Archivio: News

Indennità di reggenza ai collaboratori vicari della scuola: parte la class action contro il MIUR

Il Ministero deve pagare quanto dovuto per il lavoro già svolto da migliaia di docenti nella loro qualità di vicari dei Dirigenti cui è stata affidata la reggenza.

L’art. 69 comma 2 del CCNL Scuola del 04/08/1995 prevede l’indennità di reggenza da dividere al 50% tra il Dirigente scolastico titolare che assume la reggenza ed il docente vicario di tale scuola. La norma è tutt’ora in vigore così come espressamente previsto dalla contrattazione collettiva in vigore (art. 21 commi 1 e 2 del CCNL Scuola del 26/05/1999, dall’art. 33 del CCNI del 31/08/1999, dall’art. 142 del CCNL Scuola del 24/07/2003 e dall’art. 146 del CCNL Scuola del 29/11/2007).

Nonostante le disposizioni contrattuali di cui sopra prevedano espressamente il pagamento dell’indennità, il MIUR nega alle scuole il finanziamento necessario per il pagamento di tali indennità.

Sono già decide i provvedimenti giudiziali di vari Tribunali di tutta Italia che condannano il M.I.U.R. al pagamento di quanto dovuto e, sino ad oggi, illegittimamente non versato.

Gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti lanciano la campagna per l’affermazione del diritto alla retribuzione per l’attività prestata da tali docenti su espresso incarico dei dirigenti scolastici reggenti attraverso ricorsi, in tutta Italia.

I ricorsi verranno incardinati nei Tribunali del Lavoro Italiani scelti in base alla sede in cui ogni singolo insegnante ha svolto l’attività lavorativa.

Clicca qui per aderire gratuitamente

Ora tocca ad A.D.I.D.A.: STOP al precariato. Class action per i supplenti della scuola da anni illegittimamente sfruttati

Dopo aver denunciato innanzi al T.A.R. le illegittimità legislative che colpiscono migliaia di docenti precari di terza fascia, le assurde pretese del T.F.A. che equipara un neolaureato ad un docente con decennale esperienza di insegnamento obbligandoli a sostenere lo stesso test a risposta multipla, gli Avvocati Santi Delia & Michele Bonetti iniziano la campagna per i diritti del lavoro attraverso una pioggia di ricorsi, in tutta Italia, per tutelare ed affermare i diritti essenziali dei lavoratori della scuola da anni sfruttati e sottopagati dalle Istituzioni scolastiche e pubbliche.
I ricorsi verranno incardinati nei Tribunali del Lavoro Italiani scelti in base alla sede in cui ogni singolo insegnante ha svolto l’attività lavorativa.
Avviso Importante
Secondo i giudici del Tribunale del lavoro di Milano, a seguito dell’introduzione dell’art. 2, c. 54, del D. L. 225/2010 (c.d. Decreto Milleproroghe), convertito dalla legge 10/2011, è stata posticipata l’efficacia del termine decadenziale del 24 gennaio 2011 introdotto dalla legge 183/2010 per l’impugnazione dei contratti scaduti che prevedono il licenziamento, per ritardare gli effetti preclusivi della nuova norma introdotta.
Pertanto si potrà adire il Giudice del Lavoro qualora entro questo mese (febbraio 2012) si invii la lettera con cui si impugnano i termini ed i contratti a tempo determinato, di collaborazione e similari.

F.A.Q.

Ricorso Giudice del Lavoro per la stabilizzazione degli insegnanti

Gent.le Professore,

I nostri Studi saranno a disposizione degli interessati per fornire ogni chiarimento in merito alla procedura giudiziaria di cui di seguito si indicano i requisiti essenziali, fornendo risposta alle domande più ricorrenti.

1) Obiettivi del ricorso.

Scopo del ricorso al Giudice del Lavoro è l’impugnazione dei contratti nonché di tutta la situazione economica e lavorativa dei precari che abbiano prestato servizio presso le Scuole Statali o Paritarie.

