Archivio: News

T.F.A.: al via ai ricorsi collettivi per la famigerata classe di francese!

Parte il ricorso collettivo per la classe A245 e A246 (Lingua e civiltà straniera – Francese) del tirocinio formativo attivo, dove ben 25 domande su 60 sono state annullate.

Il MIUR ha provveduto, in questi ultimi giorni, alla terza correzione dei risultati con un ulteriore annullamento di una domanda.

Alcune università hanno, così, deciso di effettuare una nuova prova scritta per tutti coloro che sono risultati ammessi dopo l’ulteriore abbonamento della domanda e per tutti coloro che saranno ammessi con riserva dal Tar.

Contattateci ad segreteria@avvocatosantidelia.it per avere informazioni sul ricorso collettivo.

Si allega, a titolo esemplificativo, l’avviso dell’università di Cassino nonché il comunicato pubblicato sul sito dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” concernente l’integrazione dei risultati dei test preselettivi.

Vai alla sezione AZIONI COLLETTIVE IN CORSO per aderire

El triplete al T.A.R. Lombardia: Vittoria a Medicina Inglese di Pavia e alla Statale di Milano

Tre su Tre, le vittorie al T.A.R. Lombardia delle ultime ore. Illegittimo lasciare posti vacati per i corsi di laurea a Medicina. Questi posti vanno assegnati ai ricorrenti.

Titoloni sui giornali Lombardi che così scrivono a tutta pagina

 

Riempite i posti a Medicina! La sentenza del TAR contro l’Unipv

 

Gli studenti italiani esclusi dai corsi a numero chiuso sono legittimati a prendere i posti riservati agli stranieri se questi non sono totalmente coperti. A stabilirlo è ilTribunale Amministrativo Regionale della Lombardia che ha dato ragione a tre aspiranti studenti in Medicina dopo che hanno presentato ricorso contro l’Università di Pavia.

La vicenda ha inizio lo scorso anno, in occasione del test d’ingresso per accedere a Medicina. L’Università di Pavia ha previsto di ammettere 60 studenti residenti in Italia e 40 residenti  all’estero. Le richieste arrivate dall’estero però erano inferiori ai 40 posti messi a disposizione dall’ateneo.

Immediatamente gli studenti italiani esclusi dal test d’ingresso, hanno pensato che i posti vuoti potessero essere ricoperti da loro. Una conclusione a cui l’ateneo non è arrivato, lasciando la situazione così com’era. A questo punto tre aspiranti matricole hanno pensato di presentare ricorso al TAR che ha dato ragione a loro.

Questa è la motivazione della sentenza: in mancanza di studenti stranieri a cui l’università deve riservare posti per favorire lo scambio interculturale, l’ateneo deve assegnare i posti vuoti agli studenti italiani, in modo da garantire il massimo delle potenzialità formative di cui dispone. Secondo il TAR, ciò non rischia di creare un numero di medici maggiore di quello che effettivamente occorre, perché non è detto che tutti gli studenti arrivino a concludere gli studi o che, una volta laureati, esercitino in Italia.

Vai alla rassegna stampa

Il Giornale

Controcampus

 

 

La nostra ultima rivoluzione: ILLEGITTIMA LA PROVA ORALE AL CAMPUS BIOMEDICO.

Mai rassegnarsi ai soprusi. Mai pensare che se l’Amministrazione agisce “così” da anni farà bene a continuare: l’hanno sempre fatto, ci dice un amico o un parente, nessuno si è mail lagnato…sarà corretto “fare così”. D’altra parte, continua l’amico “so tutto” di turno, se a farlo è un Ministero o un’Università non ci può essere illegittimità alcuna.

Niente di più sbagliato. Smettere di lottare, abbandonando l’idea di tutelare i nostri diritti e continuare ad inseguire i nostri sogni, è quanto di più devastante per le aspettative di tutti noi e, in particolare, per i più giovani innanzi al primo concorso di ammissione della loro vita.

La prova orale dei test di ammissione presso i prestigiosissimi Atenei privati, in questo caso del Campus Biomedico, è legittima? E’ corretto decidere il futuro di migliaia di giovani chiacchierando innanzi ai commissari delle Tue aspirazioni di vita e, soprattutto, della Tua famiglia? Di cosa deve discutersi in un colloquio attitudinale se non delle vere aspirazioni del candidato?

