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LE FAQ SUL CONCORSONE: GLI AVVOCATI DELIA & BONETTI RISPONDONO ALLE VOSTRE DOMANDE

Gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti rispondono alle domande più comuni che i candidati e tutte le categorie di persone escluse si stanno facendo in queste ore.

Ecco allora sei F.A.Q per orientarsi durante la prima prova preselettiva.

1. SE NON HO FATTO LA DOMANDA AL CONCORSO E HO IL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE POSSO PARTECIPARVI?

Il provvedimento del Giudice vi autorizza comunque a partecipare al concorso, anche senza domanda per il concorso, a meno che non preveda un’esclusione espressa in tal senso.

Tutti i ricorrenti si sono trovati di fronte a quattro alternative:
1. hanno inviato tramite modulo cartaceo la domanda per il concorso pur non avendo i requisiti.
2. hanno fatto una domanda via pec al concorso pur non avendo i requisiti.
3. hanno fruito della piattaforma on line del Miur e si sono iscritti al concorso tacendo di non aver i requisiti.
4. Ultima ipotesi, non hanno fatto domanda poiché senza requisiti per parteciparvi, ma hanno poi fatto il ricorso.

2. SE NON HO IL PROVVEDIMENTO DEL GIUDICE POSSO PARTECIPARE AL CONCORSO?

Dal punto di vista legale colui che non ha il provvedimento del Giudice non potrà fare la prova. Si può verificare la situazione per cui a seguito della procedura on line di iscrizione al concorso, il ricorrente si trovi iscritto negli elenchi di coloro che sono stati ammessi al concorso. In tal caso la situazione risulta paradossale, ma concerne più persone di quanto si immagini. Difatti la procedura on line del Miur non effettua verifiche tra coloro che hanno i requisiti o meno e ammette tutti quanti indistintamente al concorso. Ciò vorrà dire che, se anche questi soggetti faranno la prova, potranno essere esclusi nelle fasi successive del concorso o al termine del concorso stesso al momento della verifica dei requisiti per accedere alla Pubblica Amministrazione.

3. CHI NON HA PARTECIPATO AL RICORSO, MA EFFETTUA LA PROVA PER UN ERRORE DELLA PIATTAFORMA ONLINE O PER QUALSIASI ALTRO MOTIVO, COSA PUO’ FARE?

Coloro che si trovano senza il provvedimento del Giudice a partecipare al concorso e che fanno la prova a test del concorso, dovranno attraverso l’Associazione ADIDA fare ricorso straordinario al Presidente della Repubblica diretto a ottenere un provvedimento (prima provvisorio e poi definitivo) che ratifichi l’espletamento della prova.

4. DOVE POSSO ANDARE A FARE IL CONCORSO?

I ricorrenti che hanno fatto la domanda on line sul portale del Ministero dovranno recarsi alla sede indicata nei luoghi, modi e tempi indicati dal Ministero nella risposta alla domanda. Nel caso in cui invece al Ministero o gli Uffici Provinciali indicassero aule particolari per l’espletamento della prova, vi invitiamo a seguire comunque le indicazioni del Ministero. Per tutti gli altri ricorrenti, ADIDA e l’Avv. Michele Bonetti hanno inviato lettere via pec al Ministero e a tutti gli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali notificando formalmente i Decreti. In ogni caso i ricorrenti sono invitati a contattare ADIDA per il tramite dei referenti Valeria Bruccola e Francesca Bertolini nonché direttamente gli Uffici Scolastici Regionali (o ancora quelli Provinciali) chiedendo chiarimenti. In ogni caso il ricorrente munito del Decreto del Giudice dovrà andare ad effettuare la prova munito del predetto e insistendo fortemente per l’espletamento della stessa. L’Amministrazione potrà difatti in sede successiva prendere ogni sua determinazione, ma deve farvi partecipare alla prova.

5. SE MI HANNO INDICATO UNA SEDE POSSO ANDARE IN UN’ALTRA MAGARI PIU’ VICINA?

A nostro avviso no e anche se ciò fosse giuridicamente possibile in virtù del provvedimento del Giudice lo riteniamo rischioso.

