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TEST DI MEDICINA: A MESSINA DENUNCIATA NUOVAMENTE LA VIOLAZIONE DELL’ANONIMATO. INTANTO SPARISCONO I COMPITI E IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO.

Dopo che il Consiglio di Stato, appena due mesi fa, aveva evidenziato che la gestione della prova (peraltro uguale per 10 anni) a Messina era illegittima perchè “le operazioni compiute dalla Commissione abbiano rischiato di porre nel nulla tutti gli accorgimenti previsti dal legislatore al fine di assicurare che la correzione degli elaborati avvenisse nel più stretto anonimato e seguendo la par condicio dei ricorrenti e l’imparzialità dell’Amministrazione, consentendo a chiunque ne avesse interesse di associare una determinata busta al nome del candidato”/ e dopo che il T.A.R. Catania aveva trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica evidenziando “che tale anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale”, oggi l’Ateneo è nuovamente nel mirino del T.A.R.
Questa volta, secondo il ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, sono proprio i verbali di concorso a svelare che “la concordanza tra numero seriale del compito e numero seriale della scheda anagrafica”. Tale abbinamento, invece, come è troppo semplice dedurre, doveva restare segreto sino a quando il CINECA avrebbe corretto le prove.
La vicenda sul caso Messina si infittisce, inoltre, in ragione della circostanza che, a seguito delle pressanti richieste dell’Avvocato Santi Delia, l’Ateneo ha denunciato alla DIGOS di Messina il furto delle brutte copie dei compiti. Tali “brutte copie” erano le uniche grazie alle quali poter capire se un candidato avesse, ad esempio, copiato le soluzioni o ragionato autonomamente sui quesiti.
Il T.A.R. ha dato termine di 30 giorni all’Ateneo e al CINECA di spiegare il perchè di tutte queste anomalie e deciderà il 22 febbraio prossimo.

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Centonove del 23 dicembre 2011

Centonove del 27 gennaio 2012

La Gazzetta del Sud 14 gennaio 2012

La Gazzetta del Sud 15 gennaio 2012

Giornale di Sicilia

Tempostretto

Tempostretto del 16 gennaio 2012

Normanno

Normanno del 16 gennaio 2012

Messinaora.it

MILLE POSTI LIBERI DA ASSEGNARE A MEDICINA E AD ODONTOIATRIA

UNIVERSITA’:TAR LAZIO, STUDENTI ISRAELIANI AMMESSI A SAPIENZA NON ENTRATI PERCHE’ SERVIVANO ALMENO 20 PUNTI PER ACCESSO

(ANSA) – PALERMO, 16 GEN -Il TAR del Lazio III Sezione Bis, sede di Roma, in data 14/1/2012 con Presidente Evasio Speranza e relatore Brandileone Francesco, ha accolto i ricorsi UDU diretti all’assegnazione dei posti degli extracomunitari.

“E’ un colpo duro alla gestione ministeriale di Mariastella Gelmini”- tuona soddisfatto il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Michele Orezzi– “Era stato posto in essere un sistema con una soglia di venti punti che ha lasciato liberi mille posti; in un periodo di difficoltà economiche non assegnare i posti quando vi sono è gravissimo, danneggia le casse dello Stato, degli Atenei e soprattutto il diritto allo studio costituzionalmente garantito. E’ una vittoria storica contro un sistema ingiusto e contraddittorio; i posti ci sono e non vengono assegnati, quest’anno sono stati messi a disposizione circa 10.000 posti quando circa quindici anni fa con strutture universitarie inferiori vi erano ben 100.000 immatricolazioni”.

Sono quasi cento gli studenti immatricolatisi quest’anno con i ricorsi patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e, a breve, si attende la pronuncia dello stesso TAR del Lazio sul ricorso di Scienze della Formazione, dove il Ministro Gelmini ha lasciato altri centinaia di posti liberi.

L’UDU chiederà al Ministro Profumo di prendere atto della giurisprudenza del TAR centrale e di assegnare i posti liberi che, ad oggi, sono oltre mille e di ampliare ulteriormente anche i posti degli studenti comunitari.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 13 gennaio 2012, nn. 132, 135, 138.

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La Repubblica

Universita.it

ImmigrazioneOggi.it

Il Futurista

Affari Italiani

Corriere Univ

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MEDICINA E ODONTOIATRIA – TRASFERIMENTO DALLA ROMANIA: PER LA PRIMA VOLTA IL SI AL TRASFERIMENTO ARRIVA DAL TAR FIRENZE

Il T.A.R. Firenze, pronunciandosi per la prima volta in tema di trasferimento da ATENEI stranieri in Italia per accedere ad un corso di laurea a numero chiuso (ODONTOIATRIA), accoglie il ricorso degli Avvocati Santi DELIA e Michele BONETTI e ordina all’Università di PISA di concedere il nulla osta al trasferimento.

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La prima grande vittoria del 2011/12. Ammessi tutti e 50 i ricorrenti anche se con 2 o 3 punti in graduatoria saranno FISIOTERAPISTI, INFERMIERI, RADIOTERAPISTI…..

Arriva la prima grande vittoria contro il numero chiuso.

Di seguito il comunicato stampa dell’ANSA.

UNIVERSITA’: UDU VINCE RICORSO CONTRO NUMERO CHIUSO E’ SUCCESSO A BRESCIA, PER IRREGOLARITA’ NEI TEST

(ANSA) – ROMA, 16 DIC – Il Tar della Lombardia (sezione distaccata di Brescia) ha accolto un ricorso presentato da Studenti Per-Udu Brescia consentendo a una cinquantina di ragazzi di iscriversi all’università. Lo rende noto l’Unione degli universitari spiegando che sebbene il giudizio di merito sia atteso per giugno, in virtù di una sospensiva è stato comunque dato il via libera all’immatricolazione. Il caso riguarda il test d’ingresso per le lauree delle professioni sanitarie.

Il Tribunale amministrativo – rileva una nota dell’associazione studentesca – sancisce l’illegittimità della prova caratterizzata da domande errate, quesiti annullati ritenendo che vi è stata una ‘oggettiva alterazione nella modulazione e proporzione del test’ e, soprattutto, che ‘in conseguenza della grave anomalia registrata, affiora e si espande il diritto allo studio costituzionalmente garantito’.

“E’ la vittoria storica della nostra associazione. E’ un ingiusto e casuale sistema quello del test di ingresso che – afferma Federico Micheli, coordinatore di Studenti Per-Unione degli Universitari Brescia – non premia i più meritevoli e lede i diritti dei giovani e degli studenti. Una società privata con qualche migliaia di euro si può aggiudicare una gara per la stesura delle domande entrando in possesso di importantissime informazioni e responsabilità e senza una reale supervisione e controllo”.
Per il coordinatore nazionale dell’Udu, Michele Orezzi “si tratta di un’altra pietra miliare nella lotta contro il numero chiuso che è nel Dna della nostra associazione. In un colpo solo è stata denunciata la mala gestio dei concorsi pubblici italiani e cinquanta dei nostri ragazzi sono entrati con un ricorso aperto a tutti e gratuito perché questa è la nostra idea di Giustizia e di Università: devono essere pubbliche, libere e aperte e accessibili a tutti”
.

“Il merito e l’udienza pubblica della causa è stata già fissata dal Tar di Brescia al 6 giugno 2012. La nostra – commentano gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – non è solo una battaglia legale ma anche di principi e di ideali, il diritto allo studio è costituzionalmente garantito e non può essere compresso”.    (ANSA).

Ed intanto chi non ha fatto ricorso può ancora aderire al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

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Eurolaurea. Ricorsi test ingresso medicina 2011: accolti

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MEDICINA: ARRIVA L’AUMENTO DEI POSTI DEL 10%

Non sapremo mai se sarà stato grazie alla caduta del Governo Berlusconi IV ed all’arrivo del Ministro Profumo al Dicastero di Piazzale Kennedy o se le oltre 30.000 pagine di ricorsi giunti al MIUR tra il 9 e il 20 novembre abbiano anch’esse dato il loro decisivo contributo.

Con tali 30.000 pagine si è contestato, tra l’altro, l’illegittimità del diniego opposto dal TAVOLO TECNICO nella seduta dell’1 giugno 2011 alla proposta del MIUR volta ad invitare gli ATENEI a contare con più dovizia le proprie risorse e decidere di aumentare l’offerta formativa proposta.

Ieri in tarda serata (23 novembre 2011) è giunta la firma sul Decreto con il quale “Le Università sono autorizzate ad incrementare, nel limite del 10 per cento secondo la numerosità massima riportata nella tabella 1 allegata, il numero dei posti disponibili per le immatricolazioni degli studenti comunitari e non comunitari di cui all’articolo 26 della legge 30 luglio 2002, n. 189 al corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, già definito con il D.M. 5 luglio richiamato nelle premesse”.

Già scontata appare la positiva risposta delle Università degli studi di Foggia, di Messina, di Palermo, di Perugia, di Salerno e di Sassari che, dopo la pubblicazione delle graduatorie, avevano rivisto al rialzo le loro stime.

Si attende, per lo più entro il 30 novembre, invece, la scelta delle altre.

Ai nostri ricorrenti ed a tutti gli studenti in posizione potenzialmente utile va quindi il nostro più caro in bocca al lupo per una splendida carriera accademica.

Leggi il Decreto

Il Presidente della Repubblica firma il decreto per l’ammissione dei ricorrenti: ora l’immatricolazione a Medicina

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il Decreto con il quale ha accolto il ricorso proposto da 13 studenti che avevano denunciato l’illegittima gestione della prova di concorso per l’accesso a Medicina presso l’Ateneo di Messina.
Il caso, stante il fatto che tale modus operandi era stato adottato dalla Commissione di Ateneo sin dal 2000, aveva scandalizzato migliaia di studenti aspiranti medici che, per un decennio, avevano partecipato alle selezioni.
Il Consiglio di Stato aveva ritenuto “particolarmente fondata la censura di violazione del principio dell’anonimato delle prove da correggere” ed aveva decretato l’ammissione al corso di laurea di tutti i ricorrenti.
Soddisfazione è stata espressa dal legale Santi Delia che, dopo la pubblicazione del parere del Consiglio di Stato, si è adoperato per bruciare le tappe di immatricolazione all’Ateneo dei suoi studenti. “Tanto negli uffici del Quirinale quanto in quelli del MIUR ho riscontrato immediata disponibilità nell’accellerare gli adempimenti necessari alla firma del Decreto da parte del Presidente Napolitano. Nonostante il delicatissimo periodo che sta attraversando l’Italia, tutti gli Uffici si sono adoperati per consentire ai ricorrenti di iscriversi tempestivamente al corrente anno accademico in tempo utile per apporre le necessarie firme di presenza alle lezioni ed evita902re la perdita dell’intero anno accademico”.
Il decreto di immatricolazione dell’Ateneo è, a questo punto, atteso a momenti.

VISUALIZZA IL DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

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Una grande nuova vittoria: i quesiti somministrati nel 2009 erano errati. Ammessi tutti i ricorrenti.

Un’altra nuova ed epocale vittoria. La nostra idea ha trovato totale accoglimento. Anche secondo il T.A.R. della Campania se i quesiti sono mal formulati “i partecipanti subiscono l’esito di una prova falsata giacchè non hanno avuto la possibilità di confrontarsi correttamente su una serie di quesiti che avrebbero potuto attribuirgli quel gap necessario al raggiungimento di una posizione utile.

E’ proprio in ragione di ciò, quindi, che i nostri ricorrenti hanno meritato l’ammissione al corso di laurea in Medicina cui da sempre avevano aspirato, giacchè “nei quiz a risposta multipla predeterminata non rileva, ai fini dell’illegittimità, solo l’erroneità della soluzione indicata come esatta, bensì anche la formulazione ambigua dei quesiti, la possibilità che vi siamo risposte alternative e esatte o la mancanza di una risposta esatta ed, in generale, tutte quelle circostanza che si rilevano contrarie alla ratio di certezza ed univocità che deve accompagnare i quesiti relativamente ad una prova preselettiva a risposta multipla”.

Il diritto allo studio è stato quindi nuovamente e con forza riaffermato.

T.A.R. Campania, Napoli, Sez. IV, 28 ottobre 2011, n. 5051

Il Consiglio di Stato accoglie i ricorsi dell’Avv. Santi Delia: la prova di concorso a Messina è stata viziata per 10 anni. I ricorrenti sono tutti ammessi

La notizia è sensazionale. La vittoria epocale, una pietra miliare nella battaglia per il diritto di studiare.

Tutti i concorsi per l’ammissione al Corso di Laurea in Medicina e Chirugia presso l’Ateneo di Messina che, secondo confessione resa innanzi al T.A.R. Catania dal Presidente della stessa Commissione di concorso sono stati gestiti con le stesse modalità, sono illegittimi.

Tutti i ricorrenti sono ammessi in sovrannumero senza alcun pregiudizio per gli altri studenti.

