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Uranio impoverito e vaccini: vittoria al T.A.R. Trieste. Si apre la campagna in difesa dei nostri militari.

Il T.A.R. Trieste ha definitivamente accolto il nostro ricorso con il quale avevamo impugnato il diniego del Ministero della Difesa secondo cui la leucemia contratta dal nostro militare non sarebbe stata causata da fatti di servizio. Ora avrà diritto all’equo indennizzo, alla pensione privilegiata ed a ogni ulteriore beneficio di legge.

I fatti: l’uranio impoverito e i vaccini.

Alcuni fatti, crediamo, li raccontino meglio i protagonisti rispetto agli avvocati. Ecco uno stralcio di un dossier di Repubblica[1] sulle vaccinazioni somministrate ai militari. 

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Trasferimenti dall’estero, si pronuncia la Plenaria: avevamo ragione noi.

Come per il caso “anonimato” a Medicina proprio in questi mesi al centro delle 7.000 ammissioni decretate dal T.A.R. Lazio e dal Consiglio di Stato, anche i “trasferimenti dall’estero” sono stati decisi dal massimo consesso della giustizia amministrativa.

I 44.000 studenti italiani all’estero, possono ora sperare di poter proseguire i propri corsi in Italia. Il C.G.A., su alcuni ricorsi che vedevano coinvolti l’Università di Messina e una decina di studenti provenienti dalla Spagna e dalla Romania, assistiti da, tra T.A.R. Catania e C.G.A., da alcuni avvocati siciliani e romani tra cui il palermitano Girolamo Rubino, il messinese Santi Delia e il compagno di battaglie Michele Bonetti e il romano Umberto Cantelli, aveva chiesto all’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato “di chiarire se gli studenti iscritti alla facoltà di Medicina e Chirurgia di una università straniera possano ottenere il trasferimento nell’analoga facoltà di un Ateneo italiano, pur non avendo superato a suo tempo l’esame di ammissione al predetto corso di laurea, per carenza del punteggio minimo necessario”. La decisione: il test non vale più del percorso di studi all’estero. La Plenaria, con argomenti assai innovativi e di grande spessore, ha apertamente sfatato il dogma del test di ammissione ritenendolo di minor valore rispetto ai risultati ottenuti dagli studenti presso gli Atenei esteri ed alle materie ivi superate. Andando persino oltre rispetto all’ordinanza di remissione del C.G.A. (che si era invece concentrato sulla compatibilità del diniego di trasferimento con il diritto interno dubitando di lesione di principi comunitari), inoltre, l’Adunanza Plenaria, in linea con quanto sostenuto dai legali Bonetti e Delia innanzi al T.A.R. Lazio in altri contenziosi pendenti, ha chiarito che negare il trasferimento da sedi comunitarie “si rivela in realtà contrario all’apicale principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitarii (art. 21 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), suscettibile di applicazione non irrilevante nel settore dell’istruzione tenuto conto delle competenze attribuite all’Unione per il sostegno e completamento dell’azione degli Stati membri in materia di istruzione e formazione professionale (art. 6, lettera e), del Trattato), nonché degli obiettivi dell’azione dell’Unione fissati dall’art. 165 n. 2 secondo trattino del Trattato stesso, teso proprio a “favorire la mobilità degli studenti …, promuovendo tra l’altro il riconoscimento accademico dei diplomi e dei periodi di studio””.

Tale tesi, fra gli altri, era stata convintamente sposata dalla Sezione III bis del T.A.R. Lazio, Presieduta da Massimo Luciano Calveri in alcuni pronunciamenti del 2014, in aperto e coraggioso contrasto con la posizione, allora maggioritaria, del Consiglio di Stato.

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Corriere.it

Trasferimenti dall’estero: il giorno dopo la Plenaria il T.A.R. Lazio ricorda “quanta acqua è passata sotto i ponti”

Il T.A.R. Lazio, il giorno dopo il deposito della decisione dell’Adunanza Plenaria, “si toglie qualche sassolino dalla scarpa” e “gioisce” nel prendere atto che la propria tesi è stata confermata dall’Adunanza Plenaria nonostante la monolitica e opposta posizione del Consiglio di Stato negli ultimi 3 anni.

“La richiamata decisione n. 1/2015 dell’Adunanza Plenaria, depositata in data 28.01.2015, ponendo fine ad un tormentato periodo di contrasti giurisprudenziali (che hanno visto principalmente contrapporsi l’orientamento della sezione III bis Tar del Lazio a quello della VI Sez.del Consiglio di Stato, ribaltato in un secondo momento con ordinanza 1718 del 2014), ha chiarito come la corretta interpretazione dell’art.4 della legge 2 agosto 1999, n. 264 sia quella – sempre sostenuta dalla Sezione (v., da ultimo: sentenza breve n. 9457/2014 del 5 settembre 2014, ordinanza n. 3436/2014 del 19/07/2014) – secondo cui la limitazione al previo superamento dei test preselettivi per i corsi di laurea a numero chiuso sia legittimato solo con riferimento all’accesso al primo anno del corso di studi e non, invece, per quanto riguarda le richieste di trasferimento ad anni successivi al primo: ciò, anche qualora la richiesta di trasferimento avvenga da parte di studenti provenienti da Università straniere e a prescindere dalla eventuale finalità elusiva del c.d. “numero chiuso” in ambito nazionale.

In tali casi, infatti, come affermato nella richiamata decisione Ad.Plen. n.1/2015, “il principio regolante l’iscrizione è unicamente quello del riconoscimento dei crediti formativi” (dec. cit., punto 4.4 nonché analogo riferimento contenuto a pag.30) ed è sottoposto all’ “ indefettibile limite dei posti disponibili per il trasferimento, da stabilirsi in via preventiva per ogni anno accademico e per ciascun anno di corso dalle singole Università sulla base del dato concernente la concreta potenzialità formativa di ciascuna, alla stregua del numero dei posti rimasti per ciascun anno scoperti rispetto al numero massimo di strumenti immatricolabili (…) per ciascuno di quegli anni ad esse assegnato” (dec.cit., p. 34).

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 30 gennaio 2015, n. 1831

1200borse

UDIENZA MEDICI SPECIALIZZANDI 29 GENNAIO 2015

UDIENZA MEDICI SPECIALIZZANDI 29 GENNAIO 2015
In data 29 gennaio 2015 si è tenuta la nostra prima udienza sui medici specializzandi.
L’udienza è stata ampiamente discussa ed è finita nella tarda serata. Ad oggi non è possibile fare previsioni da parte nostra e bisogna attendere fiduciosi il primo nostro provvedimento.
Pur rilevando che vi sono stati dei precedenti negativi di altri colleghi e associazioni del settore, riteniamo che i nostri ricorsi siano parametrati su censure nuove e sino ad oggi mai affrontate.
Di volta in volta, quando si terranno le vostre udienze (ad oggi ancora non fissate sebbene l’iscrizione al ruolo e il completamento da parte nostra di tutte le attività) VI AVVERTIREMO PERSONALMENTE CON UN ANTICIPO DI 10 GIORNI CIRCA.
Chi non ha ricevuto comunicazioni non si preoccupi perche sarà inserito nelle prossime tranche.

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L’Espresso

RICORSO SPECIALIZZAZIONI: ecco le nuove FAQ per rispondere a tutte le Vostre domande

Ho necessità di cambiare il mio ordine di preferenze, posso farlo?

Mi dispiace, non è più possibile in alcun modo. I ricorsi sono, difatti, già stati inoltrati.

A che punto siamo con i ricorsi?

È stata rispettata per tutti la scadenza del 5 gennaio, i ricorsi sono stati notificati, sono stati predisposti i fascicoli e le cause sono state iscritte a ruolo; le prime udienze sono state fissate, man mano che fisseranno le udienze vi inoltreremo delle mail con la specificazione della vostra udienza. 

Nel maxi ricorso siamo stati suddivisi in gruppi?

Le prime controdeduzioni mosse sui ricorsi sono state di natura formale, riferendosi alla moltitudine di ricorrenti con posizioni e test differenti. Per evitare problematiche e per rafforzare le vostre posizioni, vi abbiamo suddiviso per categorie, in quanto, a nostro avviso, da questa situazione non potrete che averne giovamento.

Da sempre procediamo in tal modo nelle nostre campagne e nei nostri ricorsi collettivi, determinando una sinergia vincente fra i vari gruppi; così abbiamo proceduto sui ricorsi al numero chiuso, dove per 7200 ricorrenti ammessi in sovrannumero vi erano 89 tipologie di prototipi. L’azione collettiva è ancora un meccanismo incompiuto in Italia e spesso contenziosi del genere possono portare all’inammissibilità proprio per la diversità di test e prove all’interno dello stesso concorso tra i vari candidati. È sorta, dunque, la necessità di suddividervi in diversi blocchi per strategia processuale. Sono tecniche dirette a potenziare i singoli gruppi che fanno capo, comunque, ad una graduatoria unica e nazionale.

In ogni caso, al momento della comunicazione dell’udienza che vi riguarda, provvederemo anche ad informarvi sul gruppo in cui siete stati inseriti mediante la comunicazione del numero di ruolo.

Il ricorso andrà avanti nonostante l’ammissione e frequenza di altra scuola di specializzazione?

In linea di principio l’assegnazione ad altra specialità ed il contestuale avvio della relativa attività formativo-lavorativa non dovrebbe integrare motivo di inammissibilità o improcedibilità del ricorso. Pertanto, la frequenza di altro corso di specializzazione non dovrebbe ostare alla prosecuzione dell’iter avviato innanzi al Giudice Amministrativo.

Quali tempi si prevedono?

Le primissime camere di consiglio sono fissate per il 29 gennaio; a seguire vi saranno altre tre camere di consiglio consistenti dove saranno definite, verosimilmente, quasi tutte le vostre posizioni, ovvero quella del 12 e 26 febbraio e del 12 marzo.

E per quanto riguarda i provvedimenti del Tar, che tempi si prospettano?

Trattasi di date orientative; ma presumibilmente, qualora non vi siano problemi, istruttorie o altre incombenze, il collegio del Tar laziale interessato della vicenda potrebbe emanare il primo provvedimento cautelare e con riserva (vedi, a tal proposito, le FAQ sottostanti) in circa 5 giorni.

Che epilogo immagina per i ricorsi delle Scuole di Specializzazione?

Il problema è sostanzialmente economico. Il Ministero della Salute e il MIUR hanno individuato 8200 posti a fronte dei 5000 messi a disposizione. Tutti i ricorrenti in circolazione non coprirebbero questo numero e molti di loro sono già assegnatari di altre borse. Il mio sogno è un’Università aperta che garantisca sempre a tutti i laureati di specializzarsi. Un sistema non più ad imbuto, ma a cilindro che, con le idee e con le innovazioni che possono partire solo dalla ricerca, generi investimenti e posti di lavoro. Una riforma radicale del sistema con la sanatoria di tutte le posizioni pendenti; un punto a capo per ricominciare anche senza ricorsi. L’unica promessa possibile è che ce la metteremo tutta e davvero nulla è stato lasciato di intentato nella strategia difensiva.

Prevede anche un eventuale appello?

In ordine all’appello, posso dire che chi perde potrà appellare le ordinanze. Ovviamente, in caso di vittoria, la Cigl Funzione Pubblica Medici e il suo Segretario Massimo Cozza, il Comitato dei ricorrenti e l’As.Mo.Med., cercheranno di evitare l’appello, che porterebbe ad una dilazione dei tempi di oltre 2 mesi.

È ancora possibile fare ricorso?

Si, è possibile effettuare un’altra tipologia di ricorso, il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ove, sostanzialmente, deciderà il Consiglio di Stato. Trattasi di un ricorso dalla tempistiche più lunghe rispetto al ricorso al Tar, per cui le adesioni sono aperte fino al 15 febbraio.

scolastico

– TFA II° CICLO – RICORSO PER OTTENERE L’INSERIMENTO IN SOPRANNUMERO DEGLI IDONEI NON VINCITORI

LA STORIA DEL CONTENZIOSO SUGLI IDONEI NON VINCITORI NEL T.F.A.

A.D.I.D.A. e i suoi legali, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, hanno dimostrato sul campo di essere i pionieri ed i primi sul Tirocinio Formativo Attivo.

Nel precedente ciclo di T.F.A. gli idonei rimasti non vincitori, non hanno potuto spendere in nessun modo tale idoneità. Per qualcuno, tuttavia, grazie alla via giudiziale da noi ideata, si ottenne l’ammissione.

Nel “lontano” 2013, era stato proposto un caso-pilota presso un’università romana dove erano rimasti posti disponibili; il nostro ricorrente era rimasto escluso in un altro Ateneo pur avendo ottenuto un punteggio idoneo a superare la c.d. soglia d’ingresso.

Il Tar del Lazio ha ritenuto che <i concorsi per l’ammissione al TFA devono considerarsi “a numero chiuso” e, pertanto, il ricorso non appare manifestamente infondato avuto riguardo alle censure di violazione degli artt. 3,34 e 97 Cost, che sono stati ritenuti inficianti le norme regolatrici dell’ammissione al numero chiuso nelle altre Facoltà dove ciò è previsto per mancata previsione di una graduatoria nazionale, che all’allegato pregiudizio grave ed irreparabile è possibile ovviare disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente a frequentare il TFA, classe A037 presso l’Università Europea di Roma, in cui risultano posti disponibili>.

Pertanto, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ritiene di “ovviare disponendo l’ammissione con riserva del ricorrente a frequentare il TFA”.

I principi portati avanti dagli avvocati di Adida e La Voce dei Giusti contro il numero chiuso sono stati, dunque, trasposti per il campo degli insegnanti.

CHI SONO I SOGGETTI OGGI LESI E CHI PUO’ AGIRE SULLA BASE DI TALI PRINCIPI.

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scolastico

Concorso a cattedra 2012: avevano diritto a partecipare anche i laureati dopo 2001/02. La nostra vittoria sui requisiti di accesso

Il Consiglio di Stato, con provvedimento del 16 gennaio 2015, ha chiuso definitivamente, con sentenza di merito, la nota questione concernente l’impossibilità di alcuni aspiranti docenti a partecipare al c.d. “Concorsone della scuola”, accogliendo il ricorso patrocinato dagli avvocati Michele Bonetti, Santi Delia ed Umberto Cantelli, patrocinatori anche delle associazioni Adida e La Voce dei Giusti.

“Trattasi di una vittoria che ribalta completamente l’orientamento di primo grado e che mette fine alla questione di tutte quelle centinaia di persone ammesse con riserva e che attendevano questo momento” – a parlare sono gli avvocati Bonetti e Delia, che spiegano come il Consiglio di Stato abbia accolto la loro tesi su un’ingiustificata disparità di trattamento tra candidati che hanno conseguito la laurea entro l’anno accademico 2002-2003, ammessi al concorso a cattedre, e candidati che hanno conseguito identica laurea negli anni accademici immediatamente successivi, ma entro la scadenza del termine per la presentazione della domanda.

Per gli avvocati e per il Consiglio di Stato il bando, ora annullato, ha impedito la partecipazione al concorso a tutti i candidati più giovani in possesso di diploma di laurea successivo agli anni 2008-2009 e ai quali è rimasto interdetto qualsiasi percorso abilitante.

Un ulteriore muro abbattuto a favore dei giovani.

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Per tutti gli aspiranti studenti di Medicina che hanno partecipato al test e non solo per i ricorrenti

Lo scorrimento delle graduatorie per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Odontoiatria il cui test si è svolto l’8 aprile 2014 è ancora in fase di scorrimento.

Sembrerebbe, che dopo la scorsa conferma di interesse, il Cineca ogni settimana, finché non saranno esauriti i posti, aggiornerà gli scorrimenti e, se si confermerà l’interesse, si potrà aspirare ad un posto in graduatoria.

La conferma di interesse è particolarmente consigliabile a coloro che non hanno esperito ricorso o che aspirano a sedi (opzioni) ove l’accesso è normalmente consentito con punteggi bassi.

A nostro avviso e ad avviso della giurisprudenza, una dichiarazione d’interesse siffatta non è legittima e potrebbe determinare che soggetti con un punteggio utile (anche alla fine degli scorrimenti) per collocarsi in graduatoria si vedano superare da altri che hanno fatto la dichiarazione d’interessi.

A nostro avviso, in questo caso, vi è la possibilità di richiedere l’ammissione soprannumeraria.

Questa nuova tipologia di ricorso è diretta a studenti che non hanno effettuato ricorso fino ad oggi e, dunque, non ammessi in sovrannumero.

Per maggiori info su tale ricorso scrivi a: santi.delia@avvocatosantidelia.it

Bonus maturità: arriva il primo sigillo del Consiglio di Stato. Ora si attende la pronuncia finale del T.A.R. Lazio

Con provvedimento del 29.12.2014 il Consiglio di Stato ha espresso il parere che l’istanza cautelare d’ammissione di un nostro ricorrente colpito dalla nota vicenda del bonus maturità debba essere accolta.

Trattasi del primo provvedimento del Consiglio di Stato in sede consultiva che ha riconosciuto l’illegittimità della condotta ministeriale del 2013/2014 ove il bonus maturità fu prima dato e poi levato lo stesso giorno della prova.

magistratura

Il concorso per l’accesso in magistratura: con il nuovo bando nuove inaccettabili irregolarità

Le nuove regole per l’accesso in magistratura prevedono un percorso facilitato per i praticanti dell’Avvocatura dello Stato.

Il bando per 340 posti indetto con il Decreto Ministeriale del 5 novembre 2014 stabilisce infatti che possono essere ammessi direttamente alle prove concorsuali per l’accesso in magistratura senza passare per le lunghe e costose scuole di specializzazioni legali non solo coloro che abbiano fatto uno stage formativo in un ufficio giudiziario, ma anche coloro che abbiano svolto il tirocinio presso l’Avvocatura statale se aventi i seguenti requisiti: meno di trent’anni, un voto di laurea superiore a 105/110 o una media di 27/30 in alcuni esami.

Secondo noi ciò costituisce una discriminazione inaccettabile per i praticanti degli studi privati e delle altre amministrazioni pubbliche (come le avvocature della Banca d’Italia e quelle dell’Inps). 

Per tale ragione il nostro Studio, già contattato da numerosi partecipanti alle prove scritte del precedente concorso per l’accesso in magistratura a seguito della denuncia dell’ingresso nelle aule d’esame di codici e testi non consentiti (http://www.avvocatosantidelia.it/2014-04-04-18-14-41/magistratura-2014-sospensione.html), sta valutando l’opportunità di preparare un ricorso collettivo contro quella che è stata definita da molti una nuova “inaccettabile discriminazione”.

Studio Legale Avvocato Santi Delia