6. E SE NON SUPERO LA PROVA A TEST COSA POSSO FARE?

A nostro avviso è possibile ancora fare ricorso, infatti, non solo sono errati i criteri che hanno portato alla determinazione delle domande del test, ma ve ne sono tante sbagliate. Oltretutto la soglia del test del concorso è altissima pertanto coloro che non si sono collocati in posizione utile per una manciata di punti potranno fare con noi un ricorso individuale e coloro che hanno ottenuto punteggi più bassi potranno sempre fruire dei ricorsi collettivi di ADIDA da noi patrocinati. Le soglie minime per l’ingresso stabilite dal Miur sono altissime e lasceranno fuori tantissime persone.

Ancora domande errate nel quiz di Medicina: VITTORIA AL TAR LAZIO

Dal 2004 la storia si ripete come un carillon che continua a girare. Le domande somministrate sono errate. 1, 2, 4 o 5 a seconda degli anni sino a 25 per la prova del T.F.A. di mezza estate 2012.

Appena qualche giorno fa la decisione del T.A.R. Lazio sui test del 2009. E’ errata una delle domande somministrate e i nostri ricorrenti possono finalmente ottenere l’ammissione.

Ancora una volta siamo riusciti ad ottenere una vittoria importantissima ed il diritto allo studio ha trionfato. Oggi però è anche il momento delle spiegazioni che il Ministero DEVE fornirci, in attesa della nuova partita sul test di quest’anno.

Il mese scorso il Consiglio di Stato, in relazione ai test dell’anno accademico 2009/2010, ha evidenziato che “il Collegio è persuaso che i quesiti oggetto di contestazione presentino elementi di dubbia attendibilità scientifica, al punto da ritenere non ragionevole che gli stessi abbiano potuto costituire utili strumenti di selezione degli studenti da ammettere ai corsi universitari” e che, a prescindere dall’esito di una verificazione che innanzi al T.A.R. aveva persino ritenuto corretti tali quesiti, questi ultimi “lasciano ampi margini di incertezza in ordine alla risposta più corretta da fornire e si rivelano per ciò solo inadatti ad assurgere a strumento selettivo per l’accesso ad un corso universitario, dato che la loro soluzione non costituisce il frutto di un esercizio di logica meritevole di apprezzamento”.

Il MIUR deve chiarire il perché successivamente all’anno dello “scandalo” (era l’a.a. 2007) una Commissione continui per il quinto anno consecutivo ad errare le domande di un test che decide il futuro dei nostri ragazzi.

Anche senza riferirsi alle nostre perizie mai confutate dal MIUR si ricorda l’annullamento della domanda 71 e 79 nel 2007 confermata con D.M. del 21 ottobre 2007, l’annullamento della domanda 62 di odontoiatria nel seguente 2008 intervenuta con D.M. del 10 settembre 2008, il caso di Medicina nel 2009 con l’inversione delle risposte inizialmente fornite come esatte (con ben 23 quesiti contestati da questa difesa con argomenti espressamente condivisi dal T.A.R. Campania, dal T.A.R. Catania e oggi dal T.A.R. Lazio e pochi giorni fa dal Consiglio di Stato) e sempre nel 2009 gli episodi di Architettura ove vi sono state domande con più risposte proposte completamente uguali e con domande a cui ci si è dimenticato di allegare i grafici predisposti.

Nel 2010 il Consiglio di Stato sempre sui nostri ricorsi ha “ritenuto che nell’ambito dei motivi dedotti assumono rilievo, agli effetti del fumus boni juris, le censure che investono la ricaduta sull’esito della selezione della griglia di risposte assegnate a taluni quesiti che si assumono non conferenti all’oggetto ed al contenuto della domanda stessa”.

Dal 2007, in poi, quindi, ogni anno il Giudice Amministrativo o lo stesso M.I.U.R. mette in discussione l’operato dei docenti che elaborano il test che segna il futuro di migliaia di giovani ed ammette (il MIUR) o accerta (il G.A.) che la selezione è stata mal gestita.

