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Trasferimenti dall’estero: en plein al Tar di Cagliari! Quattro ricorsi su quattro accolti al Tar di Cagliari.

Il Tar di Cagliari con una motivata e articolata sentenza contesta l’orientamento del Consiglio di Stato che non consente i trasferimenti dalle Università straniere in Italia.

Con questa sentenza molti dei nostri ragazzi, fuggiti all’estero per le storture del numero chiuso, potranno ritornare in Italia.

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Cronaca di Cagliari

Unica.it

Unione

Report e gli sprechi del Miur: l’ennesimo affronto al diritto allo studio.

Una deplorevole notizia è emersa da un’inchiesta effettuata ad opera della trasmissione Report: si tratta della realizzazione di video commissionati dal Ministero della Pubblica Istruzione – di cui non si conosceva l’esigenza nè l’esistenza e del tutto scarni quanto a contenuti – che si configura come l’ennesimo affronto al diritto allo studio universitario.

Infatti, elargire ingenti somme per la produzione di filmati non originali, brevi, composti da materiale reperito sul web, per un ammontare complessivo pari a 730 mila euro, si palesa come un mero spreco alla luce dei sacrifici di cui gli studenti e le loro famiglie si sono fatti carico per sostenere gli studi, un peso aggravato negli ultimi tempi dai noti tagli imposti a Scuola e Università pubblica.

Viene spontaneo chiedersi il perchè, esistendo questi soldi, gli stessi fondi non siano stati destinati a Scuola e Università. La Gelmini, a seguito della rilevante scoperta del programma condotto da Milena Gabanelli, si trova ad essere al centro del Mirino per il fatto che nel 2008 nominò degli esperti al fine di valutare gli acquisti dei predetti video, c.d. pillole di cultura.

Per difendere il diritto allo Studio – evidentemente messo in pericolo dallo scandalo generato dall’acquisto dei format anzidetti per la visione nelle scuole – Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, asserisce: “Abbiamo già dato mandato al nostro legale, l’avv. Michele Bonetti, di valutare l’opportunità di avanzare azioni legali su quanto accaduto anche di natura penale costituendoci parte civile a nome di tutti gli studenti italiani e chiedendo i danni ai diritti responsabili e allo stesso Ministero per colpa in vigilando”.

Precisa Orezzi: “Prima di tutto vogliamo quanto non c’è stato finora: massima chiarezza e trasparenza. Mentre assistiamo a queste scene migliaia di studenti non possono sostenere il costo dell’università, a discapito del merito e delle capacità. Come eravamo in piazza il 17 novembre continueremo la nostra mobilitazione sul diritto allo studio universitario”.

Si allega il relativo link del video.

Prorogate al 21/11 le adesioni al ricorso collettivo per l’ammissione alle Professioni sanitarie

Professioni sanitarie: altro giallo a Messina. Piovono i ricorsi

Qualche giorno fa l’annuncio dell’Ateneo circa l’annullamento delle prove per l’ammissione ai corsi magistrali delle professioni sanitarie. Ora scoppia invece il giallo sulla prova dell’11 settembre per l’ammissione alle triennali. Nella prova di concorso per l’ammissione alle professioni sanitarie (infermieristica, fisioterapia, logopedia, etc.) mancavano 3 plichi di concorso. Un altro plico era semiaperto. A denunciarlo è il Comitato Nonumerochiuso che in una nota spiega: “La Commissione e il Rettore che ha approvato gli atti, tuttavia, hanno verbalizzato l’accaduto senza denunciare il fatto alla Procura della Repubblica per gli accertamenti del caso.

Frattanto escono i risultati e a Messina i punteggi sono i più alti d’Italia. Il ricordo – continua il Comitato – non può che andare al 2007 quando a Catanzaro mancarono all’appello proprio 3 plichi. In quel caso il Rettore della Magna Graecia denunciò il fatto e solo dopo 3 anni, grazie agli approfondimenti dei Ris di Messina, si smantellò una vera e propria organizzazione che riusciva a trafugare con anticipo le domande del test mettendole sul mercato. L’Udu ha ricevuto numerosissime segnalazioni dagli studenti e sta valutando un ricorso collettivo.

