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TAR LAZIO: salta il punteggio minimo anche per Scienze della Formazione

Il Decreto Gelmini, con il quale è stato introdotto il punteggio minimo per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, è illegittimo.

Illegittima la soglia di 20 punti per Medicina, Odontoiatria e Professioni sanitarie. Illegittima quella di 60 punti per Scienze della Formazione.

Un’altra vittoria storica per il diritto allo studio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il trionfo del ricorso come l’incipit di un cammino all’insegna della legalità

U.d.U. “Aboliremo tutte le soglie che impediscono l’accesso e l’ordinanza del Tar del Lazio è solo l’inizio, ora bisogna estendere il provvedimento a tutti Italia“.

Una “soglia minima” di punteggio pari a 60 su 80 punti, come si legge nel nel DM 4 agosto 2011, è imposta quale limite per ottenere la sufficienza nei test di ingresso di scienze della formazione dall’ex Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ed è sembrata un disincentivo per gli studenti desiderosi di accedere alla facoltà prescelta.

 

Nelle prove per l’ammissione al Corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione primaria, infatti, l’arduo risultato era stato raggiunto soltanto da parte di 102 ragazzi: l’evidente conseguenza di ciò è stata il fatto che 148 posti sono rimasti non assegnati su ben 250 messi a disposizione.

In altre parole, ad oltre la metà degli studenti rientranti nella graduatoria non è stata conferita la facoltà di intraprendere gli studi. Per contrastare l’ingiustizia da loro subita per il fatto che non sono stati utilmente inseriti nella graduatoria di ammissione al corso di laurea, l’Unione degli Universitari di L’Aquila per il tramite del responsabile dell’organizzazione Michele Di Biase, ha promosso ricorso al TAR.

Ne è derivata un’ordinanza vittoriosa, la quale ha dichiarato illegittimo il limite di votazione predetto e ha ammesso 30 studenti al corso di laurea. Si tratta di un traguardo significativo, come ha sottolineato il Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Michele Orezzi; tuttavia dopo la battaglia si auspica di vincere “la guerra” e di estendere anche ai non ricorrenti il provvedimento.

La portata del fenomeno, infatti, è grande: ci sono ancora tantissimi posti da assegnare e l’obiettivo attuale consiste nell’estendere i vantaggi conseguiti alle altre città italiane, agli studenti che non hanno avuto la possibilità di fruire dei nostri ricorsi.

Lo stesso Legale dell’Unione degli Universitari, nel ribadire l’importanza di tutta la questione, ha evidenziato il rischio di chiusura per molti corsi, qualora il fenomeno descritto prosegua nel suo verificarsi. Pertanto, benché soddisfatto della sentenza, si augura che il Ministro Profumo possa prendere atto della stessa così da consentire l’assegnazione dei posti liberi residui.

ANSA

Agenzia giornalistica italiana

Corriere della Sera

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USTATION

Universita.it

Orizzonte scuola

Il nuovo numero chiuso: le prime indiscrezioni sulla riforma degli accessi in discussione al Ministero

Di seguito l’articolo del Corriere della Sera che anticipa la nuova riforma del numero chiuso. Il quotidiano anticipa che, “sarà rafforzato il principio del punteggio minimo: chi entra dovrà prendere almeno 20 punti su un massimo di 80. Di fatto la norma riguarda solo gli studenti stranieri che in passato, grazie alle quote riservate per alcune nazioni, riuscivano ad entrare anche con una preparazione nulla o senza sapere l’italiano. C’era già un regolamento che adesso viene trasformato in legge per sbarrare la strada ai ricorsi al Tar visto che le prime sentenze favorevoli agli esclusi sono già arrivate. La seconda novità riguarda i posti riservati agli stranieri che, proprio con il meccanismo del punteggio minimo, non venivano assegnati. Non un dettaglio, a settembre sono stati quasi 900. Saranno assegnati automaticamente agli studenti italiani e comunitari rimasti fuori dalla graduatoria“.

