Archivio: News

dirittoamministrativo

Concorsi Università di Messina: il T.A.R. Catania riammette vincitore illegittimamente escluso.

L’amministrazione non può integrare ex post la lex specialis: il TAR Catania riammette in graduatoria una concorrente illegittimamente esclusa.

Una selezione pubblica, per sua fisiologia, è volta a rintracciare nella platea dei potenziali aspiranti, coloro i quali sono in possesso dei migliori requisiti per soddisfare le esigenze di razionalità e buon andamento dell’Amministrazione.

Per mezzo del famigerato “bando di concorso”, infatti, la P.A. detta una serie più o meno dettagliata di requisiti di cui i potenziali concorrenti devono essere in possesso.

Quanto, però, questi criteri devono essere sufficientemente dettagliati ed esplicitati? Può l’Amministrazione enumerare dei requisiti troppo “ampi” e, successivamente, integrare la previsione specificandone il contenuto.

Secondo il TAR Sicilia, sez. Catania (ma anche secondo la più illustre giurisprudenza, invero) no.

Con ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, un giovane candidato lamentava l’illegittima esclusione da una graduatoria di merito relativa alla selezione di un funzionario di Ateneo, in quanto, asseritamente, non aveva allegato alcuna certificazione circa la conoscenza di due lingue straniere.

Orbene, come si anticipava, sul punto il bando si limitava a prevedere esclusivamente il possesso di una certificazione: non vi era alcuna previsione in ordine al livello di conoscenza, alla tipologia di certificazione, alle caratteristiche dell’ente certificatore, ecc…

La ricorrente, pertanto, provvedeva ad allegare specifiche certificazioni di frequenza di corsi di lingua ed il conseguimento del titolo di dottorato in detta lingua che però, secondo l’Ateneo, venivano ritenuti non sufficienti in quanto non costituenti “certificazione” e non emessi da “comprovati istituti specializzati”.

Invero, l’Ateneo aveva provato a giustificare tale esclusione fornendo una interpretazione postuma della clausola della lex specialis e richiamando il “quadro comune europeo per le competenze linguistiche, nonché il sistema di valutazione ALTE”.

Il TAR Catania, però, non lascia scampo ad equivoci: la condotta dell’Ateneo è illegittima e la ricorrente deve essere reinserita in graduatoria ed ammessa alle successive fasi volte all’assunzione.

Secondo il G.A., infatti, “a fronte di un requisito di partecipazione formulato in modo estremamente “ampio” e a fronte di specifiche conoscenze linguistiche della ricorrente, l’amministrazione non poteva (ex post) fornire un’interpretazione restrittiva, né a maggior ragione poteva integrarne il contenuto in corso di causa […]; sul punto è sufficiente richiamare i consolidati principi dettati in materia di procedure concorsuali in base ai quali le norme di un bando i concorso devono interpretarsi, secondo il principio dell’affidamento, per cià che essere espressamente dicono, rimanendo preclusa all’Amministrazione (e agli aspiranti o come nel caso di psecie alla controinteressata) ogni indagine rivolta, attraverso procedimenti ermeneutici ed integrativi, all’individuazione di ulteriori ed inespressi significati”

T.A.R. Catania, Sez. II, 7 giugno 2017, n. 1328

dirittoscolastico

Scienze della formazione primaria: è svolta sul riconoscimento del titolo. Il Tribunale ammette in GAE con sentenza di merito a pieno titolo.

Il Tribunale del Lavoro di Prato, con sentenza di merito di primo grado, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e ordinato al MIUR di ammettere in GAE i ricorrenti in possesso di laurea in Scienze della Formazione primaria.

Si tratta della prima sentenza di merito sul tema degli insegnanti in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria conseguita dopo il 30 giugno 2011 e iscritti a partire dal 2007/2008 a tale corso di laurea.

Nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha adottato dei provvedimenti cautelari con i quali ha disposto l’ammissione in G.A.E. di altri ricorrenti pur nelle more della richiesta al MIUR di una relazione da depositare entro il 20 luglio 2017. In ragione di tale provvedimento ha successivamente emesso un altro provvedimento monocratico. In quel caso, dunque, si tratta di un ammissione temporanea in attesa della prossima udienza che si terrà da qui a qualche giorno.

In questo caso, invece, il Tribunale del Lavoro si è espresso già con sentenza definitiva di merito di primo grado, dopo un processo lungo due anni e dopo aver già letto le deduzioni del MIUR, argomentando circa le ragioni del proprio convincimento in accoglimento delle tesi degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti con particolare riferimento alla vera ratio normativa che regola la posizione dei laureati in SFP.

Secondo il Tribunale “la lettera del suddetto art. 14, comma 2-ter, D.L. n. 216 del 2011 convertito in L. n. 14 del 2012, sia chiara nel consentire l’inserimento nella fascia aggiuntiva a chi abbia frequentato il corso di laurea in scienza della formazione primaria “negli anni accademici 2008-2009, 2009-2010 e 2010-2011”, purché effettivamente in possesso del titolo abilitante; così che ai fini dell’accesso alla graduatoria deve dirsi sufficiente che i docenti siano in possesso della laurea abilitante al momento della proposizione della domanda di inserimento, purché abbiano frequentato il corso di studi negli anni sopra specificati;
una tale soluzione ermeneutica si impone in primo luogo sul piano testuale, ma trova conferma in termini di sistema giacché pretendere ai fini dell’accesso alla fascia aggiuntiva della graduatoria il conseguimento del titolo abilitante entro l’anno accademico 2010/2011 implica la generale inapplicabilità della disposizione qui di interesse;
– avendo, infatti, il corso di studi in scienza della formazione primaria durata legale di quattro anni, e già consentita (dall’art. 5-bis del D.L. n. 137/2008) la deroga al divieto di nuovi accessi in graduatoria per chi si fosse iscritto a quel corso di laurea nell’anno accademico 2007/2008, nessuno studente immatricolatosi negli anni successivi avrebbe potuto conseguire il titolo abilitante entro l’anno accademico 2010/2011, così che la disposizione de qua sarebbe priva di qualunque contenuto precettivo;
– ne discende, quindi, che la disciplina regolamentare si palesa in contrasto con la legge alla quale dovrebbe dare attuazione, in quanto, come si è visto, il D.M. 53/2012 subordina l’inserimento dei docenti nella fascia aggiuntiva, non semplicemente alla frequenza dei corsi in scienza della formazione negli anni di cui si è detto, ma all’effettivo conseguimento del titolo abilitante entro il 2011;
– le disposizioni della fonte secondaria devono essere, pertanto, disapplicate e, in accoglimento del ricorso, va affermato il diritto della ricorrente (in possesso della laurea dal 21.6.2013, v. doc. 8 fasc. ric.) all’accesso alle graduatorie di suo intesse (classi di concorso “EEEE” primaria posto comune, “EEEH” primaria elenco sostegno, v. domanda amministrativa del 30.6.2015 sub doc. 9 fasc. ric.) a decorrere dal 1.9.2015 (data di pubblicazione delle graduatorie medesime), e, per l’effetto, in prima fascia delle GI per le corrispondenti classi di concorso, ella essendosi immatricolata successivamente all’anno accademico 2007/2008 e conseguito la laurea abilitante alla data della domanda amministrativa”.

Si tratta, commentano gli Avvocati Delia e Bonetti, “di una decisione di merito storica che, in quanto basata su una logica interpretativa rigorosa, offre importanti spunti di riflessione che, stante l’importantissimo prossimo appuntamento del 20 luglio innanzi al Consiglio di Stato, potranno risultare decisivi nell’ambito della storica battaglia al fianco dei laureati in Scienze della formazione primaria per il loro diritto ad ottenere le GAE”.

Vai alla sentenza

PER ADERIRE ALLE AZIONI A TUTELA DEI LAUREATI IN SFP E PER OTTENERE L’AMMISSIONE IN GAE CLICCA QUI – SCADENZA 20/7

dirittoscolastico

II FASCIA DELLE G.I., AVVISO IMPORTANTE PER I RICORRENTI IN POSSESSO DI DIPLOMA DI MATURITA’ MAGISTRALE

Come noto, a seguito dell’inoltro della domanda di aggiornamento delle G.I. da parte di alcune categorie di ricorrenti, si stanno verificando problematiche presso le istituzioni scolastiche.

La questione riguarda i ricorrenti in possesso di diploma di maturità magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 che, a seguito dell’accoglimento del ricorso, sono inseriti in I fascia delle G.I. a pieno titolo, ma con riserva processuale.

