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GiustOrario per Medici e Infermieri: parte l’azione a tutela degli operatori sanitari

Gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in collaborazione con la FP CGIL consigliano ai medici dirigenti, agli infermieri e agli altri operatori sanitari che lavorano su turni di procedere con l’inoltro di una diffida per interrompere i termini di prescrizione.

Con la diffida si interrompe il decorrere della prescrizione del Vostro diritto al risarcimento del danno derivante dall’eccessivo carico di lavoro.

Ad oggi, a parte la pronuncia della Corte di Giustizia Europea, non si registra un vivace dibattito giurisprudenziale delle Corti italiane sulla questione; per tale ragione, in attesa di come il Giudice potrà qualificare l’azione proposta, si ritiene che la diffida possa essere inoltrata

per i riposi non goduti non solo degli ultimi 5 anni, ma anche degli ultimi 10 anni.

La diffida non costringe il lavoratore a proporre anche un’azione legale successiva, ma per il momento, al fine di tutelare il Vostro diritto, è necessario inviarla.

L’Italia, infatti, deferita alla Corte di Giustizia Europea per il mancato rispetto dei limiti all’orario di lavoro in sanità, ha abolito a partire da gennaio 2016 le norme incriminate e dovrà applicare le regole. Una prima vittoria, ma non basta.

Pretendiamo il pieno recepimento della direttiva europea sull’orario di lavoro in sanità.

Se negli ultimi 10 anni (riteniamo plausibile che, come in altri casi, si possa andare oltre i 5 anni di prescrizione) il tuo orario di lavoro è stato fuori dalle regole e vuoi ricevere giustizia, il primo passo per difenderti e per vederti riconosciuti in futuro i giusti risarcimenti è

la diffida, che con #giustOrario, la Fp Cgil e gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti potrai inoltrare gratuitamente.

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Dopo Roma è la volta della Lombardia: il MIUR condannato a pagare oltre 20.000 euro a docente

Il Tribunale di Monza ha totalmente accolto la tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e condannato il MIUR a pagare quasi 20.000 euro a docente a titolo di risarcimento del danno per l’abuso dei contratti illegittimi, ricostruzione di carriera e spese legali per oltre € 2.500,00 a giudizio.

Il Tribunale, in particolare, ha:

1. dichiarato illegittima la reiterazione dei contratti a tempo determinato stipulati dalle parti e, per l’effetto, condanna il MIUR alla ricostruzione della progressione di carriera mediante il riconoscimento in maniera integrale, ai fini economici e normativi, dell’anzianità di servizio maturata in tutti i servizi non di ruolo prestati, in conformità a quanto previsto dal Ccnl Comparto Scuola per il personale docente assunto a tempo indeterminato;
2. condannato il MIUR a pagare, a titolo risarcitorio, alla ricorrente le differenze retributive derivanti dagli scatti di anzianità conseguentemente maturati, oltre agli interessi legali dal dovuto al saldo;
3. condannato il MIUR a pagare, a titolo risarcitorio, una somma pari a 7 mensilità (€ 12.234,39), oltre agli interessi legali dalla presente decisione al saldo effettivo;
4. condannato altresì il MIUR a rimborsare al ricorrente le spese di lite, che si liquidano complessivamente in € 2.000,00, oltre al rimborso delle spese generali ex art. 2 DM 55/2014, oltre IVA e CPA, disponendone la distrazione in favore dei difensori anticipanti“.

Trib. Monza, GDL Rotolo, 17 febbraio 2015

dirittoscolastico

CONGELATI SISS: dopo l’ammissione in GAE arriva il ruolo per i ricorrenti riammessi dal TAR LAZIO