Il riferimento è alla nostra battaglia per l’eliminazione della soglia minima di 20 punti che, appena qualche giorno fa, il T.A.R. Lazio ha espressamente accolto. La nostra tesi circa l’illegittimità della scelta del Ministro Gelmini di introdurre questa soglia senza passare dal Parlamento, infatti, è stata ritenuta fondata ed i ricorrenti ammessi al corso di laurea cui aspiravano. Oggi si apprende che la soglia verrà riproposta addirittura con legge ordinaria. Noi continueremo a combattere per evitare ogni illegittima compressione al diritto allo studio e non permetteremo che neanche uno tra i posti disponibili rimanga vacante.

Atenei, un test di valutazione per tutte le matricole

Non serviranno a mettere in moto la macchina implacabile del numero chiuso, lasciando fuori chi non è abbastanza bravo. Ma a dare allo studente qualche utile consiglio sul suo futuro, a dirgli se per quella facoltà è tagliato oppure no

31/01/2012
È ancora presto per sapere se bisognerà prepararsi pure sulla grattachecca della sora Maria, come capitò l’anno scorso agli aspiranti infermieri della Sapienza. Ma presto tutti gli studenti che si vogliono iscrivere all’università dovranno sottoporsi ad un test, una serie di domande a risposta multipla. Non serviranno a mettere in moto la macchina implacabile del numero chiuso, lasciando fuori chi non è abbastanza bravo. Ma a dare allo studente qualche utile consiglio sul suo futuro, a dirgli se per quella facoltà è tagliato oppure no. Lasciandogli comunque la possibilità di iscriversi, anche se il risultato dovesse essere da ultimo della classe. Li chiamano test di autovalutazione, qualche università già li offre sul proprio sito internet. Ma nei piani del ministero dell’Istruzione dovrebbero diventare obbligatori per tutte le matricole se non dal prossimo anno accademico almeno da quello successivo. La norma doveva entrare nel decreto legge sulle semplificazioni approvato la settimana scorsa. Poi è stata tolta anche perché la discussione si è incagliata sulla questione del valore legale del titolo di studio. Ma il ministro Francesco Profumo vuole inserirla nel nuovo decreto al quale sta lavorando il governo, dedicato questa volta ai giovani.

Perché un test del genere? Oggi può capitare che chi è tagliato per fare l’ingegnere finisca per fare l’avvocato, chi sarebbe un bravissimo fisico si iscriva a lettere. I test di autovalutazione servono proprio a questo, a fare in modo che chi è tagliato per fare l’ingegnere faccia l’ingegnere, e così via. Non è solo una questione di aspirazioni personali, pure importanti perché la stoffa aiuta sempre. L’idea è che solo così possono essere distribuite al meglio le intelligenze e le capacità degli studenti italiani. Oggi un ragazzo su cinque abbandona l’università dopo il primo anno, 60 mila intelligenze sprecate ogni volta anche perché non avevano preso la strada giusta. Non perdere quei ragazzi fa parte di quell’attività di orientamento che è sempre mancata alla scuola e all’università italiana. E che potrebbe sviluppare al meglio quel capitale umano così importante per la crescita del Paese. È ancora presto per sapere come funzioneranno nel dettaglio i nuovi test. Saranno tagliati su ogni singola facoltà, proprio per individuare al meglio le capacità necessarie per ciascun corso. E dovrebbero essere fatti in giorni diversi a seconda della facoltà, per consentire agli studenti di tentare una strada diversa in caso di risultati poco brillanti.
Sempre nel decreto giovani ci dovrebbero essere altre due novità sui test universitari, che però riguarderanno solo le facoltà a numero chiuso come Medicina e Veterinaria. Sarà rafforzato il principio del punteggio minimo: chi entra dovrà prendere almeno 20 punti su un massimo di 80. Di fatto la norma riguarda solo gli studenti stranieri che in passato, grazie alle quote riservate per alcune nazioni, riuscivano ad entrare anche con una preparazione nulla o senza sapere l’italiano. C’era già un regolamento che adesso viene trasformato in legge per sbarrare la strada ai ricorsi al Tar visto che le prime sentenze favorevoli agli esclusi sono già arrivate. La seconda novità riguarda i posti riservati agli stranieri che, proprio con il meccanismo del punteggio minimo, non venivano assegnati. Non un dettaglio, a settembre sono stati quasi 900. Saranno assegnati automaticamente agli studenti italiani e comunitari rimasti fuori dalla graduatoria.
Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it

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Corriere Univ con la risposta dell’UDU

TAR LAZIO: ILLEGITTIMO IL DINIEGO DELL’UNIVERSITA’ DI ROMA LA SAPIENZA ALLA TARDIVA ESPRESSIONE DELL’OPZIONE

Con l’ordinanza cautelare n. 151/2012  il Tar Lazio ha ammesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “La Sapienza” due studenti che avevano espresso la volontà di immatricolarsi dopo la scadenza dei termini indicati dall’Ateneo.

