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dirittoscolastico

ITP: Consiglio di Stato ribalta TAR. Dentro in mille.

Il T.A.R. del Lazio aveva rigettato cinque ricorsi collettivi per i docenti degli istituti tecnico pratici.

Il rigetto nasceva da motivi formali, con particolare riferimento ad una presunta tardività dell’impugnazione per un equivoco generatosi a seguito dell’emanazione della nota del 14 agosto, considerata da molti come un modo per inoltrare ulteriori ricorsi nonostante il decorso del termine.

Il Consiglio di Stato, prendendo atto della tempestività di tutte le nostre impugnazioni, ha emanato un provvedimento motivato che conferma l’iscrizione nelle graduatorie di seconda fascia di tutti i ricorrenti patrocinati dall’Avv. Michele Bonetti e dall’ Avv. Santi Delia, difensori dell’Adida.

Secondo gli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia: “la nostra battaglia sugli ITP parte da lontano e da sempre abbiamo creduto nella validità del loro titolo, considerando che non sono stati messi nelle condizioni per abilitarsi. Abbiamo agito tempestivamente impugnando il decreto ministeriale n. 374 del 2017, ed ora stiamo proseguendo con la proposizione di ricorsi al fine di far accedere i nostri ricorrenti ITP al FIT, a cui si può aderire consultando il seguente link .

magistratura

INPS – 365 POSTI ANALISTA DI PROCESSO (SECONDA PROVA). SOMMINISTRATA UNA DOMANDA ERRATA: ECCO COSA ACCADRA’

Il quesito è il seguente: “Ai cittadini italiani, residenti in Italia, che abbiano compiuto i 66 anni e 7 mesi di età, privi di reddito quale prestazione previdenziale è riconosciuta? a) Pensione di vecchiaia; b) Pensione di anzianità; c) Assegno di inabilità; d) Assegno sociale.”

La risposta esatta indicata dalla Commissione ministeriale è la d), assegno sociale.

Tuttavia, la formulazione della domanda è palesemente errata.

È notorio che l’assegno sociale, lungi dall’essere considerabile una prestazione previdenziale, è piuttosto una misura di carattere assistenziale. Dello stesso avviso la giurisprudenza della Corte Costituzionale, che con sentenza n. 400 del 29/10/1999 ha chiaramente evidenziato la natura assistenziale dell’assegno sociale: “ad impedire di estendere alla disciplina dell’assegno sociale le valutazioni della sentenza n. 88 del 1992 è – più ancora che l’attinenza delle stesse al limite di reddito cumulato – il quadro complessivo della riforma, in cui si inserisce la nuova prestazione assistenziale […]. Una riconsiderazione della complessiva disciplina dei rapporti tra misure assistenziali e prestazioni previdenziali, nella materia delle provvidenze per i soggetti sprovvisti di reddito è imposta anche dal passaggio graduale ad un sistema previdenziale di tipo contributivo”.

La distinzione tra misure previdenziali ed assistenziali non è meramente descrittiva, rispondendo a ragioni giuridiche del tutto diverse; la misura assistenziale infatti prescinde da qualsiasi requisito di carattere contributivo.

L’errore commesso dai compilatori o da chi ha stampato il test rende, evidentemente, illegittima la somministrazione del quesito e, per quanto qui interessa, l’esclusione di tutti i soggetti che a tale domanda NON hanno risposto esattamente e sono fuori per 0.55, o che hanno omesso la risposta e sono fuori per 0.50.

Per questo il nostro studio sta predisponendo un ricorso collettivo.

Anche nel caso in cui, oltre alla domanda di cui sopra, siano stati riscontrati errori in altre domande, scrivere per info a santi.delia@avvocatosantidelia.it

dirittoscolastico

MOBILITÀ docenti 2018: ricorso al Tar e al Giudice del Lavoro

Ecco le azioni a tutela di chi ha prestato servizio in scuola paritaria, degli specializzandi sul sostegno, degli insegnanti con figli minori di 3 anni.

Il servizio prestato in scuola paritaria. L’ordinanza 9 marzo 2018, n. 207 in materia di mobilità prevede dei limiti per il riconoscimento del punteggio del servizio nella scuola paritaria ai fini della mobilità.

Sono valutabili solo gli anni svolti in scuole primarie paritarie che abbiano conservato anche lo status di parificata insieme alla qualifica di paritaria e solo fino al 31 agosto 2008. Sono inoltre riconoscibili gli anni svolti nella materna paritaria, ma solo se comunale.

Tale decisione trova la propria fonte nella contrattazione collettiva giacchè è proprio il CCNL a disporre che il servizio non verrà conteggiato.

A nostro modo di vedere la decisione della contrattazione collettiva e ora dell’ordinanza sulla mobilità mortifica il servizio svolto per anni da migliaia di insegnanti e si pone in evidente antitesi con i principi interni e comunitari che mirano ad evitare ogni discriminazione tra i vari lavoratori nonostante svolgano mansioni analoghe. In tal senso, come già accaduto nell’ampio contenzioso sul riconoscimento del servizio preruolo da noi portato avanti, si può sostenere l’applicazione diretta della Clausola 4 della Direttiva 1999/70/CE e l’illegittimità, tra gli altri, con l’art. 2 comma 2 del d.l. n. 255/2001 del 3 luglio 2001 secondo cui “i servizi di insegnamento prestati dal 1 settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000 n. 62, sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”.

Per ottenere il riconoscimento di tale servizio svolto è possibile agire con ricorso collettivo al T.A.R. oppure con un ricorso al Giudice del Lavoro.

Il costo dell’azione collettiva al T.A.R. è pari a € 250,00.

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Buona Pasqua

Serena Pasqua a tutti Voi.

Studio Legale Avvocato Santi Delia

Con affetto Santi, Rosario, Tiziana, Roberto, Andrea, Marco, Angela, Laura, Alessio e Giuseppe.

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Santi Delia e Gianmarco Russolo nell’acquisizione di Ideare

DA TOPLEGAL  Fusioni e acquisizioni – Santi Delia, con un team guidato dal senior Rosario Cannata e dall’of counsel Maria Speciale, ha assistito Ids & Unitelm nell’acquisizione, in partnership con Isa (Istituto Altesino di Sviluppo) – assistita da Gianmarco Russolo – della maggioranza del capitale sociale di Idea Real Estate (Ideare).

 
L’operazione, del valore di quasi quattro milioni di euro, ha visto anche la partecipazione al fianco dei soci di Ideare, di Andrea Migliore di Elexia.

Ids & Unitelm è una società operante nella realizzazione e gestione di soluzioni It per la pubblica amministrazione, per il settore sanità,  per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico artistico italiano,  per gli enti religiosi, nonché partner della Cei (Conferenza episcopale Italiana) per la predisposizione di applicazioni informatiche in uso alle Diocesi italiane e agli Enti ad esse collegate.

Ideare è una società emergente nell’ambito di sistemi informativi complessi per la gestione di patrimoni immobiliari, degli asset, del property, del facility, dell’energy management, agency e di ogni servizio relativo alla gestione integrata del patrimonio.

dirittoscolastico

FIT: dopo i dottorati è la volta di ITP e abilitati all’estero. Ecco gli ultimi provvedimenti del T.A.R.

Arrivano gli accoglimenti che consentono agli Insegnanti Tecnico Pratici e a coloro che si sono abilitati all’estero, ma senza i requisiti di legge, di poter partecipare alla fase transitoria agevolata del concorso FIT. Tale concorso consente agli insegnanti di entrare in una graduatoria per prendere il ruolo.

I primi ed unici accoglimenti sono intervenuti nella mattinata del 26 marzo nei ricorsi pilota, avanzati dagli Avv. Michele Bonetti e Santi Delia per conto dell’Associazione Adida e Mida. Con i due decreti allegati il Tribunale Amministrativo Laziale ha accolto l’istanza di misura cautelare dei ricorrenti ITP e della categoria degli abilitati all’estero “ammettendoli a partecipare alla procedura concorsuale” per il TAR “a tal fine il Miur dovrà adottare tutte le misure necessarie ad assicurare la presentazione delle domande e ad ammettere parte ricorrente a partecipare alla citata prova concorsuale l’istanza ed ammette il ricorrente alla procedura concorsuale”.

“Auspichiamo che la vittoria sui casi pilota degli ITP, dei Dottorati, e degli Abilitati all’estero possano fungere da apripista per tutti i nostri ricorrenti” riportano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

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Corriere della Sera

dottorato

FIT: arriva il primo Si del TAR. Dentro in 500.

Dal Fit, il concorso semplificato con sola prova orale per insegnare alle medie ed alle superiori, riservato agli abilitati, sono stati esclusi i Dottori di ricerca nonostante il loro titolo sia apicale nel nostro sistema di istruzione.

Ma non si tratta della prima esclusione. Già nel 2016, nel concorso voluto dalla Buona scuola di Renzi e della Giannini, i dottori di ricerca avevano subito la stessa esclusione.

Per la prima volta in quel contesto, gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti hanno accettato l’incarico di assistere oltre 3.000 giovani in possesso del Dottorato di ricerca, al fine di ottenere il giusto riconoscimento di tale titolo di studio da spendere nel mondo dell’insegnamento scolastico.

Oggi è arrivato il primo accoglimento per un gruppo pilota di quasi 500 dottori di ricerca accuratamente selezionati in ragione di specifiche peculiarità della loro storia. Nei prossimi giorni ed in tempo utile per la partecipazione alle prove, verranno trattati anche tutti gli altri ricorsi.

