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Concorso dirigenti scolastici: le FAQ per comprendere cosa succederà dopo la sentenza di annullamento.

Il 2 luglio 2019 il TAR del Lazio ha emesso una prima sentenza sul concorso “Dirigenti scolastici” con la quale ha annullato “in toto la procedura concorsuale in questione”.

Ecco le risposte alle Vostre principali domande che, riconoscendo al nostro studio l’autorevolezza che nel tempo ci siamo meritati, sono state riprese e pubblicate dal Sole 24 ore.

Sulla base di quale motivo il T.A.R. ha accolto?

Il TAR ha ritenuto fondato il motivo di ricorso con il quale abbiamo dedotto l’illegittima composizione del Comitato tecnico integrato con i Presidenti delle Sottocommissioni per incompatibilità di taluno tra essi. In particolare 3 membri, pur incompatibili, si erano frattanto dimessi e dunque non hanno partecipato rendendo ininfluente la loro posizione di incompatibilità. Altri 3, invece, tutti tra i Presidenti di sottocommissione, facendo parte attiva della Commissione in seduta Plenaria al momento di creazione dei criteri, hanno inficiato il funzionamento dell’organo.

Il T.A.R. per giustificare tale principio cita una recente sentenza patrocinata dal nostro studio evidenziando che il Collegio deve agire nella totalità dei suoi membri “talché la presenza anche di un solo componente versante in situazione di incompatibilità mina in radice il principio del collegio perfetto con conseguente invalidità delle attività svolte“.

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RICORSO PER ASSUNZIONE VINCITORI CONCORSO 2016

Com’è noto, con Decreto n. 105/2016, il Miur ha bandito un “Concorso per titoli ed esami finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni dell’organico dell’autonomia della scuola infanzia e primaria”. I posti banditi erano 6.933 per l’Infanzia e 17.299 per la primaria. Ai sensi dell’art. 10 del bando i vincitori, sarebbero dovuti essere assunti per il triennio 2016/2019. Ad oggi vi è stato un numero molto basso di assunzioni, e secondo l’art. 9 dello stesso bando le graduatrie rimarranno valide solo sino alla pubblicazione delle graduatorie del nuovo concorso, il quale sembra essere di pronta pubblicazione.

Anche in questa particolare circostanza il nostro studio è a fianco di chi ha subito tale discriminazione. Il nostro studio, sul concorso 2012, è stato l’unico a far ottenere l’assunzione in Regione di idonei e vincitori.

Nel nuovo anno scolastico i posti disponibili per infanzia e primaria sono poche centinaia per regione e solo il 50%  sarà da graduatorie di concorso, con priorità a quelle del 2016, al netto delle operazioni di mobilià. Ciò vuol dire che, anche se le graduatorie del 2016 non verranno cancellate, come dispone l’art 400,comma 17 , D.lgs. 297/1994,  ancora una volta tutti gli altri vincitori idonei rimarranno in attesa del ruolo.

Le azioni che proponiamo mira all’ottenimento dell’assunzione in ruolo di tutti i vincitori presenti nelle graduatorie di merito di Infanzia e Primaria 2016 (Utile alle assunzioni in ruolo dal 1 °settembre 2019). Tale azione mirerà, in via subordinata, anche alla trasformazione delle graduatorie 2016 in graduatorie permanenti, e non soggette dunque ad annullamento, tali e quali a quelle del concorso 2018 e/o alla proroga di 2 anni delle graduatorie 2016  con piano straordinario di immissione in ruolo attingendo dalla gaduatorie di merito 2016, così come dispone il parere del C.S.P. del 17/04/2019; nonchè al risarcimento del danno per la perdita di opportunità lavorative e progressione della carriera causata dalla mancata assunzione in ruolo.

Per aderire all’azione basta compilare il form cliccando QUI oltre a scaricare QUI la documentazione di adesione entro il 30/07/2019 (non è sufficiente la sola compilazione del form ma è necessario eseguire entrambi i passaggi).

 

Bonetti & Delia – Studio dell’anno 2019 Concorsi Pubblici ai “Le Fonti Awards” 2019.