Il Collegio ha ritenuto che l’esclusione degli studenti non può in alcuna maniera essere giustificata dal decorso dei termini indicati dall’Ateneo, accogliendo le censure sollevate in merito alla natura non decadenziale della scadenza universitaria e alla prevalenza del diritto allo studio dei candidati che può trovare compressione esclusivamente al cospetto di diritti altrettanto nobili, e mai essere oggetto di scambio.

L’ordinanza, resa sul ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti conferma l’illegittimità dell’atteggiamento dell’Amministrazione che pone sempre maggiori ostacoli sulla strada di giovani studenti.

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MEDICINA E ODONTOIATRIA – TRASFERIMENTO DALL’ESTERO: PER LA PRIMA VOLTA IL SI ARRIVA DAL TAR CATANZARO

Il T.A.R. Catanzaro (Presidente Massimo Luciano Calveri, Relatore Iannini, a latere Burzichelli), pronunciandosi per la prima volta in tema di trasferimento da ATENEI stranieri in Italia per accedere ad un corso di laurea a numero chiuso (ODONTOIATRIA), accoglie il ricorso degli Avvocati Santi DELIA e Michele BONETTI e ordina all’Università di Catanzaro di concedere il nulla osta al trasferimento.

Secondo il T.A.R. Calabria, “le ulteriori censure di violazione dell’art. 2 della legge 11 luglio 2002 n. 148 e dell’art. 31 del d.lgs. 9 novembre 2007 n. 206 sono fondate atteso che nessuna norma prescrive, per il caso di iscrizione ad anni successivi al primo per trasferimento da altra Università sita in un Paese comunitario, quale la Romania, l’effettuazione di una prova preselettiva ulteriore rispetto a quella sostenuta per l’iscrizione al primo anno di corso, in quanto una diversa interpretazione sarebbe contraria al principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitari, suscettibile di applicazione nel settore dell’istruzione tenuto conto degli obiettivi perseguiti dagli artt. 3 n. 1 lett. q), Ce e 149 n. 2, Ce”.

Il nostro ricorrente è stato ammesso direttamente al III anno di corso.

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Numero chiuso: ancora rinviato il bonus di 10 punti ottenibile grazie al voto di diploma

Il Governo, con il Decreto c.d. “Milleproroghe” (Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216), ha rinviato, ma ancora una volta confermato, all’anno accademico 2013/2014, l’entrata in vigore del regime di valutazione della carriera pregressa scolastica delle aspiranti matricole dei corsi a numero programmato.

Con il predetto decreto il Governo ha deciso di rendere operativo il sistema dei 10 punti dall’anno accademico 2013. Dobbiamo ancora una volta esprimere il nostro disappunto per tale metodo, considerando anche la diversità tra le preparazioni fornite dagli Istituti scolastici presenti sul suolo nazionale e la non paragonabilità di titoli diversi tra loro. Ancora una volta neanche una parola sulla questione dell’orientamento, mentre continuiamo ad assistere al fenomeno della carenza dei Medici con ripercussioni immediate sul sistema sanitario italiano, all’importazione di Professionisti dall’est dell’Europa, alla fuga dei nostri cervelli all’estero, al proliferare di Università italiane nei c.d. Paesi emergenti dove sono “spediti” i nostri ragazzi per interessi che trascendono il numero chiuso. Il sistema è sull’orlo dell’implosione e la risposta dei 10 punti è ingiusta e assolutamente insufficiente. E’ dunque tutta qui la decisione delle forze politiche dopo anni e anni di tavoli tecnici presso il Miur ove non hanno partecipato le rappresentanze studentesche? Ancora una volta non si mette seriamente mano ad un sistema selettivo iniquo e aprioristico rispetto al quale si esprime tutta la nostra contrarietà.