Si tratta del primo riconoscimento in assoluto verso questa categoria di docenti ottenuta attraverso un’azione collettiva e che consentirà di partecipare alla prova concorsuale.

Le adesioni sono ancora aperte giacchè il ricorso al TAR potrà comunque essere proposto nei 60 giorni. Per aderire clicca qui

Vedi il provvedimento del T.A.R. sul primo gruppo di dottorati

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Il Fatto Quotidiano

Repubblica

Letteraemme

 

dottorato

FIT: l’azione per i Dottori di ricerca che hanno già svolto le prove del concorso 2016.

A tutela dei Dottori di ricerca che, per primi con il nostro patrocinio, hanno partecipato al CONCORSO 2016, è previsto un ricorso ad hoc per consentire la partecipazione al FIT.

A tale ricorso possono partecipare non solo i nostri ricorrenti del 2016 ma anche coloro che hanno ottenuto a suo tempo l’ammissione con altre azioni.

In particolare il ricorso è rivolto a tutti i dottori di ricerca che sono riusciti a partecipare al CONCORSO DOCENTI 2016 ottenendo la possibilità di fare le prove ordinarie o suppletive.

Nell’ambito del nuovo contenzioso FIT, abbiamo deciso di tutelare specificatamente la Vs posizione giacchè la riteniamo più fondata rispetto alle altre e meritevole di attenzione peculiare.

Oltre al possesso del dottorato, difatti, oggi potete vantare il fatto di aver superato le prove concorsuali del concorso 2016 e ciò, a nostro modo di vedere, vi consente di partecipare al FIT sfruttando il comma 5 dell’art. 3 del bando di concorso.

Tale norma, se accompagnata dall’azione giudiziale che qui vi stiamo illustrando, consente appunto la partecipazione.

La nostra teoria, difatti, stante il fatto che il merito del giudizio non è ancora fissato, è che possiate partecipare con riserva di quel contenzioso e di questo.

Se volete tutelare la Vs posizione potete agire con ricorso:

– INDIVIDUALE (consigliato se oltre ad avere il dottorato, aver superato le prove di concorso del 2016, avere servizio di supplenza avete anche insegnamento universitario o l’ASN), al costo di € 2500;

– COLLETTIVO (consigliato se avete solo il dottorato e il superamento delle prove di concorso del 2016), al costo di 750. Si dovrà raggiungere per la conferma di tale quota un numero minimo di partecipanti.

Il presente ricorso non è rivolto a chi, pur avendo fatto le prove del concorso 2016 suppletive o ordinarie grazie al ricorso non le ha passate.

Se avete già aderito al ricorso collettivo ordinario DOTTORATI la quota pagata verrà decurtata.

Per aderire dovete compilare la documentazione allegata e inoltrare la domanda cartacea e on line (indicando la stessa CDC del concorso 2016 e la Vs ordinanza che a suo tempo vi ha ammesso) e seguire le istruzioni allegatedomanda cartacea e on line (indicando la stessa CDC del concorso 2016 e la Vs ordinanza che a suo tempo vi ha ammesso) e seguire le istruzioni allegate.

dirittoscolastico

DOCENTI ITP: IL TAR DEL LAZIO CAMBIA ORIENTAMENTO E ACCOGLIE NUOVAMENTE I RICORSI ITP CONDANNANDO ALLE SPESE IL MINISTERO DELL’ISTRUZIONE.

Dopo un mutamento giurisprudenziale sfavorevole ai ricorrenti ITP, ad onor del vero dettato anche da profili di tardività, il TAR del Lazio conferma nuovamente le nostre tesi che da sempre ha portato all’accoglimento dei ricorsi tempestivamente avanzati per conto dell’ADIDA e del MIDA, con il patrocinio degli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti. Con sentenza di merito pubblicata nel pomeriggio del 19 marzo, il TAR del Lazio accoglie i ricorsi degli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, annullando l’art. 2 e 4 bis del D.M. del 1 giugno 2017 n. 374 con conseguente condanna del Ministero alle spese del processo per oltre 2.000,00 euro. ” La nostra è una battaglia per tutti i docenti ITP e per il loro inserimento nella II fascia delle graduatorie d’istituto”.

A parlare sono gli avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia al fianco di migliaia di docenti ITP -. “Con questa sentenza si apre nuovamente la strada sui ricorsi per l’accesso alla fase transitoria del cosiddetto FIT per cui le adesioni scadono in data 22 marzo e a cui si può aderire seguendo le istruzioni al seguente link

Vai alla sentenza vittoriosa con condanna alle spese del Ministero.

 

dirittoscolastico

FIT: prorogata al 4 aprile la data di adesione. Ecco le FAQ aggiornate.