Non possiamo che chiudere con le parole del T.A.R. Napoli del 2004 secondo cui“lascia sconcertati che per il secondo anno consecutivo in una selezione tanto delicata ed importante, sia stato possibile commettere errori tanto banali, eventualmente anche nella scelta del metodo di selezione e del soggetto cui affidarne la gestione” .

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STREPITOSA VITTORIA CONTRO L’UNIVERSITA’ DI PISA: ENTRANO 150 STUDENTI IN UN COLPO SOLO

L’Udu Nazionale, insieme con l’Associazione Diritti a Sinistra Udu Pisa, hanno conseguito un’altra vittoria: la sera del 21 novembre è stato accolto il loro ricorso contro l’Università di Pisa.

Oltre 150 studenti sono stati ammessi con decreto cautelare dal Presidente del Tar Toscana, nella persona del Giudice Paolo Buonvino.

Il Coordinatore dell’Udu Michele Orezzi tuona soddisfatto: “Non è mai successo che in così poco tempo a disposizione si sia riusciti a far entrare con un colpo solo ben 150 studenti. Siamo riusciti ad organizzare un ricorso gratuito per gli studenti, i nostri principi e la nostra tenacia ci hanno portato alla vittoria” .

Il Coordinatore di Diritti a Sinistra, Antonio di Buono, riferisce: “L’ateneo Pisano, collegandosi ad altre Università e al Cisia ha istituito una prova unica nazionale con il test d’ingresso per Ingegneria. In realtà, hanno introdotto un numero chiuso, illegale, mascherandolo con la scusa che gli studenti si potranno comunque immatricolare, ma senza sostenere esami”.

Per gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia: “Quella di oggi è una vittoria storica contro il numero chiuso che, secondo il Tar, non deve limitare le aspirazioni degli studenti”.

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Il Tirreno

Corriere Fiorentino

La Nazione

Libero

Toscana.it

Repubblica

Numeri chiusi mascherati a Pisa. L’UDU e Diritti A Sinistra fanno ricorso. DIRITTI A SINISTRA

La Nazione (Annuncio del ricorso)

CorriereUniv.it

Repubblica.it

Trasferimenti dall’estero: en plein al Tar di Cagliari! Quattro ricorsi su quattro accolti al Tar di Cagliari.

Il Tar di Cagliari con una motivata e articolata sentenza contesta l’orientamento del Consiglio di Stato che non consente i trasferimenti dalle Università straniere in Italia.

Con questa sentenza molti dei nostri ragazzi, fuggiti all’estero per le storture del numero chiuso, potranno ritornare in Italia.

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Cronaca di Cagliari

Unica.it

Unione

Report e gli sprechi del Miur: l’ennesimo affronto al diritto allo studio.

Una deplorevole notizia è emersa da un’inchiesta effettuata ad opera della trasmissione Report: si tratta della realizzazione di video commissionati dal Ministero della Pubblica Istruzione – di cui non si conosceva l’esigenza nè l’esistenza e del tutto scarni quanto a contenuti – che si configura come l’ennesimo affronto al diritto allo studio universitario.

Infatti, elargire ingenti somme per la produzione di filmati non originali, brevi, composti da materiale reperito sul web, per un ammontare complessivo pari a 730 mila euro, si palesa come un mero spreco alla luce dei sacrifici di cui gli studenti e le loro famiglie si sono fatti carico per sostenere gli studi, un peso aggravato negli ultimi tempi dai noti tagli imposti a Scuola e Università pubblica.

Viene spontaneo chiedersi il perchè, esistendo questi soldi, gli stessi fondi non siano stati destinati a Scuola e Università. La Gelmini, a seguito della rilevante scoperta del programma condotto da Milena Gabanelli, si trova ad essere al centro del Mirino per il fatto che nel 2008 nominò degli esperti al fine di valutare gli acquisti dei predetti video, c.d. pillole di cultura.

Per difendere il diritto allo Studio – evidentemente messo in pericolo dallo scandalo generato dall’acquisto dei format anzidetti per la visione nelle scuole – Michele Orezzi, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari, asserisce: “Abbiamo già dato mandato al nostro legale, l’avv. Michele Bonetti, di valutare l’opportunità di avanzare azioni legali su quanto accaduto anche di natura penale costituendoci parte civile a nome di tutti gli studenti italiani e chiedendo i danni ai diritti responsabili e allo stesso Ministero per colpa in vigilando”.