Per i suoi avvocati, Santi Delia e Michele Bonetti, si può procedere chiedendo l’ammissione con riserva al corso di laurea. I legali, dopo aver preso visione degli atti di concorso, fanno sapere che “il fatto che manchi un plico in una scatola non sembra casuale. La ditta che ha gestito il concorso è certificata Rina e dovrebbe essere dotata di tecnologie tali da escludere ogni situazione di questo tipo. Non a caso i Ris di Messina, nell’indagine sui fatti di Catanzaro del 2007, partirono proprio dalla sede ove i plichi erano confezionati. Dopo aver accertato l’esistenza di un sofisticato sistema di controllo a base di sensori elettronici che esclude errori nel riempimento delle scatole e dei plichi, si concentrarono su altre piste. Stupisce che l’Ateneo – conclude la nota – dopo gli stellari punteggi dei candidati alle Professioni sanitarie, in netta controtendenza con quelli di Medicina ove i candidati di Messina erano stati fanalino di coda rispetto a Palermo e Catania, non si sia chiesto se ci fosse qualcosa da approfondire”.

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Gazzetta del Sud

Centonove

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ADIDA – “SVOLTA DECISIVA” AL TRIBUNALE DI MILANO

Vittoria per i precari di Adida il Ministero condannato alle spese del processo
Il Tribunale di Milano nella persona del Giudice Istruttore Dott.ssa Chiara Colosimo ha accolto il ricorso dell’Associazione Adida patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia; trattasi di una vittoria storica poiché dopo alcuni accoglimenti vi era stata un’inversione di tendenza a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione a cui si erano uniformati tutti i Tribunali compresi quelli di Roma e Milano, che oggi ha invece il coraggio di tornare sui propri passi.
“Forse siamo ad un giro di boa – ha commentato Barbara Borriero coordinatrice nazionale Adida – questa volta non si tratta di un accoglimento di sparuti e piccoli Tribunali della Penisola, ma di una svolta intervenuta in uno dei Tribunali e fori più importanti d’Italia”.
“L’accoglimento riguarda non solo gli scatti di anzianità ma anche il risarcimento del danno – riferiscono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – il Tribunale ritiene che un lavoratore a tempo determinato sia tale e quale in termini di competenza e professionalità ad uno a tempo indeterminato e non fa distinzioni fra abilitati e non abilitati, equiparandoli finalmente in termini economici”.
Il Tribunale di Milano, riferiscono soddisfatti da Adida, accoglie i diritti dei precari e condanna alle spese del processo il Ministero.

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Orizzontescuola

Tecnica della Scuola

Scuola Informazione

T.F.A. accolti altri 20 ricorsi. Il T.A.R. Lazio fissa l’udienza finale

 

Riconfermato l’orientamento del Tar del Lazio sulla nota querelle che concerne i tirocini formativi attivi. Altri studenti e precari vengono, dunque, ammessi dal Tar che, dopo una prima battuta d’arresto su alcuni ricorsi collettivi gestiti da altri avvocati, riconferma il suo orientamento positivo.

Il T.A.R. Lazio ha ritenuto tanto delicata e di urgente trattazione la questione che ha fissato le udienze finali di merito dei giudizi per i primi di dicembre. Tutti ammessi sin’ora i centinai di ricorrenti difesi dagli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti.

 

T.F.A.: al via ai ricorsi collettivi per la famigerata classe di francese!

Parte il ricorso collettivo per la classe A245 e A246 (Lingua e civiltà straniera – Francese) del tirocinio formativo attivo, dove ben 25 domande su 60 sono state annullate.

Il MIUR ha provveduto, in questi ultimi giorni, alla terza correzione dei risultati con un ulteriore annullamento di una domanda.

