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Chiusura delle graduatorie di medicina e odontoiatria: accolto il ricorso. I posti liberi ci sono!!

Il M.I.U.R. con il D.M. 21 febbraio 2014 ha decretato la chiusura delle graduatorie di Medicina e Odontoiatria.

Oggi l’ultimo ammesso nazionale ha un punteggio di 38,20 a Medicina e 37,50 a Odontoiatria.

A differenza di quanto accaduto in tutti questi anni, non tutti i posti sono stati occupati.

Il M.I.U.R., con un comunicato stampa del 10 marzo 2014, ha dichiarato che sono rimasti vacanti oltre 1.600 posti.

Questo vuol dire che possono ancora agire tutti i candidati collocati dalla posizione n. 14.374 sino al n. 16.000 ed

anche oltre (sino a 17.000) dovendosi eliminare tutti i concorrenti che non hanno presentato la conferma all’immatricolazione.

Per questo abbiamo proposto ricorso al T.A.R. Lazio e, ancora una volta, dopo il bonus, dopo l’anonimato, dopo la domanda 45, dopo le rinunce e gli scorrimenti abbiamo ancora una volta VINTO.

Il T.A.R. Lazio ha immediatamente ammesso i nostri ricorrenti alla frequenza delle lezioni.

Aderisci subito al ricorso CI SONO ANCORA POSTI LIBERI A PALERMO, CATANIA, MESSINA, CATANZARO, SASSARI, L’AQUILA E MOLTI ALTRI ATENEI.

AMMISSIONE A MEDICINA E ODONTOIATRIA scrivi a santi.delia@avvocatosantidelia.it

 

Dottorato di Ricerca: Ammissione in GAE ed in II fascia GI

RICORSO DOTTORATI – DI CHE RICORSO SI TRATTA?


Abilitazione all’insegnamento nella scuola per i dottori di ricerca: parte l’azione a difesa del titolo di istruzione apicale del nostro sistema.

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l’incarico di assistere un comitato formato da oltre 1.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.

Invero, per primi, hanno già portato avanti questa battaglia al fianco dell’ADI – Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani – e per primi sul concorsone 2016 hanno ottenuto una pronuncia di equipollenza ai fini della partecipazione al concorso.


PERCHE’ ADERIRE AL RICORSO?

 

Il ricorso mira ad ottenere il riconoscimento, di fatto, dell’abilitazione per una classe di concorso della vostra laurea. I ricorrenti, quindi, devono avere accesso con la propria laurea ad almeno una classe di concorso (si rammenta che all’atto dell’eventuale adesione si dovrà indicare una sola CDC per cui si vuol ricorrere).

Per chi non è ancora iscritto in III fascia deve provvedere a farlo usando le indicazioni del D.M. 1 giugno 2017.

Oltre a tale domanda per la 3 fascia ne dovrà fare un’altra per l’ammissione in II ai fini della partecipazione al presente ricorso. Se non è giunto in tempo a presentare domanda entro il 24/6 può comunque partecipare al ricorso. In tal caso verrà usata la giurisprudenza che ritiene inutile l’invio della domanda stante il fatto che è la norma del D.M. a negare l’accesso. E’ chiaro che il MIUR e i giudici potrebbero eccepire tale aspetto e noi ci difenderemo mettendo in campo le nostre difese.

Chi ha già agito con altri ricorsi per l’accesso alla II fascia GI non ancora conclusisi con il nostro studio, può agire anche con tale azione (al fine di evitare le eccezioni che possono proporsi sugli altri D.M. in precedenza impugnati quali fonti non utili a nuovi ingressi) al costo di € 50.


TIPOLOGIA DEI RICORSO CUI POTER ADERIRE


I ricorsi possibili saranno:

  • Un primo per l’inserimento nelle graduatorie aggiuntive di seconda fascia, impugnando il bando di aggiornamento delle graduatorie (DM 1 GIUGNO 2017, n. 374) per la finestra semestrale di giugno 2017;

  • Un secondo per l’ammissione in GAE avverso il D.M. 400/17 di aggiornamento delle stesse.

