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T.A.R. Lazio: sospesa l’Ordinanza Ministeriale sulla valutazione del pre-ruolo presso le scuole paritarie

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto il ricorso proposto avverso l’ordinanza del MIUR sulla mobilità nella parte in cui non permette la valutazione del servizio svolto presso le scuole paritarie.

I ricorrenti, tutti docenti partecipanti alle procedure di trasferimento e mobilità previste dalla citata ordinanza del MIUR, si erano visti svantaggiati rispetto ai propri colleghi in quanto non gli veniva permesso l’inserimento in domanda, e quindi la valutazione, del servizio pre-ruolo svolto presso le scuole paritarie.

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POST PLENARIA: IL CONSIGLIO DI STATO APRE LE GAE CON SENTENZA PER I DEPENNATI.

Con sentenza n. 4500 del 2018 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, dei ricorrenti, aderenti all’ADIDA, facenti parte della categoria dei c.d. depennati dalle GAE per la mancata presentazione della domanda di permanenza nelle stesse.
Il massimo organo della Giustizia Amministrativa ha ritenuto innanzitutto che nessuna inammissibilità dell’azione proposta può discendere dalla mancata impugnazione dei precedenti decreti ministeriali del 2014 e del 2016, posto l’avvenuto annullamento con efficacia “erga omnes” del decreto n. 235 del 2014.
Ulteriormente il provvedimento sottolinea che “nella specie si fa questione non di un inserimento ex novo, quanto invece del ripristino di una situazione già esistente. Esula cioè, dalla norma, qualsiasi intento di esclusione in via definitiva dalle GAE quale conseguenza derivante dalla mancata presentazione della domanda di aggiornamento/permanenza: l’esclusione in discorso non può considerarsi assoluta”.

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Numero chiuso: dopo 6 anni dalle nostre vittorie il MIUR abdica. Nessun test per i laureati.

Dopo 6 anni dalla nostra prima vittoria al T.A.R. LAZIO, il MIUR accoglie la nostra tesi e consente ai laureati in Medicina e Odontoiatria di non doversi risottoporre al test per accedere al diverso corso di laurea non frequentato. Dopo la fase cautelare la prima sentenza fu proprio della Sezione III che oggi continua a giudicare sul contenzioso ed ha dato continuità a tale soluzione.
Il punto 12 dell’allegato 2 al D.M. 337/18, difatti, dispone, per la prima volta, che

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Dipartimenti d’eccellenza delle Università: illegittima l’esclusione dell’Ateneo di Catanzaro. MIUR soccombe al TAR LAZIO

Secondo il T.A.R. Lazio, che ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, è illegittima l’esclusione dell’Università Magna Graecia di Catanzaro dai beneficari dei finanziamenti destinati ai Dipartimenti d’eccellenza. La vicenda riguarda la selezione dei 180 dipartimenti universitari cui andranno i 271 milioni di euro previsti annualmente, per il quinquennio 2018-2022, dalla legge di bilancio 2017 per rafforzare e valorizzare l’eccellenza della ricerca, con investimenti in capitale umano, infrastrutture e attività didattiche di alta qualificazione. In tutto, continua il comunicato MIUR del 9 gennaio 2018 si tratta di un finanziamento pari a oltre 1 miliardo. Continue reading Dipartimenti d’eccellenza delle Università: illegittima l’esclusione dell’Ateneo di Catanzaro. MIUR soccombe al TAR LAZIO

T.A.R. Lazio: l’avviso di perenzione deve essere inviato all’indirizzo pec indicato in ricorso e non ad un solo componente del Collegio

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha accolto l’opposizione a perenzione.
Il caso. Dopo l’accoglimento della misura cautelare, nelle more della fissazione dell’udienza di trattazione del merito, la segreteria del T.A.R. Lazio inviava l’avviso di perenzione all’indirizzo di uno dei difensori non indicata nel ricorso di primo grado.
Nulla, invece, veniva trasmesso all’unico indirizzo pec indicato nell’atto.
Da qui la dichiarazione di perenzione, ritenendo regolarmente comunicati gli avvisi di segreteria, di cui all’art. 82 c.p.a.
Secondo l’Avvocato Santi Delia tale provvedimento è illegittimo per violazione e falsa applicazione degli artt. 82 e 136 c.p.a., in quanto l’avviso trasmesso dalla segreteria è stato inviato solo ad uno dei difensori del Collegio difensivo.
L’art. 136 c.p.a., infatti, ha subito varie modifiche e, al momento del deposito del ricorso di cui trattasi, risultava applicabile la versione successivamente modificata.

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Consiglio di Stato: il ricorrente ammesso alla scuola di specializzazione medica ha diritto al relativo trattamento economico

Importante pronuncia del Consiglio di Stato, che con ordinanza si è pronunciato sul caso di un ricorrente che era stato ammesso alla Scuola di Specializzazione medica presso l’Università di Palermo ma non aveva ricevuto il relativo trattamento economico.

Il ricorrente si era rivolto al Consiglio di Stato chiedendo l’immatricolazione alla Scuola di Specializzazione di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Palermo e i giudici di Palazzo Spada avevano accolto la sua istanza cautelare, permettendo allo stesso di prendere parte al corso. Tuttavia, secondo l’Ateneo, non gli doveva essere attribuito il relativo trattamento economico in mancanza della conferma da parte del Miur dei relativi stanziamenti.

