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Il T.A.R. LAZIO ORDINA AL MIUR DI DARE ALL’ATENEO DI MESSINA 22 POSTI IN PIU’ PER IL CORSO DI LAUREA IN MEDICINA.

Accolto il ricorso degli studenti difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti che commentano: paradossale che debbano essere gli studenti ad ottenere giustizia innanzi al T.A.R. e l’Ateneo resta immobile innanzi agli illegittimi tagli ministeriali.

Il MIUR non da a Messina 22 posti in più che vogliono dire più tasse e più prestigio per l’Ateneo che, negli ultimi 4 anni, è diventato l’ultimo corso di laurea in medicina della Sicilia avendo subito l’aumento esponenziale dei posti di CATANIA (da 257 con il polo di Ragusa nel 2007 a 347 senza il polo di Ragusa nel 2012) e PALERMO (da 250 del 2007 a 440 del 2012) e l’Università resta a guardare.
Messina, in controtendenza rispetto al resto d’Italia, nonostante abbia un rapporto docenti-studenti tra i più alti della nazione (8,80 studenti per docente mentre in Italia la media è di 11) resta al palo dei 200 posti. La metà rispetto, ad esempio, all’Università di Palermo che, peraltro, ha 68 docenti in meno rispetto all’Università peloritana (462 Messina vs 394 Palermo).
Ed è così che, come sta sempre più spesso avvenendo per tutto ciò che riguarda Messina, negli ultimi anni si assiste ad una vera e propria “dismissione del sapere” in riva allo stretto.
Sino al 2007, infatti, i posti per l’ammissione al corso di laurea in Medicina in Sicilia vedevano Catania, in testa, con 260 posti, poi Palermo con 253 ed infine ad irrisoria distanza Messina con 225.

Oggi la differenza è siderale.
Palermo offre 443 posti, Catania 350, Messina ne occupa solo 221.

Nonostante a livello nazionale si sia passati dai 7.366 posti del 2007 ai 10.464 del 2011, Messina, ai nastri di partenza di settembre, è sempre rimasta ferma ai 200 posti.
Sulla base di questi numeri una quindicina di studenti, difesi dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, gridano giustizia ritenendo che per loro, ad appena pochi posti dall’ultimo ammesso, non c’è nessuna valida ragione che possa giustificare la loro esclusione. Se ci sono spazi, strutture e risorse umane per più studenti, perchè negarci il diritto di studiare?
Il T.A.R. ritiene fondate  le doglianze e ordina al Ministero “il riesame della specifica situazione relativa all’Università di Messina e al suo effettivo fabbisogno, anche alla luce della situazione complessiva dell’intero contenzioso che si è sviluppato in argomento, secondo i precedenti richiamati nell’odierna camera di consiglio dal difensore dei ricorrenti medesimi” (Sez. III, 6 aprile 2012, n. 1291).
Mentre l’Ateneo di Messina deve ancora provvedere a coprire tutti i posti disponibili lasciati da extracomunitari mai sbarcati in Sicilia sulla base dell’ordine del Consiglio di Stato e del T.A.R. Catania, commenta l’Avvocato Delia, la decisione del T.A.R. Lazio mette a nudo quanto distorto ed illegittimo sia l’attuale sistema del numero chiuso che, in casi come quello di Messina, non consente a studenti meritevoli di poter studiare ciò a cui aspirano senza alcuna legittima ragione. 

I dati sono consultabili su questo link (http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-133503671), tratti all’esito della conferenza dei corsi di laurea delle professioni sanitarie e riassunti da Sole24 ore Sanità.

Ansa

Gazzetta del Sud

Centonove

Messinaora

Tempostretto

Normanno

24live.it

Tirrenosat

Il PRESIDENTE DEL T.A.R. CATANIA ORDINA ALL’UNIVERSITA’ DI IMMATRICOLARE IMMEDIATAMENTE IL NOSTRO RICORRENTE

Nonostante le innumerevoli diffide inoltrate all’Università di Messina, nessun provvedimento è stato ancora adottato circa i 23 posti (tra Medicina e Chirurgia e Odontoiatria) lasciati liberi dai cittadini extracomunitari.

Nonostante il T.A.R. Catania, con ben 4 sentenze, e il Consiglio di Stato, con altri due provvedimenti, abbiano ORDINATO all’Università di coprire tutti i posti disponibili sulla base delle richieste di tutti coloro che avevano fatto ricorso, l’Ateneo ha sin’ora immatricolato solo 6 dei nostri ricorrenti ed ha dichiarato, per le vie brevi, di “star decidendo cosa fare” per gli altri.

Nonostante vi siano altri posti liberi per passaggi al II anno autorizzati nel mese di febbraio, inoltre, neanche in tal caso si sta provvedendo allo scorrimento. E anche in questo caso, nonostante il T.A.R. dica che i posti rimasti vacanti dopo i passaggi al II anno vanno messi a scorrimento.

Proprio per questo, diversi studenti, in questi giorni, si sono rivolti al nostro studio per fare ricorso e ottenere il posto che, DI DIRITTO, gli spetta.

Il PRESIDENTE DEL T.A.R., preso atto che l’ATENEO NON HA ANCORA OTTEMPERATO ALL’ORDINE DEL TRIBUNALE, HA GIA’ ACCOLTO IL NOSTRO NUOVO RICORSO E ORDINATO ALL’UNIVERSITA’ DI IMMATRICOLARE IMMEDIATAMENTE IL NOSTRO RICORRENTE.

L’Università, che con il contenzioso di quest’anno è già stata condannata a pagare oltre 15.000 euro di spese legali ai ricorrenti illegittimamente esclusi, nonostante il chiaro dettato del GIUDICE AMMINISTRATIVO, sta costringendo decine di studenti a sobbarcarsi ingenti spese pur di vedere riconosciuto il proprio diritto a studiare.

VAI AL DECRETO DI AMMISSIONE DEL PRESIDENTE DEL TAR

Il diritto allo studio va in radio

Domani sabato 24 marzo 2012, dalle 17 alle 19 sulla prima web-radio di Messina, MessInOnda Social Radio, all’interno del programma Onda Universitaria, si parlerà di Diritto allo Studio e in particolare di come questo viene oggi garantito nell’ambito dei corsi di laurea a numero chiuso.

Ospite l’Avvocato Santi Delia

Vedi la puntata

Vedi l’intervista parte 1

Vedi l’intervista parte 2

Vedi l’intervista parte 3

 

Depositato l’appello contro l’Università di Messina

L’appello è già stato notificato e depositato innanzi al C.G.A.

Nei prossimi mesi sapremo la data di trattazione.

Segue il comunicato.

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Non siamo soliti commentare le sentenze di primo grado ma, ove vi siano i presupposti, appellarle ed ivi spiegare le ragioni del nostro dissenso.

In questo caso, tuttavia, le ragioni che ci hanno già convinto ad annunciare l’appello avverso la sentenza del T.A.R. e prendere posizione sul comunicato stampa diramato dall’Ateneo, sono dovute ad una errata ricostruzione dell’operato della commissione in punto di fatto, su cui è basato l’intero iter argomentativo di cui in sentenza.

Il T.A.R., infatti, ha ritenuto corretto l’operato dei Commissari assumendo che questi si siano limitati a verificare la concordanza dei codici (segreti) attribuiti ai candidati senza avere contezza delle generalità degli stessi come visibile dalla “finestra trasparente” delle due buste contenenti, rispettivamente, il foglio risposte e quello anagrafica (contenente l’abbinamento di nome e codice).

Se così fosse stato, tuttavia, nessuno degli studenti avrebbe lamentato così gravi violazioni del principio dell’anonimato.

Sono gli stessi verbali di concorso (che alleghiamo con tale parte in evidenza), invece, a chiarire che i Commissari hanno non solo controllato “la concordanza tra numero seriale del compito e numero seriale della scheda anagrafica” ma hanno, altresì, verificato “la concordanza tra i dati contenuti nella scheda anagrafica e il documento di identità del candidato”.

Tale verifica è possibile solo esaminando l’intero foglio anagrafica e non solo il codice segreto visionabile dalla finestra trasparente.

La commissione, quindi, a differenza di quanto ha scritto il T.A.R., non si è limitata a verificare la coincidenza dei due codici visibile dall’esterno delle buste ma ha verificato anche che a quel determinato nome corrispondesse quel determinato codice.

