T.A.R. Palermo condanna la Regione: la sanzione per l’abuso edilizio non si trasmette agli eredi.

Il TAR Sicilia ha accolto le tesi difensive dello Studio dell’Avvocato Santi Delia, definendo quali siano i principi del potere sanzionatorio amministrativo ed il suo corretto esercizio.

Nel caso in esame, infatti, il ricorrente difeso dallo studio, che aveva ereditato un immobile oggetto di una duplice sanatoria a seguito dell’accertamento di un abuso ediliziodi lieve entità”, aveva ricevuto, a distanza di diversi anni dalla predetta sanatoria, due distinte sanzioni di alcune migliaia di euro. Una prima per il corpo principale di fabbrica e una seconda per un successivo ampliamento definite, tuttavia, con un unico parere di compatibilità paesaggistica.

L’irrogazione della prima indennità paesaggistica per l’ampliamento del fabbricato, veniva impugnata ricorrente con ricorso straordinario al Presidente della regione siciliana che l’accoglieva sotto il profilo della intrasmissibilità della sanzione agli eredi riconoscendo come “pacifica la sua natura di “vera e propria sanzione amministrativa (…) avente natura meramente punitiva, risulta come tale non trasmissibile agli eredi e non reiterabile nei confronti di altri soggetti” (C.G.A. parere n. 357/18).

A distanza di qualche anno, tuttavia, giungeva la successiva irrogazione di una seconda indennità paesaggistica per il corpo principale, la cui impugnazione è stata ora decisa dal T.A.R. Sicilia.

Il T.A.R. accogliendo la tesi dell’Avvocato Santi Delia, ha chiarito che “a fronte dell’unicità del parere di compatibilità paesaggistica (atto presupposto) l’Assessorato ha separatamente sanzionato prima l’abuso relativo all’ampliamento (1990), con provvedimento poi annullato all’esito del ricorso straordinario proposto e, successivamente il primo abuso del 1976 riguardante il corpo di fabbrica principale“, subendo, tuttavia, in ragione di tale scelta, gli effetti ormai acclarati dell’esito a se negativo del ricorso straordinario.

Difatti, chiarisce il T.A.R., “intervenuta in sede di ricorso Straordinario dinnanzi al Presidente della Regione siciliana la decisione sulla illegittimità della prima sanzione irrogata – con l’affermazione del principio di intrasmissibilità della sanzione agli eredi – deve ritenersi che anche il secondo provvedimento di irrogazione della sanzione sia viziato per i medesimi profili di illegittimità, avuto riguardo alla violazione degli effetti conformativi che alla decisione (giurisdizionale o giustiziale, a seconda degli orientamenti dottrinali formatisi in materia) sul ricorso straordinario conseguono, stante la qui peculiare evenienza che entrambi i provvedimenti sanzionatori originano dal medesimo parere di compatibilità paesaggistica”.