Alcune università hanno, così, deciso di effettuare una nuova prova scritta per tutti coloro che sono risultati ammessi dopo l’ulteriore abbonamento della domanda e per tutti coloro che saranno ammessi con riserva dal Tar.

Contattateci ad segreteria@avvocatosantidelia.it per avere informazioni sul ricorso collettivo.

Si allega, a titolo esemplificativo, l’avviso dell’università di Cassino nonché il comunicato pubblicato sul sito dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” concernente l’integrazione dei risultati dei test preselettivi.

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El triplete al T.A.R. Lombardia: Vittoria a Medicina Inglese di Pavia e alla Statale di Milano

Tre su Tre, le vittorie al T.A.R. Lombardia delle ultime ore. Illegittimo lasciare posti vacati per i corsi di laurea a Medicina. Questi posti vanno assegnati ai ricorrenti.

Titoloni sui giornali Lombardi che così scrivono a tutta pagina

 

Riempite i posti a Medicina! La sentenza del TAR contro l’Unipv

 

Gli studenti italiani esclusi dai corsi a numero chiuso sono legittimati a prendere i posti riservati agli stranieri se questi non sono totalmente coperti. A stabilirlo è ilTribunale Amministrativo Regionale della Lombardia che ha dato ragione a tre aspiranti studenti in Medicina dopo che hanno presentato ricorso contro l’Università di Pavia.

La vicenda ha inizio lo scorso anno, in occasione del test d’ingresso per accedere a Medicina. L’Università di Pavia ha previsto di ammettere 60 studenti residenti in Italia e 40 residenti  all’estero. Le richieste arrivate dall’estero però erano inferiori ai 40 posti messi a disposizione dall’ateneo.

Immediatamente gli studenti italiani esclusi dal test d’ingresso, hanno pensato che i posti vuoti potessero essere ricoperti da loro. Una conclusione a cui l’ateneo non è arrivato, lasciando la situazione così com’era. A questo punto tre aspiranti matricole hanno pensato di presentare ricorso al TAR che ha dato ragione a loro.

Questa è la motivazione della sentenza: in mancanza di studenti stranieri a cui l’università deve riservare posti per favorire lo scambio interculturale, l’ateneo deve assegnare i posti vuoti agli studenti italiani, in modo da garantire il massimo delle potenzialità formative di cui dispone. Secondo il TAR, ciò non rischia di creare un numero di medici maggiore di quello che effettivamente occorre, perché non è detto che tutti gli studenti arrivino a concludere gli studi o che, una volta laureati, esercitino in Italia.

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Il Giornale

Controcampus

 

 

La nostra ultima rivoluzione: ILLEGITTIMA LA PROVA ORALE AL CAMPUS BIOMEDICO.

Mai rassegnarsi ai soprusi. Mai pensare che se l’Amministrazione agisce “così” da anni farà bene a continuare: l’hanno sempre fatto, ci dice un amico o un parente, nessuno si è mail lagnato…sarà corretto “fare così”. D’altra parte, continua l’amico “so tutto” di turno, se a farlo è un Ministero o un’Università non ci può essere illegittimità alcuna.

Niente di più sbagliato. Smettere di lottare, abbandonando l’idea di tutelare i nostri diritti e continuare ad inseguire i nostri sogni, è quanto di più devastante per le aspettative di tutti noi e, in particolare, per i più giovani innanzi al primo concorso di ammissione della loro vita.

La prova orale dei test di ammissione presso i prestigiosissimi Atenei privati, in questo caso del Campus Biomedico, è legittima? E’ corretto decidere il futuro di migliaia di giovani chiacchierando innanzi ai commissari delle Tue aspirazioni di vita e, soprattutto, della Tua famiglia? Di cosa deve discutersi in un colloquio attitudinale se non delle vere aspirazioni del candidato?