Le principali richieste portate avanti nel ricorso saranno quelle di:

a) Accertare il diritto del ricorrente al risarcimento del danno derivante dall’abuso costituito dalla successione di contratti a tempo determinato;

b) Accertare il diritto del ricorrente al riconoscimento, per effetto dell’anzianità maturata nel servizio pre-ruolo, degli scatti biennali in misura pari al 2,50% dello stipendio spettante per il passato e per il futuro;

c) Accertare il diritto del ricorrente alla parità di trattamento economico con il personale di ruolo;

 

2) Chi può fare ricorso? E se non ho spedito la lettera di impugnazione dei termini?

Possono aderire al ricorso tutti coloro che siano in possesso di valido titolo all’inserimento nelle graduatorie d’istituto o ad esaurimento ed in possesso di almeno 3 anni di servizio alle dipendenze del MIUR e/o di una Scuola paritaria. Questo è ciò che lo Studio Legale consiglia.

Se non è stata spedita la lettera di impugnazione dei termini consigliamo di non effettuare la vertenza se non per far valere alcune questioni come ad esempio gli scatti di anzianità pregressi.

 

3) Entro quanto devono essere impugnati i contratti e qual è il termine fissato per la presentazione del ricorso?

Con la legge 4 novembre 2010 n. 183, c.d. Collegato Lavoro (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 09 novembre 2010 ed entrata in vigore il 24 novembre 2010) il Legislatore ha modificato in maniera rilevante la materia dei contenziosi aventi ad oggetto la dichiarazione di nullità del termine apposto ai contratti a tempo determinato. In particolare, l’art. 32 della suddetta legge prevede che:

a) Il lavoratore che intende far valere l’illegittimità di uno o più contratti a termine in successione debba farlo improrogabilmente entro 60 giorni dalla scadenza degli stessi ;

b) Entro i successivi 270 giorni dall’impugnazione di cui al precedente punto depositare il ricorso presso il Tribunale del Lavoro competente territorialmente;

Inizialmente, con l’entrata in vigore del cd. Collegato Lavoro, il termine fissato per l’impugnazione di tutti i contratti stipulati fra il MIUR e i docenti alle sue dipendenze che avessero avuto termine entro il 31.12.2010 era stato fissato al 26.01.2011.

Tuttavia, con l’entrata in vigore del cd. “mille proroghe” (D.L. 29 dicembre 2010) il legislatore ha compiuto un’ampia virata sull’introduzione del termine breve per l’impugnazione dei contratti a tempo determinato, estendendolo a tutto l’anno 2011, e più precisamente fissando al 31.12.2011 la data ultima per l’impugnazione di tutti i contratti stipulati fra il MIUR e i docenti entro la fine del dicembre 2010.

Per quanto riguarda i contratti stipulati nel 2011 e successivamente, gli stessi dovranno essere impugnati improrogabilmente entro i 60 giorni dalla scadenza.

Il lavoratore che non abbia provveduto all’impugnazione nei suddetti termini decade dalla richiesta delle indennità.

4) Se ho spedito la lettera a gennaio 2011 sono passati i 270 giorni e sono quindi decaduto?

Si, l’azione doveva essere proposta dopo 270 giorni. In tal caso Vi preghiamo di verificare se vi sono impugnazioni successive e di spedircele. Dall’ultima lettera di impugnazione di tutti i termini dobbiamo stare entro 270 giorni.

5) Se non avessi ancora aderito, qual è la documentazione da inviare propedeutica alla presentazione del ricorso?

I documenti necessari per l’adesione al ricorso e da far pervenire al più presto presso il nostro Studio sono:

a) Copia di tutti i contratti di lavoro sottoscritti;

b) Copia delle buste paga relative ai 6 anni precedenti alla missiva di impugnazione dei contratti stipulati con il MIUR;

c) Copia dei CUD relativi agli ultimi sei anni;

d) Copia 730/2011 o Modello Unico 2011;

e) Procure sottoscritte in originale ;

f) Copia delle missive di impugnazione dei contratti corredate dalle relative ricevute di spedizione e di ritorno.