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TEST DI MEDICINA: A MESSINA DENUNCIATA NUOVAMENTE LA VIOLAZIONE DELL’ANONIMATO. INTANTO SPARISCONO I COMPITI E IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO.

Dopo che il Consiglio di Stato, appena due mesi fa, aveva evidenziato che la gestione della prova (peraltro uguale per 10 anni) a Messina era illegittima perchè “le operazioni compiute dalla Commissione abbiano rischiato di porre nel nulla tutti gli accorgimenti previsti dal legislatore al fine di assicurare che la correzione degli elaborati avvenisse nel più stretto anonimato e seguendo la par condicio dei ricorrenti e l’imparzialità dell’Amministrazione, consentendo a chiunque ne avesse interesse di associare una determinata busta al nome del candidato”/ e dopo che il T.A.R. Catania aveva trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica evidenziando “che tale anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale”, oggi l’Ateneo è nuovamente nel mirino del T.A.R.
Questa volta, secondo il ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, sono proprio i verbali di concorso a svelare che “la concordanza tra numero seriale del compito e numero seriale della scheda anagrafica”. Tale abbinamento, invece, come è troppo semplice dedurre, doveva restare segreto sino a quando il CINECA avrebbe corretto le prove.
La vicenda sul caso Messina si infittisce, inoltre, in ragione della circostanza che, a seguito delle pressanti richieste dell’Avvocato Santi Delia, l’Ateneo ha denunciato alla DIGOS di Messina il furto delle brutte copie dei compiti. Tali “brutte copie” erano le uniche grazie alle quali poter capire se un candidato avesse, ad esempio, copiato le soluzioni o ragionato autonomamente sui quesiti.
Il T.A.R. ha dato termine di 30 giorni all’Ateneo e al CINECA di spiegare il perchè di tutte queste anomalie e deciderà il 22 febbraio prossimo.

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Centonove del 23 dicembre 2011

Centonove del 27 gennaio 2012

La Gazzetta del Sud 14 gennaio 2012

La Gazzetta del Sud 15 gennaio 2012

Giornale di Sicilia

Tempostretto

Tempostretto del 16 gennaio 2012

Normanno

Normanno del 16 gennaio 2012

Messinaora.it

MILLE POSTI LIBERI DA ASSEGNARE A MEDICINA E AD ODONTOIATRIA

UNIVERSITA’:TAR LAZIO, STUDENTI ISRAELIANI AMMESSI A SAPIENZA NON ENTRATI PERCHE’ SERVIVANO ALMENO 20 PUNTI PER ACCESSO

(ANSA) – PALERMO, 16 GEN -Il TAR del Lazio III Sezione Bis, sede di Roma, in data 14/1/2012 con Presidente Evasio Speranza e relatore Brandileone Francesco, ha accolto i ricorsi UDU diretti all’assegnazione dei posti degli extracomunitari.

“E’ un colpo duro alla gestione ministeriale di Mariastella Gelmini”- tuona soddisfatto il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Michele Orezzi– “Era stato posto in essere un sistema con una soglia di venti punti che ha lasciato liberi mille posti; in un periodo di difficoltà economiche non assegnare i posti quando vi sono è gravissimo, danneggia le casse dello Stato, degli Atenei e soprattutto il diritto allo studio costituzionalmente garantito. E’ una vittoria storica contro un sistema ingiusto e contraddittorio; i posti ci sono e non vengono assegnati, quest’anno sono stati messi a disposizione circa 10.000 posti quando circa quindici anni fa con strutture universitarie inferiori vi erano ben 100.000 immatricolazioni”.

Sono quasi cento gli studenti immatricolatisi quest’anno con i ricorsi patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e, a breve, si attende la pronuncia dello stesso TAR del Lazio sul ricorso di Scienze della Formazione, dove il Ministro Gelmini ha lasciato altri centinaia di posti liberi.

L’UDU chiederà al Ministro Profumo di prendere atto della giurisprudenza del TAR centrale e di assegnare i posti liberi che, ad oggi, sono oltre mille e di ampliare ulteriormente anche i posti degli studenti comunitari.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 13 gennaio 2012, nn. 132, 135, 138.