Per tale categoria di insegnanti, il M.I.U.R. nel D.M. n. 374 del 1 giugno 2017 ha espressamente previsto all’art. 4 comma 15 che “gli aspiranti iscritti con riserva nelle graduatorie ad esaurimento e nelle correlate graduatorie di istituto di I fascia, ai fini del conferimento di supplenze da parte dei dirigenti scolastici, possono presentare domanda di inserimento in II o III fascia compilando i relativi Modelli All, Al2, A/2 bis, e B mantenendo in tal modo, oltre che l’inclusione con riserva in I fascia di istituto, l’inclusione a pieno titolo nelle altre fasce di pertinenza con i vincoli di cui all’articolo 5, comma 5, lettera d).”

Detti ricorrenti, pertanto, sono pienamente legittimati a presentare la suddetta domanda ma, a causa della dicitura “a pieno titolo” inserita nel provvedimento del G.A. e meramente finalizzata a consentire agli istanti di stipulare contratti, gli Uffici stanno inspiegabilmente procedendo alla cancellazione degli istanti dalla II fascia.

Tale cancellazione è completamente contraria al D.M. e rivela l’incapacità del Ministero e delle sue diramazioni di gestire in modo univoco la situazione.

Per questo motivo abbiamo elaborato una specifica istanza, allegata in calce alla presente, che tutti coloro che si troveranno nella condizione sopra descritta potranno autonomamente inviare alle Amministrazioni, a mezzo raccomandata a.r. o a mezzo pec, conservandone copia e conservando le relative ricevute di spedizione e di consegna o consegnandola a mani conservandone copia timbrata e/o protocollata dall’ufficio ricevente.

Vi invitiamo a compilare accuratamente l’istanza in tutti i suoi campi, a sottoscriverla in originale e ad inoltrarla alle Amministrazioni in originale.

All’istanza dovrete allegare un valido documento di identità e il Vostro provvedimento favorevole del G.A. su cui dovrete cerchiare il Vostro nominativo.

SCARICA L’ISTANZA DIFFIDA

dirittoscolastico

AVVISO SULLA DOMANDA PER LE GAE CHE DOVEVA ESSERE SPEDITA ENTRO L’8 LUGLIO 2017

Come noto entro l’8 luglio 2017 andava spedita una domanda per l’accesso nelle GAE, il cui modello è presente nel nostro sito e che, rimettiamo in calce alla presente.

In linea di massima, tutti i nuovi ricorrenti avrebbero dovuto inoltrare la domanda entro l’8 luglio.

Riteniamo che, fosse opportuno inoltrare tale domanda per fini processuali, ma come spiegheremo, si ritiene che si possa provare a procedere anche senza il detto inoltro.

Pertanto, tutti i nuovi ricorrenti, o coloro che non hanno inoltrato la domanda e devono ancora ricorrere, potranno agire con noi, aderendo alle seguenti azioni.

Nonostante siano decorsi i termini, consigliamo di inoltrare la domanda allegata, via pec e/o a mezzo raccomandata a/r con avviso di spedizione e ricevuta di consegna, al MIUR e all’USP.

Gli indirizzi potranno essere da Voi reperiti facilmente online e comunque, per il Ministero, la sede ove spedire la missiva è Viale Trastevere n. 76/a, 00153 – Roma, mentre gli indirizzi di posta certificata sono i seguenti: uffgabinetto@postacert.istruzione.it;  dgpersonalescuola@postacert.istruzione.it.

Ribadiamo che nonostante la domanda sia tardiva, riteniamo di consigliarVi comunque di spedirla il prima possibile, di conservare la ricevuta di spedizione e di ritorno delle pec e/o della raccomandata ed infine, di non rimetterle al nostro studio, bensì di trattenerle gelosamente in copia (gli originali, ovviamente, dovranno essere spediti).

La domanda, difatti, dovrebbe servire soltanto in una fase successiva, ossia quando e se, in caso di accoglimento, gli Uffici richiedessero la stessa ai fini dell’inserimento, del conteggio dei titoli e del servizio.

Ad onor del vero, nella nostra pregressa esperienza, vi sono stati alcuni Uffici che non hanno richiesto la stessa e che l’hanno fatta presentare immediatamente dopo il provvedimento di accoglimento; ma vi sono anche degli Uffici che, invece, l’hanno richiesta.