A dirlo non è un’associazione studentesca o qualche studente escluso. Non è neanche il T.A.R. Catania. La decisione DEFINITIVA e NON APPELLABILE è, invece, del Supremo organo di giustizia amministrativa: il Consiglio di Stato con sede in Roma.

Secondo i Giudici della Sezione consultiva del Consiglio di Stato “appare particolarmente fondata la censura di violazione del principio dell’anonimato delle prove da correggere. A questo riguardo occorre rilevare che la Commissione ha fatto annotare, accanto al nome di ciascun candidato il numero di codice CINECA riservato, numero la cui funzione è quella di consentire l’abbinamento della scheda anagrafica con la prova e che compare sulla finestra esistente nella busta. Onde sin dall’inizio della prova il codice del plico consegnato poteva essere associato al nome del candidato. Inoltre, alla fine della prova la consegna dei plichi e il loro posizionamento nella scatola sono avvenuti seguendo l’ordine alfabetico dei nomi dei singoli candidati, con conseguente possibilità di rintracciare con sicurezza la prova consegnata da ciascun candidato.

E’ evidente come le suddette operazioni compiute dalla Commissione abbiano rischiato di porre nel nulla tutti gli accorgimenti previsti dal legislatore al fine di assicurare che la correzione degli elaborati avvenisse nel più stretto anonimato e seguendo la par condicio dei ricorrenti e l’imparzialità dell’Amministrazione, consentendo a chiunque ne avesse interesse di associare una determinata busta al nome del candidato. Né il sistema del ritiro delle buste trova giustificazione alcuna nelle finalità fissate per il concorso di ammissione”.

A differenza di quanto sostenuto dal T.A.R. Catania (che comunque aveva trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica ed evidenziato “che tale anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale” ed accolto il ricorso per altri motivi) qualche settimana fa, quindi, tale vizio è da solo decisivo a fare ottenere l’ammissione ai ricorrenti.

Infondate sono state ritentute le controdeduzioni dell’Ateneo. “Né assume pregio la controdeduzione, per la quale le prove sarebbero state corrette dal CINECA e non dalla Commissione. La regola dell’anonimato nelle procedure concorsuali “assume una cogenza ancor più marcata, perché deve essere comunque assicurata l’indipendenza di giudizio dell’organo valutatore” (Cons. Stato, Sez. V, 2 marzo 2000, n. 1071), onde non occorre accertare se il riconoscimento della prova di un candidato si sia effettivamente determinato, essendo sufficiente la mera, astratta possibilità dell’avverarsi di una tale evenienza“.

Se possibile ancora più importante è la conseguenza di tale decisione.

Il Consiglio di Stato, infatti, accogliendo la tesi espressamente sostenuta dall’Avv. Santi Delia, non ha annullato l’intero concorso ma solo il diniego di ammissione rivolto ai ricorrenti che quindi, oggi, grazie a tale epocale decisione, possono studiare Medicina.

“Sotto questo profilo, dunque, il ricorso è fondato e la graduatoria impugnata deve essere annullata nella parte in cui ha escluso i ricorrenti dall’ammissione all’immatricolazione nella Facoltà di Medicina e Chirurgia (…) L’accoglimento del suddetto motivo di ricorso esime dall’esame degli altri motivi, all’accoglimento dei quali i ricorrenti avrebbero perduto ogni interesse“.

Tra qualche settimanda il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano firmerà il DECRETO che, sulla base di tale decisione, consentirà a decine di ricorrenti di coronare il sogno di una vita.

Consiglio di Stato, Sez. II, parere 6 ottobre 2011, n. 3672

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Corriere della Sera – Nazionale edizione del 16 ottobre 2011

Centonove

Gazzetta del Sud edizione del 15 ottobre 2011

Gazzetta del Sud edizione del 16 ottobre 2011

Corriere del Mezzogiorno

Corriere di Sicilia edizione del 15 ottobre 2011

Giornale di Sicilia edizione del 15 ottobre 2011

Giornale di Sicilia edizione del 18 ottobre 2011

La Sicilia edizione del 18 ottobre 2011

Medpress (articolo integrale del settimanale Centonove)

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Normanno

La Siciliaweb

Controcampus

Quotidiano di Sicilia

Università.it

AGENPARL

ANSA

Il Ciclope.info

TV

Rai 3 edizione delle 14.00 del 15 ottobre 2011 (servizio di apertura del TG)

Rai 3 edizione delle 19.30 del 15 ottobre 2011 (servizio al centro dell’edizione). Il Rettore  annuncia provvedimenti disciplinare per chi ha gestito in tal modo le prove di concorso.

