Tariffe comunali sul suolo pubblico alle stelle, il Cga dà ragione a due commercianti messinesi

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Il Cga dà ragione a due commercianti messinesi che stanno portando avanti una  battaglia legale contro le esose tariffe sul suolo pubblico applicate dal Comune di Messina .  Il Consiglio di giustizia amministrativa ha infatti sospeso  la sentenza del T.A.R. Catania con cui era stata ritenuta legittima la scelta Palazzo Zanca  di imporre le nuove tariffe a chi aveva sottoscritto i contratti di occupazione prima degli aumenti decisi nel 2011 dall’allora commissario straordinario Luigi Croce.

A ripercorrere la vicenda è il legale dei due commercianti, l’avvocato Santi Delia: «Le concessioni di suolo pubblico  – spiega – erano state concesse a molti commercianti, tra cui i protagonisti della vicenda, tra il 2008 e il 2010 a tariffe in perfetta media nazionale. Circa 10.000 euro l’anno per l’occupazione di una centinaio di metri quadri in zona centrale. Nel 2011, tuttavia, con l’arrivo della gestione commissariale,  le tariffe vengono triplicate, per circa 40 mq la somma richiesta sale a euro 10512. A Catania in zona centrale vengono richiesti 2144 euro. L’aumento – commenta Delia – è spropositato tanto che a Roma, solo per le zone di pregio come il Colosseo, si arriva a pagare 11.500 circa. A Messina quella tariffa, invece, si paga anche nei pressi della zona dello Stadio San Filippo».

Come detto, il  Tar di Catania aveva rigettato il ricorso nonostante il C.G.A. avesse, già in fase cautelare, evidenziato spunti di fondatezza dell’azione,  ma la situazione è stata ribaltata nei  giorni scorsi , quando è arrivato il provvedimento del giudice d’appello sulla sospensione della sentenza .

Secondo l’avvocato Delia, con questo provvedimento  «in estrema sintesi , si evidenzia l’illegittimità della scelta del Comune di imporre le nuove tariffe anche a chi aveva sottoscritto i contratti di occupazione in precedenza».

Il caso delle tariffe sul suolo pubblico è stato seguito anche dall’avvocato  Rosario Cannata,  che – come chiarisce l’avvocato Delia  -«ha curato i giudizi e i complessi raffronti tariffari con le altre realtà di Sicilia, Roma, Napoli e Milano chiedendo se, davvero, il suo di Messina vale quanto quello di Piazza di Spagna».

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