Il 27 giugno 2019, nella prestigiosa location di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa di Milano, in occasione de Le Fonti Awards 2019 sono state premiate, con l’Alto patrocinio della Commissione Europea, le eccellenze tra gli studi legali italiani che si occupano di diritto Amministrativo. La serata di premiazione è stata inaugurata da un CEO Summit di assoluto rilievo ed importanza atteso con l’ex Ministro Corrado Passera ed il giornalista Alan Friedman.

Alla serata, alla quale hanno partecipato oltre 500 persone, tra esponenti delle più importanti realtà del settore e rappresentanti delle maggiori law firm italiane, lo Studio Legale degli Avvocati Michele Bonetti & Santi Delia, ha ricevuto il premio di Studio dell’Anno per il Settore dei Concorsi Pubblici per il know how unico acquisito nella gestione delle procedure concorsuali pubbliche che hanno reso lo Studio un vero protagonista con il più alto numero di contenziosi innanzi ai T.A.R. e al Consiglio di Stato e per l’approccio specialistico e dinamico in ogni situazione”.

Siamo stati premiati“, commentano gli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, “per il quarto anno di fila e, per la prima volta, non più come Boutique ma nella categoria Studi assieme ai majors dell’Avvocatura italiana di gradi dimensioni. Segno della continuità e, nello stesso tempo della capacità di interpretare i cambiamenti velocissimi del mercato del contenzioso. Questo è stato indubbiamente il riconoscimento più importante, perché più difficile da raggiungere, in quanto premia i risultati di un macro settore sui concorsi pubblici nazionali: dalla scuola, all’università passando per le forze armate e l’accesso ai grandi istituti pubblici di servizi (come da ultimo il concorso Navigator). La giuria ha deciso che il nostro studio ha un know how unico nella gestione di contenziosi che ci vede in testa anche nel numero di giudizi patrocinati innanzi alla Giustizia amministrativa. Per questo abbiamo vinto. Ed è per questo che siamo davvero orgogliosi di esserci riusciti. Grazie a tutti i nostri colleghi e collaboratori sulle due sedi degli studi di Messina e Roma che, come noi, credono in un progetto che guarda sempre oltre l’orizzonte“.

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Lettera Emme

ADNkronos

 

TRIBUNALE: È CAUSATO DAL SERVIZIO IL TUMORE CONTRATTO IN SALA OPERATORIA. L’ORTOPEDIA DEL POLICLINICO DI MESSINA ERA GIÀ A RISCHIO RADIOLOGICO BEN PRIMA DEL 2016. INAIL DOVRÀ PAGARE INDENNITÀ E RISARCIMENTO.

 

Aperto il vaso di pandora nel reparto di ortopedia e traumatologia del Policlinico di Messina, condannato l’Inail a riconoscere la malattia professionale ad un dirigente medico.

E’ quanto stabilito dal Tribunale del lavoro di Messina in un giudizio patrocinato dall’Avvocato Santi Delia proposto in difesa di un dirigente medico dipendente dell’Azienda che, in qualità di chirurgo, effettuava presso il reparto di ortopedia e traumatologia la media di 150 interventi all’anno.
Sino al 2014, tuttavia, l’Azienda non aveva ritenuto di classificare il reparto come soggetto a rischio radiologico ragion per cui tutti i dipendenti dello stesso, sino ad allora, non hanno fruito delle “protezioni di legge” dedicate ai lavorati che agiscono in tali contesti a rischio. Si tratta, in particolare, oltre ai riconoscimenti economici, del congedo biologico, della sorveglianza dosimetrica e delle visite periodiche di controllo, al personale medico e tecnico di radiologia per il quale sussiste una presunzione assoluta di esposizione a rischio. Al fine di evitare che il nostro organismo subisca gli effetti devastanti delle radiazioni, difatti, è imposto un congedo di ulteriori 15 giorni utili ad imporre l’allontanamento del lavoratore dai locali e dagli strumenti potenzialmente pericolosi così da “disintossicarlo”. Continue reading TRIBUNALE: È CAUSATO DAL SERVIZIO IL TUMORE CONTRATTO IN SALA OPERATORIA. L’ORTOPEDIA DEL POLICLINICO DI MESSINA ERA GIÀ A RISCHIO RADIOLOGICO BEN PRIMA DEL 2016. INAIL DOVRÀ PAGARE INDENNITÀ E RISARCIMENTO.

Inps 967 posti: il Consiglio di Stato sospende la graduatoria. Illegittimo non consentire ai nostri ricorrenti vincitori di scegliere la sede.

Altra importantissima vittoria ottenuta sul concorso I.N.P.S. che dovrà dare le sedi di lavoro richieste ai nostri ricorrenti.

Il Consiglio di Stato, con decreto n. 3256/2019, pubblicato il 26.06.2019, ha sospeso l’esecutorietà degli atti adottati dall’I.N.P.S. dopo la pubblicazione dell’ordinanza n. 1307/2019 e riguardanti il trattamento in graduatoria della appellante, ammessa con riserva, che ha poi superato le prove concorsuali. Il Consiglio di Stato ha evitato, dunque, che si concretizzasse una palese disparità di trattamento tra i candidati ammessi con riserva al Concorso I.N.P.S. 967 posti, a seguito di ricorso al T.A.R, e i candidati senza riserva. Alla ricorrente, pertanto, dovrà essere assegnata la sede lavorativa in virtù del principio meritocratico così come accaduto per tutti gli altri candidati.

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IL TAR DEL LAZIO ACCOGLIE CON SENTENZA IL NOSTRO RICORSO PER LA PARTECIPAZIONE AL CONCORSO STRAORDINARIO DI UNA RICORRENTE IN VIRTU’ DI INTERPRETAZIONE COSTITUZIONALMENTE ORIENTATA E SENZA RIMESSIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

Con sentenza l’On.le T.A.R. del Lazio ha accolto il nostro ricorso finalizzato alla partecipazione al concorso straordinario previsto dall’art. 4, co. 1-quater del DL 87/2018, confermando l’ordinanza del 21 febbraio, con la quale il T.A.R. del Lazio consentiva ad una nostra ricorrente l’ammissione con riserva alla procedura selettiva di carattere straordinario.

Si vuole evidenziare l’importanza di questa pronuncia, trattandosi del primo provvedimento attraverso il quale il T.A.R. consente ad una ricorrente la partecipazione alla procedura concorsuale di carattere straordinario finalizzata al reclutamento di docenti della scuola primaria e dell’infanzia.

Il caso di specie concerne l’anzidetto intervento legislativo che prevede tra i requisiti necessari per l’accesso al concorso straordinario lo svolgimento, nel corso degli ultimi 8 anni, di almeno 2 annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o sostegno presso le scuole statali, considerandosi svolta una annualità purché il servizio abbia avuto una durata di 180 giorni o sia stata prestato ininterrottamente da febbraio fino agli scrutini finali, previsti per il mese di giugno.   

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PROROGATE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO DSGA: il ricorso per gli esclusi alla prova preselettiva

Mentre sono in corso di pubblicazione i primi esiti sulla prova preselettiva del concorso DSGA emergono le prime incongruenze utili a fondare le azioni giudiziali che, a tutela degli esclusi, il nostro studio ha deciso di patrocinare.
A) Gli esclusi con punteggio superiore ad altri candidati ammessi in altre Regioni.
Nel Lazio il punteggio minimo di ammissione è stato di 83. 86 in Sardegna. Addirittura 93 in Sicilia.
A fronte della stessa prova un candidato molto bravo che ha scelto la Sicilia è stato escluso con 92 quando, al contrario, avrebbe ottenuto l’ammissione praticamente ovunque in Italia.
E’ folle, a nostro modo di vedere, che afronte di un test uguale per tutti e “one shot”, l’ammissione sia affidata alla cabala ovvero alla mera scelta della Regione di partecipazione.
Su questo abbiamo più e più volte vinto in passato, essendo stati noi i fautori, grazie alle nostre azioni, delle graduatorie uniche dei grandi concorsi (i corsi di laurea di Medicina in primis) dapprima legati agli stessi criteri territoriali. Anche in quei casi vi erano esclusi con 90 a Milano ed ammessi con 50 a Messina. Così non si seleziona il merito ma la cabala. Ma non stiamo acquistando un gratta e vinci dovendo al contrario selezionari i Dirigenti amministrativi capaci di far funzionare le nostre scuole. Continue reading PROROGATE LE ADESIONI AL RICORSO STRAORDINARIO DSGA: il ricorso per gli esclusi alla prova preselettiva

Navigator: accolto il nostro ricorso. E’ il primo in Italia.

Dal concorso per assegnare 3000 incarichi da “navigator”, i “professionisti” che proveranno a far funzionare il reddito di cittadinanza, le cui prove si svolgeranno a partire da domani a Roma, sono stati esclusi oltre 20 mila candidati.

Solo 54 mila (su quasi 80.000 domande), difatti, giungeranno ai cancelli della Fiera di Roma per contendersi un assegno mensile da 3.000 euro per i prossimi due anni e l’intima speranza (chissà quanto fondata…) che se il reddito di cittadinanza avrà vita breve la loro figura potrà essere ricollocata in nuovi e diversi servizi alle dipendenze dello Stato.

Ma perchè sono stati esclusi oltre 20.000 concorrenti, pur se in possesso dei requisiti di concorso?

La ragione è da rintracciare in una clausola del bando che, secondo l’Avvocato Santi Delia fondatore dello Studio Legale Bonetti & Delia che difende un centinaio di esclusi, è “palesemente illegittima”. L’art. 6 del bando, difatti, dispone che “sono ammessi alla selezione i candidati in possesso dei requisiti di ammissibilità richiesti dall’art. 3 del presente Avviso, secondo un rapporto di 1 a 20 tra posizioni ricercate e candidature pervenute su base provinciale, in ragione del miglior voto di laurea”. In altre parole, l’ammissione alla mera prova selettiva a quiz è legata non solo e non tanto al miglior voto di laurea (e qui siamo innanzi a lauree notevolmente eterogenee tra loro) ma anche al fatto che vi saranno province in cui si è ammessi con un voto di laurea pari a 100 ed altre in cui non è sufficiente un 105.

Per questo abbiamo chiesto al Tribunale di far partecipare i nostri concorrenti esclusi ed oggi, alle soglie dell’inizio delle prove, è arrivato il primo accoglimento in Italia.

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Tar, giovane con Dsa ripeta test di accesso a Medicina con l’ausilio del tutor

Dovrà ripetere la prova d’ingresso al corso di laurea in Medicina colui che, affetto da disturbi specifici di apprendimento (Dsa), non ha svolto la stessa con l’ausilio di tutti gli strumenti compensativi richiesti al momento della presentazione della domanda. È il principio stabilito dal Tar del Lazio in un’ordinanza con la quale ha deciso un ricorso proposto da un giovane affetto da Dsa al quale era stata negata l’iscrizione in virtù del fatto che non aveva potuto partecipare compiutamente alla prova d’ingresso alla facoltà di Medicina dell’università Federico II di Napoli.

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T.F.A. SOSTEGNO: E’ NOSTRA L’UNICA AZIONE ACCOLTA DAL TAR LAZIO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, con ordinanza resa il 5 giugno 2019, in accoglimento delle censure sollevate dagli Avvocati Delia e Bonetti, ha ammesso alla prova scritta del concorso per l’accesso ai Corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, una candidata illegittimamente esclusa a seguito del mancato superamento della prova preselettiva.

Lo studio è riuscito a dimostrare l’erronea formulazione di uno dei quesiti somministrati in sede preselettiva, che, dimidiando di pochi centesimi il punteggio totalizzato dalla candidata, ne ha decretato l’illegittima esclusione, impendendo che la stessa venisse ammessa al sostenimento della prova scritta e, dunque, potesse proseguire l’iter concorsuale. Altra ragione grazie alla quale il ricorso è apparso fondato al T.A.R. del Lazio è riconducibile alla scelta del Ministero di non attivare la graduatoria nazionale su tale concorso dando vita al paradosso secondo cui presso taluni Atenei si è ottenuta l’ammissione anche con pochi punti mentre in altri Atenei l’esclusione con ben oltre la sufficienza.

Altro contenzioso accolto dal TAR ha riguardato il tema della mancata copertura dei posti vacanti presso Atenei diversi da quello in cui è stata svolta la prova preselettiva.

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Studio Legale Avvocato Santi Delia