N.B. in neretto i nuovi aggiornamenti.

0. Ho letto della vittoria dei primi 500 ricorrenti posso ancora partecipare?

Si, le adesioni scadono il 4/4/2018. Se entro il 26/3 hai presentato la domanda non c’è alcun tipo di preclusione.

Se non ha presentato in tempo la domanda cartacea (che trovi in calce) al MIUR verrai inserito in un gruppo con tali caratteristiche.

Sosterremo, difatti, che l’impossibilità di accedere al sistema POLIS consente di agire anche senza domanda tempestiva. Pur trattandosi, evidentemente di un elemento che poteva essere evitato seguendo il nostro consiglio di fare la domanda per tempo, in passato abbiamo già vinto su tale aspetto. E’ un rischio dunque che dovete valutare.

1. CHE COS’È LA FASE TRANSITORIA DEL FIT?

La fase transitoria è un “percorso semplificato” prima dell’entrata a pieno regime del nuovo corso/concorso meglio conosciuto come FIT (Formazione Iniziale e Tirocinio). Coloro che parteciperanno a tale fase saranno ammessi direttamente all’ultimo anno di formazione previsto dal FIT.

1.A (ex FAQ 7). SONO UN DOTTORE DI RICERCA POSSO PARTECIPARE AL FIT

NO, a nostro modo di vedere si tratta di una previsione illegittima in quanto non si valorizza il percorso triennale di dottorato che è il più alto titolo conseguibile in Europa e come già fatto da noi, per primi in Italia, per il concorso 2016, agiremo per far ottenere l’ammissione a tale percorso anche ai dottori di ricerca. Tutti coloro che hanno il dottorato di ricerca, in quanto non riconosciuto abilitante dal Miur, devono agire con ricorso cliccando su questo sito.

Stante la proroga possono partecipare anche coloro che otterranno il dottorato entro il 26 marzo e non più entro il 22.

Il consiglio è di partecipare indicando un’unica classe di concorso giacchè sarà più semplice ed immediato sostenere l’equivalenza tra il dottorato ed una classe di concorso anzichè nei confronti di più CDC creando il paradosso che il dottorato da non abilitante lo sia addirittura per più CDC. Ecco perchè il consiglio è quello di indicare la CDC dell’iscrizione in terza fascia meglio ancora se la più attinente al dottorato. Il costo di € 90, in ogni caso, si riferisce all’azione per una CDC e non è, appunto, consigliato agire per più di una (in tal caso pagando le ulteriori quote).

Si chiarisce che alla voce, indicata a pag. 3, “PROCEDURA DI CONSEGUIMENTO DEL TITOLO (Es. Diploma ITP)” i ricorrenti con il titolo DOTTORATO devono, appunto, indicare il DOTTORATO di cui sono in possesso.

Il Dottorato, inoltre, va inserito nella parte specifica (pag. 8) “Altri titoli valutabili”.

Il file della domanda che abbiamo messo a disposizione, in ipotesi di inserimento di altri titoli, è evidentemente modificabile se ritenete. Per il resto vi preghiamo di rivolgervi ad ADIDA per ogni ulteriore chiarimento sulla compilazione della domanda.

Vi ricordiamo di compilare il form e di essere precisi sul servizio svolto quale supplenti.

2. CHI POTRÀ PARTECIPARE ALLA FASE TRANSITORIA?

Potranno partecipare alla fase transitoria i docenti:

– in possesso del titolo di abilitazione all’insegnamento per scuola secondaria di primo o secondo grado, anche se acquisito all’estero, purché conseguito entro il 31 maggio 2017;

abilitati e specializzati sul sostegno nella scuola secondaria di primo o secondo grado;

– coloro che stanno frequentando i percorsi di specializzazione sul sostegno e che si specializzeranno entro il 30 giugno 2018;

– gli ITP iscritti nelle graduatorie ad esaurimento oppure nella seconda fascia delle graduatorie di istituto entro il 31 maggio 2017 (anche se a seguito di ricorsi ancora pendenti).

3. PER CHI HA TRE ANNI DI SERVIZIO E’ PREVISTA UNA FASE TRANSITORIA?

Il Decreto Legislativo prevede che coloro che hanno lavorato per almeno tre anni (anche non consecutivi purché accumulati negli ultimi otto anni) potranno partecipare ad una fase agevolata del FIT. Per tali docenti, tuttavia, non è ancora stato pubblicato il relativo “bando di concorso” di cui, comunque, è prevista la pubblicazione entro il 2018 e, pertanto, non riteniamo di proporre specifiche azioni per i c.d. 180×3 per il momento.

Difatti, per tale categoria di insegnanti non ravvediamo la fondatezza di un’eventuale azione legale ed esperiremo, solo per i casi più fondati dopo attenta valutazione, azioni individuali.

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