6) Sulla necessità di far effettuare i conteggi sulle differenze retributive ed indennità da parte del Consulente del Lavoro.
Ai fini di una maggiore completezza del ricorso è consigliabile far effettuare dei conteggi sulle differenze retributive ed indennità da parte di un Consulente del Lavoro.
Il nostro Studio mette a disposizione un proprio Consulente del Lavoro, il cui compenso per la propria prestazione è fisso e pari ad euro 125,00. Attenzione tale prezzo è una convenzione solo per i ricorrenti che provengono dall’A.d.i.d.a. essendo di molto superiori gli onorari dei Professionisti privati del settore.
Tuttavia, il ricorrente, qualora ne avesse la possibilità, può fare effettuare i conteggi richiesti da un proprio consulente.
Per usufruire del consulente convenzionato con lo studio legale il bonifico della indicata somma dovrà effettuarsi sul conto corrente:
intestazione del conto :

C.P.E.D.  SRL
Piazza Bologna  1
00162        Roma

Banca: INTESA
IBAN: IT26F0306905060100000000650

VI PREGHIAMO DI INDICARE NELLA CAUSALE IL NOME DEL RICORRENTE CHE FRUIRA’ DEL CONTEGGIO.

 

 

7) Che cos’è il contributo unificato e quando deve essere pagato?

Il contributo unificato è una tassa che deve essere pagata al momento di iscrivere la causa al ruolo, ossia quando si deposita il primo atto in cancelleria.

Il suo importo varia in relazione al valore e alla tipologia di causa ed è pari ad euro 225,00 per le cause di valore indeterminato .

Con il D.L. 06 luglio 2011 n. 98 (“misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”) è stato introdotto la presente tassa anche per le controversie individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego.

Deve precisarsi, tuttavia, che sono esentati dal pagamento del contributo unificato tutti coloro che siano in possesso di un reddito imponibile ai fini IRPEF (risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi) inferiore ad € 31.884,48.

Si precisa che per la determinazione del reddito imponibile di cui sopra vi sono allo stato attuale due diversi orientamenti giurisprudenziali; l’uno prevede che da considerarsi è il reddito del nucleo familiare, mentre l’atro, ultimo, considera il reddito del solo lavoratore. Allo stato è prevalente la seconda interpretazione quindi considereremo il reddito del singolo lavoratore, salvo integrazioni su mutamenti di indirizzo.

8) E’ possibile ottenere l’assunzione a tempo indeterminato?

Nonostante vi siano state alcune pronunce che hanno lasciato aperti degli spiragli per la regolarizzazione del rapporto di lavoro, è doveroso rappresentare che tale possibilità allo stato attuale è ostacolata da quanto disposto dall’art. 97 della Costituzione che prevede la necessarietà del concorso pubblico per ottenere l’assunzione alle dipendenze della Pubblica Amministrazione. La Costituzione costituisce ostacolo anche per le ultime interpretazioni giurisprudenziali di carattere comunitario.

Tuttavia vi sono state delle sentenze di alcuni Tribunali (ad es. Genova, Siena etc.) che hanno provveduto alla stabilizzazione in virtù di una richiamata normativa comunitaria. Ma allo stato permane il predetto ostacolo.

9) Quale è il termine ultimo per inviare la documentazione?

Al fine di lavorare con maggiore attenzione e professionalità lo studio legale ha individuato nella data del 15 marzo il termine ultimo per l’invio dei plichi.

 

10) Quale è il prezzo del ricorso? E le spese legali?

 

Si prevede il pagamento di un contributo all’Associazione ADIDA pari ad euro 197,00 euro mentre il nostro studio legale sottoscriverà con ogni singolo ricorrente dei patti di quota lite al fine di avere un pagamento adeguato e commisurato all’esito del ricorso.