AUTORITA’ ADITA

L’azione, ordinaria o straordinaria (scelta a discrezione degli avvocati), sarà rivolta al TAR o al PDR.


SCADENZA TERMINI DI ADESIONE

Le adesioni alle condizioni economiche indicate scadono il 30/9/2017 per il ricorso GAE al PDR essendo scaduto quello per la II fascia GI.


COSA FARE PER ADERIRE


Per aderire devi seguire queste istruzioni

Potrai ricorrere sia collettivamente che individualmente.

Al contempo (solo chi aderisce al ricorso relativo all’inserimento in II Fascia GI) si dovrà compilare il seguente form https://goo.gl/forms/3pcJT7Jsnc9I8qTX2

Coloro i quali aderiscono invece al ricorso relativo all’inserimento in GAE resta ferma la compilazione del form indicato nella documentazione da scaricare.

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO DI ADESIONE


OLTRE ALL’ADESIONE COME SOPRA INDICATA COSA DEVO FARE?

Oltre a quanto sopra, per agire bisognerà in ogni caso presentare specifiche domande di ammissione nelle G.A.E. o G.I. che saranno scaricabili dal sito del MIUR.

Qui trovate FAQ e MODELLI

Per ricevere qualsiasi tipo di informazione invia una mail all’indirizzo segreteria@avvocatosantidelia.it.

Per informazioni immediate chiama allo 0906412910.

 

UDU, ancora una volta delle domande sbagliate nei test. Vittoria epocale sulla domanda 45 al Consiglio di Stato

Secondo il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Gianluca Scuccimarra “dopo la scabrosa vicenda del bonus maturità che ha penalizzato tutti gli studenti cambiando le regole in corsa è emerso nell’ultimo grado di giudizio quello che da anni denunciamo, ovvero una selezione casuale mediante un sistema inadeguato con domande errate prive di senso”.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale ha accolto due ricorsi dell’UDU patrocinati dall’Avv. Michele Bonetti e dall’Avv. Santi Delia in cui veniva lamentata l’erroneità della domanda 45.

Proprio su questa domanda il Ministero, accortosi dell’errore, ha provveduto a dare il punteggio a due risposte anziché ad una. Il Consiglio di Stato tuttavia ha accolto la tesi portata avanti da anni dall’UDU e dagli Avv.rti Delia e Bonetti, ribadendo che quando c’è una domanda sbagliata il punteggio va dato a tutti i ricorrenti che in tal modo possono raggiungere l’ultimo degli ammessi ad entrare in sovrannumero.

E’ un provvedimento rivoluzionario che potrà consentire ad oltre tremila ricorrenti esclusi per poco più di un punto di poter studiare ed entrare in una università aperta e pubblica.

Ieri anche il T.A.R. LAZIO si è adeguato ammettendo tutti i ricorrenti

Anonimato: nuova vittoria al Consiglio di Stato

La vicenda della violazione dell’anonimato torna d’attualità. E’ sempre il Consiglio di Stato a tenere ferma la propria linea a favore degli studenti ed accogliere le tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il T.A.R. Lazio, proprio su ricorso dei due legali, aveva rigettato la domanda di alcuni candidati che lamentavano la gestione del concorso dell’Ateneo di Messina nel 2008 ritenendo che la violazione dell’anonimato non fosse provata.

Il Consiglio di Stato, invece, ha accolto il gravame ammettendo la studentessa all’immediata frequenza delle lezioni evidenziandone la fondatezza “alla luce delle sopravvenienze normative e di una delibazione sommaria dei motivi d’appello“.

Si tratta, commenta l’Avvocato Santi Delia, “dell’ennesima prova che, dopo la decisione dell’Adunanza Plenaria del novembre 2013, anche il concorso nazionale è a rischio annullamento e che tutti i candidati hanno diritto ad essere ammessi”.