Secondo il T.A.R. Lazio “trovano ampio ambito di riscontro e di considerazione i rilievi del ricorrente che, prendendo a riferimento le formulazioni letterali con cui si è espressa la Commissione in sede di giudizio sulle prove orali, si incentrano sulla esistenza di incongruenze, inidonee a dar conto delle ragioni del giudizio espresso“.

L’Università privata è stata condannata dal T.A.R. al pagamento delle spese di giudizio e il ricorrente ammesso a frequentare Medicina in sovrannumero rispetto agli altri colleghi.

Ecco perché….Vi chiediamo, sempre, di crederci perchè siamo noi a difendere i Vostri diritti.

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L’accoglimento dei ricorsi Tfa ed il “concorsone”: dopo un traguardo storico, ci si prepara ad intraprendere una nuova battaglia.

 

Il 26 settembre 2012 ha avuto luogo la prima udienza dinanzi al Tar del Lazio (Sezione Terza Bis) per confermare i ricorsi proposti da coloro che erano stati esclusi dal test per l’accesso al Tfa.

E’ stato totalmente positivo l’esito dell’impresa condotta dal nostro Studio ormai da anni al fianco dei precari della scuola e patrocinatori di migliaia di insegnanti e dell’Associazione ADIDA contro il Decreto Gelmini istitutivo del T.F.A.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, presieduto dal Presidente Franco Bianchi con l’intervento i Magistrati Ines Simona Immacolata Pisano e Paolo Restaino, ha accolto tutti i ricorsi confermando i decreti cautelari con ordinanza motivata.

Barbara Borriero, coordinatrice Adida, riferendosi al fatto che le ordinanze sono state accolte per tutte le università, afferma .

Aggiunge, altresì, la coordinatrice >.

Il conseguimento di questo importante traguardo prova che è illegittimo lasciare che il futuro di migliaia di famiglie sia delineato in base al mero risultato di un test di sessanta domande ove, peraltro, ben venticinque erano errate, come da confessione dello stesso Ministero.

Adida, tuttavia, non è intenzionata a concedere alcuna tregua: la guerra proseguirà ed il nuovo ostacolo preso di mira sarà il c.d. “concorsone” indetto per assumere 11.542 docenti nel biennio 2013-2014, in quanto esso rappresenta un nuovo ostacolo al riconoscimento ai precari della scuola di quanto loro dovuto.

Il mega ricorso che Adida ha in cantiere avrà, appunto, lo scopo di difendere tutti i precari che da anni lavorano nella scuola e ingiustamente sono lesi da questo concorso che non riconosce i loro titoli e il servizio prestato per anni e anni nelle scuole della Repubblica.

Infatti, La Borriero tuona a tal proposito: “Ora Adida punta a impugnare il concorsone con un maxi ricorso. È impensabile che non si riconosca il dovuto a tanti precari che da anni e anni prestano servizio e che hanno fatto il servizio pubblico scolastico italiano”.

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Informazione scuola
Orizzonte Scuola

 

 

Architettura: tutti i posti liberi nelle università italiane! L’effetto micidiale derivante da un cocktail tra la soglia di sbarramento ed un quiz sbagliato.

E’ il caso della facoltà di Architettura, dove il MIUR ha istituito una soglia di sbarramento per l’ingresso unitamente alla proposizione di domande ambigue, fuori programma e troppo difficili.

Ciò ha determinato che in quasi tutte le Università Italiane non è stato raggiunto il punteggio limite stabilito per il test dal ministero, riferisce Michele Orezzi, coordinatore Nazionale dell’UDU, .

E’ per questo che l’Udu annuncia un ricorso collettivo nazionale per tutti gli esclusi chiedendo l’attribuzione e la ridistribuzione dei posti non assegnati.

Nonostante i durissimi colpi inferti lo scorso anno al Ministero dopo l’introduzione dell’illegittima soglia, si continua a perseverare nella politica della chiusura delle Università agli studenti.

Noi siamo al fianco degli studenti e non accettiamo questo sistema barbaro di selezione. Insieme per difendere i Tuoi diritti.

Studio Legale Avvocato Santi Delia