Proprio in ragione di tale presupposto fuorviante secondo il T.A.R. “il controllo della Commissione, in sede di consegna delle relative schede, il giorno – 5.9.2011 – della prova, non ha implicato alcun formale abbinamento (tra i nominativi e gli elaborati medesimi) tale da pregiudicare la trasparenza del successivo procedimento di correzione; a meno di volere ipotizzare condotte fraudolente e penalmente rilevanti”.

Proprio in ragione di tale errore di fatto, il T.A.R. arriva a sostenere che la commissione aveva “il preciso DOVERE di accertare la corrispondenza del codice identificativo del candidato, visibile nella “finestra trasparente” della busta contenente la scheda anagrafica, con quello visibile nella analoga “finestra” presente nella busta contenente la scheda-quiz”.

In realtà, come detto sopra, non essendosi limitata la Commissione alla verifica dei codici visibili dalle finestre trasparenti ma, al contrario, ha verificato la corrispondenza del Vostro nome apposto sull’anagrafica rispetto al codice contenuto nella scheda risposte .

Questo l’errore di fondo che, a nostro parere, ha condizionato l’intero ragionamento del T.A.R.

Il TAR sembra essersi convinto che la verifica dell’abbinamento CODICE-CANDIDATO sia necessaria “per evitare episodi di fraudolenta sostituzione di schede tra i candidati testimoniati, purtroppo, dalle cronache di qualche anno addietro)“.

Avevamo spiegato che, da qualche anno, non è più possibile portarsi l’amico o il papà che ti fa il test giacchè la divisione per aula è in base all’età e i quiz sono formulati in modo tale che nessuno studente, se non studia approfonditamente per i test, è capace di aiutare un altro. Il candidato che vuole un aiuto dovrebbe essere così fortunato da trovarsi un genio, della sua età, che non sia interessato all’ammissione e che abbia pure il suo stesso cognome o giù di li.

Lo scambio, inoltre, con l’amico o il papà non può avvenire fuori dall’aula giacchè le nuove norme dispongono che “è consentito lasciare l’aula solo trenta minuti prima della conclusione della prova”. Abbiamo dei verbali di altre Università, infatti, che dimostrano che non si può andare in bagno pena l’esclusione e, anche a Messina, in un caso eccezionale, un candidato è stato accompagnato al wc personalmente da un vigilantes. Nessuno scambio quindi poteva avvenire.

La preoccupazione del T.A.R. è quindi platealmente in contrasto con quanto prevede la legge che regola il vostro concorso.

 

Siamo rammaricati, inoltre, del fatto che il T.A.R. abbia omesso di chiarire le conseguenze sulla validità della prova con riguardo alla sparizione dei plichi. Sulla vicenda, infatti, avevamo proposto separati motivi aggiunti (pubblicati persino sul sito d’Ateneo) della cui esistenza non si da conto nè in fatto nè in diritto della sentenza.

Per il resto delle censure, invece, il T.A.R. ritiene “nessuna delle addotte censure appare meritevole di essere condivisa (quanto meno in termini di rilevanza sostanziale)” affermando, quindi, che si sia trattato di mere circostanze formali.

In particolare, nonostante il D.M. 15 giugno 2011 (art. 12 dell’allegato I) chiarisce che “la rappresentanza del MIUR presso il CINECA”, avrebbe dovuto “verificare che siano state rispettate le procedure previste nel presente decreto” ed avrebbe dovuto “autorizza[re] il Consorzio stesso alla determinazione del punteggio di ciascun elaborato” e quindi, in particolare, avrebbe dovuto verificare l’integrità dei plichi, manca un verbale che attesti tale circostanza. Non riusciamo a comprendere, pertanto, come avremmo potuto fare a dimostrare che “siano stati rinvenute buste o altri plichi manomessi” (così a pag. 8 della sentenza) quando manca un qualsiasi verbale che attesti l’integrità dei plichi una volta giunti al CINECA e SOPRATTUTTO L’UNIVERSITA’ HA DENUNCIATO DI AVER SUBITO IL FURTO DEI PLICHI.

Ci conforta poco, pertanto, che il T.A.R. dia atto della “pur abile ed ampia difesa dei ricorrenti” (pag. 8) nella rappresentazione dei fatti giacchè tali fatti sembrano, in realtà, da esso erroneamente percepiti.

Forse anche per tali ragioni, la sentenza non sembra avere avuto una genesi pacifica nei membri del Collegio, essendo documentale che sia stata estesa non dal relatore designato ma dal Presidente del Collegio.