La prima storica sentenza sui congelati SSIS riammessi in GAE del TAR LAZIO (9732/14), passata in giudicato a dicembre 2014, è stata definitivamente eseguita dall’USP di BARI che, oggi, ha fatto firmare il contratto a tempo indeterminato ad uno dei docenti vincitori dell’azione patrocinata dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti.
L’ammissione in GAE ordinata dal T.A.R. ed il successivo conferimento del ruolo grazie all’immediata chiamata dalle G.A.E. ormai esaurite“, commenta l’Avvocato Santi Delia, “dimostra quanto fallimentare è il sistema di gestione delle graduatorie che, per un decennio, ha condannato al precariato migliaia di insegnanti in maniera totalmente illegittima e senza alcuna effettiva ragione“. “Svolgere per anni le stesse mansioni e, solo grazie ad un’azione giudiziale, vedersi ammessi nel paradiso delle G.A.E.”, continua il collega Bonetti, “e poter finalmente ottenere il ruolo, vuol dire coronare il sogno di stabilizzazione“.
I legali, in prima linea nel mondo della scuola e della lotta al precariato, battezzano come “assurdo” un sistema come quello in essere in cui “nonostante vi siano le vacanze e le necessità di organico, per anni si è ignorato artatamente il bacino delle G.I. esaurendo le G.A.E. e continuando a conferire supplenze al solo fine di consentire il risparmio della spesa pubblica. Chi ha pagato, però, sono solo i precari della scuola”.

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Orizzonte scuola

dirittoscolastico

Insegnanti precari: il Tribunale di Roma, per la prima volta nella storia, condanna il MIUR

Il Tribunale del Lavoro di Roma, ha accolto 50 ricorsi di insegnanti precari della scuola, patrocinati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia per le associazioni Adida e la Voce dei Giusti.

Il Tribunale del Lavoro romano ha dichiarato l’illegittimità dei contratti a termine quando superano complessivamente i 36 mesi ed ha condannato il Ministero dell’Istruzione a pagare 12 mensilità in via equitativa.

Per gli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia “è un’importante vittoria, poiché proviene da uno dei principali Tribunali del Lavoro nazionali e, oltre alle 12 mensilità, paragona finalmente l’importanza del lavoro dei precari a quella di coloro che hanno il contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Non da ultimo, il Ministero è stato condannato, in una bella e lunga sentenza del Giudice Pagliarini, anche alle spese legali.

Ora si auspica che il Ministero decida di affrontare almeno questa situazione, sanando la posizione di mille ricorrenti i cui ricorsi sono in via di definizione, senza ulteriori aggravi economici per lo Stato”.

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Orizzonte Scuola

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Depennati dalle GAE: arriva la prima vittoria del 2015 al Giudice del Lavoro

Il Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato all’USP di Napoli di riammettere in GAE una depennata con decorrenza dal D.M.  n. 42/2009.

Il Tribunale ha espressamente accolto la tesi dei legali secondo cui “non vi sono elementi per affermare che l’art. 1, comma 1, bis, del D.L. n. 97/04 convertito in Legge n. 143/04 non sia più in vigore, neanche nella parte relativa al reinserimento. Essendo ancora vigente tale norma discende il diritto al reinserimento nella graduatoria in esso previsto; e tale diritto in quanto discende dalla legge non può essere escluso solo in quanto non presente nel D.M. n. 42/09“.

È una vittoria davvero importante” riferiscono gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, difensori delle due associazioni “Associazione Docenti Invisibili da abilitare” e “La Voce dei Giusti”, “giacchè i Tribunali del lavoro mostrano sempre più familiarità con tematiche così tecniche e delicate da sempre appannaggio solo di TAR e Consiglio di Stato”.

Il Consiglio di Stato, ricordano i legali, aveva qualche mese fa, proprio sull’azione pilota degli Avvocati Bonetti e Delia, usato parole durissime per stigmatizzare la scelta del MIUR. “L’esito voluto dall’amministrazione è contraddittorio, e non privo di elementi di prevaricazione per le legittime aspettative giuridiche degli interessati, perché l’avere blindato le graduatorie, nella prospettiva del loro esaurimento, non può giustificare, apparendo anzi sommamente ingiusto, la cancellazione definitiva dalle medesime per effetto di una omissione non consapevole perché non debitamente partecipata e in assenza di una corretta e completa partecipazione procedimentale”, chiarisce l’avvocato Delia.

Per l’avvocato Michele Bonetti “trattasi di una nuova breccia nel muro delle GAE; ora dopo questa apertura proseguiremo nella nostra battaglia per l’ingresso nelle Gae dei diplomati magistrali e di tutte le categorie da noi rappresentate. Il Tribunale, dopo la nostra vittoria dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione ha coraggiosamente ribadito la propria giurisdizione sulla materia delle Graduatorie ad esaurimento e ha accolto il nostro ricorso”.

I legali di “ADIDA” e “La Voce dei Giusti” invitano tutti i precari della scuola a non arrendersi e a continuare, tutti uniti e con entrambe le associazioni, nella battaglia.

Trib. Napoli, 9 febbraio 2015, n. 11735

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PROFESSIONI SANITARIE: ARRIVANO I PRIMI ACCOGLIMENTI DEL CONSIGLIO DI STATO

Il Consiglio di Stato in sede consultiva, dopo le numerose vittorie sui ricorsi presentati per l’ammissione al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, apre anche le porte ai ricorrenti di Professioni Sanitarie. Sono recentissimi, infatti, gli ultimi provvedimenti che consentiranno, nei prossimi giorni, le immatricolazioni con riserva di studenti che, a causa delle numerose irregolarità riscontrate, non erano stati ammessi al corso di laurea prescelto.

Nel provvedimento, l’On.le Collegio, ha ravvisato in particolar modo “profili di fondatezza con riguardo al motivo che censura la violazione dell’anonimato concorsuale“, confermando le nostre eccezioni sulla concretezza di tale vizio.

E’ una nostra importantissima vittoria che segna un altro fondamentale traguardo nella nostra battaglia contro il numero chiuso e, nelle prossime settimane, i ricorrenti potranno iniziare le procedure di immatricolazione presso gli Atenei prescelti.

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Anonimato: il T.A.R. Lazio conferma la fondatezza del vizio con sentenza di merito

Il T.A.R. Lazio, dopo la tanto artatamente pubblicizzata sentenza sul caso Sassari, accoglie il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ripercorrendo in maniera approfondita e dettagliata il caso anononimato.

Il T.A.R., ove pendono tutti i ricorsi degli studenti, ha in particolare ricordato e confermato la fondatezza del vizio dell’anonimato, sulla base della sentenza del Consiglio di Stato, di qualche giorno antecedente rispetto al peculiare caso Sassari, n. 15/2015.

Come abbiamo sempre affermato, in un quadro giurisprudenziale assai frastagliato, ove, allo stato, assistiamo ad oltre 200 provvedimenti a noi favorevoli della Sezione consultiva, a due sentenze di merito del Consiglio di Stato ed a oltre 60 provvedimenti cautelari dello stesso Consiglio di Stato tutte che affermano e confermano la fondatezza del vizio, oltre alle centinaia di ordinanze e le decine di sentenze del T.A.R. Lazio, del T.A.R. Palermo, del C.G.A. e di altri T.A.R., una sola sentenza (il caso Sassari) non può essere presa a modello per imbastire una campagna del terrore nei confronti degli studenti e delle loro famiglie. Il contenzioso ha, in se, un’alea ineliminalibili. Decidono Giudici e quindi persone sulla base del loro personale e libero convincimento.

Questa sentenza, assieme alle altre, dimostra che non v’è altra strada da percorrere se non quella della ferma determinazione nella conferma delle nostre tesi che, con tutte le nostre forze, proveremo sempre a difendere a difesa dei nostri ragazzi e del loro diritto allo studio. Proprio in tal senso, e sempre con invito a tutti i ricorrenti a consolidare la propria posizione con lo studio ed il superamento degli esami, nello stesso giorno, altra sezione del T.A.R. Lazio, sempre in accoglimento del nostro ricorso, ha confermato l’immatricolazione a suo tempo adottatta nei confronti dei nostri ricorrenti in virtù del consolidamento, grazie agli anni di studio, della loro posizione.

Entrambe le tesi (anonimato e consolidamento), quindi, sono state accolte.

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Notifiche a mezzo pec: il T.A.R. Napoli aderisce alla nostra tesi “sostanzialista”

Il tema è quello delle notifiche a mezzo pec nel processo amministrativo. Il T.A.R. Lazio, con la discussa sentenza 13 gennaio 2015, ne aveva negato l’applicabilità al processo amministrativo. Con una breve nota avevamo spiegato la non condivisibilità di tale posizione sulla base di vari elementi che, oggi, vengono recepiti da un’interessante sentenza del T.A.R. Napoli. Viene confermato, in particolare, che:

– “nella sua interezza tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in processo amministrativo telematico (PAT; cfr. ex pluris, il DPCM 13 novembre 2014)“;

– “sul piano della economicità delle forme, va ancora rilevato che l’autorizzazione, a seguito di innegabile rinnovabilità della notifica, non comporterebbe altro che una nuova notifica (verisimilmente) a mezzo PEC”.

Secondo il T.A.R., più in dettaglio, la notifica per mezzo di posta elettronica certificata (PEC) deve ritenersi valida ed efficacemente effettuata: ad avviso del Tribunale, la mancata autorizzazione ex art. 52 CPA non può ritenersi ostativa atteso che la predetta norma si relazione a forme “speciali” di notificazione, laddove il processo amministrativo, nella sua interezza tende ormai irreversibilmente a trasformarsi in processo amministrativo telematico (PAT; cfr. ex pluris, il DPCM 13 novembre 2014); sul piano della economicità delle forme, va ancora rilevato che l’autorizzazione, a seguito di innegabile rinnovabilità della notifica, non comporterebbe altro che una nuova notifica (verisimilmente) a mezzo PEC; che, in particolare, la legittimità della predetta notifica è comunque recuperabile ex art. 1 L. n. 53 del 21 gennaio1994 secondo cui 1. L’avvocato o il procuratore legale (4), munito di procura alle liti a norma dell’articolo 83 del codice di procedura civile e della autorizzazione del consiglio dell’ordine nel cui albo è iscritto a norma dell’articolo 7 della presente legge, può eseguire la notificazione di atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale a mezzo del servizio postale, secondo le modalità previste dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, salvo che l’autorità giudiziaria disponga che la notifica sia eseguita personalmente. Quando ricorrono i requisiti di cui al periodo precedente, fatta eccezione per l’autorizzazione del consiglio dell’ordine, la notificazione degli atti in materia civile, amministrativa e stragiudiziale può essere eseguita a mezzo di posta elettronica certificata“.

Vai alla sentenza del T.A.R. Napoli

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Concorso Farmacie Sicilia: vittoria al TAR. La nuova sede deve essere ridefinita.

Il T.A.R. Catania ha accolto il ricorso dell’Avvocato Santi Delia e annullato la determinazione di un Comune siciliano e dell’Assessorato regionale che avevano indiividuato una nuova sede farmaceutica da assegnare nell’ambito del concorso a 200 nuove farmacie.

Il T.A.R., in particolare, ha ritenuto fondata la prospettazione dell’Avvocato Delia secondo cui, illegittimamente, la competenza per la scelta della nuova sede era stata individuata nella Giunta anzichè nel Consiglio.

“In relazione al predetto vizio di incompetenza, questa Sezione (cfr. TAR Catania, IV, 10.7.2014, n. 2022) ha avuto modo di precisare che <<la legge attribuisce un ruolo centrale nel procedimento di individuazione di nuove sedi farmaceutiche al Comune; nel contempo, però, la disposizione di legge si profila come generica, in quanto si limita ad attribuire un ruolo all’ente locale, senza precisare quale organo comunale (Sindaco, Giunta, o Consiglio comunale) debba intestarsi la competenza in esame. L’art. 2, della L. 475/1968, come modificato ad opera del D.L. 1/2012, recita, infatti, che “Ogni comune deve avere un numero di farmacie in rapporto a quanto disposto dall’articolo 1. Al fine di assicurare una maggiore accessibilità al servizio farmaceutico, il comune, sentiti l’azienda sanitaria e l’Ordine provinciale dei farmacisti competente per territorio, identifica le zone nelle quali collocare le nuove farmacie, al fine di assicurare un’equa distribuzione sul territorio, tenendo altresì conto dell’esigenza di garantire l’accessibilità del servizio farmaceutico anche a quei cittadini residenti in aree scarsamente abitate”.

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Notifiche a mezzo pec nel processo amministrativo.

E’ stata pubblicata sulla rivista giuridica Lexitalia, la breve nota dell’Avv. Santi Delia sull’assai discussa sentenza del T.A.R. Lazio n. 396/15 riguardante la facoltà per gli Avvocati di eseguire notificazioni a mezzo pec nell’ambito del processo amministrativo.

Qui di seguito, per i nostri lettori non abbonati a Lexitalia, il commento

Notifiche a mezzo pec nel processo amministrativo

SANTI DELIA, Notifiche a mezzo pec degli Avvocati: (forse) tanto rumore per nulla* (nota a Tar Lazio – Roma, Sez. III ter, 13 gennaio 2015, n. 396).

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