Precisa Orezzi: “Prima di tutto vogliamo quanto non c’è stato finora: massima chiarezza e trasparenza. Mentre assistiamo a queste scene migliaia di studenti non possono sostenere il costo dell’università, a discapito del merito e delle capacità. Come eravamo in piazza il 17 novembre continueremo la nostra mobilitazione sul diritto allo studio universitario”.

Si allega il relativo link del video.

Prorogate al 21/11 le adesioni al ricorso collettivo per l’ammissione alle Professioni sanitarie

Professioni sanitarie: altro giallo a Messina. Piovono i ricorsi

Qualche giorno fa l’annuncio dell’Ateneo circa l’annullamento delle prove per l’ammissione ai corsi magistrali delle professioni sanitarie. Ora scoppia invece il giallo sulla prova dell’11 settembre per l’ammissione alle triennali. Nella prova di concorso per l’ammissione alle professioni sanitarie (infermieristica, fisioterapia, logopedia, etc.) mancavano 3 plichi di concorso. Un altro plico era semiaperto. A denunciarlo è il Comitato Nonumerochiuso che in una nota spiega: “La Commissione e il Rettore che ha approvato gli atti, tuttavia, hanno verbalizzato l’accaduto senza denunciare il fatto alla Procura della Repubblica per gli accertamenti del caso.

Frattanto escono i risultati e a Messina i punteggi sono i più alti d’Italia. Il ricordo – continua il Comitato – non può che andare al 2007 quando a Catanzaro mancarono all’appello proprio 3 plichi. In quel caso il Rettore della Magna Graecia denunciò il fatto e solo dopo 3 anni, grazie agli approfondimenti dei Ris di Messina, si smantellò una vera e propria organizzazione che riusciva a trafugare con anticipo le domande del test mettendole sul mercato. L’Udu ha ricevuto numerosissime segnalazioni dagli studenti e sta valutando un ricorso collettivo.

Per i suoi avvocati, Santi Delia e Michele Bonetti, si può procedere chiedendo l’ammissione con riserva al corso di laurea. I legali, dopo aver preso visione degli atti di concorso, fanno sapere che “il fatto che manchi un plico in una scatola non sembra casuale. La ditta che ha gestito il concorso è certificata Rina e dovrebbe essere dotata di tecnologie tali da escludere ogni situazione di questo tipo. Non a caso i Ris di Messina, nell’indagine sui fatti di Catanzaro del 2007, partirono proprio dalla sede ove i plichi erano confezionati. Dopo aver accertato l’esistenza di un sofisticato sistema di controllo a base di sensori elettronici che esclude errori nel riempimento delle scatole e dei plichi, si concentrarono su altre piste. Stupisce che l’Ateneo – conclude la nota – dopo gli stellari punteggi dei candidati alle Professioni sanitarie, in netta controtendenza con quelli di Medicina ove i candidati di Messina erano stati fanalino di coda rispetto a Palermo e Catania, non si sia chiesto se ci fosse qualcosa da approfondire”.

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Gazzetta del Sud

Centonove

Tempostretto

Normanno

 

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ADIDA – “SVOLTA DECISIVA” AL TRIBUNALE DI MILANO

Vittoria per i precari di Adida il Ministero condannato alle spese del processo
Il Tribunale di Milano nella persona del Giudice Istruttore Dott.ssa Chiara Colosimo ha accolto il ricorso dell’Associazione Adida patrocinato dagli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia; trattasi di una vittoria storica poiché dopo alcuni accoglimenti vi era stata un’inversione di tendenza a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione a cui si erano uniformati tutti i Tribunali compresi quelli di Roma e Milano, che oggi ha invece il coraggio di tornare sui propri passi.
“Forse siamo ad un giro di boa – ha commentato Barbara Borriero coordinatrice nazionale Adida – questa volta non si tratta di un accoglimento di sparuti e piccoli Tribunali della Penisola, ma di una svolta intervenuta in uno dei Tribunali e fori più importanti d’Italia”.
“L’accoglimento riguarda non solo gli scatti di anzianità ma anche il risarcimento del danno – riferiscono gli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia – il Tribunale ritiene che un lavoratore a tempo determinato sia tale e quale in termini di competenza e professionalità ad uno a tempo indeterminato e non fa distinzioni fra abilitati e non abilitati, equiparandoli finalmente in termini economici”.
Il Tribunale di Milano, riferiscono soddisfatti da Adida, accoglie i diritti dei precari e condanna alle spese del processo il Ministero.