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LA PRIMA SENTENZA DI MERITO SUL PASSAGGIO AD ANNI SUCCESSIVI AL PRIMO AL C.D.L. DI MEDICINA.

E’ del 16 luglio l’importante sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise che si è pronunciato sull’annosa questione dell’immatricolazione ad anni successivi al corso di laurea in Medicina da parte dei soggetti laureandi o laureati in materia affine.

Con detta sentenza il TAR Molise ha definitivmente accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti a difesa di una studentessa laureata in Biologia molecolare e cellulare (materia affine a Medicina) per l’immatricolazione ad anni successivi al C.D.L. di Medicina e Chirurgia.

Oltre alla sua indiscutibile rilevanza processuale, non può non sottolinearsi come la sentenza in oggetto sia il primo provvedimento che affronta e definisce la questione nel merito.

Il Collegio aveva infatti, in fase cautelare, ritenuto fondate le censure di parte ricorrente ed aveva pertanto disposto, con ordinanza, il riesame della domanda di iscrizione ad anno successivo al primo. All’esito di tale riesame l’Ateneo aveva concluso che le materie della ricorrente erano sufficienti per accedere ad anno successivo senza necessità di doversi risottoporre al test

Secondo gli Avv. Bonetti e Delia: “anche nella fase di merito del giudizio, il Collegio ha confermato l’orientamento espresso in sede cautelare. Appare infatti inequivocabile la lettera della sentenza: Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla la nota 22 dicembre 2017 dell’Università degli Studi del Molise. Questa pronuncia di accoglimento non solo rappresenta una svolta decisiva per la ricorrente interessata, alla quale viene così riconosciuto il diritto ad intraprendere gli studi in Medicina ma deve essere considerata di estrema importanza anche per quei soggetti, attualmente in possesso di un provvedimento cautelare, che sono in attesa di una pronuncia nel merito della vicenda”.

Esame avvocato: quando il voto numerico si sgretola di fronte ad una ricorrezione. Cronaca (ennesima) di una bocciatura smentita dagli stessi commissari.

Sono giorni particolarmente sentiti per i nostri giovani colleghi, alle prese con i risultati dell’esame di abilitazione oramai pubblicati da tutte le Corti d’Appello. Proprio in questo frangente giungono i risultati delle ricorrezioni ordinate dal C.g.a.  per la sessione del 2015; ed anche in questo caso, come già era precedentemente successo per altri nostri assistiti, assistiamo a delle vere “rivoluzioni”.

In particolare degli elaborati ritenuti largamente insufficienti hanno raggiunto votazioni altissime, vicine al massimo: un atto giudiziario che stando alla prima valutazione doveva mancare persino degli elementi essenziali per essere considerato tale, tanto da ottenere un modesto 25, con la ricorrezione si “trasforma” in un atto “modello” tanto da meritare un sontuoso 40.

Si comprende immediatamente come, oggi più che mai, non sia possibile, per i giudici amministrativi che si trovano ad affrontare questa tipologia di ricorsi, trincerarsi dietro la formula della sufficienza del voto numerico per evitare qualsiasi forma di analisi. Il sindacato sulla discrezionalità tecnica deve consentire, laddove la votazione espressa con il voto numerico non risponda al reale valore del compito, una valutazione corretta e realmente rispondente ai valori espressi. Altrimenti, sarebbe più onesto ammettere che il nostro sistema impedisce la tutela giurisdizionale per tutti quei concorsi ed esami che si concludono con una semplice votazione numerica, con buona pace di ogni forma di garantismo e trasparenza. E tutto questo a quasi 30 anni dalla L n. 241/1990.

Diplomati magistrale: l’audizione del Miur. Cosa succederà? Il corsivo

Trovo quanto mai banale che, dopo mesi di annunci, slogan e campagna elettorale si dica che “le sentenze si rispettano”. Tanto banale, lo dico con amarezza estrema e senza voler offendere nessuno, da provarne lo stesso interesse per le interviste, parimenti insignificanti, dei giocatori di calcio dopo le partite. Mi chiedo sempre che senso ha intervistarli per fargli le stesse domande alle quali si danno, sempre, le stesse risposte: “dobbiamo lavorare di più seguendo le indicazioni del mister perché quella è la strada giusta”, polemica più, polemica meno, si intende.
Be se oggi, dopo mesi di analisi, pareri illuminati e proclami ci si limita ancora a dire, come il più istituzionale dei capitani di una squadra di calcio, che “rigore è quando arbitro fischia”, stiamo tutti perdendo tempo.
Non tutti gli attori di questa massacrante partita, ma l’Italia. L’Italia sta perdendo tempo.
In perfetto stile nazional popolare, peraltro, altri 120 giorni per decidere come già era stato deciso. Prima ancora 150 giorni per l’attesa di un parere che decise quanto già scontatamente tutti sapevano che doveva dire.
E allora, giusto per non continuare ad annoiarvi con metafore calcistiche, il problema serio è, come sempre, semplicemente legato ad una diversa prospettiva.
Le sentenze, da parte dei cittadini, si rispettano, sempre.

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