Consiglio di Stato, Sez. VI, n. 21/14 Pres. Severini, est. Lageder

 

T.A.R. LAZIO: i posti liberi extracomunitari vanno redistribuiti anche per le Professioni sanitarie

Nuovo smacco al MIUR. Nuova riaffermazione del diritto allo studio da parte del T.A.R. Lazio in accoglimento del ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
Secondo il Dicastero di Piazzale Kennedy, solo per Medicina, i posti rimasti vacanti extracomunitari potranno essere redistribuiti ai comunitari in graduatoria mentre, invece, resteranno vacanti per le Professioni sanitarie, per Odontoiatria, Veterinaria e Architettura.
Una decisione incomprensibile se si hanno a mente le ragioni che stanno alla base della scelta dello stesso Miur in merito alla redistribuzione che riguarda Medicina e che è figlia di anni di battaglie e di un mutamento giurisprudenziale che solo nel 2012 al Consiglio di Stato siamo riusciti a cogliere.
Da allora si sono adeguati tutti. T.A.R. e C.G.A. sino allo stesso M.I.U.R. che subisce la debacle su Medicina e persevera su Odontoiatria e Professioni sanitarie.
Ed ecco la sentenza del T.A.R. Lazio che stigmatizza tale scelta ed ammette i ricorrenti al corso di laurea dell’Università di Messina.
Per il T.A.R. “deve richiamarsi il principio giurisprudenziale secondo il quale la piena utilizzabilità dei posti predeterminati (anche in termini di fabbisogno sociale) sia più aderente ai principi costituzionali enunciati negli articoli 33 e 34 della Costituzione e ai canoni di logicità e ragionevolezza dell’operato della pubblica amministrazione (Cons. Stato, sez. VI, 10.9.09, n. 5434) che deve privilegiare la tesi volta ad assicurare lo scorrimento della graduatoria nei posti non utilizzati, dato che la garanzia del diritto allo studio sancita dall’art. 34 Cost. si qualifica come diritto della persona e non soffre limitazioni in relazione al grado di istruzione (TAR Sicilia, Ct, Sez. I, 1.8.11, n. 2031)”. “Pertanto, l’utilizzo integrale di posti disponibili deve essere, comunque, il fine ultimo della selezione per favorire il più possibile la domanda di formazione professionale, ex art. 33 e 34 Cost., e fornire alla collettività un numero di studenti adeguato alle strutture che impone la piena utilizzazione delle risorse con procedure legittime di selezione”.

 

T.A.R. LAZIO, SEZ. III, 7 febbraio 2014, n. 1536

 

 

 

 

Ricorsi al giudice del lavoro degli insegnanti precari: la Commissione europea censura duramente il MIUR. La vittoria dei nostri ricorsi è più vicina

Avevamo agito con migliaia di ricorsi sollevando sia la questione relativa agli scatti di anzianità sia chiedendo il riconoscimento del risarcimento del danno a seguito delle mansioni svolte che possono essere senza alcun dubbio equiparate a quelle dei docenti di ruolo. Chiedevamo inoltre la conversione del contratto o il risarcimento per il susseguirsi abusivo di vari contratti.

In attesa della pronuncia della Corte di Giustizia Europea, investita della questione di pregiudizialità dalla Corte Costituzionale sull’interpretazione della direttiva del Consiglio 28 giugno 1999, 1999/70/CE, relativa all’’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, in merito alla validità dei termini apposti alla durata di diversi contratti di lavorosottoscritti tra i docenti ed il MIUR, arrivano le Osservazioni preliminari rese dalla Commissione Europea.

Oggetto del contendere è la conformità di tali termini con le disposizioni della direttiva 1999/70/CE e la sussistenza, in capo al Ministero dell’Istruzione, dell’obbligo di convertire i contratti in questione in rapporti di lavoro a durata indeterminata o, quanto meno, di risarcire il danno subito dai ricorrenti.