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T.F.A. accolti altri 20 ricorsi. Il T.A.R. Lazio fissa l’udienza finale

 

Riconfermato l’orientamento del Tar del Lazio sulla nota querelle che concerne i tirocini formativi attivi. Altri studenti e precari vengono, dunque, ammessi dal Tar che, dopo una prima battuta d’arresto su alcuni ricorsi collettivi gestiti da altri avvocati, riconferma il suo orientamento positivo.

Il T.A.R. Lazio ha ritenuto tanto delicata e di urgente trattazione la questione che ha fissato le udienze finali di merito dei giudizi per i primi di dicembre. Tutti ammessi sin’ora i centinai di ricorrenti difesi dagli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti.

 

T.F.A.: al via ai ricorsi collettivi per la famigerata classe di francese!

Parte il ricorso collettivo per la classe A245 e A246 (Lingua e civiltà straniera – Francese) del tirocinio formativo attivo, dove ben 25 domande su 60 sono state annullate.

Il MIUR ha provveduto, in questi ultimi giorni, alla terza correzione dei risultati con un ulteriore annullamento di una domanda.

Alcune università hanno, così, deciso di effettuare una nuova prova scritta per tutti coloro che sono risultati ammessi dopo l’ulteriore abbonamento della domanda e per tutti coloro che saranno ammessi con riserva dal Tar.

Contattateci ad segreteria@avvocatosantidelia.it per avere informazioni sul ricorso collettivo.

Si allega, a titolo esemplificativo, l’avviso dell’università di Cassino nonché il comunicato pubblicato sul sito dell’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” concernente l’integrazione dei risultati dei test preselettivi.

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El triplete al T.A.R. Lombardia: Vittoria a Medicina Inglese di Pavia e alla Statale di Milano

Tre su Tre, le vittorie al T.A.R. Lombardia delle ultime ore. Illegittimo lasciare posti vacati per i corsi di laurea a Medicina. Questi posti vanno assegnati ai ricorrenti.

Titoloni sui giornali Lombardi che così scrivono a tutta pagina

 

Riempite i posti a Medicina! La sentenza del TAR contro l’Unipv

 

Gli studenti italiani esclusi dai corsi a numero chiuso sono legittimati a prendere i posti riservati agli stranieri se questi non sono totalmente coperti. A stabilirlo è ilTribunale Amministrativo Regionale della Lombardia che ha dato ragione a tre aspiranti studenti in Medicina dopo che hanno presentato ricorso contro l’Università di Pavia.

La vicenda ha inizio lo scorso anno, in occasione del test d’ingresso per accedere a Medicina. L’Università di Pavia ha previsto di ammettere 60 studenti residenti in Italia e 40 residenti  all’estero. Le richieste arrivate dall’estero però erano inferiori ai 40 posti messi a disposizione dall’ateneo.

Immediatamente gli studenti italiani esclusi dal test d’ingresso, hanno pensato che i posti vuoti potessero essere ricoperti da loro. Una conclusione a cui l’ateneo non è arrivato, lasciando la situazione così com’era. A questo punto tre aspiranti matricole hanno pensato di presentare ricorso al TAR che ha dato ragione a loro.

Questa è la motivazione della sentenza: in mancanza di studenti stranieri a cui l’università deve riservare posti per favorire lo scambio interculturale, l’ateneo deve assegnare i posti vuoti agli studenti italiani, in modo da garantire il massimo delle potenzialità formative di cui dispone. Secondo il TAR, ciò non rischia di creare un numero di medici maggiore di quello che effettivamente occorre, perché non è detto che tutti gli studenti arrivino a concludere gli studi o che, una volta laureati, esercitino in Italia.

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Il Giornale

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