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Tar Lazio: l’INPS ha errato a decurtare ai vincitori del concorso per 967consulenti di protezione sociale i 4 punti per il titolo Sspl

Il Tribunale Amministrativo per il Lazio, su ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha per la prima volta accolto in sede monocratica la domanda di urgenza è imposto la rivalutazione del punteggio dei nostri ricorrenti consentendogli di proseguire l’attività lavorativa presso la sede prescelta.

Come ricorderanno gli addetti ai lavori e i protagonisti di questo concorso, nel
Mese di giugno 2019, sul sito web dell’INPS era stato reso pubblico l’elenco delle sedi assegnate ai candidati che si sono collocati utilmente nella graduatoria definitiva di merito del concorso a 967 posti di consulente protezione sociale.
Dopo che il nostro studio aveva vinto per primo su alcuni quesiti della seconda prova scritta e sui criteri di attribuzione delle sedi ai ricorrenti, si apriva un altro fronte del contenzioso relativo ai punteggi attribuiti ai titoli.
Molti candidati, infatti, avendo riscontrato alcune irregolarità proprio in relazione al punteggio attribuito per i titoli di merito posseduti e dichiarati al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso, hanno presentato ricorso con gli Avv. Santi Delia e Michele Bonetti per la mancata attribuzione dei punteggi spettanti per il diploma Sspl.
Coloro che avevano inserito nella domanda il diploma di specializzazione, infatti, si sono visti illegittimamente decurtare il punteggio attribuito per tale titolo, nel momento in cui è stata pubblicata la graduatoria definitiva pur se, inizialmente ed in particolare prima della celebrazione dell’orale, tale punteggio era stato attribuito.
Quanti hanno subito una diminuzione dei punti assegnati per effetto della mancata valutazione del diploma di specializzazione possono Ancora agire incardinando un ricorso straordinario , al fine di ottenere il ricalcolo del punteggio da assegnare a quei concorrenti che vantano il possesso del diploma di specializzazione, ottenendo così anche una migliore collocazione in graduatoria ai fini dell’assegnazione della sede di prima destinazione.

Il costo dell’adesione è pari a € 750 per € 2000 oltre iva cpa e cu.
Per aderire al ricorso è necessario compilare il form online cliccando qui, e scaricare e compilare la modulistica cliccando qui entro il 30 settembre 2019.

CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI: IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO E ORDINA UN’ISTRUTTORIA SUI NOSTRI RICORSI INDIVIDUALI.

Il Tribunale Amministrativo del Lazio con due Ordinanze (che si allegano), in data 11 settembre, ha disposto una motivata istruttoria su due ricorsi individuali patrocinati dagli Avv.ti Michele Bonetti e Santi Delia, ove si contestavano anche le prove concorsuali e si chiede l’ammissione alla prova orale, ad oggi ancora possibile, considerando la non assegnazione di tutti i posti banditi e le intervenute rinunce.
Contemporaneamente, lo stesso Tar, sempre con Ordinanza emessa dalla Sez. 3° Bis, ma in composizione feriale ha ordinato, al fine di decidere sulle problematiche informatiche che hanno caratterizzato le prove dei Dirigenti Scolastici, di acquisire i tabulati comprovanti gli accessi informatici al software. L’autorità giudiziaria ha disposto che si ritiene necessario acquisire i “tabulati comprovanti gli accessi informatici al software assegnato a parte ricorrente durante il giorno della prova, il backup della prova che ha esportato il tecnico a fine prova, il log delle sessioni sul server di controllo, onde comprovare l’effettivo accesso di parte ricorrente anche alle pagine di cui alle domande le cui risposte non sono poi state esportate.
Tale ordinanza risponde ai tanti casi segnalatici di prove che la scelta “computer based” ha evidentemente creato.
Si tratta degli unici casi su cui il Tar ha mostrato delle nuove aperture dopo la sospensione della propria sentenza da parte del Consiglio di Stato e che riaccendono le speranze dei candidati esclusi per un’errata valutazione della propria prova scritta e che avevano agito individualmente.
I contenziosi saranno trattati alle udienze del prossimo 19 novembre ed a quella del 3 dicembre.
Allegati: 1. Ordinanza n. 10866/2019 del 11.09.2019.
2. Ordinanza n. 10868/2019 del 11.09.2019.

AMMISSIONE ALLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE MEDICINA: TAR CONDANNA MIUR E LO COMMISSARIA.

Con ordinanze del 13 settembre 2019, il Tribunale Amministrativo per il Lazio, con ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha condannato il Ministero a provvedere ad assegnare ai ricorrenti i posti rimasti vacanti all’esito della procedura di ammissione alle Scuole di Specializzazione di Area medica per l’anno 2017/18. Grazie a tali vittorie, inaugurate tre anni fa su specifici ricorsi individuali da noi per primi in Italia e poi estesi ai ricorsi collettivi negli anni successivi, il nuovo bando elimina la possibilità che restino posti vacanti rendendo giustizia ad un sistema che, evidentemente, per ammissione dello stesso MIUR non funzionava.

Nonostante tale confessione e decine di condanne di TAR e Consiglio di Stato il MIUR continua a non provvedere lasciando da mesi vacanti tali posti e fuori dalle scuole altrettanti ricorrenti che potrebbero iniziare a frequentare così da dare una mano a colmare il gap di specialisti ormai divenuto cronico. Nonostante il TAR avesse ordinato “una distribuzione straordinaria dei posti rimasti liberi, senza rimettere in discussione quelli già assegnati (e, quindi, senza osservare l’ordine di graduatoria, per motivate superiori ragioni di interesse pubblico)”, il MIUR omette di provvedervi.

Il giudice amministrativo, con le pronunce da ultimo pubblicate, ha ribadito ancora una volta l’illegittimo operato del MIUR ordinandogli di provvedere all’incombente entro termini perentori e, disponendo, altresì, su istanza specifica proposta dagli Avv.ti Delia e Bonetti, il commissariamento del Ministero se, al decorso del termine assegnato, questi non abbia ancora provveduto. “In mancanza di provvedimento espresso nei termini su indicati“, scrive il T.A.R. “su istanza della parte ricorrente, verrà nominato un commissario ad acta che provvederà entro ulteriori trenta giorni a spese dell’Amministrazione“.

Si tratta di circa 500 posti che attendono di essere ammessi e che incomprensibilmente il MIUR non assegna.

Mentre in Sicilia ed in Veneto l’emergenza carenza medici specialisti porta a soluzioni estemporanee come l’attivazione di corsi di 3 mesi prima di “gettare in trincea” giovani medici appena laureati (non avendo tempo e modo di formarli in maniera opportuna), chi potrebbe formarsi correttamente viene lasciato fuori ormai da un anno preferendo lasciare posti vacanti e borse non spese. Un paradosso davvero tutto italiano e che speriamo che i nuovi vertici del MIUR modifichino prima di far commissariare.

L’Avv. Delia commenta “in ragione degli ennesimi provvedimenti di condanna del Ministero da parte del TAR in questo contenzioso, ci auspichiamo che la P.A. possa provvedere in tempi brevi ed utili ad effettuare la ricognizione necessaria. Diversamente, al fine di fornire la migliore tutela possibile ai nostri ricorrenti che, dunque, oggi potrebbero avere la possibilità di ricoprire un posto presso una scuola di specializzazione, attiveremo tutte le procedure di commissariamento concesse dal TAR e, con gli strumenti che la legge ci offre, obbligheremo il Ministero ad ottemperare all’ordine giudiziale”.

TEST MEDICINA LIVE I PUNTEGGI DI INGRESSO: SUPERATA LA SOGLIA DEI 40 PUNTI? IL FORM PER LE PREADESIONI AL RICORSO E LE VOSTRE SEGNALAZIONI.

Lo scorso anno l’ultimo ammesso a Medicina ha totalizzato 42 punti. Sotto i 40 la soglia per Odontoiatria. Nel 2017, il punteggio minimo più basso è stato a Catanzaro. Appena sotto il 60 nel 2016.

Quest’anno i primi dati sembra riferire di una soglia sopra i 40 punti. In particolare i nostri primi approfondimenti danno tra 41,6-41,8 la soglia minima nazionale per l’ammissione a Medicina.

Stiamo parlando, chiaramente, del test del 3 settembre per l’ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria e Protesi Dentaria per l’anno accademico 2019/2020.

Viste le numerose richieste e segnalazioni che stanno pervenendo in questi giorni, lo studio ha predisposto il seguente form di preadesione, ove potrete indicare le irregolarità che si sono verificate durante il test e segnalarcele, nonché fornirci i vostri dati.

Coloro che compileranno il form, che non è vincolante per l’adesione al ricorso, saranno ovviamente informati circa i prossimi passaggi che interesseranno il contenzioso, quali l’organizzazione di riunioni, nonché la predisposizione di moduli per l’adesione.

Laddove in taluna sede si siano verificate situazioni particolari ed apparentemente gravi, vi rimettiamo in allegato un modello di istanza di accesso agli atti, che potrete compilare ed inoltrare, via raccomandata, tramite pec o e-mail, all’Ateneo di riferimento ed al Ministero.

Per completezza di informazioni, vi rimettiamo inoltre il seguente link, ove vengono illustrate le modalità e le finalità dei corsi liberi previsti dall’art. 6 del Regio Decreto del 4 giugno 1938 n. 1269, che dà la possibilità di frequentare e sostenere due esami a coloro che non hanno passato il test di ammissione.

Qualora lo preferiate e lo riteniate opportuno potrete mandare l’e-mail, contenente le vostre segnalazioni, anche a santi.delia@avvocatosantidelia.it

Vai al nostro video sul diritto di scegliere

TEST MEDICINA: CDS ORDINA IMMATRICOLAZIONE RICORRENTI ALLA VIGILIA DEL TEST

Il Consiglio di Stato, con provvedimento del 2 settembre alla vigilia dei nuovi test di ammissione, ha ulteriormente chiarito la propria posizione ordinando agli Atenei di immatricolare i ricorrenti vittoriosi. E’ ulteriormente confermato, così, l’orientamento reso all’esito dell’udienza del 18 luglio 2019 sui cosiddetti leading cases che, in accoglimento degli appelli proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, avevano consentito l’ammissione di un centinaio di ricorrenti ai corsi di Medicina. Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto dimostra che si tratta di un orientamento del giudice d’appello che si va consolidando e che ha indicato in oltre 1700 posti in più le possibilità formative degli Atenei.

Il Consiglio di Stato ha valorizzato le tesi difensive dello studio Bonetti & Delia evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri“.

Domani al test di ingresso saranno impegnati quasi 70.000 giovani. Per noi, chiudono Delia e Bonetti, “è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare ma sino a quando questa lotteria continuerà a girare non smetteremo di lottare al fianco degli studenti”. Nei giorni scorsi diversi organi di stampa hanno riportato la notizia di migliaia di dispositivi elettronici acquistati da partecipanti al test al fine, verosimile, di barare ottenendo aiuti dall’esterno. Ormai 12 anni fa gli stessi fatti erano accaduti in mezza Italia con inchieste che portarono ad arresti tra Bari, Chieti ed altre città e svelarono una vera e propria centrale del malaffare che ruota attorno alle prove di ammissione.
Va, dunque, e radicalmente mutato il sistema di accesso rendendolo libero giacchè solo così potranno evitarsi fenomeni che il nostro Stato non riesce, in alcun modo, a debellare.

Rassegna stampa

Gazzetta del Sud

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CONCORSO STRAORDINARIO, NUOVA IMPORTANTE VITTORIA AL CONSIGLIO DI STATO

Con ordinanza del 30 agosto 2019 il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare proposta dagli Avv.ti  Santi Delia e Michele Bonetti nel ricorso in appello avverso la sentenza del TAR del Lazio che aveva negato ai ricorrenti la possibilità di partecipare concorso straordinario bandito ai sensi dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018.