Secondo il T.A.R. Lazio “trovano ampio ambito di riscontro e di considerazione i rilievi del ricorrente che, prendendo a riferimento le formulazioni letterali con cui si è espressa la Commissione in sede di giudizio sulle prove orali, si incentrano sulla esistenza di incongruenze, inidonee a dar conto delle ragioni del giudizio espresso“.

L’Università privata è stata condannata dal T.A.R. al pagamento delle spese di giudizio e il ricorrente ammesso a frequentare Medicina in sovrannumero rispetto agli altri colleghi.

Ecco perché….Vi chiediamo, sempre, di crederci perchè siamo noi a difendere i Vostri diritti.

Vai alla sentenza

 

L’accoglimento dei ricorsi Tfa ed il “concorsone”: dopo un traguardo storico, ci si prepara ad intraprendere una nuova battaglia.

 

Il 26 settembre 2012 ha avuto luogo la prima udienza dinanzi al Tar del Lazio (Sezione Terza Bis) per confermare i ricorsi proposti da coloro che erano stati esclusi dal test per l’accesso al Tfa.

E’ stato totalmente positivo l’esito dell’impresa condotta dal nostro Studio ormai da anni al fianco dei precari della scuola e patrocinatori di migliaia di insegnanti e dell’Associazione ADIDA contro il Decreto Gelmini istitutivo del T.F.A.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, presieduto dal Presidente Franco Bianchi con l’intervento i Magistrati Ines Simona Immacolata Pisano e Paolo Restaino, ha accolto tutti i ricorsi confermando i decreti cautelari con ordinanza motivata.

Barbara Borriero, coordinatrice Adida, riferendosi al fatto che le ordinanze sono state accolte per tutte le università, afferma .

Aggiunge, altresì, la coordinatrice >.

Il conseguimento di questo importante traguardo prova che è illegittimo lasciare che il futuro di migliaia di famiglie sia delineato in base al mero risultato di un test di sessanta domande ove, peraltro, ben venticinque erano errate, come da confessione dello stesso Ministero.

Adida, tuttavia, non è intenzionata a concedere alcuna tregua: la guerra proseguirà ed il nuovo ostacolo preso di mira sarà il c.d. “concorsone” indetto per assumere 11.542 docenti nel biennio 2013-2014, in quanto esso rappresenta un nuovo ostacolo al riconoscimento ai precari della scuola di quanto loro dovuto.

Il mega ricorso che Adida ha in cantiere avrà, appunto, lo scopo di difendere tutti i precari che da anni lavorano nella scuola e ingiustamente sono lesi da questo concorso che non riconosce i loro titoli e il servizio prestato per anni e anni nelle scuole della Repubblica.

Infatti, La Borriero tuona a tal proposito: “Ora Adida punta a impugnare il concorsone con un maxi ricorso. È impensabile che non si riconosca il dovuto a tanti precari che da anni e anni prestano servizio e che hanno fatto il servizio pubblico scolastico italiano”.

Vai alla rassegna stampa

Informazione scuola
Orizzonte Scuola

 

 

Architettura: tutti i posti liberi nelle università italiane! L’effetto micidiale derivante da un cocktail tra la soglia di sbarramento ed un quiz sbagliato.

E’ il caso della facoltà di Architettura, dove il MIUR ha istituito una soglia di sbarramento per l’ingresso unitamente alla proposizione di domande ambigue, fuori programma e troppo difficili.

Ciò ha determinato che in quasi tutte le Università Italiane non è stato raggiunto il punteggio limite stabilito per il test dal ministero, riferisce Michele Orezzi, coordinatore Nazionale dell’UDU, .

E’ per questo che l’Udu annuncia un ricorso collettivo nazionale per tutti gli esclusi chiedendo l’attribuzione e la ridistribuzione dei posti non assegnati.

Nonostante i durissimi colpi inferti lo scorso anno al Ministero dopo l’introduzione dell’illegittima soglia, si continua a perseverare nella politica della chiusura delle Università agli studenti.

Noi siamo al fianco degli studenti e non accettiamo questo sistema barbaro di selezione. Insieme per difendere i Tuoi diritti.

TFA: IL PRESIDENTE DEL TAR DEL LAZIO AMMETTE TUTTI I NOSTRI RICORRENTI ALLA PROVA SCRITTA.

Fino a 25 domande sbagliate su 60, cellulari che squillano e commissari accondiscendenti con chi copia. E’ questo il modo di decidere il futuro lavorativo di migliaia di insegnanti?

Ancora una volta gli “esperti ministeriali” hanno fatto cilecca e la lotteria del numero chiuso è impazzita.

In tantissimi, dopo anni di attesa, di fronte ad un test impresentabile, sono stati disorientati e non sono riusciti a superare una prova iniqua e ingiusta.

Noi diciamo no a questo sistema e, con noi, su questa battaglia, c’è anche il T.A.R. Lazio.

Il Presidente del T.A.R. del Lazio, Domenico Lundini, ha decretato l’ammissione di tutti i nostri ricorrenti esclusi dal test alla successiva prova scritta.

Per gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti – al fianco dei precari della scuola da ormai diversi anni e patrocinatori di migliaia di insegnanti e dell’Associazione ADIDA contro il Decreto Gelmini istitutivo del T.F.A. –  è un segnale importantissimo nella nostra battaglia per il diritto di studiare ed abilitarsi.

“Per noi è stato un lavoro faticosissimo. Il Miur ha convalidato le prove preselettive ad agosto ed ha anticipato ai primi giorni di settembre quelle scritte impedendo agli insegnanti di esercitare il proprio diritto di difesa nei confronti di un concorso palesemente illegittimo. I posti sono ancora vuoti, ci sono delle università e corsi in cui neanche una persona si è collocata in posizione utile. Non può decidersi il futuro di migliaia di famiglie all’esito di un test di 60 domande dove anche 25 erano, per confessione dello stesso ministero, sbagliate”.

Per questo e per difendere i Vostri diritti continueremo a lottare.

Già pronti altri ricorsi per tutelare tutti gli esclusi. ADERISCI

Insieme per DIFENDERE I TUOI DIRITTI. Vai al video

Vedi la presentazione del ricorso TFA, le sue modalità e le schede allegate.

Presentazione ricorso, costi e modalità di adesione

Scheda anagrafica

Procura accesso agli atti

Procura TAR

LEGGI LE FAQ

Vai alla rassegna stampa

Repubblica

Il Manifesto

Ansa

Orizzonte Scuola

Tecnica della Scuola

Vai agli articoli correlati sul TFA

TAR CALABRIA: ANCHE DOPO UN ANNO I POSTI EXTRACOMUNITARI VANNO ASSEGNATI

E’ passato un anno dal concorso dell’anno accademico 2011/2012 ed a Catanzaro sono ancora liberi 10 dei 16 posti inizialmente riservati ai cittadini extracomunitar.

Dopo l’ennesimo rifiuto ingiustificato dell’ateneo calabrese ad assegnare i posti vacanti, riservati agli studenti non comunitari ed in particolare agli studenti provenienti dall’India, tra il mese di luglio e settembre cinque aspiranti medici presentavano ricorso innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria. Il primo accoglimento arrivava in pieno agosto e segnava l’immatricolazione più calda dell’anno. Oggi (23 novembre 2012) un nuovo accoglimento nonostante la strenua resistenza dell’Università che pur di non coprire tali posti aveva eccepito la tardività del ricorso.

Il provvedimento del TAR accoglie ancora una volta le nostre tesi e ha concesso agli studenti l’immediata immatricolazione per scongiurare il pericolo di ledere ulteriormente il diritto allo studio, considerando l’imminente inizio del nuovo anno accademico e permettere così un regolare corso di studi.

Dopo  questa nuova vittoria, lo studio legale dell’Avv. Santi Delia non può che augurare alle nuove quattro matricole una brillante carriera accademica.

Vedi il nostro provvedimento vittorioso.

 

FACOLTA’ DI MEDICINA: SUL NUMERO DEI POSTI DI MESSINA IL TAR ORDINA LA COMPARIZIONE PERSONALE DEL RETTORE E IL DIRETTORE GENERALE DEL MIUR. VENGANO IN UDIENZA E SPIEGHINO AGLI STUDENTI IL PERCHE’ DI QUESTI NUMERI.

FACOLTA’ DI MEDICINA: SUL NUMERO DEI POSTI DI MESSINA IL TAR ORDINA LA COMPARIZIONE PERSONALE DEL RETTORE E IL DIRETTORE GENERALE DEL MIUR. VENGANO IN UDIENZA E SPIEGHINO AGLI STUDENTI IL PERCHE’ DI QUESTI NUMERI.
Per la prima volta nella storia del numero chiuso le denunce degli studenti vengono accolte: al T.A.R. non è bastato l’ennesimo diniego del M.I.U.R. all’aumento dei posti chiesto dagli studenti dell’Università di Messina e così per uscire dall’empasse, viene ordinata la comparizione personale dei vertici dell’Università e del Ministero. Il Rettore Francesco Tomasello e il Direttore generale Daniele Livon, si legge nell’ordinanza, “dovranno essere presenti di persona, ovvero delegare un funzionario di propria fiducia, alla prossima udienza di trattazione del ricorso, che fissa al 7 novembre 2012, per rispondere al Collegio, in contraddittorio con i legali di tutte le parti costituite, eventualmente assistiti da propri tecnici di fiducia, sui chiarimenti che il Collegio intende chiedere in merito, rispettivamente, alla nota dell’11.5.2012, oggetto di impugnativa con i motivi aggiunti, e alla nota del 26.9.2011, inviata al MIUR, nonchè su quant’altro il Collegio medesimo potrà richiedere in relazione alla pendenza in atto”.
“Dopo la trasmissione alla Corte Costituzionale delle nostre denunce sul numero chiuso di qualche settimana addietro, grazie alle quali tutte le prime pagine dei quotidiani hanno evidenziato con il numero chiuso italiano è una lotteria”, commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, “la decisione del T.A.R. Lazio palesa che non sarà più consentito soffocare il diritto allo studio indiscriminatamente e senza spiegazioni”. “I vertici di Ateneo e MIUR vengano in aula e spieghino perchè sempre e solo il nostro Ateneo ed i nostri studenti messinesi debbono essere penalizzati”, conclude l’Avvocato Santi Delia.
I fatti che hanno dato origine all’importante provvedimento risalgono a qualche mese addietro.
Nonostante, negli ultimi 4 anni il corso di laurea in Medicina dell’Ateneo di Messina sia l’ultimo della Sicilia avendo subito l’aumento esponenziale dei posti di CATANIA (da 257 con il polo di Ragusa nel 2007 a 347 senza il polo di Ragusa nel 2011) e PALERMO (da 250 del 2007 a 440 del 2011), l’Università è rimasta a guardare.
Gli studenti, invece, hanno presentato ricorso al T.A.R. Lazio denunciando che Messina, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, nonostante abbia un rapporto docenti-studenti tra i più alti della nazione (8,80 studenti per docente mentre in Italia la media è di 11) resta al palo dei 200 posti. La metà rispetto, ad esempio, all’Università di Palermo che, peraltro, ha 68 docenti in meno rispetto all’Università peloritana (462 Messina vs 394 Palermo). Ed è così che, come sta sempre più spesso avvenendo per tutto ciò che riguarda Messina, negli ultimi anni si assiste ad una vera e propria “dismissione del sapere” in riva allo stretto. Sino al 2007, infatti, i posti per l’ammissione al corso di laurea in Medicina in Sicilia vedevano Catania, in testa, con 260 posti, poi Palermo con 253 ed infine ad irrisoria distanza Messina con 225.
Per lo scorso anno accademico la differenza diventa siderale. Palermo offriva 443 posti, Catania 350, Messina, prima del contenzioso vinto dagli studenti che hanno reclamato i posti lasciati liberi dagli extracomunitari, ne occupava solo 221.
Tra un mese esatto, ai nuovi test, questa situazione rischia di aggravarsi ulteriormente giacchè, a seguito degli accorpamenti delle sedi di Messina, Catania, Catanzaro e Palermo ai fini concorsuali (vi sarà una graduatoria unica per tutte e 4 le Università), gli studenti messinesi potranno vedersi sbarrare la strada dai cugini catanesi e palermitani i cui punteggi al test sono sempre stati più alti.
Lo scorso anno accademico (2011/12) l’ultimo ammesso a Messina ha totalizzato il punteggio di 38,50. A Catanzaro 40; a Palermo 40,25. A Catania addirittura 44,50. Per comprendere quanto importanti siano le differenze, basta rilevare che l’ultimo amesso a Messina avrebbe ottenuto, a Catania, la posizione n. 725 in graduatoria ad una distanza enorme dall’ultimo degli ammessi (391).
Nonostante a livello nazionale si sia passati dai 7.366 posti del 2007 ai 10.464 del 2011, Messina, ai nastri di partenza di settembre, anche quest’anno, è sempre rimasta ferma ai 225 posti (extracomunitari compresi).
Mentre solo grazie al contenzioso instaurato dagli studenti lo scorso anno si sono potuti recuperare ben 23 posti per i soli corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria, concludono gli Avvocati Bonetti e Delia, la decisione del T.A.R. Lazio rappresenta un importante ammonimento a chi governa l’istruzione: si pensi agli studenti ed a trasmettere conoscenze e sapere. Questa, almeno per noi, è l’Università.

Rassegna stampa

Gazzetta del Sud

Centonove

Messinaora

Tempostretto

AL TAR L’AQUILA UNA PIETRA MILIARE DEL NUMERO CHIUSO: CHI E’ AMMESSO CON LA SOSPENSIVA E SUPERA GLI ESAMI DEL PRIMO ANNO E’ DEFINITIVAMENTE DENTRO

Una delle nostre più convinte battaglie è stata vinta. Dopo che un concorso illegittimo si era consumato per l’ammissione alle Professioni sanitarie dell’Università de L’Aquila, avevamo agito innanzi al T.A.R. chiedendo l’immediata ammissione dei nostri ricorrenti.

Richiesta accolta. Tutti hanno potuto studiare sin dal mese di dicembre dello scorso anno. Qualche giorno fa l’udienza finale nella quale abbiamo fatto rilevare che i nostri studenti, come spesso avviene, avevano superato tutte le materie del primo anno e, per questo, nessun test poteva mettere in discussione la loro ormai consolidata posizione.

Ecco la risposta del T.A.R.“Ritiene il collegio di condividere l’attenta difesa delle ricorrenti in ordine all’improcedibilità del gravame, per avvenuta stabilizzazione delle posizioni giuridiche scaturite a seguito dell’accolta sospensiva.Quanto alla prova circa l’avvenuto superamento degli esami del primo anno di corso da parte dei ricorrenti, tale circostanza può darsi per acquisita in giudizio, atteso che la formale dichiarazione resa agli atti dalla parte interessata non è stata in alcun modo confutata dalla PA resistente; pertanto trova applicazione nella specie l’art. 64 CPA comma 2, secondo cui il giudice deve porre a fondamento della decisione i fatti non specificamente contestati dalle parti costituite.
Premesso quanto sopra, ai sensi del citato art. 4 comma 2 bis del d.l. 115/2005, è la legge stessa a consentire in capo al ricorrente lo stabile conseguimento del titolo per il quale concorre, a seguito del superamento delle relative prove, anche allorché tale traguardo scaturisca in virtù –come nella specie- di provvedimenti giurisdizionali cautelari che hanno determinato il superamento dell’originaria preclusione partecipativa.
Ed il titolo in questione per le ricorrenti era proprio quello lo status di matricola e di studente, titolo in concreto raggiunto mediante il proficuo superamento degli esami del primo anno di corso. Come esattamente osservato nella memoria del 28.5.2012, infatti,”…l’ammissione del corso di laurea a numero chiuso, d’altra parte, non dà affatto la certezza di ottenere il titolo di laurea, ragion per cui sarebbe errato pensare che la legge sia applicabile solo ove il ricorrente acquisisca la laurea (poiché) l’accesso, come detto, è inerente solo al primo anno”; pertanto, il superamento degli esami previsti in tale piano di studi equivale senza dubbio a quelle prove scritte e orali a cui la legge fa riferimento.
In conclusione, il ricorso va dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 4 comma 2 bis del dl. 115/05 introdotto dalla legge di conversione 168/2005, con gli effetti di stabilizzazione appena precisati“, e i ricorrenti sono, quindi, definitivamente, ammessi.

Continueremo strenuamente a difendere il diritto allo studio perchè non sia mai consentito che, dopo anni di studio, si vanifichino gli sforzi fatti da famiglie e studenti.

Vai al Weblog per leggere l’articolo completo.

Studio Legale Avvocato Santi Delia