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La Repubblica

Universita.it

ImmigrazioneOggi.it

Il Futurista

Affari Italiani

Corriere Univ

TV

Justice Tv (canale 586 del bouqet Sky)

MEDICINA E ODONTOIATRIA – TRASFERIMENTO DALLA ROMANIA: PER LA PRIMA VOLTA IL SI AL TRASFERIMENTO ARRIVA DAL TAR FIRENZE

Il T.A.R. Firenze, pronunciandosi per la prima volta in tema di trasferimento da ATENEI stranieri in Italia per accedere ad un corso di laurea a numero chiuso (ODONTOIATRIA), accoglie il ricorso degli Avvocati Santi DELIA e Michele BONETTI e ordina all’Università di PISA di concedere il nulla osta al trasferimento.

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La prima grande vittoria del 2011/12. Ammessi tutti e 50 i ricorrenti anche se con 2 o 3 punti in graduatoria saranno FISIOTERAPISTI, INFERMIERI, RADIOTERAPISTI…..

Arriva la prima grande vittoria contro il numero chiuso.

Di seguito il comunicato stampa dell’ANSA.

UNIVERSITA’: UDU VINCE RICORSO CONTRO NUMERO CHIUSO E’ SUCCESSO A BRESCIA, PER IRREGOLARITA’ NEI TEST

(ANSA) – ROMA, 16 DIC – Il Tar della Lombardia (sezione distaccata di Brescia) ha accolto un ricorso presentato da Studenti Per-Udu Brescia consentendo a una cinquantina di ragazzi di iscriversi all’università. Lo rende noto l’Unione degli universitari spiegando che sebbene il giudizio di merito sia atteso per giugno, in virtù di una sospensiva è stato comunque dato il via libera all’immatricolazione. Il caso riguarda il test d’ingresso per le lauree delle professioni sanitarie.

Il Tribunale amministrativo – rileva una nota dell’associazione studentesca – sancisce l’illegittimità della prova caratterizzata da domande errate, quesiti annullati ritenendo che vi è stata una ‘oggettiva alterazione nella modulazione e proporzione del test’ e, soprattutto, che ‘in conseguenza della grave anomalia registrata, affiora e si espande il diritto allo studio costituzionalmente garantito’.

“E’ la vittoria storica della nostra associazione. E’ un ingiusto e casuale sistema quello del test di ingresso che – afferma Federico Micheli, coordinatore di Studenti Per-Unione degli Universitari Brescia – non premia i più meritevoli e lede i diritti dei giovani e degli studenti. Una società privata con qualche migliaia di euro si può aggiudicare una gara per la stesura delle domande entrando in possesso di importantissime informazioni e responsabilità e senza una reale supervisione e controllo”.
Per il coordinatore nazionale dell’Udu, Michele Orezzi “si tratta di un’altra pietra miliare nella lotta contro il numero chiuso che è nel Dna della nostra associazione. In un colpo solo è stata denunciata la mala gestio dei concorsi pubblici italiani e cinquanta dei nostri ragazzi sono entrati con un ricorso aperto a tutti e gratuito perché questa è la nostra idea di Giustizia e di Università: devono essere pubbliche, libere e aperte e accessibili a tutti”
.

“Il merito e l’udienza pubblica della causa è stata già fissata dal Tar di Brescia al 6 giugno 2012. La nostra – commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – non è solo una battaglia legale ma anche di principi e di ideali, il diritto allo studio è costituzionalmente garantito e non può essere compresso”.    (ANSA).

Ed intanto chi non ha fatto ricorso può ancora aderire al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

Rassegna stampa

Corriere della Sera

Il Giorno

ASCA News

Giornale di Brescia

Bresciaoggi sulla nuova azione al Presidente della Repubblica e sui commenti alla decisione

QuiBrescia

QuiBrescia sulla nuova azione al Presidente della Repubblica e sui commenti alla decisione

CorriereUniv.it

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Ustation.it

BresciaToday

BSNews

Eurolaurea. Ricorsi test ingresso medicina 2011: accolti

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