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RICONOSCIMENTO TITOLO ESTERO: IL TAR CALABRIA SOSPENDE IL REGOLAMENTO DELL’ATENEO DI CATANZARO

Anche stavolta siamo giunti per primi per primi ad ottenere il riconoscimento di un titolo di laurea estero in Italia.

Il T.A.R. Calabria ha infatti accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato all’Univerità di valutare il titolo estero di un laureato in Odontoiatria.

Secondo il T.A.R. di Catanzaro (est. Tallaro) “l’art. 1, paragrafo a.2) del decreto del Rettore dell’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro del 18 giugno 2012, n. 517, recante il “Regolamento di Ateneo sul riconoscimento dei titoli accademici ed abbreviazione del corso di studio; riconoscimento percorso formativo e trasferimento presso l’UMG”, è “in contrasto con gli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione europea, fatta a Lisbona l’11 aprile 1997, la cui ratifica è stata autorizzata e resa esecutiva in Italia con l. 11 luglio 2002, n. 148” e l’Ateneo deve essere condannato a “valutare il titolo da costui posseduto alla luce degli artt. III.1, III.3, IV.1 e VI.1 della Convenzione sul riconoscimento dei titoli di studio relativi all’insegnamento superiore nella Regione europea“.

Si tratta di una nuova affermazione del diritto all’istruzione ed alla circolazione dei titoli di studio in tutta l’area EUROPEA (e non solo comunitaria e quindi anche Albania, Serbia, etc..) che si affianca alla battaglia, ormai da anni condotta al fianco di migliaia di giovani costretti ad andare all’estero per studiare ed a cui, persino al ritorno, viene negato il riconoscimento di anni di studio e impegno che tutti gli altri paesi stranieri invece promuovono a pieno titolo.

E’ un’altra vittoria per un’istruzione di respiro davvero internazionale, europea e senza barriere.

T.A.R. Calabria, Sez. II, 3 ottobre 2014, n. 532

Avv. Santi Delia

 

scolastico

RICORSO SUL RISARCIMENTO DANNI PER I DIPLOMATI MAGISTRALI

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, a seguito di numerose richieste di consulenza, ha accolto la richiesta di organizzare un ricorso per il riconoscimento del danno subito dai Diplomati magistrali in conseguenza dell’inclusione nella III fascia delle graduatorie d’istituto dal conseguimento del diploma ad oggi. In base alle preadesioni abbiamo potuto valutare l’effettivo interesse al ricorso e il relativo costo. Grazie al discreto numero di partecipanti, gli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti hanno potuto stabilire un importo contenuto di euro 250,00 a ricorrente.
A chi è rivolto il ricorso?
Il ricorso per il riconoscimento del danno subito negli anni per l’essere stati “relegati” nella III fascia delle graduatorie d’istituto è riservato ai diplomati magistrali che hanno conseguito il titolo entro l’anno 2001/02. I possessori di questo titolo, infatti, pur essendo agli effetti di legge “abilitati” all’insegnamento, hanno visto il disconoscimento del loro titolo, a causa di una errata applicazione della normativa a loro danno. Soltanto dopo un ricorso Adida, ricordiamo, il MIUR ha dovuto ammettere l’evidenza e migliorare la posizione dei docenti diplomati magistrali ai fini dell’assunzione attraverso le GI. Tuttavia, negli anni passati, l’iscrizione in III fascia, potrebbe aver causato ripercussioni sulla carriera e sulle condizioni di lavoro di questi docenti, con conseguenze negative in termini di retribuzione e di miglioramento del punteggio, cosa questa che può essere motivo di risarcimento da parte dell’amministrazione.
Obiettivo del ricorso.
I diplomati magistrali con titolo acquisito entro l’a.s. 2001/2002 possono presentare un ricorso al Tar per il Lazio, al fine di richiedere il risarcimento danni per il mancato inserimento nella fascia loro riconosciuta e per il mancato inserimento in GAE.I diplomati magistrali, considerati abilitati sin dall’anno di conseguimento del titolo, avrebbero avuto diritto sin da allora ad essere inseriti nella graduatorie previste.

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Notte bianca in Galleria: il nostro studio aperto alla città ospiterà le opere dell’Arch. Rosario Ciotto

Domenica 5 ottobre 2014, dalle ore 19, siete tutti invitati al nostro studio che sarà aperto a tutta la città e che ospiterà le pitture dell’Arch. Rosario Ciotto.

Il nostro studio ha deciso di aderire alla manifestazione per mostrare alla città alcuni degli scorci più belli e poco conosciuti della città: dal tradizionale balconcino con vista sul Duomo, agli infissi in legno interamente recuperati in fase di restauro e disegnati dall’Arch. Puglisi Allegra e ancora perfettamente funzionanti.

La Galleria Vittorio Emanuele III di Messina venne progettata da Camillo Puglisi Allegra e costruita tra il 1924 e il 1929.

Unica nel suo genere nel Meridione insieme alla Galleria Umberto I di Napoli, alle decorazioni lavorarono gli scultori Antonio Bonfiglio ed Ettore Lovetti, i quali s’ispirarono, insieme a Puglisi Allegra, al Settecento siciliano.

Progettata da Camillo Puglisi Allegra, fu costruita tra il 1924 e il 1929.

Esempio di quello stile liberty considerato eclettico, tipico nella città ricostruita dopo il terremoto del 1908, la Galleria, intitolata a Vittorio Emanuele III, ha sede sulla via Cavour ed è delimitata da grandi edifici pubblici che si affacciano sulla circolare Piazza Antonello (su questa piazza è collocato l’arco d’accesso alla Galleria): il palazzo delle Poste e Telegrafi, opera di Vittorio Mariani, il palazzo della Provincia di Alessandro Giunta, e il palazzo del Municipio, opera dell’architetto Antonio Zanca[1].

Al suo interno sono siti numerosi locali molto in voga tra i giovani e frequentati soprattutto la sera e nel fine settimana.

Nel 2000 è stata dichiarata bene d’interesse storico-artistico ai sensi della legge 1089/39.

 

Medicina: il C.G.A. dichiara nulli i test di Messina. Condanna di MIUR e Ateneo a pagare 20.000 euro di spese legali

Il Consiglio di Giustizia amministrativa, con 3 sentenze gemelle del 26 settembre, ha dichiarato la nullità della graduatoria del concorso per l’ammissione al corso di laurea in Medicina dell’Università di Messina dell’a.a. 2010/2011 ammettendo definitivamente tutti i ricorrenti.
Secondo il C.G.A., con la decisione dell’Adunanza Plenaria del novembre 2013, era stata già annullata “la graduatoria invalidamente formata” da MIUR e ATENEO che devono essere condannati ad ammettere i ricorrenti ed a pagare le spese processuali (circa 20.000 euro) del più lungo e tortuoso processo riguardante un test di ammissione.
“Tutto cominciò”, commenta l’Avvocato Santi Delia, “nel 2010, quando insieme al collega Michele Bonetti, accettammo la difesa dell’U.D.U. per contestare le modalità di svolgimento della prova a Messina sulla base delle direttive del Ministero dell’Università. Per la prima volta denunciammo che era violato l’anomiato. Oggi questo giudizio si conclude finalmente in senso favorevole agli studenti che, nonostante la sconfitta innanzi al T.A.R. Catania, sono rimasti uniti e decisi nel continuare una battaglia di legalità che oggi coinvolge oltre 7.500 studenti”.  In mezzo ci sono state le storiche sentenze della Plenaria e oggi del C.G.A. ove i ragazzi sono stati assistiti dagli Avvocati Cantelli e Ferrari.
“Grazie al coraggio di questi 12 ragazzi oggi ammessi dopo 4 anni da quel concorso ed all’Udu”, continuano Bonetti e Delia “si è stabilito un principio che, solo negli ultimi due anni accademici, ha dato vita a migliaia di ammissioni: se la graduatoria è nulla per violazione dell’anonimato non ci sono tra gli esclusi distinzioni di posizione è punteggio. E’ tutto illegittimo ed il diritto allo studio si riespande consentendo ad ogni candidato di poter studiare”.
Un’altra battaglia per il diritto allo studio è stata vinta e la riforma dell’accesso è sempre più vicina.
Dopo questa sentenza il C.G.A. potrebbe ammettere altri studenti illegittimamente esclusi.

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Repubblica.it

Gazzetta del Sud

Normanno

Professioni sanitarie: partono i ricorsi collettivi su Salerno, Napoli Federico II, Sassari, Piemonte Orientale, Messina e Genova

Le prove di accesso per le professioni sanitarie su disposizione del MIUR sono gestite dalle singole Università.
Fino all’anno passato alcuni Atenei affidavano a ditte private l’appalto per l’elaborazione dei quesiti.
Con soli 2 o 3 euro a candidato queste ditte fornivano test ciclostile presi da banche dati obsolete ed i test somministrati erano privi di alcuna validazione stabilita
dai protocolli internazionali. Contestavamo che, così facendo, la singola ditta privata, con quelle 2 o 3 euro poteva decidere la sorte di migliaia di studenti.
In quelle batterie di test si trovavano domande su Vasco Rossi, sul Grande Fratello o la famosa “grattachecca”.
Grazie ai ricorsi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti alcuni Atenei (Salerno, Napoli Federico II, Sassari, Piemonte Orientale, Messina e Genova) hanno compreso l’errore ed affidato la gestione del test ad un soggetto pubblico come il CINECA che, quanto meno dovrebbe garantire l’imparzialità tipica di un soggetto non partecipato da privati.
Risolto un problema, se ne ripresenta un altro. Addirittura più grande.
Nonostante i noti accoglimenti sulla gestione della prova a Medicina dovuti alla presenza del codice numerico sotto quello a barre, il CINECA ha stampato anche il materiale fornito a tali Atenei con tale numero ivi impresso.
Sapendo di aver già perso a giugno e luglio 2014, Atenei e Cineca hanno consentito svolgersi la prova con tali illegittime modalità.
Inoltre, in alcuni di questi Atenei, è stato utilizzato un metodo che non consente di avere certezza sulla paternità del compito.
Il meccanismo usato, infatti, consentiva a chiunque di svolgere il compito per un altro candidato senza che, proprio applicando il regolamento, nessuno potesse accorgersene.
Per questi motivi gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, per queste sedi (Salerno, Napoli Federico II, Sassari, Piemonte Orientale, Messina e Genova) proporranno ricorsi collettivi volti a far ammettere tutti i ricorrenti in ragione delle gravi violazioni riscontrate.
Per aderire santi.delia@avvocatosantidelia.it –  info@avvocatomichelebonetti.it

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Studenti.it

Scorrimento della graduatoria di Medicina e Odontoiatria: verranno occupati tutti i posti disponibili

Lo scorso anno, come ricorderete, il MIUR ha chiuso le graduatorie facendo rimanere molti posti liberi. Avverso quella decisione del Ministero gli l’UDU, con gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti proposero ricorso ritenendo che nessun posto libero doveva rimanere tale.

Nonostante l’iniziale rigetto da parte del T.A.R. Lazio, con tenacia, convinzione e grande determinazione la questione è stata rimessa all’attenzione dei Giudici di Palazzo Spada i quali, in accoglimento dell’appello proposto hanno riformato l’impugnato provvedimento di primo grado, disponendo l’immatricolazione con riserva di alcuni giovani studenti.

Quest’anno il MIUR dimostra buon senso e, proprio prendendo le mosse da quanto accaduto in precedenza, con il D.M. 30 settembre 2014 accoglie l’appello di tanti studenti ed in scia alla nostra giurisprudenza dispone che “il termine di chiusura del 1 ottobre 2014 delle graduatorie relative ai corsi di laurea di cui ai DD.MM. n. 85/2014 e n. 140/2014 è prorogato fino ad esaurimento dei posti disponibili”.

Per noi e crediamo per lo stesso MIUR è una nuova e importante affermazione del diritto allo studio.

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magistratura

Esame avvocato: non c’è copiatura se il resto dell’elaborato può essere valutato dalla Commissione autonomamente

Il T.A.R. Catania ha accolto il ricorso dell’Avv. Santi Delia e dichiarato illegittima l’esclusione dalle prove scritte dell’esame d’avvocato, sessione 2013, presso la Corte d’Appello di Messina di un candidato. Secondo la Commissione di Caltanissetta l’aspirante avvocato avrebbe copiato da altro candidato buona parte dell’elaborato.

Il legale, tuttavia, ancorandosi a diversi precedenti giurisprudenziali, faceva notare al Collegio catanese che “sebbene gli elaborati relativi agli atti giudiziari […] siano in alcune parti sovrapponibili, gli stessi conservano comunque una loro propria fisionomia che li rende non identici e quindi suscettibili di autonoma valutazione.

Il T.A.R. Catania ha accolto in toto tale tesi ordinanando alla Commissione di Caltanissetta di provvedere entro 30 giorni alla correzione di tutti gli elaborati del ricorrente.

Si tratta del primo accoglimento del T.A.R. Catania sugli esami d’avvocato di candidati messinesi del 2013/2014.

Frattanto, al T.A.R. Lazio, anche alla camera di consiglio del 25 settembre, sono stati emessi numerosi provvedimenti di accoglimento in ragione della mancata espressa motivazione dei giudizi elaborati da varie Commissioni d’esami. E’ l’ulteriore conferma della correttezza della nostra tesi.

T.A.R. Catania, Sez. IV, 26 settembre 2014

scolastico

Congelati SSIS: arriva il primo accoglimento in Italia dell’a.s. 2014/2015 al Giudice del Lavoro

Il Tribunale del Lavoro di Messina, con ordinanza 26 settembre 2014, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di Messina l’immediata riammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Per aderire all’azione scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e info@avvocatomichelebonetti.it

scolastico

Congelati SSIS: dopo la Sicilia, arriva il primo accoglimento in Emilia Romagna al Giudice del Lavoro

Il Tribunale del Lavoro di MODENA, con ordinanza 9 ottobre 2014, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di MODENA l’immediata riammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

La vincenda dei congelati è ormai alla ribalta nazionale e persino la Stampa nazionale si sta occupando di questa categoria di docenti.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E.

Per aderire all’azione scrivere a santi.delia@avvocatosantidelia.it e info@avvocatomichelebonetti.it

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Il Tempo

Il MIUR emana il “blocca-ricorsi UDU”: i nostri chiarimenti

Il MIUR ha emesso una circolare con cui assume che il T.A.R. non avrebbe indicato in che sede immatricolare i ricorrenti.
E’ chiaro che non sappiamo il contenuto dei ricorsi proposti da altri legali.
Nei nostri ricorsi, tuttavia, è espressamente chiesto che i ricorrenti vengano ammessi in prima opzione.
Il T.A.R. in tal senso ha accolto i ricorsi disponendo l’ammissione presso gli Atenei in ricorso specificati.
La regola del MIUR, pertanto, può applicarsi solo per quei ricorsi privi di tale specificazione.
Se l’interpretazione data sarà diversa e voi non preferite andare nella sede che il MIUR illegittimamente vi indica (che in alcuni casi è persino migliore della prima scelta dal punto di vista delle nuove esigenze sopravvenute per qualcuno di Voi) provvederemo a chiedere al TAR di disapplicare questo illegittimo provvedimento che tuttavia non sembra riguardarci e che invece ci consegna un ulteriore ed importante certezza. Il MIUR non parla di appello cautelare e sposta alla fase di merito ogni assetto degli interessi.
Si tratta di un enorme passo in avanti nella nostra battaglia.

 

Studio Legale Avvocato Santi Delia