle spese di giudizio a favore dei legali Bonetti e Delia.

La Corte di Appello di TORINO, anche in forza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali, conferma la sentenza del Tribunale di Alessandria secondo cui “il personale precario continua ad essere retribuito sulla base della fascia iniziale indipendemente dalla durata del servizio continuativo prestato. Questa disparità di trattamento viene giustificata dal MIUR sulla base del fatto che il personale precario non appartiene al ruolo del personale scolastico, ma è inserito in un diverso sistema di reclutamento in cui viene valorizzata l’anzianità di servizio acquisita ai fini dell’assunzione definitiva o dell’attribuzione d’incarichi di supplenza annuale e temporanea“. Secondo il Tribunale appellato, “la prospettazione della parte resistente non è conforme alla normativa comunitaria e, sotto questo profilo, la citata disposizione viola la clausola 4 punto 1 dell’accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE che prevede il divieto di discriminazione dei lavoratori a termine rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato comparabili”.

La condanna alle spese del MIUR è il simbolo della svolta sul tema e dimostra che siamo davveso vicini alla resa.

Il fronte nella lotta al precariato è riaperto e segna ad oggi un importante passo in avanti nella battaglia che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti continueranno ad affrontare in prima linea per il riconoscimento di tutele sempre più incisive a favore dei lavoratori precari delle scuole.

C. Appello Torino, 24 novembre 2014, n. 939

SSM: Proroga Maxi ricorso al 4 dicembre e programmazione riunione in Puglia

A seguito del non completo scorrimento delle graduatorie e delle Vostre innumerevoli richieste, è stato deciso, che la prima trance di ricorsi per il Maxi ricorso per le specializzazioni mediche dovrà chiudersi necessariamente entro il 24 novembre p.v., data di spedizione della raccomandata a.r.

Questa sarà la prima trance che partirà, la nostra prima “bandiera” che inaugurerà l’inizio di una grande battaglia.

Le adesioni rimarranno aperte dal 25 novembre al 4 dicembre per la seconda trance dei maxi ricorsi.

A chiusura delle adesioni del 24 è in corso di organizzazione un grande incontro in Puglia. Nei prossimi giorni confermeremo termini e modalità dell’incontro.

Sempre grazie, Avv. Santi Delia

Abilitazioni scientifiche nazionali (ASN): Il Consiglio di Stato accoglie anche l’ultimo nostro ricorso

Si completa il complicato puzzle dei nostri variegati ricorsi sulle Abilitazioni Scientifiche Nazionali.

Dopo le vittorie sul merito di alcune valutazioni ed essere riusciti a sospendere la validità della clausola di divieto per gli inidonei alla prima tornata di ripresentarsi alla seconda, arriva la vittoria finale innanzi al Consiglio di Stato.

Le prime ordinanze del Tar del Lazio rigettate, infatti, sono state riformate dal Consiglio di Stato in un caso dove il mancato conseguimento dell’abilitazione da parte della ricorrente era stato determinato da una discrezionalità della Commissione. Il giudizio di quest’ultima, a nostro avviso, presentava anche dei profili di carenza di motivazione così come da noi argomentato dinanzi al Consiglio di Stato.

Sulla scia di tutti (nessuno escluso) i provvedimenti vittoriosi, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno già aperto le adesioni al ricorso straordinario al Capo dello Stato. Esso è aperto a coloro che non abbiano conseguito il titolo dell’abilitazione e per i quali non siano ancora trascorsi 120 giorni dalla pubblicazione dei giudizi.

Per informazioni sull’adesione è sufficiente inviare una mail a santi.delia@avvocatosantidelia.it

Consiglio di Stato, Sez. VI, 19 novembre 2014, n. 5275

Riconoscimento titolo estero: il CDS condanna l’Ateneo alla valutazione del titolo

Anche stavolta siamo giunti per primi per primi ad ottenere il riconoscimento di un titolo di laurea estero in Italia. La problematica è quella legata ai titoli Serbi, albanesi ed africani che Atenei e Ministero della Salute continuano a non valutare adeguatamente celandosi dietro formule di stile.

La prima vittoria era giunta dal T.A.R. Calabria che, accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti aveva ordinato all’Univerità di valutare il titolo estero di un laureato in Odontoiatria. Secondo il T.A.R. di Catanzaro (est. Tallaro) “l’art. 1, paragrafo a.2) del decreto del Rettore dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro del 18 giugno 2012, n. 517, recante il “Regolamento di Ateneo sul riconoscimento dei titoli accademici ed abbreviazione del corso di studio; riconoscimento percorso formativo e trasferimento presso l’UMG”, è “in contrasto con gli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione europea, fatta a Lisbona l’11 aprile 1997, la cui ratifica è stata autorizzata e resa esecutiva in Italia con l. 11 luglio 2002, n. 148” e l’Ateneo deve essere condannato a “valutare il titolo da costui posseduto alla luce degli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione europea“.

Si tratta di una nuova affermazione del diritto all’istruzione ed alla circolazione dei titoli di studio in tutta l’area EUROPEA (e non solo comunitaria e quindi anche Albania, Serbia, etc..) che si affianca alla battaglia, ormai da anni condotta al fianco di migliaia di giovani costretti ad andare all’estero per studiare ed a cui, persino al ritorno, viene negato il riconoscimento di anni di studio e impegno che tutti gli altri paesi stranieri invece promuovono a pieno titolo.

E’ un’altra vittoria per un’istruzione di respiro davvero internazionale, europea e senza barriere.

Oggi arriva una nuova ed importante vittoria dal Consiglio di Stato secondo cui, a prescindere dalla complessa vicenda che ha caratterizzato il titolo estero conseguito, vi è un obbligo delle Amministrazioni di valutare, in concreto, il percorso. Secondo il Consiglio di Stato “appare fondata la censura relativa alla violazione della normativa in tema di partecipazione al procedimento amministrativo, con particolare riferimento all’art. 10 bis della l. n. 241 del 1990; che, dunque, non venendo in questione un atto vincolato, andavano valutate le deduzioni del destinatario del provvedimento richiesto, con particolare riguardo alle caratteristiche, qualità e completezza del corso di studi e adeguatezza dei programmi; che l’istanza cautelare va accolta e, per l’effetto, l’esecutività della sentenza va sospesa ai soli fini del riesame della istanza, sicché l’Università di Catanzaro dovrà rideterminarsi sulla istanza di riconoscimento in maniera motivata e dopo avere consentito al ricorrente di partecipare al procedimento”.

In ottemperanza a tale decisione l’Ateneo ha rivalutato il titolo ammettendo al VI anno di odontoiatria il ricorrente con obbligo di conseguimento dei soli 3 esami non presenti nel proprio corso di studio estero oltre alla tesi.

 

 

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IL CONSIGLIO DI STATO RIGETTA L’APPELLO DEL MIUR I DEPENNATI RESTANO IN GAE

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca e confermato l’ammissione dei depennati in G.A.E.

E’ il secondo gruppo di ricorsi già deciso dal T.A.R. Lazio in sede cautelare sugli oltre 1.500 precari della scuola difesi dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, difensori delle due associazioni “Associazione Docenti Invisibili da abilitare” e “La Voce dei Giusti”, “in cui il Consiglio di Stato ha confermato la sospensione del Decreto del Ministero”.

Il Consiglio di Stato, ricordano i legali, ha richiamato, per concedere l’immediata ammissione, la recente sentenza sui depennati sul precedente D.M. di aggiornamento su cui il Consiglio di Stato ha usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR. “L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiarisce l’avvocato Delia.

Per l’avvocato Michele Bonetti “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Tar e Consiglio di Stato, dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”.

I legali di “ADIDA” e “La Voce dei Giusti” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.

Scuole di specializzazione in Medicina: l’elenco completo delle nostre azioni

Possono agire conferendo mandato agli AVVOCATI SANTI DELIA E MICHELE BONETTI:

MAXI RICORSO: TUTTI I PARTECIPANTI AL CONCORSO, A PRESCINDERE DAL PROPRIO PUNTEGGIO E DALLA PARTECIPAZIONE O MENO ALLE PROVE DEL 29 E 31 POSSONO AGIRE PER CHIEDERE L’AMMISSIONE IN SOVRANNUMERO CON RICONOSCIMENTO DELLA BORSA IN UNA DELLE SPECIALITA’ INDICATE IN DOMANDA E NELLA PRIMA SEDE IVI SCELTA.

A) CANDIDATI CHE CHIEDONO L’INVERSIONE DELLA VALUTAZIONE DELLA PROPRIA PROVA EFFETTUATA NEI GIORNI 29 E 31 OTTOBRE GIACCHE’ OVE IL PUNTEGGIO OTTENUTO FOSSE INVERTITO (ANCHE EVENTUALMENTE ESCLUDENDO LE DUE DOMANDE ANNULLATE), VERREBBE OTTENUTA L’AMMISSIONE.

B) CANDIDATI CHE VOGLIONO AGIRE ESCLUSIVAMENTE PER OTTENERE L’AMMISSIONE IN SOVRANNUMERO CON IL RICONOSCIMENTO DELLA BORSA A PRESCINDERE DAL PUNTEGGIO OTTENUTO (PER IL C.D. EFFETTO DISORIENTANTE, SPENDITA TEMPORALE VIZI DI PROCEDURA ETC.). IDENTICO AL MAXI RICORSO MA CON RICORRENTI DIVISI PER SPECIALITA’ AL SOLO FINE DI RENDERLO PIU’ SNELLO.

C) CANDIDATI CHE AVENDO OTTENUTO UN PUNTEGGIO COMPLESSIVO (titoli compresi) SOPRA I 90 (anche più bassi per scuole poco ambite) ED AVENDO RISPOSTO CORRETTAMENTE ALLE DUE DOMANDE (ED AD ALTRE DOMANDE CONTESTABILI) ATTRIBUITE A TUTTI CHIEDONO L’ATTRIBUZIONE DI TALI PUNTI IN RAGIONE DELLA MIGLIORE COLLOCAZIONE OTTENIBILE.

D) CANDIDATI CHE CON L’ELIMINAZIONE DEL PUNTEGGIO OTTENUTO DA TUTTI NEI GIORNI 29 E 31 OTTOBRE AVREBBERO OTTENUTO L’AMMISSIONE.

E) CANDIDATI CHE HANNO FATTO IL TEST O IL 29 O IL 31 E NON POSSONO BENEFICIARE DELL’INVERSIONE DELLA PROVA. PER RIENTRARE IN TALE CATEGORIA SI DEVE RIUSCIRE A OTTENERE L’ASTRATTA AMMISSIONE CONTEGGIANDO IL PUNTEGGIO MASSIMO DELLA PROVA DEL 29 O DEL 31 NON FATTA CON QUELLO OTTENUTO DETRAENDO CHIARAMENTE IL PUNTEGGIO OTTENUTO IL 29 O IL 31 NELLA PROVA SOSTENUTA.

F) CANDIDATI CHE SI SONO VISTI COSTRETTI AD ACCETTARE UNA SCUOLA DIVERSA DALLA PROPRIA PRIMA SCELTA E CHE SONO DECADUTI DA QUEST’ULTIMA NONOSTANTE SUCCESSIVAMENTE ABBIANO POTUTO APPURARE CHE CON IL LORO PUNTEGGIO SAREBBERO STATI AMMESSI (ANCHE A SCORRIMENTI CHIUSI).

OGNI ALTRA INFORMAZIONE E’ PRESENTE NELLA SEZIONE DEDICATA DEL SITO AZIONI COLLETTIVE IN CORSO – RICORSI PER GLI SPECIALIZZANDI

TUTTI I RICORRENTI POTRANNO IN OGNI CASO SPOSTARE LA PROPRIA ADESIONE DAL MAXI RICORSO O DAL RICORSO B, A QUELLI INDIVIDUALIZZATI, OVE NE ABBIANO INTERESSE, DOPO LE VERIFICHE ALL’ESITO DEGLI SCORRIMENTI, SENZA PERDERE LA QUOTA VERSATA.

SCADENZE ADESIONI

15/12/2014 TUTTI I RICORSI INDIVIDUALIZZATI (A, C, D, E, F)

15/12/2014 RICORSO COLLETTIVO B

4/12/2014 MAXI RICORSO SECONDA TRANCHE

PER ADERIRE SCARICA LA MODULISTICA E SEGUI LE ISTRUZIONI

ADERISCI DIRETTAMENTE COMPILANDO IL FORM ON LINE

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Scienze della Formazione ed ammissione in GAE. Il CdS accoglie fissando il merito.

Il CdS ha accolto l’appello del ricorso collettivo dell’Adida patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli riformando l’ordinanza del Tar del Lazio e accogliendo l’istanza cautelare ai fini di una sollecita fissazione dell’udienza di merito.

Per gli Avvocati Bonetti e Delia si tratta di “una vittoria epocale sull’esclusione dei laureati in Scienze della Formazione ed illegittimamente esclusi dalle Graduatorie ad Esaurimento. Il Consiglio di Stato ha ritenuto meritevoli di approfondimento le censure dedotte in primo grado anche in relazione al carattere di irragionevolezza della previsione di esclusione degli iscritti al corso di Laurea in Scienze della Formazione a partire dall’anno accademico 2007/08 anche quando costoro abbiano conseguito la laurea in epoca precedente agli studenti iscritti negli anni precedenti al 2007/2008”. 

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TFA SOSTEGNO: salta il bando dell’Università di Messina. Illegittima la sogli all’orale

Il T.A.R. Lazio ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e dichiarato illegittima la soglia di 21 punto stabilita dall’Università di Messina solo in fase di concorso in asserita applicazione del D.M. 249/2010. La nostra ricorrente è stata ammessa al T.F.A. sostegno nonostante non avesse superato tale soglia.

Ancora una volta siamo riusciti a dimostrare l’illegittimità delle soglie di ammissione e l’illegittimità dei provvedimenti che incidono su prove concorsuali già in corso come già era successo con il bonus maturità per i corsi di laurea in Medicina, con le domande errate del T.F.A. e come sosterremo nell’ambito del recente concorso sulle specializzazioni mediche.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 27 ottobre 2014, n. 5277

1200borse

Ricorso specializzazioni mediche: le FAQ per avere tutte le risposte alle Vostre domande

1. Le azioni che gli Avvocati DELIA E BONETTI porteranno avanti sono indacate nella modulistica presente sui siti?

ESATTO. BASTA FARE RIFERIMENTO A QUESTI LINK

Maxi ricorso

Ricorsi collettivi ed individuali

2. Quali sono le DIFFERENZE TRA MAXI RICORSO (€ 500) ED OPZIONE B (€ 1000)

In collaborazione con la CGIL e la maggiori sindacali, abbiamo lanciato il MAXI ricorso al prezzo omnicomprensivo di € 500,00.
permane una differenza tra il maxi ricorso (da 500 euro) e il collettivo (da 1000).
Il maxi, grazie agli Ordini dei Medici di diverse province al nostro fianco, alla CGIL e ad altre importanti sigle sindacali coinvolgerà migliaia di persone. I collettivi da € 1000 invece, con l’inserimento di alcune peculiarità (ad esempio divisione dei candidati per scuole di specialità) saranno resi più snelli ed immediati.
Per tale ragione in tanti ci stanno chiedendo di aderire al maxi ricorso sulla loro seconda scelta facendo così, un doppio ricorso. Il primo (da € 1000) più snello e veloce sulla prima scelta, un secondo (il maxi da € 500) sulla seconda.

Il ricorso va fatto esclusivamente chiedendo l’ammissione ad una scuola di specializzazione e per la sede indicata.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia