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Abilitazioni scientifiche nazionali (ASN): Il Consiglio di Stato accoglie la domanda cautelare dei nostri ricorrenti e invita il Tar alla sollecita fissazione dell’udienza di merito

Una vittoria importante del nostro studio su un nuovo terreno, quello delle Abilitazioni Scientifiche Nazionali. Le prime ordinanze del Tar del Lazio rigettate sono state riformate dal Consiglio di Stato in un caso dove il mancato conseguimento dell’abilitazione da parte della ricorrente era stato determinato da una discrezionalità della Commissione. Il giudizio di quest’ultima, a nostro avviso, presentava anche dei profili di carenza di motivazione così come argomentato dinanzi al Consiglio di Stato dagli avvocati Michele Bonetti, Santi Delia e Umberto Cantelli.

Sulla scia del provvedimento vittorioso i legali hanno già aperto le adesioni al ricorso straordinario al Capo dello Stato. Esso è aperto a coloro che non abbiano conseguito il titolo dell’abilitazione e per i quali non siano ancora trascorsi 120 giorni dalla pubblicazione dei giudizi.

Per informazioni sull’adesione è sufficiente inviare una mail a santi.delia@avvocatosantidelia.it

magistratura

Sospensione del concorso in magistratura: ecco cosa succederà.

Con l’ordinanza n. 2563 del 6 giugno 2014, emessa dalla sez. I° quater del T.A.R. Lazio, è stata disposta la sospensione del decreto impugnato nella parte in cui fissa lo svolgimento delle prove scritte del concorso in tre giorni consecutivi, ordinando all’amministrazione resistente l’individuazione di una diversa articolazione temporale delle prove secondo le esigenze rappresentate dal ricorrente”.

Il provvedimento impugnato è il c.d. concorso in magistratura per oltre 20.000 partecipanti pronti a contendersi 365 scranni.

I fatti. Un aspirante magistrato della Repubblica affetto da disturbi fisici che richiedono delle cure particolari, contesta l’articolazione dello svolgimento delle prove scritte per il concorso in tre giorni consecutivi. Lamentando quindi la modulazione prevista nel bando di concorso ed adducendo a sostegno della sua tesi, oltre le ben note normative poste a tutela delle garanzie dei soggetti disabili o comunque affetti da particolari patologie, anche la mancanza di elementi di carattere normativo che impedirebbe il rigetto della pretesa avanzata, chiede al T.A.R. la sospensione del concorso.

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scolastico

Anzianità di servizio dei supplenti della scuola: nuove vittorie al Giudice del Lavoro

La Corte d’appello di Genova e il Tribunale di Alessandria hanno accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti in difesa dei docenti di ADIDA e LA VOCE DEI GIUSTI riconoscendo l’anzianità di servizio maturata da alcuni docenti precari della scuola.

La Corte d’appello, in particolare, ha usato parole assai forti per stigmatizzare la scelta del MIUR di continuare a sfruttare “alla bisogna” i supplenti, salvo poi addebitare ad essi persino la circostanza che il loro lavoro sarebbe “qualitativamente” inferiore perchè solo i docenti di ruolo garantirebbero “apporti organizzativi e programmatici che derivano dalla continuità del rapporto“.

Come è noto, la contrattazione collettiva ha stabilito un trattamento economico differenziato per posizioni stipendiali acquisite in ragione dell’anzianità maturata nel tempo.

Ciononostante il personale precario continua ad essere retribuito sulla base della fascia iniziale indipendemente dalla durata del servizio continuativo prestato. Questa disparità di trattamento viene giustificata dal MIUR sulla base del fatto che il personale precario non appartiene al ruolo del personale scolastico, ma è inserito in un diverso sistema di reclutamento in cui viene valorizzata l’anzianità di servizio acquisita ai fini dell’assunzione definitiva o dell’attribuzione d’incarichi di supplenza annuale e temporanea“.

Secondo il Tribunale, “la prospettazione della parte resistente non è conforme alla normativa comunitaria e, sotto questo profilo, la citata disposizione viola la clausola 4 punto 1 dell’accordo quadro recepito dalla Direttiva 1999/70/CE che prevede il divieto di discriminazione dei lavoratori a termine rispetto ai dipendenti a tempo indeterminato comparabili“.

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Trasferimenti dall’estero: si apre un nuovo fronte. Il T.A.R. Catania accoglie i ricorsi.

Dopo la conferma dell’orientamento favorevole ai trasferimenti presso il Tar del Lazio, il Tar Lombardia e il Tar Campania è la volta del T.A.R. Catania.
Il Tribunale siciliano ha colto le peculiarità del “caso Messina” la cui fase istruttoria e di delibazione delle istanze dei nostri ricorrenti è stata seguita dal nostro studio per oltre 8 mesi ed ha accolto la nostra innovativa tesi. Grazie a tale teoria vi è persino compatibilità tra l’accordare il trasferimento dall’estero ai nostri ragazzi e la nota posizione di chiusura sull’aspetto del diritto comunitario da parte del Consiglio di Stato.

Siamo innanzi, quindi, ad un vero e proprio spartiacque per il diritto di studiare nel nostro Paese. Chi proviene dall’estero, quindi, non deve affrontare nuovamente il test in Italia e la sua ammissione alle Università italiane passa solo per la verifica del percorso di studi all’estero.

L’altro sigillo della primevera calda del numero chiuso è stata segnata innanzi al TAR Lazio che ha accolto la campagna patrocinata dal nostro studio sin dal momento dell’istituzione dell’Ateneo italo-albanese.

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Numero chiuso e sanatoria degli studenti ammessi con la sospensiva: il T.A.R. Lazio segue immediatamente il Consiglio di Stato

Avevamo parlato di una pietra miliare nella battaglia per il diritto di studiare. Il riconoscimento che quel test, che da un decennio combattiamo, è spazzato via dai buoni risultati degli esami e dalla dimostrazione sul campo del Vostro valore.

I Giudici di Palazzo Spada, prendendo le mosse dal su citato art. 4 comma 2 bis, appena tre settimane fa avevano statuito che: “…dalla documentazione acquisita agli atti, risulta evidente che l’appellato sia stato ammesso a frequentare il primo anno del corso di laurea in medicina e chirurgia in forza della sentenza impugnata che gli ha riconosciuto un punteggio utile ai fini dell’accesso al citato corso di laurea. Avendo lo stesso appellato superato gli esami di profitto previsti per il primo anno cui il test era preordinato ad accedere, ottenendo una valutazione positiva in ognuno di essi (e ciò non è stato smentito o contestato dalla parte appellante), egli ha conseguito il titolo per il quale aveva concorso; ciò in quanto ha esercitato con effettività, sul campo, frequentando i corsi e superando gli esami positivamente, il titolo cui fa riferimento la norma sopra riportata: nel caso, cioè, lo status di studente attestato e confermato dal superamento con profitto del primo anno di corso di laurea. Nè potrebbe essere diversamente, dal momento che l’appellato, con il superamento degli esami del primo anno, ha dimostrato di essere in grado di frequentare il corso per l’ammissione al quale aveva sostenuto il concorso, consolidando, come detto, l’effettività del titolo alla cui acquisizione erano volte le prove oggetto di controversia. Nella specifica situazione va, quindi, affermato il criterio sostanzialista per il suo effetto di raccordo dimostrativo del dato formale. Ciò attraverso una legittima interpretazione estensiva ispirata ai canoni della ragionevolezza e della logicità”.

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scolastico

Ricorso per l’inserimento nelle GAE – Graduatorie ad Esaurimento

Informazioni a tutti gli aderenti al ricorso GAE. APERTURA TERMINI RICORSO STRAORDINARIO.

In data 1 aprile 2014 è stato emesso il decreto per l’aggiornamento delle GAE.

Il provvedimento non consente alcuna nuova inclusione, ribadendo vecchie discriminazioni e generandone nuove, atteso che, in mancanza di chiarezza sulle regole per il reclutamento nella scuola statale, persone con titoli analoghi o equipollenti si troveranno di fatto esclusi ancora una volta dalla possibilità di ambire ad una progressione occupazionale e di carriera.

Gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti sta predisponendo una serie di azioni collettive, a tutela di tutti quei soggetti che subiranno l’ingiusta esclusione dall’inserimento in GAE a causa di un decreto illegittimo e che pone evidenti disparità di trattamento tra i docenti.

Le dette azioni saranno inoltrate anche per conto delle Associazioni ADIDA, e LA VOCE DEI GIUSTI.

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Partono i ricorsi collettivi per TOR VERGATA e SALERNO

Dopo la vittoria al Consiglio di Stato su Salerno e le ancora più recenti, sempre sulla violazione di principi generali quali la segretezza e l’anonimato del compito su decine di altre Università, abbiamo deciso di aprire le adesioni per dei ricorsi collettivi sulle sedi di SALERNO e TOR VERGATA.

A seguito di specifiche e circostanziate segnalazioni che abbiano ricevuto, quindi, riteniamo che ci siano i presupposti per agire ed ottenere l’ammissione ristabilendo la legalità.

Tutte le nostre indagini sull’anonimato, d’altra parte, sono iniziate proprio da TOR Vergata, proseguite su Messina e approfondite recentemente su Salerno.

Leggi su Repubblica.it il caso TOR VERGATA

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Vittoria epocale al Consiglio di Stato

L’UdU continua a vincere e a convincere, mettendo a segno importanti e secche vittorie al Consiglio di Stato sul vizio dell’anonimato relativo al concorso di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria del 2013.

A perdere sono i principali atenei italiani: La Sapienza, La Seconda Università di Napoli e l’Università degli Studi di Messina contro i legali che da anni si battono per la legalità nei concorsi pubblici italiani, gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia vincitori insieme all’Avvocato Umberto Cantelli dinanzi ad un Consiglio di Stato, il cui orientamento è stato ribaltato.

Cadono anche Napoli “Federico II”, Siena, Parma, Genova, Firenze, Cagliari, Milano, Catania e Pavia.

Secondo Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’UdU, “E’ uno dei tanti colpi messi a segno dall’UdU e che porterà all’abolizione del numero chiuso. Confidiamo che l’accoglimento si estenda politicamente a tutti i ricorrenti”.

Numero chiuso, cambia la storia: il Consiglio di Stato decreta che l’ammissione con riserva diventa definitiva se si superano tutti gli esami del primo anno

Una delle nostre più convinte battaglie è stata vinta. Dopo che un concorso illegittimo si era consumato avevamo agito innanzi al T.A.R. chiedendo l’immediata ammissione dei nostri ricorrenti. Richiesta accolta. Tutti hanno potuto studiare. Con qualche palpitazione si arriva all’udienza finale con il rischio che gli anni di studio possano andare persi. In quella sede abbiamo fatto rilevare che i nostri studenti, come spesso avviene, avevano superato tutte le materie del primo anno e, per questo, nessun test poteva mettere in discussione la loro ormai consolidata posizione.

Abbiamo vinto. Ecco come.

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Numero chiuso: manca l’anonimato a Salerno e Messina. Ammessi tutti i ricorrenti.

Ancora una volta, dopo anni di indagini, ricerche e accessi agli atti, il muro del numero chiuso è stato abbattuto. Abbiamo capito come e perchè quella selezione era mal gestita e come ripristinare la legalità.

A Salerno, così ci ha scritto l’Ateneo, era prassi utilizzare l’etichettatura della documentazione di concorso, anche se proveniente dal Ministero come nel caso dell’ammissione a Medicina, a mezzo di codici a barre adesivi.

Grazie a tale sistema, tuttavia, seppur la graduatoria era poi compilata in tempi più brevi grazie alla meccanizzazione della lettura ottica, la Commissione sapeva prima della correzione quale era il codice segreto dei candidati sgretolando definitivamente tutte le garanzie d’anonimato che la legge impone in tali tipi di concorsi.

Solo attraverso numerosi ed incrociati approfondimenti anche avendo a mente l’intero contenzioso nazionale che gestiamo, quindi, siamo riusciti a portare alla luce tutti questi nuovi elementi che, come fu per il “caso Messina del 2010” deciso dalla Plenaria, erano sotto gli occhi di tutti da sempre ma nessuno, mai, si era accorto di quanto fossero illegittimi.

A Messina, invece, la prova di concorso, gestita da una ditta privata, era caratterizzata da numerose irregolarità che il Consiglio di Stato ha ritenuto tanto rilevanti da consentire l’immediata ammissione dei nostri ricorrenti ribaltando la scelta del T.A.R. Lazio.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia