Che sia Italiano o Educazione fisica….la musica non cambia. Che si tratti della domanda di Fisica del semestre filtro per l’accesso a Medicina o di quella di lingua italiana del concorso per assistenti giudiziari, neanche.
Vi è un’incapacità cronica della macchina amministrativa italiana di gestire prove a quiz senza commettere errori.
Perché?
Semplicissimo. Siamo un Paese non educato alle prove a quiz eppure c’è ne siamo innamorati sostituendoli alle prove scritte dei concorsi. Perché? Costano meno alla macchina amministrativa e sono più veloci.
All’esito di una delle nostre più recenti vittorie nell’ambito di procedure concorsuale a quiz, in sede di commento richiestomi da un quotidiano nazionale, mi sono sentito di lanciare un monito alle Amministrazioni a cambiare le modalità di somministrazione di questi quesiti pescati, da Società private selezionate dalle stesse Amministrazioni, da loro banche dati (in qualche caso) ormai datate.
Non ritengo concepibile, difatti, che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capire neanche perchè.
La ragione, invero, è sin troppo semplice e, chi scrive, l’ha denunciata ormai 18 anni fa. All’esito del test di ammissione nazionale a Medicina, la lotteria dei quiz impazzì sfornando una batteria con 8 errori poi conclamati da T.A.R. e Consiglio di Stato. Perchè? Anche in questo caso semplicissimo. Chi aveva fatto quei quiz era lo stesso soggetto che li aveva validati. Li aveva, in altre parole, formulati e poi aveva, esso stesso, confermato che fossero corretti e validi ai fini di quella selezione.
Una contraddizione, in termini.
In quella tipologia di test, da allora, si avviò una procedura di validazione successiva alla formulazione che, certamente, fece diminuire il numero degli errori senza tuttavia eliminarla del tutto.
Lo stesso Ministero, il T.A.R. o il Consiglio di Stato, difatti, trovarono errori nei test degli anni successivi, sino a quello del T.F.A. con 23 quiz su 60 errati.
“La mancata validazione dei test a quiz, effettuata nei paesi anglosassoni ogni qualvolta debba essere espletata una simile prova, è una delle maggiori lacune presenti in tutte le procedure concorsuali attivate dalla Pubblica Amministrazione e che da anni contestiamo nei nostri giudizi al Tar giacché impedisce la selezione dei migliori. È fondamentale, anche in ragione del fatto che in questi anni si tornerà ad assumere massicciamente con tali procedure concorsuali, che l’amministrazione riveda immediatamente queste banche dati e il sistema di selezione perché profondamente lacunoso”.
Oggi, ci risiamo ed è nuovamente una selezione per docenti ad essere nell’occhio del ciclone.
Se il concorso pubblico è diventato un quiz, ben (a malincuore) venga. Si cambi l’intero sistema di formazione e istruzione e si prepari, sin da allora, la futura pubblica amministrazione a ragionare in tali termini. Successivamente, soprattutto, si eviti pescare quiz enigmistici da banche dati obsolete e non validate in maniera seria e coscienziosa solo perchè, grazie a tali sistemi di appalto, si riesce a risparmiare sulla gestione di un pubblico concorso.
I primi ricorsi ad essere stati notificati sono per la classe di concorso di Italiano, Storia e Geografia ove ad essere errati sono i quesiti nn. 23 (ove veniva richiesto “Nella citazione della IV stanza della canzone di Francesco Petrarca Chiare, fresche e dolci acque, quale verso costituisce l’inizio della sirma?”) e il quesito n. 42 (ove, invece, veniva richiesta quale fosse la funzione della congiunzione “ebbene”, nella frase “gli aveva chiesto se poteva farmi un favore, ebbene ha rifiutato”).
Su tali quesiti non uno ma decine di ordinari, accademici della crusca e linguisti ci hanno confermato l’errore del Ministero.
Forse ancora più immediato il caso di Scienze motorie ove la domanda sul salto in lungo pretende di applicare le risposte inerenti il salto in lungo da fermo la cui disciplina è stata abolita dal 1912 o giù di li.
Ed andiamo al concorso per assistenti giudiziari. La domanda, a nostro modo di vedere, oltre ad essere strutturalmente inidonea a selezionare i migliori, è ambigua e accetta più di una risposta. A dirlo, oltre a noi, è l’Accademia della Crusca e, soprattutto, appena qualche giorno fa, proprio il T.A.R. Lazio.
Individuare tra i seguenti un sinonimo di propedeutico:
- a) scolastico
- b) introduttivo
- c) preliminare
Secondo il Ministero la risposta corretta è “introduttivo”.
Così non è essendo corretta anche “preliminare”.
Come spiegato dal parere dell’Accademia della Crusca, la parola “propedeutico” può essere usata anche come sinonimo di “preliminare”.
Lo studio degli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, dopo la pronuncia del T.A.R. Lazio, ha riaperto le adesioni per ricorsi individuali, stante l’ormai immenente scadenza del 27 dicembre 2025, al fine di contestare questa domanda:
Ove giungessero nuove adesioni che consentono l’accorpamento in gruppi sarà valutato, per chi fosse interessato, la proposizione di un ricorso semicollettivo al costo di € 750 euro.
Le adesioni sono aperte a tutti coloro che:
- hanno errato la domanda;
- hanno omesso di rispondere alla domanda;
- hanno risposto alla domanda “preliminare”.
Lo studio, a seconda del numero di adesioni, valuterà l’opportunità di dividere gli aderenti in sottogruppi a seconda della risposta data o non data.
Il costo è di € 750 per l’eventuale ricorso collettivo ed 2500 oltre iva cpa e cu per il ricorso individuale.
Per aderire scrivici ENTRO IL 24 DICEMBRE ED ADERISCI ENTRO IL 26 DICEMBRE A MEZZO MAIL (santi.delia@avvocatosantidelia.it) o segui le istruzioni compilando la documentazione di adesione