Il provvedimento è di particolare importanza” sottolineano gli Avv. e Delia e Bonetti “non solo perché segna un passo avanti per l’apertura giudiziale alla partecipazione al concorso in parola ma anche perché è reso a tutela di candidati disabili”.

Gli appellanti, difatti, sono tutti docenti in possesso del diploma di maturità magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 che, grazie al punteggio maturato ed all’esito di un ricorso volto al riconoscimento del valore abilitante di tale titolo di studio, hanno ottenuto il ruolo seppur con riserva processuale. Tale incarico, in particolare, è stato ottenuto in virtù dell’iscrizione nelle liste riservate ex L.n. 68/99 e, dunque, della posizione di disabilità di tali insegnanti i quali hanno effettivamente confermato detto incarico all’esito dell’anno di prova.

Trattasi di un provvedimento determinante e di estrema rilevanza, che segue il precedente accoglimento ottenuto per la partecipazione alla procedura concorsuale del personale educativo abilitato tramite il concorso del 2000 (per informazioni visionare il link http://www.avvocatomichelebonetti.it/campagne/scuola/1978-per-la-prima-volta-ammessi-i-ricorrenti-educatori-al-concorso-straordinario).

Trattasi di un importante e illuminato provvedimento del Consiglio di Stato che ha accolto ex art. 55 comma 10 c.p.a. il ricorso, per la prima volta su un provvedimento definitivo del TAR (sentenza).

ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE: IL TAR LAZIO ANNULLA GIUDIZIO DI NON INIDONEITA’. GRAVA SULL’AMMINISTRAZIONE L’OBBLIGO DI RICORRERE AL SOCCORSO ISTRUTTORIO IN CASO DI CARENZE DOCUMENTALI

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, su ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti a favore di una docente universitaria risultata non idonea all’esito della procedura di riconoscimento dell’abilitazione scientifica nazionale di seconda fascia per il settore concorsuale IUS/12 – Diritto Tributario, ha annullato, per difetto di motivazione, il giudizio di non idoneità della Commissione giudicatrice.

Nel caso di specie, la Commissione, pur avendo manifestato giudizi positivi su parametri valutativi rilevanti ai fini del riconoscimento della maturità scientifica della candidata, aveva formulato giudizio di non idoneità (con decisione assunta da tutti i membri) per carenza di documentazione probatoria relativa ad uno dei titoli dichiarati dalla candidata.

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IL MIUR NON PROVVEDE ALLO SCORRIMENTO DELLE GRADUATORIE PER L’AMMISSIONE ALLE SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE DI AREA SANITARIA PER L’ANNO 2017/2018: IL TAR LAZIO LO COMMISSARIA.

Con decreto cautelare monocratico del 24 agosto 2019, il Tribunale Amministrativo per il Lazio, su istanza degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, ha messo fine all’illegittimità del comportamento del MIUR che, pur in presenza di numerose ordinanze di accoglimento ottenute dai legali in sede cautelare, ometteva di dare attuazione all’ordine di distribuire i posti rimasti vacanti all’esito della procedura di ammissione alle Scuole di Specializzazione di Area medica per l’anno 2017-2018 ai ricorrenti.

I posti rimasti scoperti per le scuole di specializzazione sono più di 500, ed è, pertanto, inaccettabile che il Ministero non si determini sui tempi e sulle modalità dello scorrimento, pur a fronte di fronte delle numerose condanne inflitte dal T.A.R. Lazio.

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ASSEGNAZIONE SEDI FIT: ILLEGITTIMA L’ATTRIBUZIONE NEI PRIMI MESI DEL 2019 IN IPOTESI DI NUOVE SOPRAVVENUTE DISPONIBILITA’

I vincitori del concorso  riservato agli abilitati hanno scelto le sedi di assegnazione sulla base delle vacanze successive alle immissioni in ruolo per l’a.s. 2018/19.

La loro decorrenza giuridica, tuttavia, è quella del prossimo anno scolastico 2019/20. Se, dunque, frattanto vi sono state ulteriori disponibilità si è assistito al paradosso che, ad esempio, il vincitore al primo posto della graduatoria abbia scelto su talune sedi disponibili (ad esempio in Sicilia, Messina, Palermo e Ragusa) e, oggi, il ventesimo, sceglierà, oltre a queste sedi anche ulteriori frattanto rese disponibili (ad esempio Enna o Agrigento).

Assurdo, dunque, oltre che contrario ai più basilari principi che regolano i pubblici concorsi, che con la stessa decorrenza giuridica e prima ancora che inizi il nuovo anno i vincitori meglio graduati siano stati pregiudicati rispetto ad altri.

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Concorso Dirigenti scolastici e assunzioni dei vincitori: legittimo non tenere conto della 104?

Più di un dubbio permane sulla scelta del MIUR di applicare la preferenza ex L.n. 104/92 solo all’interno della Provincia assegnata ai vincitori e non quale priorità assoluta nella scelta delle sedi inizialmente assegnabili.

In disparte ragioni squisitamente etiche e di abuso di tale beneficio, qui si proverà ad analizzare la questione dal punto di vista esclusivamente giuridico e, in particolare, con riferimento al dato positivo dettato dalle norme applicabili.

Tra queste, in particolare, non possiamo che iniziare la nostra disamina dall’art. 601 d.l.vo 16.4.1994 n. 297 – testo unico in materia di istruzione – secondo cui “gli articoli 21 e 33 della legge quadro 5 febbraio 1992 n. 104, concernente l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate si applicano al personale di cui al presente testo unico” (co. 1) e che “le predette norme comportano la precedenza all’atto della nomina in ruolo, dell’assunzione come non di ruolo e in sede di mobilità” (co. 2).
Appare pacifico che la nomina dei nuovi Dirigenti scolastici rappresenti una nuova NOMINA IN RUOLO ragion per cui non sembrano esservi dubbi sul fatto che il dato normativo imponga al MIUR il rispetto del dettato di legge. Bisogna, allora, interrogarsi sulla portata dello stesso.
Soccorre, in tal senso, l’interpretazione della Cassazione che, con la sentenza n. 9201/2012, ha chiarito che “la disposizione dell’art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta dì trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente [il requisito della convivenza non compare più nel nuovo testo dell’art. 33 cit.], deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati – alla luce dell’art. 3 secondo comma, Cost., dell’art. 26 della Carta di Nizza e della Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti dei disabili, ratificata con legge n. 18 del 2009 – in funzione della tutela della persona disabile. Ne consegue che il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica del familiare, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte” (Cass. n. 9201/2012).
Orbene, pur se la Suprema Corte “si pronunciava sul divieto di trasferimento del lavoratore, tuttavia”, secondo la giurisprudenza più recente resa all’esito di contenziosi attivati da questa difesa, è stato chiarito che “atteso anche il tenore dell’art. 26 della Carta di Nizza e della Convenzione delle Nazioni Unite sopra citata, deve ritenersi che, anche in relazione all’assegnazione del posto di lavoro, il diritto del disabile all’assistenza – tutelato tramite l’assegnazione del familiare che gli presta assistenza nel posto di lavoro sito nel luogo il più vicino possibile al domicilio dell’assistito – sia un diritto assoluto, tanto da determinare un’interpretazione restrittiva dell’inciso “ove possibile” di cui all’art. 33 cit., tale cioè da comprendere solo i casi di insussistenza di alcun posto di lavoro scoperto nel luogo di lavoro in oggetto, non invece da includere in detta accezione il contemperamento di esigenze di diversa natura di altri lavoratori, che pure aspirino all’assegnazione di quel posto, non usufruendo della preferenza ex art. 33 cit.

Non sembra, dunque, sulla base di tale interpretazione giurisprudenziale, che ove vi siano posti vacanti gli stessi possano essere negati ai titolari di benefici ex L.n. 104/92 a favore di altri vincitori pur se meglio collocati.

E’ possibile, dunque, agire individualmente avverso l’assegnazione della sede attribuita scrivendo a santi.delia@avvocatosantidelia.it

Studio Legale Avvocato Santi Delia