Siamo fiduciosi, pertanto, che trattandosi di un’evidente errata percezione delle circostanze in punto di mero fatto, in sede di appello si riesca a fare luce sulla vicenda nell’interesse non solo dei ricorrenti ma di tutte le migliaia di studenti partecipanti alla prova.

In merito al tenore del comunicato dell’Ateneo, invece, non riusciamo a comprendere per quale ragione si continui a difendere un metodo che, per lo stesso Tar Catania, è giustificabile solo perché il principio dell’anonimato non può essere inteso in modo tassativo e assoluto, tale da comportare l’invalidità delle prove ogni volta che sussista un’astratta possibilità di riconoscimento”.

A nostro parere, infatti, la difesa di un metodo (comunque) astrattamente idoneo a violare le garanzie di segretezza concorsuali con conseguente identificazione e abbinamento dei compiti ai candidati non può giovare all’Ateneo Messinese e alla sua immagine. Il Consiglio di Stato (parere n. 3672/11) ci ha già dato ragione ritenendo sufficiente la mera, astratta possibilità dell’avverarsi di una tale evenienza” e ora andremo proprio in appello per colpire non l’Università di Messina ma il metodo che propina da dieci anni a questa parte. Non basterebbe, ci chiediamo, uniformarsi ai criteri degli altri Atenei nazionali e evitare inutili polemiche e ricorsi scaturiti a seguito dell’esatta riproposizione delle stesse modalità?

Vai al verbale di concorso

Vai alla scheda anagrafica svelata dai Commissari

Vai al verbale che prova che NON SI PUO’ USCIRE DALL’AULA DURANTE IL CONCORSO

Avv.ti Santi Delia & Michele Bonetti

Ancora un’altra vittoria al CONSIGLIO DI STATO: cadono le Università di Messina e Catania

Il diritto allo studio viene nuovamente riaffermato innanzi al Consiglio di Stato. Le ordinanze di rigetto del T.A.R. Lazio sono nuovamente annullate ed i nostri ricorrenti ammessi.

Le Università di Messina e Catania, per i corsi di laurea in Medicina, dovranno occupare tutti i posti liberi ancora presenti (ben 19 a Messina e 2 a Catania) ed ammettere i ricorrenti che, già da domani, potranno cominciare a studiare al Corso di Laurea cui da sempre avevano aspirato.

Consiglio di Stato, Sez. VI, 14 marzo 2012, n. 1034

Consiglio di Stato, Sez. VI, 14 marzo 2012, n. 1074

Rassegna stampa

Ansa

Palermoreport

Centonove

Tempostretto

Normanno

 

 

Prestigiosa vittoria al Consiglio di Stato

Non fidatevi di come corregge le domande del test il CINECA!

Il Consiglio di Stato ritenendo che “…dall’esame del modulo risposte compilato dall’appellante non emerge l’apposizione di segni grafici univocamente identificativi della volontà di annullare la risposta fornita al quesito n. 56” ha ammesso con riserva la nostra ricorrente al Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria.

Ancora una volta è stato dimostrata l’inefficienza dell’attuale sistema universitario e quanto più volte denunciato dall’Unione degli Universitari sui metodi errati di correzione da parte del Cineca!

Vai alla decisione del Consiglio di Stato

MEDICINA E ODONTOIATRIA: l’UNIVERSITA’ DI MESSINA DEVE OCCUPARE TUTTI I 23 POSTI LIBERI LASCIATI DAI CITTADINI EXTRACOMUNITARI

Nuova e decisiva vittoria contro l’Università di Messina. Dopo che il Consiglio di Stato, cambiando la propria più recente giurisprudenza, aveva ordinato l’ammissione di uno dei nostri ricorrenti, oggi il T.A.R. di Catania ha obbligato l’Ateneo “allo scorrimento della graduatoria unica fino alla completa utilizzazione dei posti, rimasti vacanti, riservati agli studenti extracomunitari e cinesi, e ciò anche mediante ulteriore scorrimento delle due graduatorie di Medicina e Cirurgia e di Odontoiatria, conseguente all’eventuale rinuncia di concorrenti posti in posizione potiore rispetto” ai ricorrenti.

Il T.A.R., inoltre, mostrando di aderire alle nostre tesi sulla concezione del “numero chiuso” ha sottolineato che “la scelta di non utilizzare i suddetti posti contrasta con la asserita finalità del “numero chiuso” per l’accesso agli studi universitari, vale a dire qualificare un numero congruo di laureati rispetto alle esigenze effettive del mercato del lavoro, posto che, come per altro emerge dal parere n. 5 del 22.6.2011 dell’Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), “ci si aspetta, a partire dal 2013, un saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni” di medici” e ha anch’Egli ricordato l’importante e “recente decisione cautelare (cfr. Cons. Stato, VI, 15.2.2012, n. 647)” con la quale “anche il Giudice di seconde cure, in un caso analogo, ha ritenuto fondata la censura in esame, disponendo la sospensione della graduatoria nella parte in cui non è stato operato lo scorrimento dei posti non assegnati agli extracomunitari“.

Conclusivamente, ha statuito il T.A.R., “va annullato il bando di concorso ove venga interpretato nel senso di non consentire la redistribuzione ai cittadini comunitari dei posti riservati ai cittadini extracomunitari, con conseguente obbligo dell’Amministrazione procedere allo scorrimento della graduatoria, verso il quale la ricorrente nutre l’interesse strumentale così come ricostruito dalla citata A.P. 14/2011″.

T.A.R. Catania, sentenze brevi 9 marzo 2012, nn. 610, 614 e 616

Vai al primo DECRETO DI IMMATRICOLAZIONE FIRMATO DAL RETTORE

Vinti i ricorsi per le Università che non hanno provveduto all’ampliamento del 10% dei posti

Nuova vittoria  contro il meccanismo del numero chiuso. Questa volta tocca all’Università di Siena fare i conti con il provvedimento del TAR Lazio che accoglie la domanda degli studenti rimasti fuori dalle graduatorie per un mancato ampliamento dei posti nel 10%.
Innanzi alla ostinazione dell’Università di Siena a non provvedere all’ampliamento del 10%, abbiamo continuato a difendere gli studenti per la difesa i loro diritti.
Il risultato?
Ancora una volta il TAR riconosce il diritto allo studio, rileva nuovamente la irregolarità dell’Ateneo nel rifiuto di ampliare i posti e gli aspiranti studenti di medicina possono immatricolarsi.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, ordinanza 2 marzo 2012, n. 785

TUTTI AMMESSI A PALERMO: saranno Fisioterapisti, Inferimieri e Radiologi

Carissimi,
tutti aspettavamo questa notizia e la notizia è arrivata.
Abbiamo vinto. Senza se e senza ma. Vittoria eclatante e schiacciante su tutta la linea.
Tutti ammessi. Da chi aveva solo pochi punti e quindi sotto la soglia dei 20 stabiliti dal D.M. a chi sino al giorno dell’udienza era il primo dei non ammessi.
Condanna alle spese dell’Università e trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica.
Ha colto nel segno il motivo sull’anonimato, sulla mancanza delle buste e sulla non necessità di proporre querela di falso.
La “reliquia” del foglio di istruzioni da noi reperita e, se ci è consentito, la nostra impostazione, sono state decisive e riportate in toto nella sentenza.
L’anonimato è stato platealmente violato dalla SELEXI e dall’Ateneo di Palermo e con esso il vostro diritto di studiare.
Avremo certamente modo di sentirci ma frattanto Vogliamo porgerVi i nostri più sinceri auguri per una splendida carriera accademica.
Siete studenti Infermieristica, Fisioterapia e Radiologia. Avete avuto accesso al sapere e, come mai finiremo di provare a fare, ottenuto l’abbattimento delle illegittime barriere al Vostro diritto allo Studio. Non perdete quest’occasione e siate orgogliosi di come Vi siete guadagnati di poter indossare quel camice.

Anche per Voi oggi la tartaruga è giunta in mare….

Con affetto e riconoscenza per la fiducia riposta in noi sul Vostro futuro.

Santi Delia & Michele Bonetti

Rassegna Stampa

Repubblica

Gazzetta del Sud

Giornale di Sicilia

Corriere Univ

Messinaora

Giornale di Sicilia 10 marzo 2012

——– Le Vostre parole ——

Gent.mo Avvocato,

La ringrazio di cuore perchè Lei oggi mi ha regalato un sogno, ma non solo, mi ha sopratutto concesso la possibilità di realizzarlo!!
Non abbiamo mai smesso di sperare, di lottare per quello che è il nostro diritto allo studio, la nostra vita nella legalità ma più di ogni altra cosa noi non abbiamo mai smesso di crederci, di credere che davvero, nell’unica vita che ci appartiene, siamo noi gli artefici del nostro destino e che ci sono obiettivi realmente raggiungibili di cui nessuno, neanche quegli uomini incravattati e sconosciuti possono privarci perchè è solo a noi che appartengono!! è stata un’attesa lunga, silenziosa, non priva di momenti di sconforto ma siamo stati adeguatamente ricompensati, e lo dobbiamo soprattutto a Voi e al Vostro operato! Faremo tesoro di questa opportunità, onoreremo il posto che ci siamo giustamente meritati tra le file dei banchi di quell’aula come tra le file della vita che stringiamo tra le mani.
Un caloroso saluto e i più sentiti ringraziamenti.
Federica D’arpa
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Grazie infinite per aver dato voce ai miei di sogni… grazie alla sua immensa Professionalità, all’amore e alla dedizione che presta nel suo lavoro; grazie a lei e al suo staff oggi ho coronato un sogno…1000 volte grazie. Un caloroso saluto,
Giovan Battista Sinnone.
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Non smetterò mai di ringraziarla! 🙂
Avrai sempre un posto importante nei miei pensieri! quella foto è in stand by nelle mie foto profilo da sei mesi… e adesso, grazie a te e al maresciallo Sinnone, ho potuto impostarla come immagine profilo… e cosa più importante, potrò realizzare il mio sogno. aiutare chi sta male.. è la cosa che più mi piace al mondo, far stare bene gli altri.. proprio come fai tu!
Tu sei una persona rara, una di quelle che crede fermamente in ciò che fa.. non lo dico per circostanza ma perchè l’ho capito subito e per questo ho avuto subito fiducia in te.. non hai mai agito per interessi economici ma perchè credi fermamente nella causa che porti avanti. Quando avrai un momento di sconforto pensa a queste parole.. tu hai regalato la speranza di un futuro migliore, la realizzazione di un sogno, la voglia di fare, di costruire. Ci hai regalato il nostro futuro e te ne saremo per sempre grati.
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Carissimo Avvocato, non avrò mai parole abbastanza per ringraziarLa per tutto ciò che con passione ed amore ha fatto per noi; ci ha permesso di poter realizzare i nostri sogni verso un futuro migliore.. grazie per la pazienza sempre mostrataci e per tutte le splendide qualità che umanamente e professionalmente La contraddistinguono..Non scorderò MAI il Suo nome, ha cambiato la nostra vita..Un sentito GRAZIE.
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Avvocato!!! Complimenti! Grazie! Stefania Barbaro

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Carissimo Avvocato, non ho parole per ringraziarla per tutto il lavoro svolto, per l’appoggio, e soprattutto per aver creduto in noi quando abbiamo bussato alla sua porta!

Elisabetta Garofalo

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Semplicemente GRAZIE di tutto.
Grazie per questa opportunità di vita, per tutto l’impegno ed il tempo speso in questa causa.
Profonda stima per la Vostra persona, per i metodi lavorativi e per quello in cui Vi credete e battete.
Cordialmente
Albanese Mirko

Il diritto allo studio per tutti: importante vittoria per uno studente disabile a La Sapienza

ll Tar Lazio accoglie il ricorso per l’Unione degli Universitari e ammette al corso di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Ateneo romano della Sapienza un altro studente disabile.

Il TAR Lazio censura ancora una volta il comportamento dell’Ateneo romano verso gli studenti disabili rilevando “che al ricorrente, disabile rispetto agli altri concorrenti in quanto affetto da “Dislessia” non appaiono essere state offerte in sede di svolgimento delle prove a test, le condizioni e gli strumenti appropriati a tale suo particolare stato“.

Secondo il Tar del Lazio sono sorrette da sufficienti elementi di buon esito le censure del candidato con le quali lamenta di “non essere stato messo in grado di concorrere mediante strumenti appropriati al suo particolare stato, in condizioni di parità con altri candidati“.

La decisione conferma quanto precedentemente e ripetutamente statuito dalla giustizia amministrativa a seguito di nostri ricorsi a favore di studenti con disabilità che continueremo a supportare senza alcuna esitazione.

Vedi ordinanza del TAR Lazio

Vedi articolo “La Repubblica”

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Studio Legale Avvocato Santi Delia