Per parte della giurisprudenza, la domanda può essere condizione di procedibilità del giudizio, tuttavia, nell’ultima “tornata” di ammissione nelle GAE, non vi sono stati provvedimenti che facessero riferimento alla domanda come condizione di procedibilità dell’azione. Dunque, in assenza di specificazioni nel provvedimento, le resistenze degli Uffici, sono state superate per il tramite di un’azione di ottemperanza che comunque con l’inoltro della domanda nei modi di legge, si vuole evitare, anche per accorciare i termini.

Riteniamo opportuno, dunque, procedere nelle azioni, anche per i nuovi ricorrenti che non hanno spedito la domanda entro l’8 luglio e che sono invitati ad inoltrarla al più presto. 

forzearmate

CONCORSO POLIZIA PENITENZIARIA: RICORSO AVVERSO L’ILLEGITTIMO ANNULLAMENTO DELLE PROVE A TUTTI I CANDIDATI

A seguito del concorso per il reclutamento di n. 300 allievi agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria del ruolo maschile nonché di n. 100 allievi del ruolo femminile che si è svolto il 20-21-22 aprile., il Ministero con decreto del 22 giugno 2017 ha annullato le prove scritte di cui trattasi per presunti “motivi di interesse pubblico”.

Ad oggi, tuttavia, il provvedimento di annullamento risulta privo di motivazione. Per quanto informalmente emerso da alcuni atti già visionati, riteniamo opportuno promuovere un’azione collettiva volta a dichiarare l’illegittimità del predetto decreto.

In tal senso, lo studio ha già provveduto ad inoltrare apposita istanza d’accesso agli atti per visionare tutti i verbali del concorso.

Si ritiene, pertanto, che sussistano sufficienti elementi per poter proporre una azione collettiva che, attraverso l’esperimento di una misura cautelare d’urgenza, dichiari l’illegittimità del provvedimento di annullamento delle prove scritte.

Se sei interessato all’azione sul seguente link

dirittoscolastico

Il posto dei Congelati SSIS è in GAE: il Tribunale di Palermo condanna il MIUR

Il Tribunale del Lavoro di PALERMO, con sentenza del 4 luglio 2017, ha ordinato all’Ufficio scolastico provinciale di PALERMO l’immediata ammissione in G.A.E. di una docente congelata SSIS accogliendo il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti e confermando ancora una volta il proprio orientamento favorevole in tal senso,.

Il Tribunale, commenta l’Avvocato Delia, ha accolto la tesi della doppia tutela dei congelati SSIS. Anche chi non ha agito al T.A.R., infatti, ha la possibilità di agire innanzi al Giudice del Lavoro impugnando l’esclusione dalle G.A.E. a seguito del rigetto della domanda presentata durante l’ultimo aggiornamento o in quello precedente. Il lavoro dei legali, dopo le due vittorie al T.A.R. nel merito e le recenti sospensive anche sull’ultimo D.M. di aggiornamento, rende certamente più semplice la strada ai Tribunali del Lavoro che non devono neanche disapplicare atti amministrativi ministeriali che, allo stato, sono sospesi o annullati.

Al contempo il giudice ha espressamente mostrato di aderire alla sentenza ottenuta dai medesimi Avvocati innanzi al T.A.R. Lazio riportandosi alle motivazioni ivi spiegate e chiarendo altresì che “è agevole ritenere che ai docenti così abilitati – ossia quelli che, come la ricorrente, hanno conseguito l’abilitazione completando il percorso abilitante quale TFA dopo averlo iniziato come SISS – va riconosciuto il medesimo diritto di accesso alle graduatorie ad esaurimento, già permanenti, spettante agli abilitati SISS”.

La vicenda dei congelati è ormai alla ribalta nazionale e persino la Stampa si sta occupando di questa categoria di docenti anche in quanto esclusi dalla c.d. riforma della “Buona Scuola”.

Tale accoglimento, tuttavia, nel confermare le tesi sostenute dai legali dona speranza a tutti i docenti illegittimamente privati, con l’intervento della l.n. 296/2006, di un diritto loro ex lege spettante.

A differenza di quanto ritenuto dall’Amministrazione, chiude l’Avvocato Santi Delia, “il posto dei congelati SSIS è in G.A.E. ragion per cui è diritto intangibile di tutti questi docenti rientrare a pieno titolo nel piano di assunzioni straordinarie volto a svuotare le G.A.E.”.

Tutti i congelati SSIS abilitati con T.F.A. che hanno presentato la domanda nei termini, possono quindi agire o innanzi al TRIBUNALE DEL LAVORO o innanzi al T.A.R.

Situazione analoga riguarda i c.d. depennati che hanno presentato domanda di ammissione in G.A.E. nel 2009 vedendosela respingere. Anche in tal caso, essendo intervenuto l’annullamento del D.M., tutti i depennati possono agire per ottenere un nuovo inserimento in G.A.E..

dirittoscolastico

Diplomati magistrale in GAE: arriva la sentenza che decreta l’inclusione in GAE a pieno titolo

Il Tribunale di Ragusa, con sentenza definitiva di merito del 29 giugno 2017, ha accolto il ricorso degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti ammettendo in G.A.E. gli insegnanti e chiarendo che questi ultimi non avevano alcun onere di agire in precedenza. Si tratta di un’ammissione in GAE a pieno titolo.

La sentenza, a differenza di altre di merito che in questi giorni sono state emesse da T.A.R. diversi dal T.A.R. Lazio è assai importante in quanto supera tutti gli argomenti in forza dei quali il MIUR ed altri Tribunali continuano ad affermare l’inesistenza del diritto dei diplomati magistrale all’ammissione in G.A.E. Deve essere ben chiaro, difatti, che nel complesso dibattito sul diritto dei diplomati magistrale ad essere ammessi in GAE non si crede che possa avere valore uno o più sentenze di fatto ripetitive di concetti già espressi quanto, piuttosto, l’accoglimento delle nuove teorie esposte nelle azioni proposte su cui, da tempo, lavoriamo. Non pare, dunque, che la posizione espressa dal T.A.R. Latina secondo cui la sentenza del CDS 1973/15 è tout court applicabile pesi decisivamente sul dibattito, dovendo viceversa accostarvi sempre nuovi spunti.

In tal senso, difatti, interessanti sono le coraggiose parole del Giudice Di Martino, secondo cui, a prescindere dalla sentenza del Consiglio di Stato poi rimessa in discussione con il deferimento alla Plenaria, “ad ogni modo, anche a voler aderire alla tesi prospettata dalla rammentata ordinanza interlocutoria, e a voler quindi ritenere tuttora in vigore il D.M. n. 235/2014, l’esito dell’odierno giudizio non muta: ben può, secondo le regole generali, il giudice ordinario disapplicare l’atto amministrativo perché contra legem”.

Ed è questo, dunque, l’elemento importante che si incastra nell’attuale dibattito circa la tardività o meno delle impugnazioni dei DD.MM. successivi al 2014 su cui il TAR Lazio sta concentrando i propri rigetti.

Continue reading Diplomati magistrale in GAE: arriva la sentenza che decreta l’inclusione in GAE a pieno titolo

dirittoscolastico

TFA SOSTEGNO: il TAR Catania accoglie anche l’ultimo decreto ed ammette tutti i nostri ricorrenti.

Il T.A.R. Catania ha accolto anche l’ultimo ricorso patrocinato dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti ordinando all’Ateneo di Messina di far prendere parte alle prove scritte del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno ai nostri ricorrenti.

Come vi abbiamo già rappresentato nei giorni precedenti, all’esito dell’accoglimento dei nostri ricorsi innanzi al T.A.R. Lazio è stato eliminato l’ostacolo della soglia minima dei 21 punti. L’Ateneo di Messina, con il D.R. prot n. 48297, infatti, ha disposto lo scorrimento delle singole graduatorie e predisposto le prove suppletive da tenersi nei giorni 4 e 5 luglio per i soli soggetti rientranti nei posti banditi.

Non tutti i ricorrenti, tuttavia, avevano ottenuto quanto sperato giacchè alcuni di essi sono stati pregiudicati da tale scelta in quanto lo scorrimento, che ai sensi del D.M. e del bando dell’Università doveva comprendere un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi, veniva limitato ai soli posti banditi.

I ricorrenti inizialmente esclusi hanno dunque regolarmente preso parte alle prove del 4 e 5 luglio con provvedimento del T.A.R. pubblicato oggi.

Per tutte le sedi, come Messina, ove ormai sono state celebrate le prove è ancora possibile agire entro 60 giorni dalla dati di comunicazione della bocciatura al test chiedendo la celebrazione di prove suppletive

Vai al provvedimento di accoglimento del T.A.R. Catania

Vai al provvedimento di accoglimento del T.A.R. Lazio

Vai alla pagina di adesione alle azioni cui ancora è possibile partecipare

dirittoscolastico

TFA SOSTEGNO UNIVERSITA’ DI MESSINA: AMMESSA ALLE PROVE SCRITTE CANDIDATA “ESCLUSA” DALLO SCORRIMENTO DISPOSTO DALL’ATENEO

Il Tar Catania ha accolto l’ennesimo ricorso patrocinato dagli Avv.ti Delia e Bonetti relativo alla partecipazione alle prove scritte del TFA per il conseguimento della specializzazione sul sostegno.

Nella specie, all’esito dell’accoglimento di precedenti ricorsi con cui è stato eliminato l’ostacolo della soglia minima dei 21 punti, l’Ateneo di Messina, con il D.R. prot n. 48297 ha disposto lo scorrimento delle singole graduatorie e predisposto le prove suppletive da tenersi nei giorni 4 e 5 luglio per i soli soggetti rientranti nei posti banditi.

Diversi candidati con punteggi molto alti, come nel caso della ricorrente, sono stati però pregiudicati da tale scelta, in quanto lo scorrimento, che ai sensi del D.M. e del bando dell’Università doveva comprendere un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili per gli accessi, ha permesso a soggetti con punteggi molto bassi di partecipare alle prove suppletive, grazie al fatto che questi ultimi avevano scelto una classe di concorso con un numero inferiore di partecipanti.

La ricorrente, secondo quanto disposto dal TAR potrà dunque partecipare alle prove suppletive già fissate per giorno 5 luglio.

Per tutti quelli che rientrano tra i posti a bando (il doppio rispetto al numero degli ammissibili) la cui prova suppletiva è fissata al giorno 5 luglio è ancora possibile agire.

magistratura

ESAME AVVOCATO: NOMINATO COMMISSARIO AD ACTA. LA CORTE D’APPELLO DEVE PROVVEDERE A RICORREGGERE I COMPITI DEGLI ASPIRANTI AVVOCATI MESSINESI

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha commissariato la Commissione istituita in seno alla Corte d’Appello de L’Aquila. Il C.G.A., accogliendo il ricorso dell’Avv. Santi Delia ha sanzionato l’illecita condotta della Commissione esami avvocato istituita presso la Corte d’Appello di L’Aquila in quanto non ha ancora provveduto a ricorreggere gli elaborati dei candidati messinesi bocciati alla famigerata “prova scritta”.

Il C.G.A., nel mese di dicembre 2016, aveva per la prima volta nell’ambito della sessione di esami 2015/2016 di Messina, accolto l’appello proposto dal nostro studio ritenendo che “il riferimento che viene fatto dalla Commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo”.

Nonostante le diffide inviate alla Commissione, nessun atto volto alla ricorrezione degli elaborati era stato avviato, vanificando – di fatto – le aspettative di quei ricorrenti che non hanno ancora visto correggere secondo i canoni stabiliti dal supremo G.A. i propri compiti.

Con le ordinanze nn. 318, 319 e 321 del 2017 il C.G.A. ha chiarito che “sussiste l’ineludibile dovere dell’Amministrazione intimata di ottemperare al comando del Giudice, quale risulta dall’ordinanza […] e constatato che l’Amministrazione non ha posto in essere nessuna attività di ottemperanza al giudicato cautelare, com’era suo preciso dovere […]accoglie il ricorso, rinnova nei confronti delle amministrazioni intimate l’ordine che gli elaborati del ricorrente vengano nuovamente sottoposti a correzione con le modalità ivi indicate e nel rispetto del principio dell’anonimato, nel termine di 30 (trenta) giorni decorrenti dalla comunicazione o notificazione della presente ordinanza.

Per il caso di perdurante inerzia dell’Amministrazione nomina commissario ad acta il Presidente della Corte di Appello di L’Aquila, investendolo di ogni potere di adottare tutti gli atti opportuni e idonei ad assicurare la ricorrezione e valutazione degli elaborati da parte di una differente commissione, nel rispetto dell’anonimato e delle altre modalità richiamate nell’ordinanza di questo Consiglio”

Studio Legale Avvocato Santi Delia