In merito al primo quesito pregiudiziale, a mezzo del quale la Corte Costituzionale chiede alla Corte di giustizia di valutare la compatibilità della clausola 5, punto 1, dell’accordo quadro con la legislazione nazionale italiana che autorizza la conclusione di contratti a termine successivi per la copertura di posti vacanti in attesa di espletamento di concorsi per la copertura di detti posti, la Commissione dice che “non può ritenersi obiettivamente giustificata ai sensi della clausola 5, punto 1, lett. a) dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, siglato il 18 marzo 1999, una legislazione nazionale, quale quella italiana in causa, che consente il rinnovo di contratti a tempo determinato per la copertura di vacanze nell’organico del personale docente e ausiliario tecnico amministrativo della scuola statale in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo, senza che vi sia alcuna certezza sul momento in cui tali procedure saranno espletate e, pertanto, senza prevedere criteri obiettivi e trasparenti per verificare se il rinnovo dei contratti in questione risponda effettivamente ad un’esigenza temporanea reale, sia atta a raggiungere lo scopo perseguito e necessaria a tal fine. Spetta al giudice nazionale verificare se tali condizioni ricorrano nel caso di specie”.

Il rinnovo di contratti o di rapporti di lavoro a tempo determinato al fine di soddisfare esigenze che, di fatto “hanno un carattere non già provvisorio, ma, al contrario, permanente e durevole, non è infatti giustificato in base alla clausola 5, punto 1, lett. a), dell’accordo quadro, in quanto incompatibile con la premessa sulla quale si fonda l’accordo quadro, ossia che i contratti di lavoro a tempo indeterminato costituiscono la forma comune dei rapporti di lavoro”.

La Commissione infatti, nell’interrogarsi se “per garantire una certa flessibilità negli organici della scuola per far fronte, senza oneri eccessivi per lo Stato, a variazioni imprevedibili della popolazione scolastica sia veramente necessario autorizzare l’amministrazione a ricorrere ad una successione di contratti a termine senza alcun limite quanto al numero dei rinnovi contrattuali e alla durata complessiva del rapporto”, giunge alla conclusione che, prima facie “non sembra si possa ritenere che la legislazione italiana sul reclutamento del personale docente e ATA a termine contenga criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare, in concreto, se il rinnovo dei contratti in questione risponda effettivamente ad un’esigenza reale, sia atta a raggiungere lo scopo perseguito e necessaria a tal fine”.

In merito al secondo quesito pregiudiziale, la Corte Costituzionale ha chiesto se possa ritenersi giustificata, ai sensi della clausola 5, punto 1, la normativa italiana che per far fronte ad esigenze organizzative proprie del settore scolastico, esclude tale settore dal campo di applicazione delle norme che, in caso di ricorso abusivo ad una successione di contratti a termine prevedono, in favore dei lavoratori illegittimamente assunti a termine, il diritto al risarcimento del danno.

La Commissione “dubita fortemente della fondatezza delle ragioni organizzative addotte per giustificare la normativa italiana in causa e, comunque, della proporzionalità delle misure approntate da tale normativa per far fronte alle esigenze organizzative invocate, esprimendosi nel senso che non può ritenersi obiettivamente giustificata ai sensi della clausola 5, punto 1, lett. a) dell’accordo quadro una legislazione nazionale, quale quella italiana in causa, che, nel settore scolastico, non prevede alcuna misura diretta a reprimere il ricorso abusivo a contratti di lavoro a termine successivi“.

Se la C.G.E. si porrà sulla stessa linea della Commissione e, così come ci auguriamo, ritenesse che lo Stato ha abusato di tale potere, il contenzioso pendente dovrebbe definirsi con congrui risarcimenti a favore di tutti i nostri assistiti.