Sky – Justice Tv sommario del Tg

Sky – Justice Tv Servizio completo (vai al minuto n. 16.47)

Telecolor (il servizio è al centro dell’edizione)

TCF edizione del 15 ottobre 2011

Tele90

Radio

Messina Radiostreet

Riviste giuridiche

Justice Tv (bouquet sky canale 586) Informazione giuridica indipendente

Weblog di informazione giuridica freeware e condivisa

Concorsi pubblici


 

Un 15enne ridicolizza la Commissione di esperti ministeriali

Test di Medicina e Odontoiatria: anche quest’anno i quesiti sono errati. Lo erano l’anno passato così come nel 2009, nel 2008 e nel famigerato test del 2007.

“La pronunce più importanti, tuttavia, riguardano, ancora una volta, l’erroneità di diverse domande presenti nel test a causa delle quali molti studenti sono rimasti esclusi. A dirlo ed a gridarlo a gran voce, questa volta, non sono soltanto gli studenti, noi legali e le associazioni studentesche ma anche il T.A.R. Lazio e, soprattutto, il Consiglio di Stato.

Secondo il T.A.R. Lazio, “sussistono i presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare della ricorrente tenuto conto della eseguità dello scarto di punteggio che la separa attualmente dall’ultimo iscritto per la quale ragione vengono ad assumere precipua rilevanza già in sede cautelare anche agli effetti del “fumus boni juris” le censure investenti sia i profili relativi alla in conferenza dell’oggetto e del contenuto di domande rivolte sotto forme di quesito sia il relativo esito come stabilito per le risposte da fornirsi del candidato”.

Qualche settimana prima autorevolissimo responso conforme alle nostre denunce era giunto dal Consiglio di Stato secondo cui “nell’ ambito dei motivi dedotti assumono rilievo, agli effetti del “fumus boni iuris”, le censure che investono la ricaduta sull’ esito della selezione della griglia di risposte assegnate a taluni quesiti, che si assumono non conferenti all’ oggetto ed al contenuto della domanda stessa; nel bilanciamento degli interessi coinvolti dalla presente controversia, appare prevalente quello del candidato ricorrente all’ intrapresa degli studi, mentre non è contrapposto un pregiudizio all’ offerta formativa dell’Università intimata”. I ricorrenti possono, quindi, studiare Medicina. Cons. Stato, Sez. VI, 23 febbraio 2011, n. 849.

Quest’anno, prima ancora dei Giudici amministrativi, a ridicolizzare la bontà del test è un attento studente del Liceo. Un quindicenne.

Da la Gazzetta del Sud

«Mal posta una domanda dei test in Medicina» Il genetista Dalla Piccola: ragionamento brillante. E l’Università di Messina già gli apre le porte

«Mamma, uno dei quiz per l’accesso al corso di laurea in Medicina è sbagliato». Biagio Maria Sancetta, messinese di appena 15 anni, studente della 3A del Liceo scientifico a indirizzo medico biotecnologico “Empedocle”, stava navigando in internet, una decina di giorni fa, quando, leggendo le domande presentate ai candidati di tutta Italia, si è accorto che qualcosa non andava. Forte delle proprie conoscenze, si è messo al lavoro, con l’obiettivo di dimostrare che quella frase pronunciata su due piedi, in realtà aveva un costrutto.
Sotto la lente d’ingrandimento è finita la domanda n. 50 dei test somministrati a quanti aspiravano all’ammissione ai corsi di Medicina e Odontoiatria per l’anno accademico 2011/2012. Quiz che recitava così: «In una coppia la madre è di gruppo sanguigno A e ha una visione normale dei colori e il padre è omozigote per il gruppo sanguigno B ed è daltonico (carattere recessivo legato al cromosoma X). Si può affermare che la coppia non potrà, in nessun caso, avere: a) figlie femmine di gruppo A non daltoniche; b) figlie femmine di gruppo B daltoniche; c) figlie femmine di gruppo AB non daltoniche; d) figli maschi di gruppo B non daltonici; e) figli maschi di gruppo AB daltonici». Secondo Biagio Maria, le 5 opzioni non includono la giusta soluzione al test posto. In base al suo ragionamento, «le risposte fornite dal ministero prevedono l’analisi di ambedue gli aspetti genotipici: quello riguardante la trasmissibilità del gruppo sanguigno e quello riferito alla trasmissione delle malattie». Quanto al primo, «considerando tutti i possibili incroci, è vero che non si potranno mai verificare casi nei quali la progenie abbia gruppo sanguigno A e dunque la risposta corretta a tale quesito per esclusione dovrebbe essere la a) figlie femmine di gruppo A non daltoniche. Questi, poi, i rilievi sull’analisi della trasmissibilità del daltonismo: «È proprio in tale affermazione (quella che le figlie possono essere daltoniche) che risiede l’errore della domanda: infatti, seguendo la legge di Mendel sull’assortimento indipendente, andiamo a incrociare i componenti della generazione parentale P per trovare le probabilità di trasmissione della generazione filiale F1 – ha spiegato –. Nonostante siano due gli incroci da eseguire, a sostegno della tesi occorre solo eseguire il primo, in base al quale metà saranno figli maschi, dei quali metà con genotipo daltonico e metà con genotipo non daltonico, e metà con figlie femmine, metà con genotipo non daltonica e metà con genotipo daltonica». Pertanto, «la domanda non risulta essere vera, in quanto il test chiedeva se si può affermare che la coppia non potrà, in nessun caso, avere “figlie femmine di gruppo A non daltoniche”».
Il quindicenne ha inviato una nota al ministero della Pubblica istruzione e al rettore dell’Università di Messina, esponendo le sue considerazioni. Le quali hanno messo in difficoltà persino alcuni docenti, tanto da richiedere il parere di uno dei massimi esponenti della genetica, il prof. Bruno Dalla Piccola, secondo cui «le opzioni b), c), d), e) delle risposte sono corrette, in quanto da quel matrimonio potranno nascere figli e figlie con quelle combinazioni. È sbagliata e perciò va barrata la risposta a), in quanto non possono nascere figlie A ma solo AB o B. Il quiz non è una lezione di genetica che si propone di fare una disamina di tutte le combinazioni possibili. Quindi chi ha barrato a) ha risposto correttamente. Fa male a lamentarsi lo studente del fatto che le 5 opzioni non includano la giusta soluzione: di fatto b), c), d) e) sono giuste soluzioni in quanto tutte possibili. Il suo modo di ragionare è brillante». Ma ecco il pistolotto di Dalla Piccola che dovrebbe indurre il Ministero a qualche riflessione in più su metodo e merito di questi test: «Non vanno proposte domande di questo tipo, formulate in maniera aggrovigliata e pretendendo da uno studente di rispondere in pochi minuti». Ecco, allora che il nostro “genietto” si è preso una bella soddisfazione, anzi di più: perché il prof. Carmelo Salpietro, ordinario di Pediatria nella nostra Università, propone già da ora a Biagio di averlo come interno nel suo istituto, se dovesse iscriversi a Medicina a Messina. «Merita certamente di essere valorizzato se già adesso mostra una capacità di critica e di ragionamento straordinarie, spero che accoglierà il mio invito», conclude Salpietro.
Tornando alla lettera Biagio Maria non fornisce solo una spiegazione citologico-genetica: «In realtà – ha aggiunto – bisognerebbe fare un’obiezione dal punto di vista logico-matematico e grammaticale. A mio parere, la risposta a) che è la più corretta, con l’espressione non daltoniche confonde i candidati».
Il giovane è molto sicuro di sé, nonostante la tenera età. E si pone già traguardi ambiziosi: «Il mio sogno è studiare a Oxford e approfondire le tematiche legate alla citologia e all’oncologia. Da grande vorrei fare il ricercatore scientifico». Per assecondare la sua sete di scienza, assieme alla famiglia si è trasferito da Militello Rosmarino a Messina. Manco a dirlo, è riuscito a superare i test d’ingresso all’Empedocle senza grossi problemi. Anzi, è risultato vincitore di una borsa di studio. Qualche mese fa, inoltre, è balzato agli onori delle cronache per una relazione preparata di suo pugno su “Le conseguenze biologiche della radioattività”. «Poco prima del referendum sull’atomo, sono stato invitato a un convegno e ho esposto le mie idee – ha raccontato –. La relazione è piaciuta molto, a tal punto che la prof. Marianna Gensabella ha deciso di pubblicarla sulla “Rivista di bioetica”». Allora, hanno ragione i vicini di casa, che chiamano Biagio Maria “piccolo genio”. In base ai suoi progetti, l’invito di Salpietro potrebbe andargli stretto. Date le premesse, un domani sentiremo parlare del prof. Sancetta.

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