Si precisa che per il pagamento della quota di euro 197,00 e per ottenere la procura alle liti bisognerà rivolgersi ad Adida. Si rappresenta che in caso di esito negativo del ricorso trattasi di materia lavoristica per la quale generalmente vige il principio della compensazione delle spese legali; qualora vi fosse una condanna alle spese del giudizio a favore dell’Amministrazione il valore delle stesse si aggira intorno ai 1.200,00 euro.

 

11) Quante possibilità abbiamo? Vinceremo?

Non è possibile fornire una risposta precisa. Possiamo solo assicurarVi la nostra massima serietà e professionalità nella gestione della pratica rappresentandoVi che a nostro avviso la questione si presenta fondata e che è doveroso andare fino in fondo a questa vicenda.

TRASFERIMENTI DALL’ESTERO AL SECONDO ANNO: IL NUOVO ACCOGLIMENTO E’ DEL TAR CAGLIARI

Il TAR della Sardegna, con l’ordinanza 8 febbraio 2012, ha statuito l’illegittimità del rifiuto prestato dall’Ateneo di Sassari al trasferimento in Italia, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia, di uno studente proveniente dall’Università di Bruxelles.

Nonostante l’Ateneo si fosse appellato all’applicazione della L. 264/1999 (in materia di accesso programmato) il TAR Cagliari ha disposto l’iscrizione con riserva del ricorrente al corso di studi accogliendo le censure sollevate dall’Avv. Michele Bonetti e Santi Delia in merito all’inapplicabilità al caso di specie della normativa richiamata.

L’ordinanza Sarda costituisce l’ulteriore conferma di quanto sino ad oggi fatto dagli Avv.ti Bonetti e Delia e dall’UDU in materia di numero chiuso e a favore di numerosi studenti che trovano nel Ministero e negli Atenei i primi antagonisti per l’esercizio del diritto allo studio.

Vai all’ordinanza del TAR Cagliari

TAR LAZIO: salta il punteggio minimo anche per Scienze della Formazione

Il Decreto Gelmini, con il quale è stato introdotto il punteggio minimo per l’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso, è illegittimo.

Illegittima la soglia di 20 punti per Medicina, Odontoiatria e Professioni sanitarie. Illegittima quella di 60 punti per Scienze della Formazione.

Un’altra vittoria storica per il diritto allo studio degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia.

Il trionfo del ricorso come l’incipit di un cammino all’insegna della legalità

U.d.U. “Aboliremo tutte le soglie che impediscono l’accesso e l’ordinanza del Tar del Lazio è solo l’inizio, ora bisogna estendere il provvedimento a tutti Italia“.

Una “soglia minima” di punteggio pari a 60 su 80 punti, come si legge nel nel DM 4 agosto 2011, è imposta quale limite per ottenere la sufficienza nei test di ingresso di scienze della formazione dall’ex Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ed è sembrata un disincentivo per gli studenti desiderosi di accedere alla facoltà prescelta.

 

Nelle prove per l’ammissione al Corso di laurea magistrale in Scienze della Formazione primaria, infatti, l’arduo risultato era stato raggiunto soltanto da parte di 102 ragazzi: l’evidente conseguenza di ciò è stata il fatto che 148 posti sono rimasti non assegnati su ben 250 messi a disposizione.

In altre parole, ad oltre la metà degli studenti rientranti nella graduatoria non è stata conferita la facoltà di intraprendere gli studi. Per contrastare l’ingiustizia da loro subita per il fatto che non sono stati utilmente inseriti nella graduatoria di ammissione al corso di laurea, l’Unione degli Universitari di L’Aquila per il tramite del responsabile dell’organizzazione Michele Di Biase, ha promosso ricorso al TAR.

Ne è derivata un’ordinanza vittoriosa, la quale ha dichiarato illegittimo il limite di votazione predetto e ha ammesso 30 studenti al corso di laurea. Si tratta di un traguardo significativo, come ha sottolineato il Coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Michele Orezzi; tuttavia dopo la battaglia si auspica di vincere “la guerra” e di estendere anche ai non ricorrenti il provvedimento.

La portata del fenomeno, infatti, è grande: ci sono ancora tantissimi posti da assegnare e l’obiettivo attuale consiste nell’estendere i vantaggi conseguiti alle altre città italiane, agli studenti che non hanno avuto la possibilità di fruire dei nostri ricorsi.

Lo stesso Legale dell’Unione degli Universitari, nel ribadire l’importanza di tutta la questione, ha evidenziato il rischio di chiusura per molti corsi, qualora il fenomeno descritto prosegua nel suo verificarsi. Pertanto, benché soddisfatto della sentenza, si augura che il Ministro Profumo possa prendere atto della stessa così da consentire l’assegnazione dei posti liberi residui.

ANSA

Agenzia giornalistica italiana

Corriere della Sera

Quotidiano d’Abbruzzo

TUTTO SCUOLA

USTATION

Universita.it

Orizzonte scuola

Il nuovo numero chiuso: le prime indiscrezioni sulla riforma degli accessi in discussione al Ministero

Di seguito l’articolo del Corriere della Sera che anticipa la nuova riforma del numero chiuso. Il quotidiano anticipa che, “sarà rafforzato il principio del punteggio minimo: chi entra dovrà prendere almeno 20 punti su un massimo di 80. Di fatto la norma riguarda solo gli studenti stranieri che in passato, grazie alle quote riservate per alcune nazioni, riuscivano ad entrare anche con una preparazione nulla o senza sapere l’italiano. C’era già un regolamento che adesso viene trasformato in legge per sbarrare la strada ai ricorsi al Tar visto che le prime sentenze favorevoli agli esclusi sono già arrivate. La seconda novità riguarda i posti riservati agli stranieri che, proprio con il meccanismo del punteggio minimo, non venivano assegnati. Non un dettaglio, a settembre sono stati quasi 900. Saranno assegnati automaticamente agli studenti italiani e comunitari rimasti fuori dalla graduatoria“.

Il riferimento è alla nostra battaglia per l’eliminazione della soglia minima di 20 punti che, appena qualche giorno fa, il T.A.R. Lazio ha espressamente accolto. La nostra tesi circa l’illegittimità della scelta del Ministro Gelmini di introdurre questa soglia senza passare dal Parlamento, infatti, è stata ritenuta fondata ed i ricorrenti ammessi al corso di laurea cui aspiravano. Oggi si apprende che la soglia verrà riproposta addirittura con legge ordinaria. Noi continueremo a combattere per evitare ogni illegittima compressione al diritto allo studio e non permetteremo che neanche uno tra i posti disponibili rimanga vacante.

Atenei, un test di valutazione per tutte le matricole

Non serviranno a mettere in moto la macchina implacabile del numero chiuso, lasciando fuori chi non è abbastanza bravo. Ma a dare allo studente qualche utile consiglio sul suo futuro, a dirgli se per quella facoltà è tagliato oppure no

31/01/2012
È ancora presto per sapere se bisognerà prepararsi pure sulla grattachecca della sora Maria, come capitò l’anno scorso agli aspiranti infermieri della Sapienza. Ma presto tutti gli studenti che si vogliono iscrivere all’università dovranno sottoporsi ad un test, una serie di domande a risposta multipla. Non serviranno a mettere in moto la macchina implacabile del numero chiuso, lasciando fuori chi non è abbastanza bravo. Ma a dare allo studente qualche utile consiglio sul suo futuro, a dirgli se per quella facoltà è tagliato oppure no. Lasciandogli comunque la possibilità di iscriversi, anche se il risultato dovesse essere da ultimo della classe. Li chiamano test di autovalutazione, qualche università già li offre sul proprio sito internet. Ma nei piani del ministero dell’Istruzione dovrebbero diventare obbligatori per tutte le matricole se non dal prossimo anno accademico almeno da quello successivo. La norma doveva entrare nel decreto legge sulle semplificazioni approvato la settimana scorsa. Poi è stata tolta anche perché la discussione si è incagliata sulla questione del valore legale del titolo di studio. Ma il ministro Francesco Profumo vuole inserirla nel nuovo decreto al quale sta lavorando il governo, dedicato questa volta ai giovani.