Trasferimenti dall’estero: svolta al T.A.R. I Tribunali amministrativi del Lazio, di Brescia e de L’Aquila superano il Consiglio di Stato.

La campagna per i trasferimenti dall’estero sembra giunta ad un momento di svolta. Vinciamo grazie a tesi nuove e mai esplorate. Vince il diritto allo studio dei nostri ragazzi.

Come ben compreso dal T.A.R. Lazio, dal T.A.R. Brescia e dal T.A.R. L’Aquila la posizione negativa del Consiglio di Stato può essere superata.

A nulla vale l’obiezione dei giudici di appello secondo cui neanche il diritto comunitario (che come sapete consente a tutti Voi di lavorare in tutta Europa grazie al titolo ottenuto in un Paese U.E. ma solo dopo il riconoscimento ministeriale) non consentirebbe di non sostenere il test in Italia, giacchè la nostra nuova teoria difensiva ha consentito l’accoglimento su nuovi e mai esplorati profili.

La battaglia, quindi, si riapre su tutti i fronti con queste nuove e mai ottenute vittorie sempre in difesa del diritto allo studio ed al fianco dei nostri ragazzi che chiedono al nostro STATO solo di poter studiare.

La strada del diritto comunitario, inoltre, continuerà ad essere battuta nella speranza che anche i giudici di appello valutino la possibilità di sollevare la questione di compatibilità della Legge sul NUMERO CHIUSO con il diritto comunitario.

 

scolastico

Clamorosa vittoria alla Corte d’Appello di Ancona per i precari della scuola

All’indomani della sentenza della Cassazione 26951/2013 e delle recenti posizioni espresse dalla Corte di Giustizia Europea sul tema del precariato nella pubblica amministrazione italiana, con una pronuncia decisamente innovativa la Corte di Appello di Ancona respinge l’appello del Miur avverso la sentenza di primo grado e per la prima volta dalla sentenza del maggio 2012 riconosce anche per i precari della scuola il diritto al risarcimento dei danni.

La Corte di Appello di Ancona anche in forza degli ultimi orientamenti giurisprudenziali contesta la “blindatura” operata dalla Cassazione nel 2012 sul sistema di reclutamento del personale scolastico di cui alla l. 124 del 1994 ed afferma a chiare lettere che se “è ben vero che i pubblici dipendenti dovrebbero essere assunti previo vaglio concorsuale […] non è men vero che la pratica di assumere dipendenti a tempo determinato costituisce nel contempo causa ed effetto della violazione, e quindi deve essere ritenuta lesione ancora più evidente e grave del principio costituzionale”.

La Corte riconosce quindi ai lavoratori precari della scuola il diritto ad un risarcimento del danno subito in ragione della corresponsione di una retribuzione inferiore a quella spettante al dipendente che abbia un rapporto a tempo indeterminato. A nulla vale l’appellarsi del Miur alle necessità di “garantire la costante erogazione del servizio scolastico” sancito anche nel D.Lgs. 165/2001 poiché essa tradisce, ad avviso dei giudici di Ancona, la mera volontà del legislatore di “tirare avanti, ed insistere sulla stessa strada, senza pagare dazio, sfuggendo sia alla direttiva europea, sia alla logica comune”.

Il fronte nella lotta al precariato è riaperto e segna ad oggi un importante passo in avanti nella battaglia che gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti continueranno ad affrontare in prima linea per il riconoscimento di tutele sempre più incisive a favore dei lavoratori precari delle scuole.

CONGELATI SISS: SALTA IL DM SULLE GAE. IL CONSIGLIO DI STATO RIGETTA L’APPELLO DEL MIUR

Il Consiglio di Stato conferma la pronuncia del TAR Lazio con un provvedimento epocale del 22/01/2014, reso dalla Sezione VI, con Presidente il Consigliere Giuseppe Severini ed Estensore il Consigliere Sergio De Felice.

Trattasi di un provvedimento epocale che consente l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento ad una precaria c.d. “congelata SSIS”, non subentrata per il contemporaneo svolgimento di un dottorato di ricerca. Per il Consiglio di Stato rimane sospeso un intero capo di un decreto ministeriale, il D.M. 572 del 2013.

Per i legali patrocinanti di ricorso, Avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli, il Consiglio di Stato “prende atto della recente vittoria di ADIDA e di LA VOCE DEI GIUSTI sulla questione della giurisdizione, appartenente al giudice amministrativo e non al giudice del lavoro,  e conferma che il Decreto Ministeriale è affetto da profili di illegittimità, in particolare ove non consente l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento di tutti quei soggetti che erano ammessi alla frequenza delle SSIS”.

ADIDA e La Voce dei Giusti fanno sapere che non essendo più possibile agire innanzi al T.A.R. i congelati potranno agire solo innanzi al Giudice del Lavoro.

Scrivi a segreteria@avvocatosantidelia.it

Bonus maturità: ricorso ora o mai più

 

Numerose illegittimità già sono state denunciate innanzi le competenti sedi giudiziarie con esito favorevole per molti dei nostri ricorrenti, immatricolati presso la sede prescelta.

Ad oggi, vi è ancora la possibilità di instaurare un ultimo contenzioso per tutti coloro che pur avendo un buon punteggio non sono riusciti ad immatricolarsi in quanto esclusi dalla graduatoria del 18 dicembre 2013.

A seguito dell’emanazione del D.M. 29 novembre 2013, in data 18 dicembre 2013, è stata pubblicata una nuova graduatoria per gli studenti con il bonus che ha visto numerosi candidati impossibilitati ad immatricolarsi nonostante il conseguimento di un punteggio uguale o superiore a quello di studenti privi di bonus che sono già immatricolati in base alla precedente graduatoria (senza bonus).

La mancata previsione degli scorrimenti per la graduatoria del 18 dicembre 2013 difatti ha creato la situazione paradossale per la quale molti studenti con punteggi elevati si sono visti svantaggiati rispetto a coloro che pur non avendo bonus e pur avendo punteggi inferiori, risultano in posizione utile nella graduatoria con scorrimenti.

La mancata previsione degli scorrimenti è del tutto illegittima – forse più delle censure sino ad oggi avanzate – considerando che ad essere direttamente lesi sono i principi fondamentali del diritto amministrativo. La pubblicazione della nuova graduatoria ha avuto come effetto quello di impedire la immatricolazione degli studenti maggiormente meritevoli, o meglio degli studenti con i punteggi più elevati; del resto se un criterio doveva essere scelto non poteva che essere quello del punteggio ottenuto.

Alla luce di quanto sopra e della forte illegittimità che affligge il D.M. 29 novembre 2013 lo studio ritiene che vi sia la possibilità di continuare ad impugnare gli atti innanzi il TAR Lazio per tutti coloro che hanno bonus e che hanno un punteggio uguale o superiore a studenti oggi immatricolati, grazie agli scorrimenti.

Coloro i quali hanno con la nuova graduatoria del 18 Dicembre hanno ottenuto un punteggio, per medicina, tra i 39.00 e 45.50 (dunque col bonus), possono ancora presentare ricorso (entro tempi brevissimi). Il punteggio (sempre complessivo di bonus) per Odontoiatria deve essere invece superiore o uguale a 38,70.
Possono aderire anche coloro che hanno punteggi leggermente inferiori considerando che vi saranno successivi scorrimenti della graduatoria.

Se vi trovate in tale situazione non esitate a contattarci giacchè tutti i nostri ricorrenti hanno già ottenuto l’ammissione e stanno frequentando le lezioni.

 

Il termine ultimo per inviare l’adesione è cautelativamente quello del 10/2/2014.

Vedi chi si è già immatricolato

Anonimato

Bonus

DSA

Studenti esclusi dal CINECA

 

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia