PUÒ UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, A SEGUITO DELLA COMMISSIONE DI UN ERRORE MATERIALE NELLA COMPILAZIONE DI UNA DOMANDA PER UN CONCORSO ESCLUDERE AUTOMATICAMENTE IL CANDIDATO?

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Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha accolto le tesi difensive dell’Avvocato Santi Delia, riammettendo un candidato, illegittimamente escluso, nella procedura concorsuale. Nel caso di specie l’Amministrazione aveva escluso il candidato per la mancanza di un’autocertificazione richiesta a pena di esclusione dal bando.

L’Avvocato Delia, in tal caso aveva però fatto rilevare che tutte le informazioni di cui all’autocertificazione mancante erano ricavabili dalle dichiarazioni rassegnate in forma digitale e l’Amministrazione, a seguito del ricorso al T.A.R., ha accolto in via di autotutela tale tesi.

Nella materia in esame, se il problema è rappresentato dalla mera ripetizione di titoli comunque ben presenti nella domanda digitale e/o comunque allegati, la Commissione esaminatrice aveva il dovere di richiedere chiarimenti o, essa stessa, provvedere ad acquisire tali documenti essendone in possesso.

Compito e intenzione della PA deve essere, dunque, quello di privilegiare il dato sostanziale rispetto a quello meramente formale e verificare, in concreto l’esatta portata e valore dei titoli, non essendo dubbio il possesso degli stessi in quanto ritualmente dichiarati. Nel caso che ci occupa nulla di tutto ciò è stato posto in essere in totale dispregio, dunque, del soccorso istruttorio.

“Qualora il candidato abbia allegato i titoli da valutare con la diligenza richiesta, il soccorso istruttorio va attivato, qualora dalla documentazione presentata residuino margini di incertezza facilmente superabili, rispondendo tale scelta amministrativa ad un principio di esercizio dell’azione amministrativa ispirata al buon andamento ed alla imparzialità”.

Nei concorsi pubblici il “soccorso istruttorio” non è una facoltà come confermato da costante giurisprudenza. Esso rappresenta un dovere per l’Amministrazione giacché viceversa la selezione andrebbe a premiare non i più meritevoli con riferimento ai titoli ed alle prove concorsuali ma, forse, i più attenti nella collazione delle domande che, all’evidenza, nella specie, non ha senso alcuno.