Perché un test del genere? Oggi può capitare che chi è tagliato per fare l’ingegnere finisca per fare l’avvocato, chi sarebbe un bravissimo fisico si iscriva a lettere. I test di autovalutazione servono proprio a questo, a fare in modo che chi è tagliato per fare l’ingegnere faccia l’ingegnere, e così via. Non è solo una questione di aspirazioni personali, pure importanti perché la stoffa aiuta sempre. L’idea è che solo così possono essere distribuite al meglio le intelligenze e le capacità degli studenti italiani. Oggi un ragazzo su cinque abbandona l’università dopo il primo anno, 60 mila intelligenze sprecate ogni volta anche perché non avevano preso la strada giusta. Non perdere quei ragazzi fa parte di quell’attività di orientamento che è sempre mancata alla scuola e all’università italiana. E che potrebbe sviluppare al meglio quel capitale umano così importante per la crescita del Paese. È ancora presto per sapere come funzioneranno nel dettaglio i nuovi test. Saranno tagliati su ogni singola facoltà, proprio per individuare al meglio le capacità necessarie per ciascun corso. E dovrebbero essere fatti in giorni diversi a seconda della facoltà, per consentire agli studenti di tentare una strada diversa in caso di risultati poco brillanti.
Sempre nel decreto giovani ci dovrebbero essere altre due novità sui test universitari, che però riguarderanno solo le facoltà a numero chiuso come Medicina e Veterinaria. Sarà rafforzato il principio del punteggio minimo: chi entra dovrà prendere almeno 20 punti su un massimo di 80. Di fatto la norma riguarda solo gli studenti stranieri che in passato, grazie alle quote riservate per alcune nazioni, riuscivano ad entrare anche con una preparazione nulla o senza sapere l’italiano. C’era già un regolamento che adesso viene trasformato in legge per sbarrare la strada ai ricorsi al Tar visto che le prime sentenze favorevoli agli esclusi sono già arrivate. La seconda novità riguarda i posti riservati agli stranieri che, proprio con il meccanismo del punteggio minimo, non venivano assegnati. Non un dettaglio, a settembre sono stati quasi 900. Saranno assegnati automaticamente agli studenti italiani e comunitari rimasti fuori dalla graduatoria.
Lorenzo Salvia
lsalvia@corriere.it

Vai all’articolo originale con in evidenza le novità più importanti

Corriere Univ con la risposta dell’UDU

TAR LAZIO: ILLEGITTIMO IL DINIEGO DELL’UNIVERSITA’ DI ROMA LA SAPIENZA ALLA TARDIVA ESPRESSIONE DELL’OPZIONE

Con l’ordinanza cautelare n. 151/2012  il Tar Lazio ha ammesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “La Sapienza” due studenti che avevano espresso la volontà di immatricolarsi dopo la scadenza dei termini indicati dall’Ateneo.

Il Collegio ha ritenuto che l’esclusione degli studenti non può in alcuna maniera essere giustificata dal decorso dei termini indicati dall’Ateneo, accogliendo le censure sollevate in merito alla natura non decadenziale della scadenza universitaria e alla prevalenza del diritto allo studio dei candidati che può trovare compressione esclusivamente al cospetto di diritti altrettanto nobili, e mai essere oggetto di scambio.

L’ordinanza, resa sul ricorso patrocinato dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti conferma l’illegittimità dell’atteggiamento dell’Amministrazione che pone sempre maggiori ostacoli sulla strada di giovani studenti.

Vai alla decisione del T.A.R.

MEDICINA E ODONTOIATRIA – TRASFERIMENTO DALL’ESTERO: PER LA PRIMA VOLTA IL SI ARRIVA DAL TAR CATANZARO

Il T.A.R. Catanzaro (Presidente Massimo Luciano Calveri, Relatore Iannini, a latere Burzichelli), pronunciandosi per la prima volta in tema di trasferimento da ATENEI stranieri in Italia per accedere ad un corso di laurea a numero chiuso (ODONTOIATRIA), accoglie il ricorso degli Avvocati Santi DELIA e Michele BONETTI e ordina all’Università di Catanzaro di concedere il nulla osta al trasferimento.

Secondo il T.A.R. Calabria, “le ulteriori censure di violazione dell’art. 2 della legge 11 luglio 2002 n. 148 e dell’art. 31 del d.lgs. 9 novembre 2007 n. 206 sono fondate atteso che nessuna norma prescrive, per il caso di iscrizione ad anni successivi al primo per trasferimento da altra Università sita in un Paese comunitario, quale la Romania, l’effettuazione di una prova preselettiva ulteriore rispetto a quella sostenuta per l’iscrizione al primo anno di corso, in quanto una diversa interpretazione sarebbe contraria al principio di libertà di circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati comunitari, suscettibile di applicazione nel settore dell’istruzione tenuto conto degli obiettivi perseguiti dagli artt. 3 n. 1 lett. q), Ce e 149 n. 2, Ce”.

Il nostro ricorrente è stato ammesso direttamente al III anno di corso.

Vai all’ordinanza

Numero chiuso: ancora rinviato il bonus di 10 punti ottenibile grazie al voto di diploma

Il Governo, con il Decreto c.d. “Milleproroghe” (Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216), ha rinviato, ma ancora una volta confermato, all’anno accademico 2013/2014, l’entrata in vigore del regime di valutazione della carriera pregressa scolastica delle aspiranti matricole dei corsi a numero programmato.

Con il predetto decreto il Governo ha deciso di rendere operativo il sistema dei 10 punti dall’anno accademico 2013. Dobbiamo ancora una volta esprimere il nostro disappunto per tale metodo, considerando anche la diversità tra le preparazioni fornite dagli Istituti scolastici presenti sul suolo nazionale e la non paragonabilità di titoli diversi tra loro. Ancora una volta neanche una parola sulla questione dell’orientamento, mentre continuiamo ad assistere al fenomeno della carenza dei Medici con ripercussioni immediate sul sistema sanitario italiano, all’importazione di Professionisti dall’est dell’Europa, alla fuga dei nostri cervelli all’estero, al proliferare di Università italiane nei c.d. Paesi emergenti dove sono “spediti” i nostri ragazzi per interessi che trascendono il numero chiuso. Il sistema è sull’orlo dell’implosione e la risposta dei 10 punti è ingiusta e assolutamente insufficiente. E’ dunque tutta qui la decisione delle forze politiche dopo anni e anni di tavoli tecnici presso il Miur ove non hanno partecipato le rappresentanze studentesche? Ancora una volta non si mette seriamente mano ad un sistema selettivo iniquo e aprioristico rispetto al quale si esprime tutta la nostra contrarietà.

Vai al weblog per i dettagli

TEST DI MEDICINA: A MESSINA DENUNCIATA NUOVAMENTE LA VIOLAZIONE DELL’ANONIMATO. INTANTO SPARISCONO I COMPITI E IL TAR VUOLE VEDERCI CHIARO.

Dopo che il Consiglio di Stato, appena due mesi fa, aveva evidenziato che la gestione della prova (peraltro uguale per 10 anni) a Messina era illegittima perchè “le operazioni compiute dalla Commissione abbiano rischiato di porre nel nulla tutti gli accorgimenti previsti dal legislatore al fine di assicurare che la correzione degli elaborati avvenisse nel più stretto anonimato e seguendo la par condicio dei ricorrenti e l’imparzialità dell’Amministrazione, consentendo a chiunque ne avesse interesse di associare una determinata busta al nome del candidato”/ e dopo che il T.A.R. Catania aveva trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica evidenziando “che tale anomala modalità di distribuzione dei plichi ai candidati, non giustificata da alcuna valida ragione coerente con le finalità di trasparenza delle procedure concorsuali è sintomatica di un non corretto svolgimento della procedura concorsuale”, oggi l’Ateneo è nuovamente nel mirino del T.A.R.
Questa volta, secondo il ricorso proposto dagli Avv.ti Santi Delia e Michele Bonetti, sono proprio i verbali di concorso a svelare che “la concordanza tra numero seriale del compito e numero seriale della scheda anagrafica”. Tale abbinamento, invece, come è troppo semplice dedurre, doveva restare segreto sino a quando il CINECA avrebbe corretto le prove.
La vicenda sul caso Messina si infittisce, inoltre, in ragione della circostanza che, a seguito delle pressanti richieste dell’Avvocato Santi Delia, l’Ateneo ha denunciato alla DIGOS di Messina il furto delle brutte copie dei compiti. Tali “brutte copie” erano le uniche grazie alle quali poter capire se un candidato avesse, ad esempio, copiato le soluzioni o ragionato autonomamente sui quesiti.
Il T.A.R. ha dato termine di 30 giorni all’Ateneo e al CINECA di spiegare il perchè di tutte queste anomalie e deciderà il 22 febbraio prossimo.

Vai alla rassegna stampa

Centonove del 23 dicembre 2011

Centonove del 27 gennaio 2012

La Gazzetta del Sud 14 gennaio 2012

La Gazzetta del Sud 15 gennaio 2012

Giornale di Sicilia

Tempostretto

Tempostretto del 16 gennaio 2012

Normanno

Normanno del 16 gennaio 2012

Messinaora.it

MILLE POSTI LIBERI DA ASSEGNARE A MEDICINA E AD ODONTOIATRIA

UNIVERSITA’:TAR LAZIO, STUDENTI ISRAELIANI AMMESSI A SAPIENZA NON ENTRATI PERCHE’ SERVIVANO ALMENO 20 PUNTI PER ACCESSO

(ANSA) – PALERMO, 16 GEN -Il TAR del Lazio III Sezione Bis, sede di Roma, in data 14/1/2012 con Presidente Evasio Speranza e relatore Brandileone Francesco, ha accolto i ricorsi UDU diretti all’assegnazione dei posti degli extracomunitari.

“E’ un colpo duro alla gestione ministeriale di Mariastella Gelmini”- tuona soddisfatto il coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari Michele Orezzi– “Era stato posto in essere un sistema con una soglia di venti punti che ha lasciato liberi mille posti; in un periodo di difficoltà economiche non assegnare i posti quando vi sono è gravissimo, danneggia le casse dello Stato, degli Atenei e soprattutto il diritto allo studio costituzionalmente garantito. E’ una vittoria storica contro un sistema ingiusto e contraddittorio; i posti ci sono e non vengono assegnati, quest’anno sono stati messi a disposizione circa 10.000 posti quando circa quindici anni fa con strutture universitarie inferiori vi erano ben 100.000 immatricolazioni”.

Sono quasi cento gli studenti immatricolatisi quest’anno con i ricorsi patrocinati dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia e, a breve, si attende la pronuncia dello stesso TAR del Lazio sul ricorso di Scienze della Formazione, dove il Ministro Gelmini ha lasciato altri centinaia di posti liberi.

L’UDU chiederà al Ministro Profumo di prendere atto della giurisprudenza del TAR centrale e di assegnare i posti liberi che, ad oggi, sono oltre mille e di ampliare ulteriormente anche i posti degli studenti comunitari.

T.A.R. Lazio, Sez. III bis, 13 gennaio 2012, nn. 132, 135, 138.

Vai alla rassegna stampa

La Repubblica

Universita.it

ImmigrazioneOggi.it

Il Futurista

Affari Italiani

Corriere Univ

TV

Justice Tv (canale 586 del bouqet Sky)

Studio Legale Avvocato Santi Delia